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Full text of "Delizie degli eruditi toscani"

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IN  HI3.i0i{Y"  OP 
^  K.iTIIARIFE  liOOKER 
fIFT   OP  IvIARIHN  IIOOKER 


DELIZIE 


DEGLI 


ERUDITI    TOSCANI. 


TOMO    XII, 


e-lB    2 


ISTORIA  FIORENTINA  ' 

DI 

MARCHIONNE  DI  COPPO 

STEFANI 

pubblicata,  e  di  annotazioni  ,  e  di  antichi 

muni:vie:nTI  accresciuta  ,  ed  illustrata 

D       A 

FR.   ILDEFONSO    DI    SAN    LUIGI 

CARMELITANO    SCALZO 

DELLA    PROVINCIA    DI    TOSCANA 

ACCADEMICO  DELLA  CRUSCA 
VOLUME    SESTO. 


IN  FIRENZE  V  ANNO  MDCCLXXIX. 

PER  GAET.    CAMBIACI    STAMPATOR   GRANDUCALE 


CON    LICENZA    DE   SUPERIORI  . 


PO.' 

AL    NOBILE    UOMO 

IL    SIC     BARONE   CAVALIERE 

BETTINO   DE'  RICASOLI 

PATRIZIO   FIORENTINO. 


FR.  ILDEFONSO  DI  S.  LUIGI  CARMEL.  SCALZO 


M 


Olto  mancato  farebbe  di 
•X- V  Ji^  fplendore,  e  di  pregio  a 
quella  mia  Raccolta  ,  fé  infra  gli 


ai 


42S00G 


altri  nobiliiTimi  Perfonaggij  che  per 
natia  gentilezza  foltanto  fi  fono 
degnati  co'  loro  valentilfimi  nomi 
cf  illulh^arla^  un  fìmile  onore  non 
aveffi  io  a  quella  proccurato ,  ed  im- 
plorato ancora  da  VS.  Illufrriirinia . 
Imperocché  laiciando,  che  il  Nome 
de'Ric\soLi  è  di  per  fé,  al  pari  di 
qual  che  fi  voglia  altro,  per  anti- 
chiifima  progenie,  e  nella  patria,  e 
fuori ,  per  ogni  titolo  di  nobiltà  , 
di  pofTanza,  e  d'  imprefe  gloriofilfi- 
mo,  lo  è  anche  tanto  in  quefl-e  ifto- 
rie  medefime ,  le  quali  fi  pongono 
per  me  alla  luce,  che  ovunque  dal- 
la loro  più  rimota  origine  èlle  fi  ri- 
volgano, ne  fono  i  Ricasoli  fteiTi 
irpiu  frequente,  ed  ornato  fugget- 
to  ,   quando  per   le   moltiplici  ,   e 


va- 


vàfte  Loro  Signorie,  quando  per  le 
gefte  magnanime  de'  Loro  continua- 
ti Eroi,  e  quando  finalmente  per  le 
pubbliche ,  ed  innumerabili  onorifi- 
cenze d'ogni  maniera, ottenute  per 
merito  in  tutti  i  tempi  da'  popoli  y 
e  da'  molti  Sovrani  dell'  Europa  , 
non  che  folamente  della  noftra  To- 
fcana .  Perlochè  fé  cosi  laudevoli 
ricordanze  fta  bene  fpezialmentc 
confacrare  a  coloro,  che  per  lunghe 
generazioni  ne  hanno  dato  princi- 
pale argumento,  e  materia,  e  per 
cotal  guifa  coftante  hanno  rendute 
ogni  dì  più  celebri,  e  rinomate  e- 
gualmente  le  nazioni,  che  le  pro- 
prie Cafate,  fia  ornai  per  certo  que- 
fta  mia  dedica  non  folo  un  nuovo  ^ 
e  magnifico  ornamento  alla  prefen- 


te 


te  Opera ,  ma  eziandio  un  giiiflo  , 
e  dicevole  tributo,  qual  io  intendo 
che  fia ,  di  mia  ammirazione ,  e  ri- 
verenza a  VS.  lUuftriirima ,  che  in  un 
col  nome  le  doti  ancora  pia  rare 
in  fé  aduna  di  tanti  fuoi  luminofì 
Antenati ,  e  quella  maiTimamente  , 
degli  animi  grandi  fempre  indivifa 
compagna,  facile  beneficenza,  dal- 
la quale  oltremodo  io  confortato  ho 
tutta  cagione  di  confidare,  che  Ella 
voglia,  come  umilmente  ne  prego, 
quello  perenne  atteftaro  di  mio  pro- 
fondo ,  ed  oilequiofo  rifpetto  beni- 
gnamente ricevere. 


Adì  24.  Dicembre  1779. 

jy  Oì  appiè  fottofcrittt  Cenforì  ,  e  Deputati 
deir  Accademia  della  Crufca^  riveduta  a  forma 
della  Legge  prefcritta  dalla  Generale  Adunanza, 
deiranno  1705.  la  feguente  Opera  dell'  Innommata 
noflro  Accademico  Fr,  Ildefonjo  di  5.  Luigi  Car- 
melitano Scalzo i  intitolata:  Delizie  de^Ii  Eruditi 
Tolcani  Tomo  Xll.  non  abbiamo  in  ejpt  ojjervati 
errori  di  lingua . 

Il  Migliorato.  \  r    r  ^ 

Inn.  Leopoldo  Andrea  Guadagni.  J  '^^^'J^^^* 

Inn.  Domenico  Maria  Manni  •  i  n  4,  *  *• 
Inn.  Ab.  Orazio  Marrini .        /  deputati . 

Atte  fa  la  fopr  addetta  relazione  Jt  dà  facoltà 
air  innominato  noflro  Accademico  Fr,  Ildefonfo  di 
S,  Luigi  Carmelitano  Scalzo  di  poterfì  denominare 
nella  pubblicazione  di  detta  fua  Opera  Accademico 

della  Crufca. 


Inn.  Giovanni  Federighi  Arciconfolo, 
Inn.  Vincenzio  Alamanni  Vicefcgretarlo. 


ISTORIA  FIORENTINA 

D    I 
J^IARCHIONNE    DI   COPPO   STEFANI, 


LIBR  O     SESTO. 

DAGLI      ANNI     DI     CRISTO      T32O. 
SINO     AGLI     ANNI    I  ;)40. 

{^ome  Cajlrnccio  Si^noie  dì  Lifcca  ruppe  pace 
a  finanze.   Rubrica  ^36. 

Poiché  Cadruccìo  fentì  ,  che  i  Fiorentini 
avevano  nnandato  in  Lombardia  'a  gente 
fua  contro  a'  Biibonti ,  ed  erano  sforniti 
di  gente ,  diliberò  di  cavalcarli,  non  avendo 
riguardo  a  niuna  pace;  ed  ebbe  la  gente  di 
Pila ,  e  cavalcò ,  e  per  trattato  prefe  Cappiaao, 
e  il  Ponte  della  Luibiana^'^e  Monte  t^alcone 
in  Valdarno  di  lotto ,  e  pafi»ò  la  Lulciana ,  e 
intorniò  Fucecchio;^  V^inci,  e  Cerreto  ^ua.iò; 
e  poi  tornandoli  ei^be  S.  Maria  a  Monte:  af- 
fediò  di  concordia  de'  Terrazzani  ^'^ ,  ii  quali 
vollono  moiìrare  di  tenerli  alcuno  dì,  ma  in 
7'o7no  AH.  A  capo 

(i)  Cioè  Guìjcìand  »  o  Gvfcìana  ,  e  così  fotto  . 
(2)  Supplilci ,  ti  Qaffcro  ,  o  la  Rocca  , 


2  ISTORIA     FIORENTINA  "* 

capo  di  I  o.  dì  s' arrenderono  con  tutto  il  Caf- 
fero ,  lo  quale  i  Terrazzani  teneano  .  E  quefto 
fu  a' dì  25.  d'Aprile,  e  tutto  ciò  fu  fatto  ne- 
gli anni  del  Signore  mcccxx.  del  mefe  d'  x\prile . 

Co?72e  i  Fiorentini  cavalcarono  il  Terreno  di 
Lucca,  e  di  Cajlruccio.Rub,  337. 

LI  Fiorentini  fcntendo,  che  Caflruccio  Si- 
gnore di  Lucca  era  ito  verfo  Genova 
colle  mafnade  de'  Pilani ,  ed  i  Lombardi  vi 
doveano  venire  per  torla ,  e  farla  rubellare  al 
Re  Ruberto,  li  cavalcarono  i  Fiorentini  in  Val- 
dinievole ,  e  guadarono ,  ed  arfono  ,  e  gran 
danno  feciono  a'Luccheli,  e  lor  cartella.  Ca- 
flruccio ,  eh'  era  già  nella  Riviera  ,  per  fofpetto 
di  Lucca  fi  tornò  indietro .  E  non  andare  lui  a 
Genova  guarentì  Genova  ,  che  fenza  fallo  fi 
farebbe  prefa  ,  ed  affrontoili  alla  Gufciana  co  i 
Fiorentini,  e  non  combatterono  .  Alla  perfine 
d'  Ottobre  mcccxx.  fi  tornò  ciafcùna  ofte  ad- 
dietro a  cafa  fua . 

Quefli  fono  i  Priori  da  mezzo  Febbraio  1320. 
a  mezzo  Febbraio  1321.  Rub.  338. 


Roffo  d'Aldobrand 


ino 


Buonaguida  di  Fabro  Tolofini. 
Lottieri  Davanzati.^'^ 

Gio- 
co MS.  Donato  Mannini  degli  Acciaìuoli , 


LTBROSESTO.  5 

Giovanni  Gherardlni  Malegonnelle . 
Meis.  Aiberro  ilotoni  Dott.  di  Leggi . 
Simone  di  Spigliato  da  tilicaia. 
Banco  di  Puccio  Benci venni  Gonf.  di  GiuT:. 
Ser  Giovanni  di  ber  Lapo  tionamicni  lor  Not. 

Ghino  di  Bindo  de'Caniglani . 

^4eis.  Caro  di  Ser  Veni.ti  Dott   di  Leggi, 

Antonio  di  Ser  Caccia  Bonciani. 

Naddo  Canni. 

Niccolò  Mirichi^'^  da  Cerreto. 

Migliorozzo  di  Zaro  de' Guadagni. 

Bencivenni  Buonloitegni  Gonf.  di  Giufl. 

Ser  Lapo  di  Spina  da  Calenzano  lorNot, 

Bindo  Ferrucci .  ^^^ 

Mels  Vanni  di  Benino  Formichi  Dott.  di  Leg, 

Giovanni  di  Vanni  della  Sannella. 

Peduccio  di  Duccio  della  Morotta. 

Grifo  di  Cuccio  de' Medici. 

Antonio  di  Landò  degli  Albizzi. 

Ser  Giovanni  Finucci  Gonf.  diGiuftizIa. 

Ser  Lapo  di  Simone  da  Linari  lor  Notaio, 

Mefs.  Aleffio  Rinucci  Dott.  di  Leggi. 
Ceppo  di  Cere  Giamboni. 

A  2  Nic- 

(i)  Magi.  Mirìccì  ,  Vert^h.  di  Muri  e  ci  0  , 

(2)  A  r^mpo  di  quefti  fi  e  mi  'ciò  Tufìcio  de' XII.  Con» 
figlicri  ,  chiamati  i  XII.  Buoni  uomini  .  Così  è  no- 
tato nel  Pricrifta  di  Luigi  Viviani ,  e  di  Filippo  dì 
Cino  Rinuccini  ,er  aiFerma  V  Anjmirsto  /.  5./>.  2^4. 


4  ISTORIA    FIORENTINA 

Niccolò  di  Iacopo  Altoviti. 

Lotto  di  Puccio  Ardinghi . 

Giovanni  d'  Uberto  Cambi . 

Bartolo  Bonafede  . 

Ardingo  di  Guido  de'  Ricci  Gonf.  di  Giuft. 

Ser  Francefco  Dolci  da  Sommaia  lor  Notaio 

Niccolò  Manieri  Buongradi . 

Cennino^'^  di  Bartolino  degli  Alberti. 

Tinaccio  di  Tuccio  Petri .  ^-^ 

Ricco  Bardi .  ^^^ 

Maruccio  di  Geremia, 

Ulivieri  del  Carbone . 

Mefs.  Forefe  da  Rabatta  Dott.  di  Leggi 

Gonfal.  di  Giuftizia. 
Scr  Giovanni  di  Mefs.  Boninfegna  da  Ri- 

gnano  lor  Not. 

Cionc  Rldolfi. 

Tommafo  de'  Peruzzi . 

Bernardo  di  Lapo  Ardinghclli . 

Mafo  Valori. 

Vanni  di  Bartolo  Armati. 

Giovanni  Villani. 

Currado  di  Mefs.  Simone  de'  Ciotti  Gonf. 

di  Giuft. 
Ser  Albizzo  Cofi  ^^^  da  Signa  lor  Not. 

Come 


(i)  MS.Ceftm  .        (2)  MS.  Petti, 

(3)  Magi.  Rucco  Bandì  .        (^)  Magi,  e  Pctrib.  Tojt. 


LIBRO      SESTO.  J 

Come  i  Fiorentini  afeJiarofio  Monte  Vettolim 
di  Cajir uccio,  Rub.  339. 

FEciono  i  Fiorentini  una  lega  col  Marchefb 
Spinetta  Malefpini ,  che  faceile  guerra  a 
Caftruccio  di  ]à  di  Lunigiana ,  e  mandargli  300, 
cavalieri ,  e  i  ooc.  pedoni  ^'\  e  riebbe  delle  fue 
Terre  ;  ed  i  Fiorentini  affediarono   in  Valdi- 
nievole  Mente  Vetrolino.  Caftruccio  richiefe 
in  Lombardia ,  e  in  Fifa ,  ed  in  Arezzo  gente  ,• 
e  venne  nel  campo .  Di  cYiO,  il  Capitano  de  i 
Fiorentini,  Guido  dalla  Pretella  ^-^  fentendo 
Caftruccio  avere  gente ,  altrettanti  il  doppio 
di  lui ,  sì  li  molle  la  fera ,  e  mandò  il  guanto 
delia  battaglia  a  Caftruccio:  Caftruccio  il  ri- 
tenne. Guido  la  notte  fece  grande  luminare  > 
e  falò ,  e  la  mattina  non  lo  afpettò ,  ma  lafcio 
i  fuochi  in  fuo  luogo ,  perocché  fé  afpettato 
Favelle  non  11  partiva  fanza  zuffa,  e  la  mat- 
tina fu  allogato  nelle  Terre  di  Valdarno .  Ca- 
ftruccio oiieggiò ,  e  fece  danno  afiai  in  Val- 
darno :  il  Comune   di  Firenze    mandò  per  la 
lua  gente  in  Lunigiana ,  e  Caftruccio  cavalcò , 
e  riprefe  le  Terre  del  March(^fe  Spinetta.  E 
ciò  fu  nelF  anno  del  Signore  xMCCcxxi.  la  ftate . 
A  3  Della 

(i)  Villani  /.  9.  e,  116.  Cinquecento  , 

{2)  Cioè.  Da  Petrella,    La  fua  elezione  in  Capitano  (i 

legge-   nel  Lib.   R»  Confil.  delle  Rifannagìont  a  20. 

folto  l'anno  antecedence   1320,  così;  Guido  de  Pe-^ 


é  ISTORIA   FIORENTINA 

Bella  morte  di  Dante  Alighieri  Cittadino  di 
Firenze,  Kub.  340. 

PErchè  è  bene  fare  memoria  degli  uomini 
virtuoli,  sì  noteremo,  che  Dante  di  Ala* 
gherio  degli  Alignieri,  onorevole  Cittadmo, 
come  furono  cacciati  d;  Firenze  i  Bianchi, 
egli,  perch'era  di  quella  parte,  li  partì  fanza 
aipettare  comiaro,  ed  andò  in  ftudio ,  ed  in 
altro  modo  errando  circa  20.  anni,  ne' quali 
fpefe  il  tempo  non  in  erro,  ma  in  molte  vir- 
tuofe  cofe ,  ed  operazione ,  in  fare  libri ,  e  no- 
bih  efempli ,  e  grandi  giudicj  di  Rettorica ,  e 
quafi  di  tutte  le  fette  fclenze ,  e  moralmente 
vitTe  ;  e  poi  ultimamente  morì  a' dì  14.  di  Set- 
tembre^'Mn  Ravenna,  dove  fu  onorevole  fe- 
paltura  negli  anni  del  Signore  mcccxxi. 

'Come 

trelta  eUBui  Capìtaneum  guerrae  Communis  Flo' 
reutine,  E  poco  fotco  a  34.  fi  leggono  gli  Amba- 
fciadorì  fpedingli,  per  recargli  tale  elezione  ;  cicè  : 
Cheh  Pugni  Bordoni s,  ^  Marangone  Amm'ifinati 
Amhaxiatores  dcjìinati  in  partibus  Romandiulae. 
sd  Guido nem  de  Pettella  .  DhI  noftro  Zih.  D.  a  349, 
A  queftu  fuccefife  nel  mcfe  di  Luglio  del  pr^fente 
anno  132/,  D  Curradinus  de  Gonfilneriis  de  Brìxia 
Capitaneus  guerrae ,  con^  é  reg'ftroro  nel  Lib.  S» 
Couftl.  ivi  a  i.  e  Zih  detto  a  351. 
(i)  Villani  lih,  9.  cap.  13?.  d?i  inefe  di  Luglio,  e  cosi 
altri  Scrittori  della  Vita  dt  Da-ite.  M^  il  noftro 
conviene  col  Boccaccio,  e  con  Fihppo  di  Cmo  Ri- 
nuccini ,  di  cui  riporteremo  ruta  ia  Scrifcua  tr?  i 
Monumenti ,  che  la  pong«n«  in  decco  dì  14.  di  Sec- 
temlire . 


LIBRO      SESTO.  7 

Come  i  Fiorentini  lafciarono  la  (Ignoria  del  Re 
Ruberto,  e  rejònjl per  loro.  Rub.  341. 

LI  Fiorentini  sì  H  diliberarono  di  non  vo- 
lere più  la  fignoria  dello  Re  Ruberto ,  pe- 
rocché vedeano  eifere  troppo  di  fpefa  a  loro , 
e  poco  d'aiuto,  e  quaii  i  Mercatanti  non  po- 
teano  alle  fpefe,  non  che  quelli ,  che  vivevano 
di  rendita,  e  delle  loro  braccia.  E  però  ri- 
ftretti  inileme ,  e  fatti  più ,  e  più  ragionamen- 
ti ,  e  configli  infra  loro ,  e  con  fidanza  de'  buo- 
ni fi  preibno  partito  del  tutto  di  volere  effere 
liberi  per  lo  Re,  ed  eleiiero  Capitanile  Pode- 
fìà  a  loro  volontà ,  e  cercavano  d'  avere  di 
valenti  uomini ,  e  più  che  potevano  ;  ed  i 
primi  furono  quefti:  Uberto  y  o  Ubertino  de'  Sali 
da  Brefcia  Podejtà ,  e  Bannino  di  Guido  da  Po- 
lenta Capitano  di  popilo  ^'^  E  ciò  fu  negli  anni 
del  Signore  mcccxxi.  del  mefe  di  Gennaio  ^*^. 

Quelli  fono  i  Priori  da  mezzo  Febbraio  13  21. 
a  mezzo  Febbraio  1322.  Rub.  342. 

1  ile  di  Mefs.  Filippo  Belfredelli. 
Clone  di  Bonfignore  Bifarnefi. 

A  4  Mcfs. 

(i)  Supplirò  coir  Ammirato  Lih.6.  in  prhjcip.  e  Lih.S» 
Ccnjìl.delle  Rifurmag.  a  50.  Zib.D.  <?  351.  L'ultimo 
VicJirio  Pregio  in  uu- (li  tempi  era  flato  Dominus 
Ei-rardus  D.  Guidouis  de  Corgnia  ,  come  fi  vede  al 
Lib.  S,  Conjil.  delle  i<ifor?nagiont  a  i.  e  come  V  aifer* 
ma  l'Ammirato  l:è.  S'P^S-  ^^4* 

(i)  Villani  /.  ^.  e.  135.  In  CaUn  di  Gsnnaio  • 


8  ISTORIA     FIORENTINA 

Mefi.  Tegj^hia   Buonncolti  ludice. 
Lupo  di  L'fimerano  dì  Mofciano. 
Pino  di  Spina  r  alce  ni. 
Buonaiuto  LamDerti. 
Eernarao  Cattani  Gonf  di  Gluilizia . 
Ser  Piero  Ottinelii  lor  Notaio. 

Gherardino  di  Tuccio. 
Gin. Zìo  di  Simone  de' Raffacani . 
Acciaiuoìo  di  Meis.  Niccoia  Acciaiuoli . 
Fièro  di  Pinaccio  degli  Strozzi. 
Ciampo  di  Duccio  . 

^^eis  tranceicodi  Mefs.  Lotto  Dott.  di  Leg. 
Gerì  di  G uccio  ^ìà  erti  Gonf.  di  Giuùizia  . 
Ser  Micnele  di  Ser  Bonaccorfo  dalla  Laltra 
lor  Notaio . 

lapaccio  di  Blndo  del  B^ne. 

Lapo  Albertucci  da  Caiìigiionchio , 

Tommafo  Dieraiuti . 

Filippo  Aldobrandini . 

Benincafa  Falcili . 

Giovenco  di  Cicnetto  de' Baftari . 

Zanobi  di  Mefs.  Lapo  Arnolii  G  >nf  di  Giufe 

Ser  Filippo  Bcnamicni  Icr  Notaio . 

Bernardo  di  Neri  da  QuJìrata. 
Bartolo  di  Manctto  Buonricoveri . 
Francefco  dei  Bene  Bencivenni. 
Bernardo  di  Pagno  Bordoni . 

But0 


LIBRO      SESTP.  ^ 

Buto  di  Ricco  Davanzi . 

Cambino  di  Geri. 

Mefs.ivanieri  del  Forefe  Dctt  di  Leggi 

Gonf.  di  Giuftizia . 
Ser  Ugolino  di  Sozzo  da  Trebbio  lor  Noi^ 

Francefco  d*  Andrea  . 

Mels.  Gianiaxno  di  Lapo  de'  Rinaldi  D.  di  Leg. 

Ser  Gianni  di  Bonaprefa  de' Siminetti . 

Caftello  di  Tecchino  ^'^ 

Bernardino  d' Imbcno  de' Medici. 

Taldo  Valori. 

Albizo  di  Stefano  Sederini  Gonf  di  Giudizia,. 

Ser  Giovanni  di  Ser  Lapo  Bonamichi  Not. 

Tuccio  Ferrucci. 

Filippo  di  lippo  Buonfigliuoli. 

ISaldo  di  Mefs.   Ugo  Alto  viti  . 

Spinello  di  Primerano  da  Mofciano. 

Ser  Ruuico  Conlìirli . 

Boccaccio  di  Golino  da  Certaldo . 

TeiTcrhia  di  Guido  Tolofini  Gonf  di  Giuft. 

PO 

Ser  Tommafo  Bucci  da  Certaldo  lor  Not» 

Come  nella  Città  di  Pijloia  ebbe  7wvità ,  coir  onore 
del  Comune  di  Firenze.  Rub.  343. 

LA  forza  di  Caflruccio  Signore  di   Lucca 
multiplicava,  ed  i  Piftoleli  vicini  a  lui, 

pe^ 
(i)  Magi,  di  Teee$. 


IO  ISTORIA    FIORENTINA 

perocché  e'  tenea  Serra  valle ,  male  (lavano  :  cer- 
carono d'accordo  con  lui,  ed  in  effetto  lo  fe- 
ciono  ,  con  dargli  fiorini  quattromila  1'  anno  . 
Di  ciò  i  Fiorentini  furono  male  contenti,  e 
cercarono  di  {turbarla .  Lo  Vefcovo  ,  eh'  era 
Baronto  iv/{:r/jri^^'^ ,  contrapponendoli ,  ne  fu 
cacciato ,  e  con  grande  danno ,  e  vergogna  ; 
e  r  Abate  da  Facciano,  cioè  Ormanm  di  la- 
cop.)  Tedici^^-^ ^  vi  fue  il  maggiore  maeflro,  e 
capopopolo,  e  non  vi  volea  udire  ricordare 
Fiorentini  a  nulla .  E  ciò  fu  negli  anni  del 
Signore  mcccxxii.  d'  Aprile . 

Come  gli  itfciti  di  Firenze ,  e  Ghibellini  di  più  luoghi 
vennero  a  Colle  di  Valdelfa  .  Rub.  344. 

CErti  ufciti,  e  Ghibellini  di  Firenze  cre- 
dendoli di  furto  intrare  in  Colle ,  con 
grida  della  brigata,  erano  ufciti  di  Colle,  e 
furono  infino  nel  borico  .  Poi  ravveduti  i  Col- 
ligiani  intrati  nell'  arme  li  cacciarono  fuori ,  e 

mor- 

(i)  Supplito  quefi-o  nonve  coll*UgheIIi  ItnL  Sac.in  Epifc. 
Pifior.  num.  x:a.  col.  504.  Tom.^.  e  colle  Memorie 
del  Sig.  ì)otc.  Anton  M'.ria  Rofati  ,/?^^.  108.  i  quali 
ponendo  reiezione  di  Baronro  a' 21.  d'Aprile,  feì- 
fogna  dire,  che  ciò  feguifTe  appena  entrato  al  pof- 
fefio  del  fuo  Vefcovado  ;  ed  è  agevole  a  crederfi  , 
anche  perchè  era  ftato  eletto  contro  la  voglia  ,  ed 
il  partito  di  Ormanno  Tedici  Abate  di  Facciano  ,  e 
di  Lazzcrino  Lazzeri  Configliere  del  Re  Ruberto, 
come  ofTerva ,  e  narra  detto  Sig.  Rofati. 

(2)  Supplito  dal  Villani  /.  p.  f.  145.  e  da  detto  Sig.  Ro- 
fati, luogo  cit. 


LIBRO     SESTO.  II 

morti,  e  prefi  ne  furono  gran  biigata .  E  ciò 
fu  negli  anni  del  Signore  ìMcccxxu.  d'  Aprile  . 

Come  i  FÌGrentini  ordinarono  fiera  à^  ogni  cofa  allo 
Prato  d' OgntfJ'anti ,  Rub.  345. 

NEI  mefe  di  Giugno  s'  ordinò  a  Firenze , 
cne  otto  dì  innanzi  S.  Giovanni  di  Giu- 
gno ,  ed  otto  dì  apprelTo  ,  foflè  un  franco  mer= 
cato  in  tul  Prato  d'  Ogniffanti.  E  ciò  fu  te- 
muto grande  femplicità  per  più  ragioni . 

Diverfi  fuochi  y  che  s' apprefono  in  Firenze. 
Rubrica  346. 

NEgli  anni  del  Signore  mcccxxii.  a'  dì  7.  di 
Luglio  s'  apprefe  il  fuoco  in  fuUe  bot- 
teghe ,  eh'  erano  in  fui  Ponte  vecchio,  ed  ar- 
fono  da  mezzo  il  Ponte  vecchio  in  qua  ,  e  tirò 
per  le  cafe  di  S.  Stefeno:  andonne  da  cafa 
Pulci ,  e  fece  grande  danno.  Ed  appreflò  ,  a'  dì 
<5.  d'  Agolo ,  s' apprefe  un  altro  fuoco  nelle 
cafe  di  fui  Ponte  detto,  ch'erano  rimafe  dal 
mezzo  in  la ,  ed  arfono  tutte  le  botteghe ,  e 
cinque  cafe  de'  Mannelli  di  là  dal  Ponte . 

Coìne  i  Fifani  pofono  gabelle  fopra  la  mercanzia 
de'  Fiorentini .  Rubrica  3^7. 

LI  Pifani  feciono  loro  gabelle  generali ,  le 
quali  toccarono  a' Fiorentini  j  di  che  li 

dol- 


12  ISTORIA     FIORENTINA 

dolfona  i  Fiorentini,  perocché  nella  pace  fi 
conrenea ,  eiler  liberi .  Li  Pifani  dilTero  eilere 
gabelle  nuove ,  e  così  ruppero  la  pace  palefc  , 
che  fegretaniente  più  volte  avieno  rotta  con 
dare  gente  a  Caftruccio.  E  ciò  fu  negli  anni 
del  SÌ2:nore  aMCCcxxii.  d'Af^oiìo. 

Come  la  Campana  del  Popolo ,  cioè  la  maggiore  da 
frima  [nono  alla  dijiefa  .  Rub.  348. 

AVea  il  Comune  di  Firenze  fatta  fare  un-? 
campana ,  la  quale  pefava  circa  diciot- 
tomila  libbre ,  e  mai  alla  diitefa  era  fonata . 
Di  che  capitò  a  Firenze  uno  Maeftro  Imbratta 
da  Siena  ;  Y  acconciò  per  modo ,  che  moila  per 
due  uomini ,  uno  la  facea  bene  fonare .  E  ciò 
fu  neir  anno  del  Signore  mcccxxii.  del  mefe 
d' Agofto  .  Ebbene  fiorini  trecento  . 

Co7ne  i  Fiorentììu  vollom  Campofelvole . 
Rubrica  349. 

GLi  Aretini  avieno  tolto  al  Comune  di  Fi^ 
renze  nella  venuta  dello  Imperadore 
Arrigo  il  cafteìlo  di  Campofelvole  di  V^aldam- 
bra,  di  che  i  Fiorentini  per  trattato  lo  rieb- 
bono  j  ed  aflèdiarono  lo  Caifero  a  dì  8.  di  Set- 
tembre ,  lo  dì  di  Santa  Maria  ,  ed  andovvi 
popolani,  e  cavalieri,  e  gli  Aretini  fentendolo 
male  fornito ,  per  non  perdere  gli  uomini ,  lo 
feciono  rendere  a  di  29.  di  Settembre  mcccxkji. 

Cowe 


LIBRO     SESl'O.  13 

€on7e  il  Comune  di  Firenze  ripofe  Cafagìia. 
Rubrica  350. 

IL  Comune  di  Firenze  ufando  fue  ragioni , 
li  vide,  che  Cafagìia  di  ragione  era  del 
Comune  ,  ed  Ampmana,  le  quali  erano  disfat- 
te a  tempo  della  guerra  de'  Bianchi ,  e  Iseri . 
Di  che  fi  ripucfe,  e  recoffi  le  ville  d'Ampi- 
nana  in  giuridizione  come  cofe  di  Comune, 
e  ciò  fu  di  Settembre  mcccxxil 

Come  gli  Ubddìni  fi  fottomilfero  al  Comune  di 
Firenze.  Rubrica  351. 

ERa  flato  più  quiftioni  tra'  Nobili  degli  U- 
baldini ,  1'  uno  colf  altro  ;  e  perchè  1'  uno 
fentiva  ,  che  T  altro  trattava  per  disfare  V  uno 
V  altro  ,  il  Comune  tenne  mòdi ,  per  li  quali 
di  concordia  fi  fottomiflero  al  Comune  per- 
petualmente ,  e  furono  franchi  d'  ogni  fazione 
reale ,  e  perfonale  due  anni  ^'\  e  furono  a 
novero  3543.  E  ciò  fu  negli  anni  del  Signore 
Mcccxxri.  a  dì  21.  d'  Ottobre  . 

Cojìie  fu  grande  carejlia  quafi  in  tutta  Italia , 
ed  in  Firenze,  Rub.  352. 

U  neir  anno  predetto  careftia  d'  ogni  vet- 
tovaglia in  tutta  Italia ,  ed  in  ogni  luogo 


F 


mag- 


(i)  MS.  Mille  anni .  Vedi  il  Tomo   X.  nelle  Memori» 
di  Cafa  Ubajdini . 


14  ISTORIA    FIORENTINA 

maggiore ,  che  in  Firenze  il  doppio ,  per  Io 
buono  provvedimento  sì  fatto,  ciie  il  grano 
in  Firenze  vallo  diece  quinti  di  fiorino  ,  e  non 
più.  E  tutti  i  poveri  fcacciati  di  Tofcana  il 
Comune  di  Firenze  li  raccattava,  e  niuno  di 
fame  non  morì,  tante  furono  le  limoline  dei 
Fiorentini . 

Come  i  Fiorentini  a  fla7iza  di  Papa  Giovanni 

?nandarono  in  Lombardia  Q-ente  al  Signore 

di  Melai. 0  .  ìiuù.  333. 

NEir  anno  del  Signore  mcccxxii.  di  Febbraio 
a  ilan/a  di  Papa  Giovanni  XXil.  i  Fio- 
rentini mandarono  in  Lombardia  contro  a'  Bi- 
fccnti  da  Melano  200.  uomini  da  cavallo  per 
fare  guerra. 

Come  ì  Fiorentini  mandarono  contro  a  Cajiruccio 
in  aiuto  de'  Fi jl  ole  fi,  Rub.  354. 

LI  Piftolefi  mandarono  a  Firenze  per  foc^ 
ccrfo,  perocché  Cailruccio  era  in  Gar- 
fagnana,  ed  ebbero  80  uomini  da  cavallo,  e 
4C0.  pedoni  ^'\  Can:ruccio  poco  curò  di  ciò , 
fece  i  fatti  fuoi ,  e  riebbe  fue  Cailella  ,  che  a 
poila  de'  t  iorentini  s'  erano  rubeilati ,  e  ciò  fii 
fieir  anno  del  Signore  mcccxxiì.  di  Marzo . 

Quejlt 

(i)  Villani  Uh.  p.  e,  rpi.  dice  ;  7J.  cavalieri ,  e  ^o»fedoHf  . 


LIBRO     SESTO.  15 

Quejlifono  ì  Priori  da  mezzo  Febbraio  1322, 
a  mezzo  Febbraio  132,3.  Rub.  355. 


B 


Artolo  Bandirli. 
Francefco  di  Banco  Raugi . 
Mefs.  Filippo  de'  Bonaccolti  Dote,  di  Leg. 
Borguccio  di  Ventura  Borghi. 
Rinaldo  Lotteringhi.  ^'^ 
Azzarello  di  Lapo  Gherardini. 
Giotto  di  Fantone  degli  Angelotti  Gon£ 

di  Giuftizia . 
Ser  Giovanni  Pizzini  lor  Notaio. 

Mefs.  Rinaldo  Cafini  Dott.  di  Leggi, 

Guido  Bencivenni  da  Magnale. 

Meglio  Fagiuoli. 

Bingieri  di  Nardo. 

Gherardo  Scolai . 

Filippo  di  Gherardo  de'  Giochi. 

Fugio  di  Iacopo  Gonf.  di  Giuftizia.  , 

Ser  Salvi  Dini  lor  Notaio . 


Totto  Rinaldi. 

Giotto  d' Arnoldo  de'  Peruzzi , 
Guido  di  Lapo  Guazza. 
Ciaio  di  Ciaio  Riftcri . 
Giovanni  di  Donato  Viviani. 
Tieri  Benvenuti. 


Guer- 


ci) D*  altra  mano ,  da  poi  Delia  Stufa 


l6  ISTORIA   riORENTINA 

GuerrJante  di  Dingo  de'  MarignoIIi  Gonf! 

di  Giultizia . 
Ser  Matteo  Guidi  lor  Notalo. 

Lotto  Giuneldi^'^  da  Quarata. 
Tavernino  Donati . 
Stefano  di  Duccio  del  Forele  . 
Giovanni  di  Mefs.  Ubertino  ^^^  degli  Strozzi . 
.    Niccolò  di  Berto  Strozzafichi. 
Lippo  di  Bartolo  degli  Albizi. 
Giovanni  d'  Andrea  de'  Ricci  Gonf.di  Giufl. 
Ser  Bernardo  Bencivenni  da  S.  Donato  in 
Poggio  lor  Notaio. 

Mefs.  Pace  di  Mefs.  Iacopo  da  Certaldo  Dott. 

di  Leggi . 
Neri  di  Mefs.  Iacopo  del  ludice. 
Dardano  di  Tingo  Acciaiuoli. 
Chele  di  Pagno  Bordoni.  i 

Cecco  di  Spina  Falconi . 
Cicnetto  di  Giovenco  de' Baftari . 
Francefco  Giamori  Gonf.  di  Giulizla. 
Ser  Rinaldo  Nacci  da  Cepparelio  ^'^  lor  Not. 

Boninfegna  d' Angiolino  de' Magli. 
Francefco  Lottennghi  ^^^ . 
Rufpo  di  Guittone  da  Legnaia . 

Ruc- 

(i)  T.TS.  Giurai  li  . 

(i)  MS     Albertino  . 

C?;  ^^S.   Da  Rcperolh  , 

(4.)  MS.  d'altra  mano  aggiugne  ,  dalla  Stufa.* 


LIBRO     SESTO.  "^       I7 

Rucco  Bandi. 

Meis.  Forele  da  Rabatta  Dott.  di  Leggi . 

Chele  di  Ser  Guernieri  d'  Agugiione . 

Lapo  Bati  Gonf.  di  Giuilizia. 

Ser  Gherardo  Setti  da  Certaido  lorNot, 

Cwie  il  Conte  Novello  fu  in  Firenze  Captan§ 
di  guerra .  Rubrica  356. 

LI  Fiorentini  fentendofi  guerreggiare  a  Ca- 
ftruccjo  ,  e  non  av leno  vaiorolo  C^apita- 
no ,  mandarono  ai  Re  Ruberto  ,  lo  qua'e  a  ìcro 
loido  mandò  uno  fuo  cognato,  che  a  ea  per 
moghe  la  lìrocchia  dello  Re  ,  e  fu  ìs\QL.B:kramo 
del  Balzo  ^'^ ,  Conte  di  Mente  Scagliole) ,  detto 
il  Conte  Novello  ,  peroccnè  ,  comecché  folle 
della  caia  del  Balzo,  non  era  Conte,  ma  no- 
vellamente lo  fece  Conte  lo  Re ,  e  venne  in 
Firenze  con  200.  uomini  da  cavallo  a  dì  ló. 
di  Maggio  Mcccsxiii.  ^^^ 

Come  i  Fiorentini  ebbono  licenza  dal  Papa  Gìq* 
vanni  di  porre  a'  Chierici.  RuDr.  357. 

I  Fiorentini  avendo  la  guerra ,  e  molte  fpe* 
fé,   chiefono  al   Papa  Giovanni,  che  per 
fuifidio   delle  loro  mura  potellero  avere  iin- 
Tom.XlL  B  pò- 

fi)  J»upplito  dall' Ammirato  l.6.png.  z^\. 

(2)  Vi  !ani  /.  p.  e,  -03.  e  Ammirato  /.  cit.  A' ^)  17.  rf/ 


l8  ISTORIA    FIORENTINA 

pofta  fopra  i  Clierici  di  ventimila  fiorini;  di 
che  Tebbono,  e  puoferli  .  Li  Cherici  fi  dol- 
fero  ,  che  i  danari ,  che  pagavano ,  non  fé  ne 
murava  la  Città  ,  ma  fi  nutricava  la  guerra  ; 
di  che  eflèndo  mezzi  rifcoifi  ri  vogò  la  grazia , 
e  non  fé  ne  rifcofle  più .  E  ciò  fu  di  Mag- 
gio MCCCXXIII. 

Come  i  Friolani  faldati  de'  Fiorentini  fé  w'  anda- 
rono da  Caftruccio .  Rubr.  358. 

A  Vendo  i  Fiorentini  ordinato  co'  Genove- 
fi  ,  venifiero  per  terra  addoflb  a  Cadruc- 
cio,  e  con  galee  per  mare  ,  ufcirono  a  campo 
1  Fiorentini  in  calen  di  Maggio .  Ed  efiendo 
a  Fucecchio  Iacopo  Capitano  de'  Friolani  ^'^ 
a' dì  7.  di  Maggio ^"^  con  300.  uomini  da  ca- 
vallo ,  fé  n'  andò  dalla  parte  di  CaAruccio  ,  ed 
uno  trattato ,  che  il  Comune  di  Firenze  avea 
in  Buggiano ,  fcoperfe  ;  di  ciré  furono  impic- 
cati 13.^^^  buoni  uomini  di  Buggiano,  ed  il 
trattato  fallì ,  di  che  molto  fi  fconfortarono  i 
Fiorentini . 

Come  Caftruccio  andò  a  ofle  in  Valdarno  fopra  i 
Fiorentini  .  Rubr.  359. 

CAftruccio  cavalcò,  quando  ebbe  avuti  li 
foldati  Friolani  ^^^ ,   e  richiedi  i  Pifani , 

ed 

(i)  MS.  Feciolani , 

f2)  Villani  /.  9.  f.  2o3.  Di  Giugno  . 

(3)  Villani  ivi.  12.        (4)  MS.  (juì  Fetolaui , 


LIBRO      SESTO.  Ip 

Cu  amiaà  ,  ed  in  ca-en  di  Giugno  ^^  giun  e  a 
tucecchio,  e  dievM  il  guaito,  ed  il  uvai  e  a 
Santa  Croce  ,  e  poi  a  Monte  Tcpoii ,  ed  a 
Sanmi<Tnato  ;  e  tcrnofil  a  Lucca  ia  vilia  di  ban 
Giovanni  dei  detto  anno. 

Co7ì2e  Cajìrnccio  arJò  a  cjle  a  Prato . 
Rubrica  ^óo. 

I'  x\rdire  de'  prodi  uomini ,  e  la  furerbia 
-/  dtì  vincitore  ,  o  fcprano  ia  tare  moite 
iiriprefe  talora  fconvenevoli.  Tornato  Calruc- 
cio  a  Lucca ,  con  molta  gente  aliai  v  enne  ad 
Olle  prelìo  a  Prato  uno  miglio,  neìli  borghi 
d'  Aiuolo ,  e  qui  domandò  tributo  come  a\  ca 
da' Piitoleii  ;  fogli  negato.  Sentito  ciò  a  riren- 
ze  ,  llibito  colla  candeia  alla  porta  andò  il  ban- 
do  ,  a  pena  dei  piede ,  ulcilìe  o  :ni  uomo  fuori , 
uno  per  cafa  -,  di  che  fuuito  furono  in  Prato 
a'dÌ2.di  Luglio  con  malie  cinquecento  cava- 
lieri, e  ventimila  pedv^ni.  Caitruccio  v'ersi 
venuto  il  di  dinanzi  con  mille  centocinqu  nta 
ca V  aiieri ,  e  con  quattromila  cento  pedoni  G'i 
sbanditi  d ir^ ire nze  Cuciti  avieno  avuto  licen- 
zia d-  eilère  ribanditi ,  ciii  ivi  foflè  .  Caftruccio 
mandò  il  guanto  della  battaglia ,  e  la  notte  li 
fuggì  da  campo,  e  fé' Grandi  la  m-itnna  fa- 
vellerò voluto  feguire,  non  andana;  perocciiè 
era  con  grande  fatica,  più  cne  di  trotto  .  con- 
B  2  dot- 

(0   Villani  /.  9.  r.  lop.  A  à)  13.  dtXj'ingno* 


10  ISTORIA    F  IOTI  EN  TINA 

dotto  a  Scrravalle ,  e  quafi  lafciati  i  pecioni . 
jMa' Grandi  diceano,  che  non  era  il  meglio; 
e  quello  faceano ,  perchè  fi  fentiano  gravati 
degh  ordini  delia  giuftizia ,  e  credeano ,  che 
foflero  loro  levati.  Di  che  fentito  quello  a 
Firenze,  il  popolo  quali  fu  all'  arme,  dicendo  : 
Muoiano  i  traditori  Grandi;  e  fé  non  folle 
buona  provvede nza ,  fi  correa  a  cafa  loro  .  Di 
che  i  Grandi  fcminarono  fcandoli  a^li  sban- 
diti,  dicendo,  che  non  volea  loro  effere  of- 
fervati  i  patti .  Di  che  il  armarono ,  e  vennero 
a  Firenze ,  e  credettero  intrare  nella  Città ,  e; 
venire  rubando .  Di  che  i  Priori  feciono  buo- 
na ,  e  follecita  guardia  ,  e  rimandarono  per 
r  ode  ,  eh'  era  già  a  Fucecchio  ;  come  che  per 
difetto  de'  Grandi  non  farebbono  però  iti  più 
innanzi .  Ed  in  grande  gelofia  {lavano  i  Fio- 
rentini sì  per  gli  Grandi  male  contenti ,  come 
per  la  guerra  di  Caftrucclo ,  e  non  poteano 
avere  Capitano  a  loro  modo  .  Gli  sbanditi  non 
ebbono,  per  loro  difetto,  la  grazia  loro  pro- 
mefla ,  e  clafcuno  fi  tornò  a  fuo  cam.mino . 
L'  ofte  rientrò  dentro  a'  dì  quindici  di  Luglio 

JMCCCXXIII. 

Cowe  gli  sbanditi  col  braccio  d-é*  Grandi  voltarono 
il  Comune  di  Firenze .  Rubr.  361. 

Li  sbanditi,  come  detto  h,{i  trovarono 
ingannati  di  loro  ribandigione  per  loro 

di- 


LIBRO     SESTO.  21 

difetto  ,  e  con  licenzia  per  cercare  quella 
certi  caporali  vennero  in  Firenze  ,  e  non  ot- 
tenendo il  ribandire,  colle  famiglie  de' Gran- 
di cercarono  tradimento  ,  e  diliberarono ,  che 
la  notte  di  S.  Lorenzo,  cioè  a' dì  io.  d' Ago- 
Ilo  Mcccxxiii.  venilTero  alla  porta  di  S.  Gallo , 
ed  intraiièro  con  fcure  di  fuori,  ed  i  Gran- 
di dentro  loro  aiuterebbono  a  rompere  la 
porta  ;  di  che  vennero  >nfino  alla  porta  con 
circa  cento  a  cavallo,  e  bene  duemila  pe- 
doni ^'^  in  full' ora  di  Compieta.  Si  fcoprì  il 
fatto  ;  di  elle  ,  per  tema  de'  Grandi ,  i  Fiorentini 
popolani  erano  fotto  Y  arme .  Di  che  difcen- 
dendo  di  Camerata,  e  ve2;2;endo  non  efìère 
loro  rifpofio,  non  vennero  più  innanzi,  che  Io 
piano  di  S.  Gallo  .  Quando  videro  in  fulle  porti 
1  lumi ,  gridando  le  guardia  :  Viva  il  popolo , 
e  muoiano  gli  sbanditi  ;  fi  tornarono  indietro  . 
Per  la  quale  cofa  come  in  Firenze  li  fentì, 
che  tutti  i  Grandi  erano  colpevoli ,  chi  volea 
giuftizia ,  e  chi  mifericordia ,  e  tanto  fi  dilatò 
la  cofa ,  che'  Priori  non  diceano  al  lor  Rettore 
nulla  ;  il  quale  era  Mefs.  Manno  delia  Branca 
da  Gubbio  Pcdertà ,  ed  egli,  per  tema  di  non 
convenirgli  fare  troppo  ìafcio  ,  fi  ftava.  Ulti- 
mamente fi  ragunarono  le  Capitudini ,  e  quel- 
li, che  reggevano  in  Palagio  del  popolo,  e 
quivi  configliato ,  e  riconfigliato,  feciono  uno 

B  3  or- 

ti) Villani  /.  p.  e.  21^.  Iff  quantità  dì pjfantu  a  cavallo  , 
^  pÌH  di  milU  i  t  citKiuesfnto  a  pie . 


2Z  ISTORIA     riORENTINA 

or-liFie  ,  che  ciaicuno,  eh' avefle  più  polizze 
di  tutti  quelli,  ciie  futlèru  me.ii  nella  t'ifcnet- 
ta  .  n'avellerò  bando,  ed  ogni  uomo ,  cn' era 
cuivi  mettere  una  cedola ^'-^  Oi  che  ottenuto 
qae.to,  furono  le  prime  cedole  in  Mei's.  Ame- 
r\  o  de' Donati ,  ed  in  Mei's  Teglia  FreTcobal- 
di,  e  Mcfs.  Lottenngo  Gherardini ,  e  furono 
condannati  in  lire  duemiia  per  uno,a'dÌ2o. 
d'  ingoio  Aicccxxiii.  e  furono  confinati  quaran- 
ta miglia  di  lungi  dallo  Contado  di  tirenze 
me.i  fei. 

Conie  da  prima  fi  ordinarono  ì  Pennoni ,  eGoìifaloni 
delia  Coiìi^aguìa  in  Firenze .  Rub.  362. 

VEdendo  il  popolo  l'ardire  de' Grandi,  e 
li  Gonialcni  eliere  tutti  di  lungi  T  uno 
all'altro  troppo,  tanto  che  i  Grandi  tramez- 
zavano i  popolani  a  ire  a  cafa  a'  Gonfalonieri , 
diliberarono  Pennoni ,  che  fi  deflero  delle  in- 
fepne  dchi  Gonfaloni  nello  Gonfalone  a  certi 
uomini;  e  fentendo,  che  romore  foflè  ,:  ogni 
Gonfalpniere  afpettafl'e  i  fuoi  Pennoni.  E  fu 
diputato,  che  h  correlTe  a  cafa  de'  Pennonieri 
li  V  icini ,  ed  1  Pennonieri  al  Gonfaloniere  fchie- 
rati ,  iicchè  a  uno  a  uno  non  avellerò  a  ire 
a  cafa  del  Gcnfalcniere  ,  e  dierono  fecondo 
la  grandezza   del  Gonfalone  a  quale   due  ,  a 

qua- 

(i)  C\oè  ^  (ì'accuTa  di    colui,  ch«'  gli  parcfTe  più  colpe- 
vole .  V»  Villani  in  detto  luogo  , 


LIBRO      SESTO.  ij 

quale  tre  ,  ed  a  quale  quattro  Pennoni  ;  furono 
in  tutto  §6.  Pennoni,  e  dierfi  generalmente  a 
ogni  uomo  ,  che  avefle  avuto  ufficio ,  e  non 
avuto ,  pur  folle  popolano  ,  e  confidente  al 
popolo  ;  e  molto  ii  rittrinfero  i  popolani  in- 
lleme  per  quella  volta . 

Co??2e  Cajlr uccio  venne  ad  ofte  alle  Caftella^^^  di 
Val  damo  ^  Rubr.  363. 

COme  abbiam.o  detto ,  lo  Comune  di  Firen- 
ze per  le  dette  divifioni,  e  per  lo  Capi- 
tano, che  non  potieno  avere  buono,  la  gente 
fi  flava  in  Valdarno ,  ed  erano  pagati  dal  Co- 
mune, e  niuno  fervi^io  faceano.  E  Caftruccio 
mandò  gente  a  fare  il  guado  a  Monte  Topoli , 
e  Caftello  Franco ,  e  a  Santa  Croce ,  e  con- 
tuttoché la  gente  del  Comune  folle  a  Fucec- 
chio  non  rifpuofero ,  ed  erano  due  tanti ,  che 
quella  di  Caftruccio;  e  ciò  fu  a' dì  25.  infino 
in  30.  d'  Agofto  nell'anno  del  Sig.  mcccx^^iil 

Come  fu  fconfitta  in  Firenze  dì  freddo . 
Rubrica  3^4. 

NEI  detto  anno,  e  del  mefe  dWgofto,  e 
di  Settembre  fu  una  infermità  quafi  ge- 
nerale di  freddo ,  ed  alquanti  pigliava  loro  la 
febbre ,  e  perdeano  P  appetito  ,  ed  alquanti  ne 

B  4  mo- 

(i)  MS.  Al  Cajlelto . 


14  ISTORIA    FIORENTINA 

fliorieno  ,  cioè  vecchi ,  e  vecchie ,  e  fu  la  clett» 
inaiizia  quaa  in  tutta  itaiia,  e  come  venne 
mezzo  Ottobre,  re  Ilo  . 

Come  i  Fiorentini  perderoito  il  Cajìello  della 
Trappola  in  VaUarno,  Rub.  365. 

LI  Pazzi,  e  gli  Ubertini  di  Valdarno  en- 
trarono di  furto,  e  per  alcuno  tradimen- 
to nel  cailello  della  Trappola,  e  quanti  Guelfi 
vi  trovarono  uccifero  nelle  letta,  perocché  in 
fulla  mezza  nette  v'  entrarono  .  il  popolo  di 
Firenze  vi  foccorfe  con  200.  uomini  da  ca- 
vallo, e  mille  pedoni.  Quelli  de'  Pazzi  fen- 
tendo  ciò,  miilero  a  ruberia  gli  amici,  ed  i 
nemici  ;  poi  miffero  fuoco  nel  caflello,  e  an- 
dartene air  Anciolina.  La  brigata  de' Fioren- 
tini li  feguirono ,  ed  aiìediargli  in  Lanciolina  ; 
e  gli  Ubertini ,  e  li  Pazzi  fubitamente  con  for- 
fè »5o.  cavalli  ^'^  e  icoo.  pedoni  li  foccorrea- 
no;  onde  i  Fiorentini  li  levarono  da  campo, 
e  tornarono  in  Firenze  .  Tutto  ciò  fu  negli 
anni  del  Sig.  Mcccxjtii.  del  mefe  di  Settembre. 

Come  in  Firenze  p  fecero  ìmhor fazioni  delFriorat» 
per  quattro  anni.  Rubr.  3(^6. 

T Emendo  del  reggimento  quelli,  che  reg- 
gevano in  L'irenze,  non  folle  fcandolo, 

pen- 
(i)  Villani  /.  $,  f,  aaj.  Con  pin  4ì  200.  cavalttrt. 


LIBRO     SESTO.  25 

penrarono  di  cox^tentare  genti ,  e  prefono  balia 
di  riforraare  Firenze  per  quattro  anni,  e  met-» 
tergli  in  borie,  e  trargli  a  forte,  ed  a  fortu- 
na ;  e  hironvi  imborfati  di  quelli ,  che  non 
erano  ufati  avere  uiicio  a  quelli  tempi,  e  così 
per  gli  cornigli  ii  die  balia  di  fare  ciò  ;  e  fé- 
celi .  hVvero,  perche  pigliallero  balia  per  quat- 
tro anni ,  non  ne  feciono  fé  non  per  tre  e 
mezzo.    E  ciò  fu  fatto  a   dì  z6.  d'  Ottobre 

MGGLXXIIL 

Cguìc  Cafiriiccìo  entro  in  Fucccchio  di  Vaìdamo ,  $ 
quella  mattina  ne  fu  cacciato.  Rub.  367. 

CAftruccio  come  follicito  uomo,  mai  non 
penfava  ,  fé  non  alla  offe  fa  de'  Fiorentini . 
Tenne  trattato  in  Fucecchio ,  e  fubito  cavalcò 
in  fjl  vefpro ,  e  la  mezza  notte  fu  con  fua 
brigata  alle  mura  di  Fucecchio,  ed  uno,  che 

fi  chiamava .col  quale 

egli  av^ea  compoito,  che  gli  rom pelle  lo  muro 
da  uno  luogo  da  canto  la  rocca ,  che  il  Co-^ 
mune  di  Firenze  vi  murava;  la  quale  rocca 
non  S'abitava  ancora,  fé  non  la  torre.  Lo 
tempo  era  piovofo,  e  fcuro  ;  di  che  le  guar- 
die non  udirono  il  rompere,  che  fece  coftui 
d'una  baleftriera,  e  andò  tanto  innanzi,  che 
CaUruccio  intrò  dentro  in  perfona  con  bene 
loc.  uomini  da  cavallo  ^'^  armati  a  pie,  e  bene 

600. 

(1)  Villini  /.  9.  r.  253.  Coti  pÌH  di  fefit9  fìiìpiatìta  ui^ 
mini  a  cMvali» , 


1(5  ISTORIA    FIORENTINA 

600.  pedoni  ;  poi  lo  romore  fi  levò  :  La  piazza 
prefa  per  Cailruccio  :  la  gente  fi  sbarrò  ;  Ca- 
ilruccio  in  fulla  piazza ,  e  li  Terrazzani  per  le 
ftrade ,  e  fubito  feciono  cenni  li  foldati ,  che 
v'erano  dentro,  ed  i Terrieri,  com'effi,  fol- 
licitando  d'  avere  foccorfo .  La  mattina  in  fui- 
r  alba  Caftruccio  avea  rotto  tanto  del  muro , 
che  quafi  150.  cavalli  erano  dentro  .  La  bri- 
gata del  foccorfo  con  quelli,  che  v' erano,  ed 
i  Terrieri  furono  ali'  arme  ,  ed  ultimamente 
li  mi  (fero  in  rotta,  e  furne  prefi  da  piò,  e  da 
cavallo  circa  170/'^  ma  a  bottino  fé  ne  ap- 
prefentarono  161.  e  Caftruccio  fu  ferito  nella 
tefta ,  e  fuggì  della  Terra  a  piede.  E  dicefi, 
che  fé  li  noitri  aveffero  feguito  fuori  loro  die- 
tro, niuno  ne  campava.  E  ciò  fu  a' di  20.  di 
Dicembre  mcccxxìii. 

Come  i  Fiorenthn  m andar oiio  al  Re  di  Francia 
per  Francefchi.  Rubr.  368. 

LI  Fiorentini  veggendofi  da  Caftruccio  gra- 
vare ,  e  vedendofi  da' Friolani^^^ traditi, 
sì  fi  immaginarono  di  mandare  al  Re  di  Fran- 
eia  per  500.  foldati,  iftimando,  che  fé  lo  Re 
li  mandava,  non  tradirébbono  ;  e  ciò  fu  man- 
dato a'  dì  3 .  di  Gennaio  mcccxxìii. 

Collie 

(i)  Villani  luogo  cit.  ijo.  tiomtnì  a  cavallo  t  à*  ^JT^^  ^ 

piede  . 
(3)  MS.  feiolani. 


LIBRO      SESTO.  27 

Qo7ne  i  Virole  fi  mandarono  indietro  il  Vicario 
dello R.e Kiberto  ,  Rubr.  3d^\ 

C^^Ome  addietro  è  detto  ^  Rubrica  356.  lo 
J  Vicario  dello  Re  Ruberto  fi  andava  a 
Piiloia  per  le  convenenze,  eh' a\ieno  collo 
Re  Ruberto ,  e  colli  Fiorentini .  Di  che  Meis. 
Filippo  ledici ,  lo  quale  era  gran  Maeilro  in 
Piitoiajufcì  con  certi ,  ov\  ero,  li  dice,  man- 
dò, ed  aiialiilo  appiè  di  Tizzano,  e  quivi  fu 
combattuto ,  e  vergognato  .  E  ciò  fu  a'  dì  3.  di 
Marzo  negli  anni  del  Signore  mcccxxiii. 

(hiefli  fono  i  Priori  da  mezzo  Febbraio  13230 
a  mezzo  Febbraio  i  324.  Rubr.  370. 


G 


Herardo  Bonfi. 
Ruggieri  di  Mefs.  Lapo  da  Caftiglionchio 
Francesco  di  Borghmo  Baldo  vinetti. 
Mafo  Valori . 

JMaruccio  (^/.  Marco)  di  Geremia. 
Mei's.  Lcttieri  di  Lapo  Cherardini. 
Ivigi  di  Spigliato  Gonf  di  Giuiiizia. 
Ser  Bruno  Orlandi  lor  Notaio. 


Niccolò  Manieri 

Tommaio  di  Duccio  de' Magalotti . 

Lottieri  Davanzati. 

Lotto  di  Puccio  Ardinghi. 

Van-- 


iS  ISTORIA     FIORENTINA 

Vanni  di  Bartolo  Armati . 

Filippo  Villani. 

Bartolommeo  di  Cuccio  de'  Siminetti  Gon/^ 

di  Giuflizia . 
Ser  Giovanni  di  Ser  Boninfegna  da  Rlgnano 

lor  Notaio . 

Piuvichefe  Brandàcci. 

Tano  Baroncelli . 

Mefs.  Tegglìia  de'  Bonacolti  Dott.  di  Leggi . 

Anfelmo  di  Palla. 

Giovanni  d'  Uberto  Cambi . 

Pieraccio  di  Piero  Guadagni. 

Peduccio  di  Duccio  della  Moretta  GonfaL 

di  Ciuftizia . 
Ser  Manno  Banchi  lor  Notaio. 

Ghino  di  Bindo  de'  Cani  giani . 
Naddo  di  Duccio  de'  Bucelli , 
Bindo  di  Mefs.  Oddo  Altovitl. 
Cafiello  Tecchi^'^ 
Daldo  di  Dingo  de'  Marignolli . 
Uberto  di  Landò  degli  Aibizzi . 
Grazia  Guittcmanni  Gonf.  di  Giuflizia . 
Ser  Giovanni  Finucci  lor  Notaio. 

Berto  Canni . 

Ser  Giovanni  Corfi  Cafferelli . 

Pefce  di  Cuccio  di  Pefce.^*^ 

(i)  MS.  Tecebint.  (i)  MS.  Pefce  Guigii . 


LIBRO      SESTO.  Z^ 

Puglo  di  Iacopo. 

Andrea  del  Nero. 

Uberto  di  Gherardo  de'  Giuochi . 

Mefs.  Bartolo  de'  Ricci  Dott.  di  Leggi 

Gonf.  di  Giuftizia . 
Ser  Cambio  Miclieli  da  Gaftel  Fiorentino 

ior  Notaio . 

Piero  di  Gherardino  de'  Velluti . 

Mefs.  Vanni  Benini  Dott.  di  Leggi. 

Avvogado  Gherardi. 

Zanobio  Corfi  de'  Borghi . 

Conte  (  al.  Gante  )  d'  Averardo  de'  Medici . 

Tano  di  Chiarilìimo . 

AlelTandro  di  Ser  Bellincione  Cacciafuori 

Gonf.  di  Giuftizia . 
Ser  Bernardo  Ravignani  Ior  Notaio. 

Cvme  furono  rlbancliti  gli  sbanditi ,  e  pofto  freno 

agli  ornamenti  delle  donne ,  e  nuovi  ordini. 

Rubrica  370. 

A  Vendo  il  Comune  di  Firenze  per  la  foc- 
corfa  di  Prato  proniefib  agli  sbanditi,  che 
tornailèro ,  come  che  eglino  erraflero ,  vi  fu- 
rono melli  da'  Grandi  ;  pure  il  popolo  di  Fi- 
renze fece  decreto ,  che  tutti ,  falvo  i  rubelli , 
e  quelli ,  che  furono  condannati  d'  Agofto  ; 
ciò  fu  Mefs.  Amerigo  Donati ,  Mefs.  Tegghia 
Frefcobaldi,  e  Mefs.  Lotteriniro  Gherardini; 

fot 


30  ISTORIA    FIORENTINA 

fofTero  rimeilì  dal  bando.  Ed  eleffcro  certi 
fìatutarj ,  li  quali  feciono  ordini  ibpra  lo  ner- 
vato portamento  d'  ornamenti  delle  donne , 
ed  altre  fralche  ,  che  poco  montarono  ;  e  ciò  fu 
del  mete  d'  Aprile  mcccxxiv. 

Come  il  Duca  Novello  prefe  Carmignano . 
Rubrica  372. 

Avendo,  come  adietro  è  detto,  T  Abate 
da  Facciano  con  Cairuccio  pattegjiatoii 
contra  il  volere  de'  i:^  iorentini ,  e  datogli  per 
anno  quattromila  fiorini ,  e  fuilèquentemente 
ordinato  la  c-icciata  del  Vicario  del  Re  Ru- 
berto ,  e  manvlati  fuori  di  Pi.loia  1  Guelfi  -,  il 
'  Conte  Novello,  il  quale  era  Capitano  de' Fio- 
rentini, fi  partì  di  Fucecchio,  e  con  certo 
fegno  prefe  i  borghi,  e  poi  lo  caftelio  di  Car- 
mignano ,  lo  quale  era  de'  Fiìolefi  .  Di  che  non 
piacque  a'  Fiorentini ,  ed  aflèdiata  la  rocca  ,  ed 
era  per  averla ,  T  Abate  da  Facciano  mandò 
a  Cafiruccio ,  che  lo  foccorreflè .  Cailruccio 
fi  mofiè  con  cinquecento  cavalieri ,  e  tremila 
pedoni.  Sentendo  quello  i  Fiorentini  manda- 
rono al  Conte  Novello,  fi  doveile  levare  dal 
campo,  e  lafciare  la  Terra,  e  così  f^ce.  A'  di 
20.  d'Aprile  v'era  ito,  e  partlfli  a' dì  28.  ne- 
gli anni  del  Signore  aiccoixìv. 


Co?7!e 


LIBRO     SESTO.  3I 

Coinè  combatterono  colla  gente  di   Cajlrnccio , 
eh''  erano  fuori  di  Firenze ,  Rub.  573. 

CAftruccio ,  fìccome  uomo  di  guerra ,  folli- 
cito  mandò  200.^'^  uomini  da  cavallo  a 
fare  preda  a  Caftelfrancodi  Valdarno  di  fotto. 
E  li  ibldati ,  cÌTL  erano  dentro ,  come  li  vido- 
no ,  mandarono  battendo  a  Fucecchio ,  e  con 
legni  ;  e  poi  feguirono.  fuori  alla  zuffa ,  ed  ul- 
timamente tanto  gli  tennero  a  bada ,  che  la 
brigata  da  Fucecchio  giunfe  ,  e  rupperli ,  ed 
ucciferne  da  i  2.  ^^^e  preferne  da  50.  e  gli  altri 
fi  fuggirono  in  rotta .  De'  Fiorentini  vi  mori- 
rono due  ;  uno  Coneftabile  ,  ed  uno  fuo  com- 
pagno,  e  ciò  fu  a' dV2  2.  di  Maggio  negU  anni 
del  Signore  .mcccxxiv. 

Come  fi  ordino  di  mitrare  il  compimento  di  Firenze  ^ 

e  far  barbacani ,  e  torri  infra  le  forte . 

Rubrica  374. 

NEir  anno  detto  del  Signore  a' dì  25.  di 
Maggio  fi  diliberò  di  fornire  le  mura 
della  città  di  Firenze  con  barbacani,  e  con 
torri  per  difefa ,  ed  onore  della  città,  e  fu- 
rono diliberate,  che  follerò  braccia  ....  alte, 

e  grof- 

(lì  Villani  /.  9.  e.  2^3.  In  quantità  dì  ijo.  a  cavallo  . 
(2)  VilJani  ,  ivi.  E  rimajerne  morti  io.  E  de*  pcefi  non 
ne  fa  menzione. 


3i  ISTORIA    FIORENTINA 

c  grofle  braccia  3.  e  mezzo,  e  torri  75.  tra 
di  qua  d'  Arno ,  e  di  là  ;  le  quali  torri  foilèro 
alte  braccia  40.  e  larghe  braccia  14.  Sicché 
nota,  quanta  moneta  vollono  a  ciò  fare  .  ^'^ 

Come  Mefs.  Filippo  Tedici  corfe  Pi/loia ,  e  con  falfi 

titolo  mojirò  di  farlj  a  pojia  de'  Fiorentini . 

Rubrica  375. 

AVea  in  Piiloia  uno  Cavaliere ,  Io  quale 
avea  nome  Mels.  Filippo  de'  Tedici ,  che 
era  nipote  dell'  Abate  da  Facciano,  lo  quale 
era  uomo  di  molto  fottile  fpirito  ,  ed  uomo 
di  poca  fede .  V^eggendo ,  che  la  fignoria  di 
Piifoia  ,  la  quale  T  Abate  occupava ,  non  placca 
a'  Fiorentmi ,  e  v^eggendo  ,  cne  CaTtruccIo  Si- 
gnore di  Lucca  multiplicava ,  ed  avea  tributo 
dall'  Abate ,  vedea  certamente  pervenire ,  o  in 
Caftruccio  del  tutto ,  o  ne'  Fiorentini  la  figno- 
ria.  Si  pen:.ò  di  prender  la  lìgnoria  egli,  e  di 
darla  poi  a  chi  più  gliene  delle .  K  una  fera 
mellé  dentro  forefiieri,  cioè  contadini,  e  cor- 
fe in  full'  alba  la  città  ,  e  colla  fpada  in  mano 
fi  fece  concedere  la  fignoria  per  uno  anno. 
I  Fiorentini  fubito  vi  mandarono  gente ,  e 
non  fu  ricevuta ,  ma  fece  lega ,  e  trattato  con 
Caftruccio,  dandogli  tributo.  La  Città  prefc 

a' dì 

(t)  Si  può  vedere  fa  defcrizìone  più  minuta  di  tutti  qucfi-i 
edffìzj  prefTo  Glo.  Villani  ,  che  ne  fu  i!  foprancen' 
dente,  l.^.  capp,  257.  e  258. 


LIBRO      SESTO.  35 

?i'  dì  24.  di  Luglio  Mcccxxiv.  e  poi  il  primo  dì 
d'  Agolto  cominciò  a  trattare  co'  Fiorentini,  e 
con  Caftruccio  .  Di  che  Cailruccio  come  fentì 
ciò,  sì  li  mille  ad  oiie  a  Piftoia,  e  ripuole 
uno  Callello,  che  ii  chiamò  Giabrandelli^'^, 
ed  era  disfatto,  ch'era  molto  alto  al  di  Ibpra 
di  Piftoia,  e  giudicavate  vedea  tutte  le  parti 
del  piano,  e  Firenze.  Quefto  fu  a' dì  30.  di 
Agofto .  Mefs.  Filippo  mandò  a  Firenze  per 
aiuto,  ed  ebbelo  fubito.  Quando  furono  alia 
porta  non  gli  volle  dentro ,  ma  volea ,  che  s'an- 
dafiero  a  combattere  con  Caftruccio ,  per  iiiare 
a  vedere  quelli  morti ^-\  l'altro  confumare, 
per  avere  migliori  patti .  1  Fiorentini  sdegnati 
fi  partirono,  e  tornarono  in  Firenze, 

Co7ne  Mefs.  Filippo  fece  fare  all'  Abate  da  Vacci  ano 
ftio  zio  uno  trattato  doppio.  Rub.  37(^,    . 

L'Abate  da  Pacciano  ,  zio  di  Mefs.  Filippo 
Tedici,  veggendo,  che  1'  offefa  de'  Fio- 
rentini era  grande ,  avere  fatto  lega  con  Ca- 
ftruccio  ,  fi  fece  ,  fecondo  fi  dice  ,  a  pofta  del 
nipote  in  fjo  nome  lamento  a'  Fiorentini  fe- 
gretamente  del  nipote  Mefs.  Filippo ,  che  dava 
r  anno  quattromila  fiorini  a  Caftruccio  ,  e  pro- 
mifiè  di  metter  dentro  la  gente  de'  Fiorenti- 
ni,  a  fine  di   farli  pigliare,  e  ricomperare, 

Tom.  XIL  C  pe- 

ci) Poi  àettrt  Bello/guardo  * 
("')  MS.  //  mon. 


54  ISTORIA    FIORENTINA 

perocché  non  vedea  modo  di  venderla  loro 
Mefs.  Filippo,  come  volea .  Di  che  mandato 
a  cercare  uno  trattato  doppio,  una  notte  fu- 
rono alle  porti  i  Ibldati  del  Comune .  Mefser 
Filippo  avea  fpie  in  Firenze ,  e  fapea  chi  ufcia  ; 
fentendo ,  che' Cittadini  non  vi  venieno,  fi 
di.'iberò  non  fcoprirli  per  ibldati  ;  corle  air  ar- 
me quando  furono  alla  porta,  e  fece  pigliare 
lo  zio,  cioè  r  Abate  ;  ed  i  Mercatanti,  ed  altri 
Fiorentini ,  che  v'erano,  corfono  gran  perico- 
lo; fé  non  che  egli  fi  credette  fare  maggiore 
gracchiata  gh  a v crebbe  rubati.  E  così  h  tor- 
narono i  Fiorentini  a  Firenze,  e  non  compie- 
rò il  trattato.  E  ciò  fu  a  dì  22.  di  Settem- 
bre MCCCXXIV. 

Come  (ì  mutarono ,  ovvero  7nancarono  le  ^mhorfa- 
gioni    de*  Pilori  ,  e  '??ìborf aronfi  i  Gonfalonieri 
della  Compagnia  i  e  i  xiL  buoni  uomini _y  e  Con- 
figli.  Rub.  377. 


e 


Onie  addietro  abbiamo  detto  ,i  fumi  degli 
'  uficj ,  (che  certo  e'  non  è  altro,  che  fu- 
mo ,  e  danno  d'  amma,  e  di  corpo  ,)  coli' am- 
bizione d'  effi  uficj  fempre  gualcarono  le  cit- 
tà ,  e  gli  uomini  d'elle,  e  fpezialmente  Fi- 
renze. Era  in  Firenze  una  fetta  detta  Serraghna 
per  uno  Seraglio de' Bordoni,  diche  capo  n'e- 
ra della  fetta  la  famiglia  de'  Bordoni ,  li  quali 
s'  accofl:arono  co'  loro  feguaci   ufcici ,  e  con 

al- 


L  I  B  R  O     SE  S  T  O.  35 

altri ,  di  cui  prima  non  fi  erano  in  concordia , 
e  temendo ,  che  non  foile  Y  elezione ,  ed  im- 
boffolazione  dello  uficio  del  Priorato  a  loro 
modo ,  fi  peniarono  onertamente  d'  afficurar- 
ii,  come  adietro  abbiamo  detto.  Erano  uno 
uficio  di  XII.  buoni  uomini,  li  quali  li  e  Ria- 
mavano li  XII.  ConfigUeri  fegretì  de'  Priori , 
con  gli  quali  i  Priori  s'avieno  a  conugliare, 
e  determinare  le  loro  faccende  Di  caca,  en- 
do  penfato,  feciono  ,  ciie  li  Priori  poteiTero 
infieme  con  gli  dodici  riformare  ,  e  correg- 
gere le  imboiiòlazioni  fatte  per  innanzi ,  per 
tre  anni, e  mezzo,  come  dicemmo,  Rub.  3 65. 
E  prefa  balia ,  credeano  ,  veggendo  come  (la- 
vano, ileife  peggio;  e  ciò  feppero ,  perocché 
di  coftoro ,  e  di  lor  fetta ,  e  confidenti  erano 
nello  uficio  de'  Priori ,  e  de'  dodici .  Di  che 
non  mutarono  nulla,  che  trovaflèro,  falvo- 
chò  vi  aggiunfero  d'ogni  ingenerazione  de  i 
buoni  uomini  fei  Priorati ,  e  con  quelli  li  mi- 
fchiaro,e  miffervi  di  quelli,  che  non  erano 
ufati  di  buon  tempo  avere  uficio  ;  ed  il  fimiie 
feciono  borfe  di  dodici  Configlieri  iegreti ,  e 
di  Gonfalonieri  di  compagnie,  e  di  Condot- 
tieri ,  e  d'  ogni  uficio  di  città ,  e  per  lo  tem- 
po, e  termine,  ch'erano  le 'mborfazioni  dei 
Priori  ;  e  ciò  fu  del  mefe  di  Settembre  mcccxxiv. 


C  z  Come 


36  ISTORIA    FIORENTINA 

Come  il  Comune  di  Firenze  ebbe  il  Cafiello  di 
Laìiciolina .  Rub.   378. 

GLi  Ubertini  teneano  il  camello  di  Lancio- 
lina,  !o  quale  era  flato  de' Conti  di  Ro- 
mena, e  per  dota  1'  avea  avuto  Bertino  ^'^  de- 
gli Ubertini  ;  di  che  Aghinolto  figliuolo  del 
detto  Bertino  facea  grande  guerra ,  infieme 
con  gli  fuoi  in  Vaìdarno  .  Di  che  a  dì  25.  di 
Settembre  fu  preib  in  una  cavalcata  da  quelli 
di  Caftelfranco  di  Ibpra,  ed  il  Comune  mandò 
per  elio,  per  fargli  tagliare  la  tella  ;  e  conforti 
vi  furono  con  gli  amici ,  e  traifero  pace  ,  e  die- 
rono  r  Anciohna  per  lui,  ed  ogni  ragione, 
che  fu  v' avefléro  .  Ciò  fu  a' dì  primo  d'Ot- 
tobre  MCCCXXiV. 

Come  fi  pofe  Vicchio  di  Mugello .  Rub.  3  yp. 

A  Vendo ,  come  è  detto  addietro ,  racquifta- 
to  i  Fiorentini  delle  Terre  ,  e  ragioni  di 
ÌMugelIo,  volendofi  fortificare  nel  paefe  ,  puo- 
fero ,  o  vero  cominciarono  a  porre  una  Terra 
in  Mugello,  la  quale  chiamarono  Vicchio;  e 
ciò  fu  del  mefe  d' Ottobre  ^  dì  20.  negli  anni 
del  Si  more  ìMgccxxiv. 


Come 

(i)  MS.  Bettittù, 


L  J  B  R  O     S  E  5  T  O  .  ^J 

Come  ve7272ero  i  foldatl  del  Comtme  di  Firenze  di 
Francia  ^'^ .  Rubr  3  io. 

Avevamo  fatta  menzione  de'  foldati ,  per 
cui  il  Comune  avea  mandato  in  Francia , 
e  vennero  molta  bèlla  gente  .  Ciò  furono 
cinquecento ,  e  molti  Cavalieri  a  fproni  d'  oro  , 
e  giunfero  in  Firenze  a' dì  19.  ^-Mi  Novem- 
bre  MCCCXXIV. 

e    Cor?!  e  i  Carmignanefl  fi  di  crono  al  Popolo  di 
Firenze,  Rubr.  381. 


N 


Eli' anno  del  Signore  mcccxxiv.  a' dì  ij. 

di  Dicembre,  di  volontà  libera  quelli  di 

Carmignano,  ed  il  calibro,  e  tutta  la  corte  li 

dierono  al  Comune  di  Firenze  ^^^,  cui  a  lord 

C  5  pia- 

(O  MS.  dri  Sì  gif  a, 

(2)  Villani   /.  p  e.  xTJ,  A"  dì  IO' 

(3)  Qui  forfè  de'^  fuppjirfi  coC\:  dal  quale  furano  fatti 
franchi   fette  anni  ,    e  conceduto  ,  che  chi  ama  fero 

Podt'/là  di  Firenze  cui  a  loro  piaceffe;  come  narra 
il  Villani  /.  9.  e.  280.  il  quaie  però  ztaq  quello  fatto 
a*  dì  17.  del  f..giience  Gennaio  .  Ne' Libri  i,  32.  e  34. 
e  2^6.  de' Conllgìi  delle  Riformagioni  fi  leggono  le 
capitolazioni  di  qacfta  foggezioae  fpontanea  de'  Car- 
m'gnanefi  al  Crmune  di  F/renze  de  menfe  lufjiì  ,i^ 
Augufii  di  óeno  anno  ,  etr^ndo  Csp^tano  del  popolo 
di  Firenze  Mefs.  Angelo  di  S  Eipidio  ,  e  Podcftà 
Mefs.  Accorimbono  da  Tolentino  ,  e  Potedà  di  Car- 
mignano M;fs.  Ciampoli  de"  Cavalcanti .  Sindaco  per 
i  Fiorcnrin»  ,  Ser  Aldobrandinus  qu.  Ser  Albizi  dt 
JPlorentia  .  Rogat.  Ser  Marcus  q  Ser  Buoni  deUgna^ 
9to  de  Florentia»  Mei  noftro  Zib.D.a  i-^^ 


428008 


38  ISTORIA    FIORENTINA 

phcefTe  .  Ciò  feciono  per  difpetto  di  Mefs.  Fi- 
lippo Tedici ,  che  li  trattava  male . 

Cotììe  furono  condamtati  certi  de'  Bordoni ,  perchè 

lùleano Jìgiioreggiare  pili ,  che  7  dovuto. 

Rubrica  382. 

COme  abbiamo  detto  in  più  luoghi,  l'am- 
bizione ,  ed  il  fumo  de'  maledetti  uficj  da 
Firenze  hanno  molto  male  generato  .  La  fetta 
berraglina,  di  che  capo  erano  i  Bordoni,  con 
troppa  audacia,  e  sfrenatamente  cominciaro- 
no a  tiranneggiamente  reggere  ;  di  che  il  po- 
polo male  n'  era  contento  .  Furono  certi  del- 
l' altra  fetta  infieme ,  e  non  vidono  altro  mo- 
do, fé  non  che  ,  confiderato,  che  gli  ordini, 
e  balia  dello  Efecutore  della  giuflizia  fono  a 
fmdacare  gli  uficiali ,  e  condannare  di  barat- 
teria, infra  l'altre  cofe  procuraro  d'  avere  unO' 
Efecutore  a  loro  modo ,  ed  ebbonio ,  e  ciò  fu 
Pietro  di  Landulfo  da  Roma  ;  ed  eiTendo  fLa- 
to  Bernardo  Bordoni  Condottieri ,  furono  tam- 
burati di  baratteria.  Di  che  richiedi,  compa- 
rirono gli  altri ,  e  Bernardo  era  flato  mandato  a 
Carmignano  per  Ambafciadore  j  di  che  volen- 
do fcufar io  Chele  ^'^  fuo  fratello,  e  comparire 
per  lui,  non  lo  voile,  fé  non  rimanefle  ap- 
preflb  la  Corte .  Zanobi  Borgni  uno  de'  Priori ,. 
cllendo  Propofto,  gli  die  la  famigliale  com-» 

pari . 
(i)  Villini  h  ^,  (.  184  Borffofte , 


LIBROSESTO.  3p 

pari.  L'  Afièguitore  il  volle  ritenere;  la  fami- 
glia de'  Signori  lo  difefe  ;  di  che  zuffa  fu  tra  ì 
fanti  de'  Priori ,  e  dell'  Aiìéguitore  .  Alla  per 
fine  veggendo  la  Terra  correre  all'arme,  Che- 
le diliberò  rimanere  pregione  per  lo  meglio. 
L'  Aflèguitore  cof\dannò  Bernardo  in  lire  mil- 
le ^'^  per  baratteria,  e  privollo  in  perpetuo 
degli  uficl  ;  e  fntiile  Chele  fuo  fratello,  eoa 
certi  fuoi  compagni ,  eh'  erano  venuti  con  lui  ; 
e  poi  condannò  quello  Zanobi,  il  quale  avea 
dato  la  faniigha  al  fmdacato  fuo,  in  lire  mille- 
dugento^-^;  e  ciò  fu  di  Gennaio  mcccxxiV. 

Cofjie  fi  die  ialìa  a'  Priori  di  p  ter  cajfare  h 

famiglia  di  tutti  li  Rettori  di  Firenze . 

Rubrica  38^. 

A  Vendo  fatto  quello  Efecutore  cotante  co^ 
fé ,  ufando  la  fua  balia  troppo  fmifura- 
tamente  ,  e  quaii  avea  per  niente,  non  che  i 
Cittadini ,  ma  l' oficio  de'  Priori  ;  di  che  fi  rav- 
vidono  i  buoni  uomini,  e  feciono  una  rifor- 
magione ,  che  1'  uficio  del  Priorato  poteife  caf- 
fare  ,  e  rimuovere  la  famiglia  d'  ogni  Rettore; 
ed  ogni  volta  rimofla  la  famiglia  egU  non  può 
fare  uficio  ;  di  che  flette  più  a  fireno  dal  dì 
innanzi,  che  non  facea  primate  ciò  fu  di 
Febbraio  mcccxxiv. 

C  4  Cmts 

(i)  Villani  /p.  f.  284.  duemila. 

(»]  Villani  1.  eie.  mille  e  cinquecenti  » 


40  ISTORIA     FIORENTINA 

Come  Cajlriiccio  fece  con  gli  Fijlolefi,  ed  i  Fioren- 
tini prefero  guardia  in  Pifiota .  Rub  3  84. 

MEfs.  Filippo  Tedici  Signore  di  Piftoia, 
etìendo  cavalcato  da  Caftruccio,  e  in 
altre  Terre ,  gli  tolfe  la  Sambuca .  Quegli  man- 
dò a  Firenze  ,  ed  ebbe  ogni  patto  ,  che  volle  , 
e  promifìè  elìerc  contra  Caitruccio ,  ed  ebbe 
i  loidati  de'  Fiorentini  feco  in  guardia  ;  e  tutto 
ciò  fii  fatto  per  battere  Caftruccio  ,  ed  avere 
più  <ianari  ;  e  così  ebbe  i  foldati  ;  e  ciò  fu  a'  dì 
25.  di  jCebDraio  mccc:ìxiv. 

Come  Caflr uccio  ordino  trattato  in  Firenze . 
Rubrica  385. 

AVea  Caflruccio  fempre  trama  in  Firenze , 
e  nel  contado  d'uomini  grandi,  e  di  fol- 
dati  ;  infra'  quali  era  uno  Tommafo  di  Lippac- 
ciò  Frefcobaldi ,  uomo  di  feguito  ,  e  di  grande 
animo,  e  di  poca  fede,  e  dimeflico  di  Ca- 
ftruccio .  Di  che  Caftruccio  avea  un  fao  caro 
famiglio,  non  molto  noto  in  Firenze,  ma  a 
lui  fedeliffimo,  il  quale  mandò  a  ftare  col 
detto  Tommafo ,  e  con  lui  s' intendeano  in- 
fieme  per  ambafciata  Di  che  quello ,  che  tra- 
mavano  ,  un  dì  venne  a  luce;  perocché  an- 
dando lo  detto  famiglio ,  e'  facea  la  via  da 
Montelupo,  e  pallàva  a  Fucecchio-.  11  Podeftà 

avea- 


LIBX.O      SESTO.  41 

avendolo  più  volte  veduto  sì  la  fera,  o  il  dì^ 
e  poi  non  lo  rivedea  T  altro  dì ,  e  il  terzo  dì 
sì^  lo  fcrifle  a  Firenze.  Di  che  prefo,  mani-> 
feftò  iì  trattato,  il  quale  era  in  quella  forma: 
Che  uno  Penitenziere  di  Papa ,  il  quale  ì\ 
Papa  mandava,  che  chi  folle  contro  a  Ca- 
ftruccio  foffe  aiìibluto  di  colpa ,  e  di  pena ,  e 
lo  proceiTo  era  venuto  a  Firenze,  come  era 
flato  pronunziato  ;  lo  quale  era  colla  gente 
de'  Francefchi ,  eh'  era  al  foldo  de'  Fiorentini , 
il  quale  fi  chiamava  Mefs.  Criftiano:  con  coltui 
quello  Tommafo  che  corrompeflè  della  briga- 
ta Francefca  a  ire  al  foldo  di  Caftruccio,  e 
già  avea  accordato  uno  Mefs.  Ianni  compa- 
gno di  Mefs.  Guillielmo  di  Nores ,  e  Meflèr 
Guillielmo  medelimo ,  e  Mefs.  Miles  dal  Zurro  : 
quelli  due  erano  Conedabili,  e  dovicno  cor- 
rómpere gli  altri.  Ma  eglino  medeumi  prò- 
meilò  avieno  a  Tommafo  detto  d'andare  a 
Caftruccio  ;  e  perche  i  Frefcobaldi  fono  gran- 
di  inverfo  Empoli,  e  per  quelle  contrade > 
quefta  gente  ,  quando  dovieno  ufclre  di  Firen- 
ze con  quella,  che  corrom.pere  potefTero , do- 
veano  andare  con  Tommafo  Frefcobaldi  in 
modo  di  fare  una  cavalcata ,  e  prendere  Mon- 
telupo,  e  Capraia,  e  darla  a  Caftruccio  Di 
che  confeftato  il  fatto ,  volle  ellèr  prefo  Tom- 
mafo ;  e  gh  avea  fentito  prefo  il  fuo  famiglio;, 
onde  «'  era  ceflato .  Fu  prefo  quello  Meflèr 
Criftiano,  e  Mefs.  Gianni ^  de' due  altri  Co- 
se- 


42  ISTORIA    FIORE^?TINA 

jieftabili  parve  folle  meglio  tacerli ,  e  ritenere 
le  fcufe,  perocché  non  era  licuro  cercare 
troppo  addentro,  perocché  larebbono  rimali 
per  la  ventura  fanza  gente,  perocché  avieno 
mandati  a'  Perugini  degli  altri  foldati  per  la 
guerra  diCaftello.  Di  che  fu  tagliata  la  telta 
a  Mefs  Gianni,  e  li  detti  Cone^tabili  la  ita- 
tirono  di  morire  lui ,  perchè  vidono  ,  loro  non 
cflére  flati  a  confeffare  il  trattato,  eh' avieno. 
Il  Monaco  fu ,  cioè  Mefs.  Criftiano,  a  perpetua 
carcere  condannato  ;  e  ciò  fu  nell'  anno  del 
Signore  mcccxxv.  a'  dì  17.  d'  Aprile  . 

Co772e  furono  fatti  certt  Cittadini  le  Contadini ,  che 

erano  Grandi ,  popolani  in  Firenze . 

Rubrica  386. 

PEr  ifcemare  la  potenza  de'  Grandi ,  furono 
fatte  dieci  famiglie,  ci'ie  erano  del  nu- 
mero de'  Grandi,  popolani,  e  25.  cafe  di  no- 
bili di  contado  hmilemente  Grandi,  furono 
fette  popolani  ;  e  ciò  fu  d'  Aprile  nel!'  annp 

MCCCXXV. 

Come  Caflr uccio  ebbe  Fifloia .  Rub.  387. 

NEir  anno  del  Signore  mcccxxv.  a'  dì  5.  del 
mefe  di  Maggio,  come  è  detto  addie- 
tro,  Caftruccio  tenea  trattato  in  Firenze,  e 
aelle  Terre ,  ed  ia  Piftoia  fmgularmente  que- 
lla 


LIBRO     SE»TO.  43 

fl:a  notte  intrò  con  tutta  fua  cavalleria;  ed 
al  fare  del  giorno  corte  la  Terra  in  Piftoia, 
Avea  cento  uomini  da  cavallo  de'  Fiorentini, 
li  quali  con  gli  Guelfi  molto  bene  provarono  ; 
ma  furono  tutti  morti,  e  prefi .  Quefto  trat- 
tato fece  Mefs.  Filippo  ledici  per  diecimila 
fiorini  ,  eh'  ebbe  da  Caftruccio ,  ed  ebbe  la  fi- 
gliuola per  moglie  .  E  bene  gliele  potè  dare  ^ 
che  in  fei  mefi  di  rendita  di  Fiftoia  fcontò  le 
fpefe  .  Sentiili  in  fulla  fella  in  Firenze  ;  di  che 
fubito  fu  neir  arme  e  da  piede ,  e  da  caval- 
lo,  credendo  non  folle  perduta,  ma  alTalita. 
Quando  furono  a  Prato  trovarono ,  eh'  era 
fpacciata  ;  di  che  fi  tornarono  addietro  eoa 
ripreniione  ;  perocché  con  quelli  danari  me- 
defimi  r  avrebbono  avuta  i  Fiorentini ,  che 
più  volte  furono  tentati .  Ma  che  fofle  difetto 
di  non  faperlo  fare  ,  o  di  non  potere  ;  peroc- 
ché meglio  mena  una  faccenda  uno  fignore  , 
eh'  è  folo  a'  fatti  fuoi,  che  uno  Comune,  che 
fono  affai  ;  pure  così  andò,  con  danno ,  e  ver- 
gogna de'  Fiorentini . 

Come Caftr uccio  tema  trattato  inPrato^eprefeJì. 
Rubrica  388. 

ERa  Caftrucclo ,  com'è  detto  la  terza  Rub. 
addietro ,  in  molti  trattati  con  gli  uomini 
di  Firenze ,  e  delle  Caftella  ;  ed  in  Prato  era 
un  trattato  eoa  Mefs.  Vita  Puglieli  ;  il  quale 

trgt- 


44  ISTORIA     FIORENTINA 

trattato  un  Giovanni  Alfani,  che  facea  là  al- 
cun t raifi co,  tro volli  un  dì  dirieto  alla  Cap- 
pella maggiore  di  S  Maria  ,  ov'  era  Mefs.  Vita 
con  uno  gentile  uomo,  ellere  a  parlare,  e  di-* 
cendo  :  Giovedì  •  riotre  fiate  alla  porta,  e  noi 
dentro,  e  voi  di  fuori ,  ed  io  farò  bene  forte 
d'amici,  e  di  contadini.  Coltui  ilando  ivi  a 
orare  ,  fece  viftadi  dormire,,  fé  v^eduto  fofle  ; 
di  che  andò  bene  la  cofa  ,  che  veduto  non  fu . 
Lo  detto  Giov^anni  montò  a  cavallone  corfe 
a  'Frrènze .- La  -gente ,  che  già  era  tutta  tor- 
nata in  Fir<^nze ,  e  difarmata ,  s' armò ,  e  giunfe 
a  Prato  di  notte  ;  intrò:  ficchc- lì  pensò  Pu- 
glléfi'' fuggire;  ma  pure  fu  prefo ,  co;i  altri,  ed 
egli ,  e'  fitoi  caccimi  di>  Prato  ;  e  ad  altri  fwiilmente 
/c6>/?.^r//^'^  fu  loro  tagliato  il  capo. -Non  f o  ,  fé 
per  grazia  divina-,  S.  Maria  concedè ,  che  colui 
foffe  ito  a  orare  y  che  così  andava ,  come  Pi- 
ftoia;  e  tienfi ,  che  fé  avea  Prato,  era  per  le 
diviiioni  ;  e  perGhè  i  Fiorentini  fono  più  atti 
à  Mercanzia,  che- ad  altro,  Firenze  era  di  Ca- 
ftruccio  . 

"  VòiU^e  Mep.  Rainond)  di  Cardona  fu  Caj^ìtan^ 
de  Fiorentim .   Rub.  3  80. 

"T  Fiorentini  molto  tributati  aveano  cerco 
di  Capitano  di  guerra ,  ed  infra  gii  alt^i 
£13  03:  uno 

(i)  (^uefte  parole  fono  qui  fupplire  ppr  dife^fo  deli*  Ori- 
ginale con  quello ,  che  dice  il  Villani ,  lib.  9.  f.  2p3- 


LIBRO    sesto;  45 

uno  Mefs.  Ramondo  di  Gardena ,  della  pro- 
vincia   di venendo  da  Vignone , 

capitano  era  a  Talamone  ;  di  che  venendo  in 
Firenze  a'  dì  5.  di  Maggio  ^'^  ,  perocch'  era 
fcoperto  ii  trattato  di  Piitoia ,  erano  fconfo- 
lati  i  Fiorentini,  e  coftui  iniino  a  Siena  era 
flato  tailato  d'  eilere  loro  Capitano ,  e  chi  dice 
più  là  :  ma  pure  venuto  in  Firenze  gli  fu  fatto 
ogni  patto ,  cììQ  chiefe  ;  di  che  il  feguente  dì 
accettò  ;  e  fu  quegli,  che  accettato  cavalcò  a 
Prato;  che  quando  era  in  fuUa  piazza,  venne 
la  novella ,  ed  egli  avea  allora  giurato  ,  ed  an- 
dovvi  fubito,  ed  ebbe  la  buona  ventura  di  non 
perderfi  Prato  come  Piftoia , 

Co??2e  il  Comune  di  Firenze  ebbe  Animino ,  eh'  era 
de'  Fijiolefi.  Rub.  390. 

LI  Fiorentini  erano  a  afìèdlo  al  Caftello  di 
Artimino,  lo  quale  era  de' Pilloleii,  ed 
ultimamente  fi  renderono,  falvo  folo  le  per- 
fone  ;  e  mandati  a  Firenze  ,  che  furono  i  Ter- 
rieri centodue  ,  ed  i  foredieri  1 1 6.  ^"^  li  quali 
il  Comune  fervo  loro  i  patti ,  e  lafciolli  ire  . 
E  la  campana  d'  Artimino  venne  in  Firenze , 
e  tutte  le  mura  del  Caftello  furono  abbattute  ; 
ed  ebbefi  a'  dì  22.  di  Maggio  mcccxxv. 

Come 

(1)  Villani  /.p.  e.  295.  A*  dt  6,  di  Maggio  . 

(2)  ViilaniV.p.  r.  2pp.  Che  furono  207.  pra  Terrazzani, 

e  Pijioreji. 


4<5  ISTORIA    FIORENTINA 

Come  r  ojle  de*  Fiorentini  andò  fuori  di  Firenze 
per  andare  a  Pijloia.  Rub.  391. 

MEfs.  Ramondo  di  Cardona  Capitano  de  i 
Fiorentini  ufcì  di  Firenze  a'  dì  8.  di 
Giugno ,  per  potere  efl'ere  a  Tiitoia  con  3454. 
uomini  da  cavallo  tra  foreftieri,  e  terrazzani, 
e  cittadini  di  cavallate ,  e  furono  pedoni  cir- 
ca 15250.  e  con  grandiffimo  fornimento,  ed 
arnefi  da  porre  campo  meglio  in  concio ,  che 
grande  tempo  il  Comune  avelTe  ufato  fare. 
E  giunti  a  Prato,  quivi  fi  raccolfe  molta  gente , 
oltre  a  quefti  a  piede  .  Poi  a' dì  17.  di  Giugno 
furono  ad  oite  intorno  a  Pilloia,  e  tutto  gua- 
ilarono  intorno.  Mefs,  Ramondo  vedendo  den- 
tro Cadruccio  ,  e  non  ufcia  di  fuori ,  sì  fi  ma- 
ravigliava ,  puofe  r  afl'edio  a  Tizzano ,  e  mandò 
a  Fucecchio ,  e  fece  fare  un  ponte  ,  e  pafsò 
in  fui  paifo  di  Rifamolo^'^,  del  quale  ponte  fu 
maravigliofa  cofa;  e  puoferfi  a  Cappiano  a  fe- 
dio  ;  e  Cailruccio  pafsò  con  tutto  Y  ofte  ,  e  con 
gli  ufciti  di  Lucca,  e  ciò  fu  a'  dì  i  i.di  Luglio. 
Cailruccio,  come  ciò  fentì,  fi  maravigliò,  peroc- 
ché non  mai  più  ponte  s'era  fatto  a  paflare, 
fé  non  per  Cappiano ,  e  quella  via;  ufcì  fuori 
di  Piitoia ,  e  puofeii  a  poggio ,  dove  fece  fare 
folli,  e  (leccati  dal  poggio  al  padule,  e  prima 
di  più  dì  avea  mandato  dagli  amici  a  ricer- 
care 
(i)  Villani  /.  p.  r.  302.  Rofamolo» 


LIBRO      SESTO.  47 

care  aiuto ,  ed  eragli  venuto  ;  di  che  avea  cir- 
ca lóoo.  uomini  di  cavallo.  E  così  tlava  1' u- 
na  olle  appreffo  l'altra,  ciafcuna  con  buona 
guardia . 

Co7ne  i  Fiorentini  ebbono  il  Fonte  a  Campano , 
e  Montefakone .  Rub.  392. 

IL  Comune  di  Firenze  eflendoaofte  aCap- 
piano ,  ebbe  le  torri ,  ed  il  ponte  a'  dì  1 8, 
di  Luglio  ^'^ ,  e  Montefalcone  a'  dì  29.  di  Luglio , 
e  quella  vittoria  molto  rincorò  la  brigata  ino^ 
rentina  ;  e  la  brigata  di  Caftruccio  fece  il  con- 
trario di  sbigottimento . 

Come  Caftruccio  fece  cavalcare  al  fonte  a  Carmi* 

guano ,  e  tenne  trattato  con  gli  Francefchi . 

Rubrica  393. 

CAftruccio  veggendo  la  forza  tion  effere  fua, 
ebbe  fua  gente ,  eh'  era  a  Pillola ,  e  feceli 
cavalcare  a  Prato ,  ed  a  Carmignano ,  e  fecio- 
no  grande  danno .  Ma  in  queito  mezzo  i  Fio- 
rentini, ricevuta  gente  da  Bologna,  ufcirono 
fuori ,  e  ruppergli  in  fu  quello  di  Carmignano, 
a'  dì  1 1 .  d'  Agoito ,  e  tra  prefi ,  e  morti  ne  fu- 
rono  più  di   quattrocento.  Caltruccio  tenea 

trat- 

(i)  Villani  /.  9.f.  505.  A*  dì  i^.di  Luglio  le  torri  y  e'i 
fonte  y  à-  ^'  àt  ip.  Luglio  Cfifjpiauo  tfalvQ  la  rocca  » 
«  dafQi  ia  rocca  * 


4?  ISTORIA    FIORENTINA 

trattato  con  gli  Cavalieri  Francefchi,  ed  ul- 
timamente quelli  medeiimi ,  eh'  egli  avea  pri- 
ma corretti,  fimile  ebbe  allo  affedio,ove  era 
la  brigata  de'  Fiorentmi  ad  Altopaicio,  e  qui- 
vi Mels.  Guillielmo  prelb  -,  e  Mefs.  Miles  infer- 
mo a  morte  lo  palesò ,  e  morifll .  Li  Fran- 
cefchi ,  fentendo  ciò ,  cominciarono  a  infran- 
cefcarfi  ;  di  che  per  lo  meglio  Mefs.  Guilliel- 
mo diflè  di  volere  ire  allo  Re  Uberto ,  e  così 
promifle ,  ma  egli  andò  a  Cailruccio  ;  di  che 
per  quefta  tema,  e  per  molti  malati  per  lo 
aflèdio  della  Gufciana ,  i  Fiorentini  richiefono 
r  amiftà ,  che  d' ogni  parte  vi  venne  j  di  che 
fu  forte-  r  otte  de'  Fiorentini . 

Co77je  i  Fiorentini  ebbono  il  Cajìello  d' Altopafcia , 

e  rotto  fu  il  campo  per  tefta  de'  Fiorentini . 

Rubrica  394. 

IL  Comune  di  Firenze  effendo  ad  ofle  ad 
Altopafcio ,  e  gli  Altopafcini  veggendo 
non  avere  foccorfo  da  Caftruccio ,  fi  rendero- 
no, falve  le  perfone,  che  erano  da  500.  fanti, 
ed  avieno  grande  fornimento .  Avuto  Altopa- 
fcio, fu  quiftione  d'andare  a  Lucca,  o  d'  an- 
dare a  S.  Maria  a  Monte;  e  quefta  era  Tofte 
in  fetta,  come  nella  città.  I  Grandi  configlia- 
vano  Mefs.  Ramondo ,  andaflc  a  Lacca ,  e  che 
addimandaiìè  balia ,  e  quello  configliavano 
per  ifcandolo.  Li  popolani,  e   buoni  uomini 

vo- 


LIBRO       SISTO.  49 

volieno  ire  a  S.  Maria  a  Monte  ;  pure  fi  prefe 
di  mandare  a  Firenze  ,  e  quivi  fu  T  altra  con- 
tefa  per  lo  fimile  modo,  e  fette.  Diifefi ,  cne 
Tofte  era  infìebolita  per  difetto  di  Ì\^qù.  Ra- 
mondo;  perocché  per  danari,  che  ricevea  da- 
gli uomini  del  campo,  li  licenziava  andarfene  . 
Pure  vinfe  la  fetta  de'  Grandi ,  e  partirfi  il  di 
di  S.  Maria  di  Settembre,  ed  andarne  alla  Ba- 
dia a  Pozzevere .  ^'^ 

Come  i  Fiorentini  furoiw  fconfìtti  dalla  gente  di 
Cafir uccio.  Rub.  395. 

C'^Aftruccio  avea  mandato  in  Lombardia  pet 
J  gente  a  Mefs.  Galeazzo  ;  di  che  egli  man- 
dò diecimila  fiorini,  e  promifegli  venti  ;  di  che 
ebbe  ottocento  cavalieri ,  e  dugento  n'  ebbe 
da  Mefs.  Pafferino  di  aMantova  .  Cailruccio  a- 
fpettava  la  gente ,  e  fentendo ,  che  i  Fiorentini 
mandavano  per  la  gente,  che  tornaffero,  che 
aveano  novelle  delia  gente ,  che  veniano  ,  e 
fcntiano  affiebolito  l'olle  loro,  fubito  Caftruc- 
ciò  fece ,  che  le  caftella  di  Valdinievoìe  me- 
narono trattato  di  renderli  ;  e  così  H  condufle 
a  non  ubbidire  di  partirfi  ,  ma  riduiTerii  in- 
verfo  Altopafcio  .  Poi  per  impulfamento  di 
Mefs.  Bornio  fuo  Malifcalco,  fi  rifece  ^"^hnnanzi 
più,  che  Pozzevere;  pare,  fi  dica  per  danari ^ 
Tomo  XII.  D  ch'eb- 

(1)  Villani  /.  9.  r.  304   Pot.zevo!e, 

{»)  QÌQb  >  !M<^fs,Ra mondo ,  :P 


5'0  ISTORIA    FIORENTINA 

eh'  ebbe  da'  Caftruccio  ,  mediante  Mefs.  Ga- 
leazzo ,  cui  Cavaliere  ,  e  foldato  era  llato  il 
detto  Malifcalco  ;  di  che  a'  di  2 1 .  di  Settembre 
mandò  il  Capitano  Mefs.  Urlimbacche ,  e  lo 
Malifcalco  a  fpiare ,  per  volere  andare  verfo 
Caitruccio  con  120.  cavalieri.  Caftruccio  man- 
dò ad  attizzare  ii  badalucco  ;  di  che  Y  ofte  {cn- 
12,  niuno  ordine  traile  Caftruccio ,  che  con 
grande  ordine  la  feguì,  e  infìno  a  fera  fi  com- 
battè .  La  notte  li  divife  ;  Caftruccio  fé  n'  andò 
la  notte  in  Lucca,  perchè  Mefs.  Azzo  era  ve- 
nuto colla  gente ,  cioè  il  tìgliuolo  di  Mefser 
Galeazzo  Bifconti,che  volea  danari  anzi  che 
combatceiTe;  di  che  con  pegni  d'ariento,  e 
con  danari,  e  con  promilìioni  di  Mercatanti, 
circa  fiorini  feimila  ebbe ,  e  poi  cavalcò  l' altro 
dì.  E  Mefs.  Ramondo  fi  tornò  ad  Altopafcio 
a'  di  22.  del  mefe  di  Settembre.. La  mattina  Ca- 
ftruccio fu  alle  mani  co' Fiorentini  ad  Altopa- 
fcio, e  la  brigata  di  Lombardia  fece  ftudiare. 
Ultimamente  venuto  lo  MaUfcalco  Bornio  col 
fiore  deir ofte,  colla  bandiera  de' feritori  ii  traf- 
fe  innanzi,  e  come  s' aftrontarono  ,  ed  egli  fece 
volgere  la  bandiera .  L' ofte  veggendo  fuggire 
la  bandiera  de'  feridori,  fi  mifle  in  fuga,  falvo 
i  pedoni,  ed  il  Capitano,  il  quale  fu  prefo 
con  molti  buoni  uomini  ;  ma  innanzi ,  che  fi 
tornafiè  Caftruccio  di  ricogliere  il  campo, 
mandò  fua  gente  a  pigliare  il  paflò  di  Cap- 
piano ,  ed  il  ponte  j  di  che  quando  feppero  la 

rotta 


LIBRO      SESTO.  gì 

rotta  da'  loro  medefiml ,  fi  fuggirono ,  e  lafcia-» 
tono  la  fortezza  ;  di  che  i  Fiorentini  fui^gi- 
rono  per  quella  via ,  ed  erano  preti .  Furono 
preli  con  Mefs.  Ramondo  molti  buoni  uomini 
da  Firenze  ,  e  molti  altri  preli  di  dì  in  dì  fu<T- 
gitijC  molti  n'affogarono  nelF Ufciana ^'.^ fug- 
gendo .  Fu  la  detta  Iconfitta  in  nell'  ora  di  fella 
a'  dì  2  3 .  di  Settembre  mccgxxv  , 

Cofjje  s' ebbe  per  Caflrticcio  Montefalcone ,  ei 
Altopafcio,  Rub.  3^6.     . 

Poi  Caftruccio  feguitò  fua  vittoria.  Se  ne 
andò  a  Montefalcone ,  ed  il  primo  dì  di 
Ottobre  l'ebbe:  appreifo  feguendo  ad  Altopa- 
fcio ,  lo  quale  vilmente  li  rende  ,  cn'  era  forte  , 
e  ben  fornito  di  vettovaglia,  e  di  gente  \  e, ciò 
fu  a'  dì  6.  del  mefe  d' Ottobre  nelf  anno  del 
Signore  aicccxxv. 

Come  Mangone  venne  alle  mani  del  Comune  di 
Firenze.  Rub.  397. 

ERa  flato  lo  Conte  Aleflandro  de'  Conti  Al- 
berti ,  per  addietro  padre  d'  Alberto  ,  e  di 
Nerone ,  ed  avea  lafciato  teftando  la  guardia 
al  Comune  di  Firenze  ;  e  perchè  avea  ritenuti 
certi  cenli ,  fece  cofcienza ,  e  lafciò  erede  il  Co- 
mune di  Firenze,  che  in  quanto  i  figliuoli  mo- 

D  2  rif- 

(i)  Cioè,  Ottfcìtma t 


^  ISTORIA    FIORENTINA 

riflero  fanza  erede  mafchio  veruno  ,  Mangone 
pervenifle  al  Com'jne  ;  e  poi  dopo  la  morte 
d' Aleflàndro  li  detti  Alberto ,  e  Nerone  rati- 
iicaro .  Accadde ,  che  Mefs.  Benuccio  Salim- 
beni  tolfe  per  moglie  una  figliuola  di  Nerone  , 
ch'era  rimafa,e  per  dota  li  tenea  Vernia-,  di 
che  Alberto  non  volea,  che  Mefs.  Benuccio 
teneflè  Vernia  ;  di  che  guerreggiavano .  Ad- 
divenne ,  che  uno  figliuolo  baltardo  di  Ne- 
rone ,  che  venia  ad  eiVere  nipote  d^  Alberco , 
coir  aiuto  di  Mefs.  Benuccio ,  e  degli  Ubaldini, 
a  tradimento  uccife  Alberto  del  mefe  d'  Ago- 
fto  a'  dì  20/'^  Avca  nome  Spinello  ;  e  tolfe  la 
fignoria  di  Mangone  .  l\  Comune  di  Firenze 
fentendo  quefto  ,  venne  cercando  fae  ragioni . 
ed  ultimamente  Spinello  non  veggendo  dai 
Comune  poterfi  difendere  ,  lo  vendè  1 700.  fio- 
rini d'  oro ,  ed  ebbe  la  poiìèffione  il  Comune 
^i  Firenze  a' dì  i  i.d'  Ottobre  mcccxxv.^-^ 

Come 

(i)  Villani  /.p.  r.3ri.  y5V/ 29.  d' Agojìo . 

(2)  Quella  compra  vien  regiftrata  nel  Z,ib.  Z.  ConJìUer^ 
Aff.  12^5'  delle  Riforìiiag  aio.  col  nome  di  fom- 
miffione  al  Comune  ,  e  vi  fi  leggono  Domintts  Che* 
rardtis  deCaJlro  Fiorentino  ,  ^  Dominus  Ranerìtts 
de  Vìllanova  ,  c^  Antuniìis  de  Ibizis  ,  ludìces  Sin* 
dici  C^mmunis  Florcnùe  ^d  recipìendam  fuhmijjìo» 
fiein  Mangosiis  .  Ed  appreiTo  immediatamente  (I  legge 
.1*  afToluzione  dalla  condanna  del  nonninato  Spinello  , 
e  di  alCTÌ ,  qui  operam  dederunt ,  ut  diófttm  Cafirum 
fubiicnetur  Communi  Florentte .  Ed  è  da  notare, 
che  il  detto  Spinello  è  defcrirto  così:  Spìnellus  al* 
terius  Spinelli  filii  Comitis  Alcxaudri  de  Mangom  » 
Dal  noftro  Zih.  D.  a  162, 


L  I  K  R  O     S  E  S  T  O.  5J 

Come  Caflr uccio  venne  coli'  ofle  fuo  a  Firenze  ^ 
e  dove.  Rub.  35^8. 

CAfiiruccio ,  avuta  la  vittoria,  e  prefo  At-- 
topazio,  fece  abbattere  il  ponte  a  Gap- 
piano,  e  la  fortezza,  che  v'era,  e  Montefal- 
cone  ,  perocché  erano  in  corpo  alle  Terre  de  i 
Fiorentini  ;  poi  fé  ne  venne  in  Piftoia  a'  dì  z6. 
di  Settembre  ,  e  a  dì  zy.  mandò  T  olle  a  Car- 
mignano  ,  ed  ebbe  ogni  cofa,  falvochè  la 
rocca  .  A'  dì  29  Ca (Ir accio  in  perfona  venne 
alla  Torre  colf  ofte  fua ,  e  a'  dì  29.  andò  coli*  o- 
lle  in  fui  poggio,  e  piano  di  fopra  a  Signa,  e 
fu  Signa  abbandonata  da'  foldari  de'  Fiorentini . 
A' dì  30.  di  Settembre  puofe  fuo  campo  a 
Sanmoro ,  e  fece  ardere ,  e  dibruciare  il  pia- 
no, cioè  Bronzi,  e  Campi,  e  Quaracchi,  ed 
?.rfe  quivi  ;  pafsò  più  innanzi  .  perocché  andò 
a'  dì  primo  d' Ottobre  ne'  borgni  di  Peretola , 
€  fece  infino  alla  città  di  Firenze  venire  faci 
corridori,  e  in  nelle  porti  fece  baleftrare ,  e 
chi  diile  lanciare  ;  e  bene  fpolverczzò  con  fuo- 
co ,  e  ruberia  tutto  il  piano .  A'  dì  4,  d'  Otto- 
bre fece  correre  tre  palj  ;  l'uno  di  fcarlatto  a 
cavallo  ;  1'  altro  di  panno  bianco  a'  pedoni  ;  lo 
terzo  di  guarnello  a  femmine ,  e  moflèrfi  di 
fui  fiumicello  di  Rifredi  ;  e  non  però  a  quel 
tempo  fi  dice,  che'  Fiorentini  avieno,  comec- 
ché foffero  (lati  fconfitti,  più  gente,  che  Ca- 
ilruccio  5  e  non  ufcì  perfona  di  fuori  per  tema 
V  3  di 


54  ISTORIA    FIORENTINA 

di  trattato .  A'  dì  5  fi  partì ,  ed  arfe  Peretola  , 

e  frefe  il  callelio  di  Capalle,  e  di  Calenzano  , 

ed    andolTene  a  Signa .  A'  dì  6 .  arfe   tutto  il 

piano  ,  dalia  Lafira  infino  a  Grieve  ;  il  Martedì 

cavalcò  in  perfona  al  ponte  a. Grieve, e  mandò 

i  corridori  iniino  tanto ,  che  colle  baleflra  git- 

tarono  nella  porta;  e  poi  fall  una  brigata  in- 

imo  a  Marignolle  ,  ed  infino  a  Soffiano ,  e  parte 

r"      jriuno  infino  a  Colombaia ,  ardendo  ciò , 

innanzi  loro  era.  A' dì  8.  mandò  infino  a 

olì ,  e  a  Pefa ,  e  a  Torri ,  e  ftefero  a  Mon- 

.pp,  e  a  Fontormo .  Ebbe  infra  quelli  dì  il 

-.  (elio  di  Carmignano ,  cioè  la  rocca,  e  poi 

ipafsò  r  acqua  d'  Arno  a' dì  12.  e  andò  verfo 

Prato  facendo  il  fiinile  . 

Come  Azzo  volle  venire  a  Firenze  la  feconda  volta , 
e  fece  correre  il  palio,  Ruh.^^^. 

AVeano  i  Fiorentini  a  petizione  del  Papa 
mandato  in  Lombardia  contra  la  cafa 
de' Bifconti  gente  due  volte,  e  fatto  correre 
il  palio  in  fulle  porti  di  Melano .  Azzo  sì  s'era , 
come  detto  è  addietro  5.  Rubriche ,  trovato 
a  fconfiggere  la  gente  de' Fiorentini ,  e  Itatofi 
infino  a  quefto  dì  a  ripofare  in  Lucca,  tanto 
che  ebbe  i  danari  della  promelfa ,  e  delle  fuc 
prede  .  Poi  per  vendicarii  de'  Fiorentini  veane 
a  Cailruccio  ,  e  con  lui  s'  accozzò ,  e  furono 
circa  duemila  uomini  da  cavallo ,  e  cavalca- 
to- 


L  I  B  R  O     S  E  S  TO,  55 

rono ,  e  vennero  a  Rifredi ,  e  fece  correre  uno 
palio  di  fciamito  a  traverfo  a  Rifredi,  e  te- 
nerlo in  ì' Ifola  per  modo,  che  in  Firenze  fi 
vedea  ogni  cofa .  Di  che  in  Firenze  fu  gran 
dotta  per  queda  feconda  tornata .  E  ciò  fu  a'  di 
26.  d'  Ottobre  xMcccxxv.  Lo  fecondo  dì  fi  tornò 
verfo  Lucca,  e  andoiìène  in  Lombardia. 

Come  fi  mandò  al  Re  Ruberto  per  aiuto  ,  ed  ^ffor^ 

zo/ft  Fiefoìe  ,  e  Sanminiato  a  Monte . 

Rubrica  400, 

E  Sfendo  i  Fiorentini  così  malmenati  in  que- 
lla furia ,  perchè  Caftruccio  non  riponeffe 
Fiefole  ,  r  afforzarono ,  e  fornirono  di  buona 
gente,efimile  Sanminiato  a  Monte,  e  man- 
darono ailo  Re  Ruberto  per  aiuto,  ed  a'  vicini 
richiefero,e  fondadi  di  gente  per  tema,  non 
paffaiiè  ad  ardere  di  là  d'  Arno ,  e  dalla  città  , 
cioè  a  Sanfalvi ,  o  Ripoli;  e  feciono  loro  Ca- 
pitano Mefs.  Oddo  ,  eh'  era  Capitano  della  gen- 
te de'  Perugini . 

Come  il  Conte  Ugolino  da  Batti/olle  fece  gita 
in  Mugello,  Rub.  401. 

CCme  addietro  Rub  350.  fu  detto,  il  Comu- 
ne di  Firenze  comperò  dal  Conte  Man- 
fredi Ampinana,  ficchè  di  ragione  la  tenea  . 
Eflèndo  il  Comune  di  Firenze  nelle  dette  av- 

ver- 


§6  ISTORIA     FIORENTINA 

veriitadi  di  pochi  dì  fconfitto,  e  Caftruccio 
ardea  intorno  a  Firenze  ,  fi  mofle  il  Conte  Ugo 
di  Guido  da  Battifolle ,  e  tolie  5.  popoletti> 
e  ville  appiè  d' Ampinana ,  e  ripuofeli  contra 

il  volere  de'  Fiorentini  ;  ciò  furono 

....  E  quella  fu  a'  Fiorentini  troppa  gran  fo- 
ina  a  foftenere,  perocché  lo  padre  era  lìato 
troppo  amico  de'  Fiorentini ,  e  bene  fi  nota- 
rono colla  penna,  come  innanzi  diremo  .  Que» 
fto  fu  a'  dì  2.  d'  Ottobre  ^'^  mcccxxv. 

€of?2e  Ca/lniccio  pofe  ojìc  a  Prato ,  e  poi  fece  come 

a  Firenze  y  ed  andò  in  Valdimarina. 

Rubrica  402. 

rf^AftruGcio  feguitando  fua  vittoria ,  venne 
^^^  ad  ofte  a  Prato,  a'  dì  1 9.  d' Ottobre  ^"^  nel 
detto  anno,  e  fletteva  dieci  dì  ^5^,  e  pafsò  ia 
Valdimarina ,  ed  arfe  per  paflàre  in  Mugello . 
La  lega  gli  fi  fece  a'  palli  alla  Croce  aCom- 
biati,  ed  i  Fiorentini  gU  mandarono  200.  ca- 
vaUeri,  e  2000.  pedoni  dietro  ;  e  fé  non  che 
n'  ebbe  lingua  ,  sì  s'  era  impaurato  .  E  riduf- 
fsli  innanzi,  che  la  gente  de' Fiorentini  vc- 
nifle  ,  ed  andonne  a  Signa ,  e  mandò  corren^ 
do ,  e  guadando  infino  a  Giogoli,  e  fece  cor- 
rere innno  a  Rifredi  ;  ed  ultimamente  fi  parti 

colla 

(i)  Villani  /.p.f  •^\%.ìnCaUn  d'Ortotre^ 

(2)  Villani  /.  9.  e.  319  A  dt  2^.  d'QPtoèrSp 

(3)  Vili.  1.  cit.  Per  p.  dì. 


LIBRQSESTd.  57 

colla  grande  preda ,  la  maggiore  ,  che  fofle  fta-» 
ta  fatta  a  Firenze,  già  grandiffimo  tempo; e 
certo  e' non  potea  più,  fé  non  vincea,  pa- 
gare ;  ma  tra  la  vittoria ,  e  '1  guadagno ,  e  poi 
Io  rii'catta  de'  pregioni  gli  feciono  fare  gran 
fatti .  Tornoffi  in  Lucca  a'  dì  4.  di  Novem- 
bre ^^>. 

^onìe  Cafiriiccio  fece  dikgìone  del  Carroccio ,  € 
de  pregioni  di  Firenze .  Rub.  403. 

A  Vea  nella  feonfitta  Caftruccio  prefo  il 
Jl»  carroccio ,  e  la  campana  ,  lo  quale  car- 
roccio avea  adornato  lo  dìdiS.  Martino  delle 
bandiere  del  Comune  di  Firenze ,  e  de'  loro 
foldati,  e  fuvvi  lo  carroccio,  e  mandollo  di- 
nanzi a  fé  a  offerere ,  ed  appreflb  il  carroccio 
Mefs.  Ramondo  Capitano,  e  tutti  i  pregioni, 
e  ciafcuno  con  una  candela  di  12.  danari  pic- 
cioli, ed  il  Capitano  con  uno  torchietto  alla 
Chiefa  di  S.  Martino  ,  ed  egli  con  molta  pom- 
pa colla  brigata  fua  dietro .  Poi  fece  loro  uno 
bello  mangiare  ;  e  fatto  ciò  li  fece  mettere  in 
pregione,  e  porre  loro  grandi  taglie.  Li  Cit- 
tadini di  nome ,  eh'  ebbero  taglie ,  fi  furono 
quefti<^> 


Come 

(x)  Villani  1.  cìt.  f.  ^20.  A'  d\  x.  dì  NovemBre . 
(.2)  Mancano  nelI'Origina'C  ,  e  finora  non  fi  fonopotuti 
Supplite  con  alesi  rifcofìcii . 


5?  ISTORIA    FIORENTINA 

' -Some  (l  fecero  or  alni  in  Firenze  y  che  certi  non 

^otejfero  avere  iificìo  per  alcuno  tempo , 

Rubrica  404. 

ERano  in  Firenze  grandi  rofpecioni  per  gli 
cittadini  di  Firenze ,  conliderato ,  che 
ogni  dì  li  parenti  de'  preli  diceano  di  fare  pace 
con  Caftruccio ,  eflèndo  da  lui  vituperati  ;  di 
che  fi  provvide,  che  niuno  di  quel  legnag- 
gio ,  di  che  erano'  preil ,  non  poteffero  alcuno 
oficio  di  Comune  né  dentro  la  città,  né  di 
iliori  avere ,  mentre  li  pregioni  erano  preil , 
né  eflère  in  niuno  configlio  .  Quefto  fu  tenuto 
grande  cofa,  e  molto  fi  dolieno  i  parenti, 
dicendo ,  loro  eflère  morti ,  e  preìl  in  fervi- 
gio  di  Comune,  ed  ancora  fegnati  per  foipet- 
to ,  e  gran  turbazione  nacque  ;  e  pure  così  li 
flette  la  cofa .  Ciò  fu  a'  dì  1 3 .  di  Novembre 
Jticccxxv. 

Come  Caflntccio  prefe  il  Caflello  di  Muntemurlo . 
Rubrica  405. 

CAftruccio  ehendo  al  di  fopra  della  guerra , 
come  è  detto ,  fi  venne  ad  afìedió  al  ca- 
ilello  di  Montemurlo  a' dì  ^6.  di  Novembre 
.Mcccxxv.  e  molte  fortezze  di  cittadini ,  e  torri 
di  guardia,  come  s'  era  de'  Pazzi,  e  Strozzi, 
prefe,  e  disfece,  che  erano  ivi,  e  poi  ftettc 

fer- 


LIBRO     SESTO*  5^ 

fcrrno  allo  afledio  infino  a'  dì  8.  di  Gennaio 
Mcccxxv.  e  poi  fecero  patti  con  quelli,  che 
lo  teneano .  Ciò  fu  Giovanni  di  Mefs.  Tedici 
Adimari,  e  Neri  di  Mefs.  Pazzino  de'  Pazzi, 
falve  le  perfone,  e  l'arnefe,  che  portare  ne 
poteffero.  Ed  ancora  fi  dice  ,  che  con  dificj 
gli  avieno  sì  conci ,  che  fu  loro  di  necefiltà 
renderfi,  ed  ancora  T  aveano  protellato  di 
foccorfo  più  volte ,  e  poteano  i  Fiorentini 
foccorrere ,  e  non  vollono  .  Cailruccio  lo  for- 
nì,  e  murollo  molto  bene,  e  fece  con  eilb 
di  molto  danno ,  e  vergogna  al  Comune  di 
Firenze . 

Come  lo  Re  Ruberto  mandò  gente  a*  Fiorentini. 
Rubrica  40 6. 

COme  narrato  è  addietro  Rub.  400.  i  Fio- 
rentini aveano  mandato  ^llo  Re  Uberto 
per  gente ,  la  quale  gente  giunfe  in  Firenze  ; 
e  ciò  furono  3 oc.  uomini  di  cavallo;  e  ciò  fu 
neir  anno  dei  Signore  mcccxxv.  a'  dì  2.  di  Di- 
cembre .  ^^^  - 

Come  la  gente  di  Caflruccio  venne  ìyìfino  a  Mon- 
ticelli di  Firenze .  Rubrica  407. 

AVcva  Caftruccio  gente  a  Signa ,  e  vennero 
a  Firenze ,  e  corfero  infino  preflò  a  Fi- 

ren- 
(i)  Villani  /.  p.  e.  32^.  //  d\  di  Caleu  dì  Dicsmhrf^ 


4fo  ISTORIA    FIOREKTSNA 

renze ,  ove  li  dice  Monticelli ,  dalla  porta  a 
S.  Friano  .  Certa  gente  ufcì  fuori ,  e  furono 
rotti  quelli  de'  Fiorentini .  Sonò  le  campane , 
ed  ufcì  fuori  il  popolo ,  e  Cavalieri ,  e  die- 
dona  loro  la  caccia  infino  alla  Pieve  da  Set- 
timo ;  e  ciò  fu  a'  dì  i  o.  di  Dicembre  mcccxxv. 

Come  i  Fiorentini  dierono  la  ^ìifegna  di  Firenze 
a'  Bianchi  contraCaJir uccio .  Rub.  408. 

LI  Fiorentini  H  vedeano  Caftracclo  appref- 
fo ,  e  guerreggiare  ,  e  fpcfe  grandi ,  ed 
i  loro  pregioni  li  tribulavano,  che  li  loro 
congiunti ,  eh'  erano  in  Firenze ,  non  avendo 
riguardo  al  loro  llato,  né  della  Repubblica, 
ogni  dì  trattavano  fegretamente  con  Catìruc- 
CIO ,  e  fpezialmente  i  Grandi  ;  onde  fi  diliberò 
di  darfi  a  Mefs.  Carlo  figliuolo  del  Re  Uber- 
to ,  il  quale  era  primogenito ,  e  Duca  di  Ca- 
labria ;  e  sì  veramente ,.  che  egli  li  confervaflc 
in  quelli  ftatuti ,  e  reggimento ,  ed  ordini , 
che  allora  erano  ;  e  sì  .veramente ,  alla  guerra 
avefle  continuo  1000.  uomini  di  cavallo, Ji 
quali  follerò  foreftieri  del  fuo  reame,  e  non 
del  Regno ,  e  per  quello  avelie  ogni  mefe  fio- 
rini 1 6666.  e  due  terzi  di  fiorino  ,  e  quello  s' in- 
tendefie  durare  io.  anni,  ed  in  perfona  flare 
alla  guerra  .  E  fé  prima  conduceiTe  vinto  Ca- 
llruccio ,  o  pace  onorevole ,  allora  aveife  ogni 
aaao  la  metà  delli  danari ,  e  potefTe  lafciarc 

fuo. 


LIBRO     SESTO.  6l 

fuo  Vicario,  e  tenere  folamente  400.  uomini 
da  cavallo  ;  e  ciò  fu  mandato  il  dì  della  Pa- 
fqua  di  Natale  mcccxxv. 

Come  i  Fiorentini  fecero  uno  Capitano  di  guerra. 
Rubrica  40^. 

DEI  mefe  dì  Settembre  di  quefto  anno ,  ef- 
fendo  venuto  dal  Sepolcro  Mefs.  Piero 
di  Narli  di  Francia ,  ed  un  fuo  figliuolo ,  con 
bella  compagnia ,  alle  fue  fpefe  volle  eilére 
alla  battaglia ,  di  che  Caftruccio  fconfiflei  Fio- 
rentini air  Altopafcio  ;  ove  il  detto  Mefs.  Pie- 
ro fu  prefo ,  ed  il  figliuolo  morto  ;  ed  egli  il 
ricomperò  fiorini  1000.  d'oro,  e  venuto  in 
Firenze  narrò  ,  cqm'  egli  avea  ,  ftando  là  ,  in- 
nugelliti  certi  foldati  di  Caftruccio  circa  200. 
tra  Francefchi ,  e  Borgognoni .  Di  che  fu  elet- 
to Capitano  di  guerra  a' dì  5.  di  Gennaio  ^^^ 
MCCCXXV.  e  fece  buona,  e  follicita  guerra,  e 
feguì  fuo  trattato  con  certi  ConefiaboU  di  fuo 
faefe ,  cif  erano  con  Caftruccio ,  di  fare  uccidere 
Caftruccio ,  e  di  rubellare  Signa ,  e  Carmignan9 , 
e  tornare  dalla  parte  de*  Fiorentini  con  più  di 
zoo.  Cavalieri.  ^^^  lì  quale  trattato,  per  difetto 
di  non  cautamente  etìère  menato ,  tornò  alf  o- 
recchio^  di  Caftruccio  ;  onde  fece  pigliare  tre 

de'Co" 

(i  )  Villani  /.  9-  <••  5  5  3    I^  Caìeti  di  Gennaro . 
(2)  Supplito  col  Villani,  luogo  cit.  per  difetto  del  MS. 
tìv'  è  qualche  cgnfufione  > 


6t  ISTORIA    FIORENTINA 

de^Cone (labili,  che  trattavano,  e  feceli  mo- 
rire ,  e  poi  licenziò  tutti  i  Francefchi ,  e' Bor- 
gognoni .  E  ciò  fu  a'  di  2  0.  di  Gennaio  mcgcxxv. 

Come  Cajlruccio  venne  a  ofte  a  Firenze . 
Rubrica  410. 

CAftruccio  avendo  ,  come  detto  è ,  fodif- 
fatto  al  trattato  di  Sijma  ,  che  i  fuoi  Bor- 
gognoni  faceano  co'  Fiorentini ,  fi  cavalcò  ,c 
venne  in  perfona  a  Torri ,  ed  a  Sancafciano  , 
ed  arfe,  e  fece  gran  danno,  e  poi  tornò  a 
Signa  ,  e  pafsò  T  Arno ,  e  venne  a  Peretola ,  e 
menò  pjo.  uomini  di  cavallo  ^'^ ,  e  3000.  pe- 
doni ,  e  quivi  (lette  dalla  mattina  alla  fera , 
e  perfona  non  ufcì  di  Firenze  contra  a  lui  ; 
sì  fi  parti ,  ed  andò  a  Carmignano ,  e  fecelo 
afforzare  ,  e  tornò  a  Signa ,  ed  arfela  , 

Q  uè  Hi  fono  i  Fr tori  da  mezzo  Febbraio  13^4. 
a  mezzo  Febbraio  1325.  Rub.  411. 

JDAnchello  del  Buono. 

Gherardo  di  Gentile . 

Giotto  di  Fantone  degli  Angelotti. 

Taddeo  del  Ricco.  Arlotti. 

Niccolaio  di  Nello  Rinucci. 

Piero  del  Papa. 

Odaldo  del  Cianga  Gonf  di  Giuftizia. 

Ser  Catlello  del  Maedro  Rinuccio  lor  Net 

Ri-: 
(ij  Villani  I.  eie.  f.  335.  Con  ottocento  Cavalieri  * 


.LIBRO     SESTO.  €j 

Ridolfo  di  Guido . 
Filippo  di  Lippo  Buonfigliuoli . 
Giovanni  Criitiani . 

Mefs.   Orlando  Marini  Dott.  di  Leggi. 
Federigo  d'  Arrigo  Federighi . 
Geri  di  Guccio  de'  Ghiberti . 
Bartolo  di  Lapo  Benci  Gonf.  di  Giuftizia . 
Ser  Giovanni  di  Ser  Spigliato  da  rilicaia 
lor  Notaio. 

Bartolo  Bandini . 

Filippo  di  Duccio  de' Magalotti. 

Dardano  di  Tingo  degli  Acciaiuoli . 

Bindo  d'  Ammannato  Profperi . 

Giovanni  di  Dingo  de'  Marignolli . 

Bartolo  di  Xotto  Bifcheri . 

Manetto  di  Dello  degli  Scilinguati  Gonf. 

di  Giuftizia  . 
Ser  Michele  di  Ser  Francefco  da  Caftelfio- 

rentino  lor  Notaio . 

Simone  di  Neri  da  Quarata . 
Bonaguida  di  Fabro  de'  Tolofini . 
Valorino  di  Lapo  Valori . 
Bindello  di  Simone  de'  Beccanugi . 
Rinaldo  di  Veri  Rondinelli . 
Fedeilo  {al.  Fedele  )  del  Roflò  ^'\ 
Giovanni  di  Donato  Viviani  Gonf.  di  Giuft. 

Ser 

(i)  Magi.  Roffi. 


(4  ISTORIA     FIORENTINA 

Ser  Zanobi  di  Ser  Bartolo  da  Pozzolatico  ^'^ 
lor  Notaio . 

Set  Bekaro  di  Bonaiuto. 

Totto  di  Tedaldo . 

Bartolo  Paradili. 

Mafo  Valori. 

Giovanni  di  Bernardino  de' Medici. 

Filippo  di  Migliore  Pazzi  ^-^. 

Guiglielnio  di  Vita  ^5)  degli  Altoviti  Con€ 

di  Giuftizia . 
Ser  Stefano  di  Giovanni  ior  Notaio  . 

Lapo  di  Mefs.  Angiolino  de'  Magli  * 

Miglino  Magaldi. 

Francefco  del  Bene  Benevieni. 

Franca fco  di  Manno  Attavlanl. 

Euro  del  Ricco. 

Bartolo  di  Bonafede . 

Durantozzo  di  Lapo  Bonfantini  Gonf.  di 

Giuftizia . 
Ser  Buoncriftiano  di  Ser  Simone  lorNot. 

Come  Cafir uccio  cavalco  il  Comune  di  Firenze  • 
Rubrica  412. 

Aftruccio  tenn€  trattato  con 


de'  Frefcobaldi ,  che  tenea  in  «guardia  la 


O' 


Ca- 


(i)  Magi  Pazzolatic»,         (2)  Magi.  Panotzi  • 
(3)  Magi.  Vinta,  Petrib.  di  Ments * 


L  I  B  R  O      S  E  S  T  0 .  6$ 

Caftcliina  di  Greti,  e  diegli  fiorini  500.  e  F  eb- 
be a' dì  29.  di  Marzo  mcccxxvi.  e  poi  eavaìcò 
per  Io  piano  tutte  le  Terre  infino  a  Empoli , 
e  combattello  a'  dì  ó.  d'  Apnìe  ,  e  prefe  a'  dì  8. 
d' Aprile  ^'^  Fetrcio,  eli  e  fopra  a  Empoli, 
bene  che  poco  tenne  Fetroio ,  perchè  non  era 
forte ,  ma  lo  disfece , 

Come  Mefs.  Piero  Capitano  di  Firenze  fu  prefo ,  e 

f confitto ,  e  tagliatagli  la  tejla  per  Cajir uccio . 

Rubrica  413. 

MEfs.  Piero  Capitano  de' Fiorentini  era  fot- 
ti le  uomo ,  e  favio ,  ed  infra  F  altre  cofe 
menava  fpello  trattato  colla  gente  di  Caiiruc- 
cio,  Caiiruccio  itimò  di  farne  uno  doppione 
così  fece ,  che  certi  Francefchi ,  e  Borgogno- 
ni ,  eh'  erano  in  Carmignano  follerò  con  lui 
in  trattato;  e  così  fu  ;  e  dato  il  dì,  Caftruc- 
cio  dovea  eflère  in  aguato,  e  lo  Capitano  an- 
dare a  Carmignano,  e  ardendo,  e  guadando 
il  paefe  ;  ed  a  quello  ardere  eglino  gli  dovea^ 
no  dare  il  cartello.  Così  fii  ;  a' dì  15  di  Mag- 
gio, partendo  r  Ombrone  conico,  uomini  e- 
letti,  tutti  Conefiabili,  e  Caporali,  e  500.  pe- 
doni ,  di  die  s'  abbattè  nel  primo  aguato ,  e 
quello  ,  coni'  era  ordinato ,  ruppe ,  per  condu- 
cerlo nel  fecondo;  condotto  nel  iècondo  fu 
rotto  Mefs.  Piero,  e  prefo,  e  menato  in  Pi» 
Tomo  XII  E  fio- 

(1)  Villani  /.  9.  r.341.  A\d)  5.  d' Aprile, 


66  ISTORIA    FIORENTINA 

ftoia,  e  quivi  Caftruccio  gli  fece  tagliare  la 
teila.  E  ciò  fu,  che  fu  prefo,  a' dì  15.  e  a' dì 
17.  gli  fu  tagliata  la  teda ,  nel!' aano  del  Si- 
gnore MCCCXXVI. 

Come  il  Duca  d' Atene  venne  Vicariò  del  Duca 
di  Calavria,  Rubrica  ^14. 

MEfs.  Gualtieri  Franzefe  Conte  di  Birrcna, 
e  Duca  d'Atene  ,  Io  quale  avea  per  mo- 
glie Madonna figliuola  del  Frmzi 

di  Taranto  fratello  del  Re  Ruberto ,  fi  venne 
in  Firenze  Vicario  dello  Duca  diCalavria  con 
400.  uomini  di  Calabria,  e  fece  per  fua  parte 
rimuovere  tutti  gli  uficj ,  eh'  erano  .  e'  Priori , 
ed  ogni  altro  uficio,e  giurare  nelle  fje  mani, 
e  ricevette  per  lo  Duca  di  Calarria  detto  .  Sì 
veramente  flettono  ogni  unciale  infino  a  mez- 
zo Giugno  ;  e  ciò  fu  negli  anni  del  Signore 
Mcccxxvj.  a' dì  17.  di  Maggio.  Recò  feco  uno 
Proceflò  Papale /il  quale  in  parlamento  fece 
leggere  ,  come  lo  Re  Ruberto  era  Vicario  di 
Imperio  in  Italia. 

Come  il  Legato  di  Pap^  Giovanni  venne  in  Firenze . 
Rubrica  415. 


I 


N  Fifa  venne  a' di  2.3.  di  Giugno ^'^  Mefs. 
Giovanni  Orfini  Romano  Cardinale ,  e  Le- 


ga- 


•71.-'!      J    ^ 


"<i.o   A  d\  ì'^,  di  Gii 


LIBRO     SESTO.  6^ 

gate  di  Papa  Giovanni  ;  elTendo  ivi  piuvicò 
Ilio' proceffi , e  poi  ii  partì,  e  venne  in  Firenze 
a'  dì  30.  di  Giugno,  e  piuvicò  il  fimile  ,  e  la 
fua  legazione  era  in  effetto  con  grande  arbi- 
trio ,  e  a  mettere  pace  j  nell'  anno  del  Signo- 
re MCCCXXVI. 

Come  il  Duca  di  Calavria  fu  Signore  di  Sien0 
per  cinque  anni.  Rub. 416. 

LO  Duca  di  Calavria  venne  in  Tofcana , 
ed  intrò  in  Siena  a'  dì  io.  di  Luglio 
MCCCXXVI.  ed  i  Fiorentini  per  le  male  difpoft- 
zioni  de'  Sancii ,  che  tra  loro  per  parti  li  gua- 
ftavano,  li  mandarono,  che  eilò  dovefle  effere 
pregato  per  lor  parte  di  mettere  concordia, 
e  così  fece  :  ed  ultimamente  gli  fu  data  la  li* 
gnoria  di  Siena  per  5.  anni  ;  e  addimandò  poi 
a'  Fiorentini  per  ^óooo.  fiorini,  li  quali  dilìe 
avere  fpefi  in  Siena  per  ftarvi  a  loro  peti- 
zione .  Ma  non  ifcrivo  nulla  V  onore  ,  e  la  fi- 
gnoria  di  Siena  ;  di  che  molto  ne  gonfiarono 
i  Fiorentini ,  e  parve  loro  cattiva  incomin- 
ciata di  fignoria . 

Come  il  Duca  di  Calavria  venne  in  Firenze ,  e  con 
che  C07Vj)agnia.  Rub.  417. 


N 


Eir  anno  del  Signore  mcccxxvi.  Mefs.  Car- 
lo Duca  di  Calavria  venne   in  Firenze 
E  2  per 


68  ISTORIA    FIORENTINA 

per  Signore  a' dì  30.  del  mefe  di  Luglio  j  6 
menò  Tcco  la  moglie ,  eh'  era  della  cafa  di 
Frangia ,  nipote  del  Re  cU  Francia ,  Madonna 

figliuola  di  Meis.  Carlo  di  Valofa. 

La  compagnia  in  effetto  fu  quefla .  Mefs.  Gian- 
ni fratello  del  Re  Uberto  ,  Pren'^a  della  Mo- 
rea,ch'ò  la  Morea  in  Romania  ;  Mefs.  Filippo 
fig  iuolo  di  xMefs.  .....   Prenza  di  Taranto 

fratello  del  Re,  e  Difpoto  di  Romania  ;  oltre 
a  quefti  due  Reali ,  T  uno  fratello  del  Re  U- 
b-erto,  e  !'  altro  nipote,  menò  Mefs.  Giuffre- 
di^'^  di  Marzano,  il  Conte  di  Squillaci,  ch'era 

di  perfona  grandilfimo  uomo  ;  Mefs , 

.Conte  di  Sanfeverino ,  eh'  è  del  maggior  ca- 
fato  del  regno;  Mefs.  .....  Conte  di Chia- 

ramonte,  eh' è  del  legnaggio   di  Sanfeverino 
detto  ;  Mefs.  ....  Conte  di  Catanzano  gran- 
de gentile  uomo ,  qua(i  de'  più  di  Calavria  ; 
Mefs.\  ....  Conte  d'Altamonte  pur  di  Ca- 
lavria: Mefs.  .  .  .  .  da  Fabriano  Conte  d' Ar- 

fianoj  quefti  per  femmina  nato  de' Reali  di 
Francia  ;  Mefs.  Romano  ^-^  della  cafa  degli  Orfmi 
Conte  di  Nola  preflo  a  Napoli  a  12.  miglia; 

Mefs de'Gaetani  da  Roma  nipote  di 

Papa  Bonifazio  d'  Abruzzi ,  Conte  di  Fondi  in 
quella  Provincia  d'  Abruzzi  :  ed  è  in  Campa- 
gna il  Contado  fup  ;  Mels di  Pipino 

Conte  di  Minerbino,  dello  paefe  di  Puglia,  il 

Ilio 

(r)  Vllisni  /.  f  o.  e.  r.  Mefs.  Tommafo  da  Marzan»  , 
(2)  Supplito  dalVillkni  /,  cit. 


t  I  B  R  O      S  E  §  T  O  .  <5p' 

fuQ  Contado .  Tutti  quefti  fono  Conti ,  die 
hanno  Io  Contado  loro  nello  reame  dello  Re 
Uberto  .  Diremo  ora  de'  Baroni ,  figliuoli ,  o 
fratelli  de' Conti,  Mefl  Guiliielmo  detta  cafa 
degli  Stendardi;  ha  fua  Baronia  in  Terra  di 
lavoro.  Mefs.  Amelio  della  cafa  dal  Balzo,  fu- 
rono Provenzali  ;  ha  fua  Baronia  in  terra  .  „ 

Mefs Signore  di  Bera  ;  quelli 

era  Francefco ,  e  non  avea  nel  regno.  Mefs. 
..,,..  della  cafa  di  Merlo,  di  nobile  fan- 
gue  di  Francia  ,  di  Campagna,  di  Eboli  dello 
reame  ;  ha  fue  caftella .  Mefs.  Giuifredi  di  Gian- 
villa,  uomo  del  Ré  di  Francia,  franco  Cava- 
liere. Mefs  Iacopo  di  Cantelmo^'^,  quefti  è 
Barone  in  Terra  di  lavoro  nel  reame .  Carlo 
di  i\rtugio  ^^^  Provenzale ,  uomo  di  gran  valore. 
Mefs,  Guillielmo  d'  Ebole  Francefco .  E  volendo 
a  nome  contare  tutti ,  non  è  di  noftra  mate- 
ria ne  cetfario  ;  ma  in  fomma  menò  feco  1547. 
uòmini  di  cavallo,  infra  quali  avea  317.  Ca- 
valieri a  fproni  d'oro; il  quale  veduto  fu  co- 
me Signore,  e  per  fua  abitazione  gli  fu  aflè- 
gnato  il  palagio  del  Fodeftà  ,  ed  il  Podeftà  andò 
a  (tare'  ili  Orto  S  Michele  in  cafa  i  Macci . 
Sicché  dove  dovea  tenere  almeno  1000.  uomi° 
ni  da  cavallo,  rie  menò  tra  con  quelli  del  Du- 
ca d' Ateni,  e  quelli,  cui  egli  avea  menato, 
furono  in  tutto  1947.  e  fu  bella  gente  tra 
E  3  Fran- 

(i)  yii.  CanteWm  . 

(1)  MS.  d'  Armigio\  i 


70  ISTORIA    FIORENTINA 

Francefchi,  e  Provenzali,  Borgognoni,  e  Ca* 
talani ,  e  d' altri  Paefi . 

Come  il  Duca  dì  Calavrìa  richiefe  V  amijlà . 
Rubrica  41  8. 

LO  Duca  per  fare  fua  onorata  imprefa ,  nel 
principio  richiefe  T  amiftà  ;  infra' quali 
ebbe  quelli.  3^50.  uomini  di  cavallo  da  Sanefi. 
300.  uoìiiini  da' Perugini.  200.  li  Bolognefi . 
100.  gli  Orvietani;  mandò  a' dì  io  d' Agoflo 
ivicccxxvi.  ICO.  uomini  di  cavallo  Manfredi  di 
Faenza.  300.  menò  il  Conte  Ugo  di  .  ...^'^; 
dì  che  in  tutto  ebbe  d'amici  1350.  cavalieri. 
Pedoni  ebbe  d'  aiuto  dal  Conte  Ruggieri  da 
Doadola  300.  Avendo  quefta  gente  raccolta, 
fanza  dubbio ,  tra  che  Caftruccio  era  male  fa- 
no  per  1'  affanno,  che  avea  durato  quell'  anno, 
e  per  la  nobile  ca\  allena ,  fi  dicea ,  che  fi  finia 
la  guerra  ;  ma  Caftruccio  favio  trattò  pace  col 
Legato,  e  col  Duca,  e  non  fece  ofte  i  di  eh© 
molto  ne  'ngregarono  i  Fiorentini . 

Come  ài  Duca  mutò  parte  a  Fiorentini  o 
Rubrìca  41 9, 

PEr  !a  bucna  guerra ,  che  il  Duca  facea,  mof« 
fé  lite  a' Fiorentini  in  quello  modo;  che 
volle,  che  fi  gli  ccnfermaliè  la  fignoria  per  10, 

an- 
(i)  Quefti  manca  nel  Villini  r 


LIBRO     SESTO.  Jl 

anni ,  e  cominciaflèro  in  calen  di  Settembre , 
e  potere  fare  ogni  volta  a  fuo  modo  i  Priori , 
ed  ogni  uficio  ;  e  così  ebbe.  E' vero,  che  i 
Grandi  gli  voleano  dare  la  iìgnoria  dei  tutto, 
e  non  la  volle ,  perchè  feppe ,  che  lo  faceano 
per  levare  gli  ordini  della  giuflizia,  e  perchè 
il  popolo  non  avelie  più  lignoria  ;  e  di  qiiefto 
fentendo  il  Duca,  ne  vedea  male  contenti  i! 
popolo  ,  e  però  lafciò . 

Cerne  fallì  la  Compagnia  degli  Scali , 
Rubrica  420. 

NEI  detto  anno  del  mcccxxvi.  a'  di  4.  d'  A- 
gofio  li  fallì  la  Compagnia  degli  Scali, 
ch'era  badata  più  di  1 00.  anni  ^'^,  e  non  avea 
in  Firenze  niuno  ricco  ,  ed  abiente ,  eh'  aveile 
danari ,  che  poco ,  o  d'  ailài  danari  non  avelie 
fufo ,  e  fu  quella  una  gran  perdita .  Diceii ,  li 
trovarono  debito  fiorini  allato  di  quattrocen- 
tomila ........ 

Come  i  Fiorentini  murar 0120  il  Caftello  di  Signa . 
Rubrica  421, 

VEdendo  i  Fiorentini,  che  Caftruccio  era 
un  poco  a  fiepe ,  con  tutto  che  '1  Duca 
con  tanta  gente  ne  olle ,  né  cavalcata  facea , 
per  potere  far  fcminare ,  e  lavorare  il  piano  ^■ 

E  4  ri- 

(r)  Villani  /.  io.  f.^.P/i)»  di  lao. 


7Ì  ISTORIA     FiORENTINA 

ripuofono  il  cailello  da  Signa ,  e  murarollo, 
e  guarnirlo  di  gente .  E  ciò  tu  la  imprefa  di 
ciò  fatta  a  dì  15.  di  Settembre  mcccxxvj. 

Cojne  il  Duca  f e  fare  guerra  a  Caftr uccio . 
Rubrica  422. 

]L  Marchefe  Spinetta  ,  eh'  era  a  Verona ,  ebbe 
dal  Duca  300.  uomini  di  cavallo ,  e  dal  Le- 
gato 200.  e  da  Verona  1 00.  e  toìfe  in  Lunigiana 
due  Cartella  aCàitruccio,  e  puofe  afièdio  a  Buo- 
li , e  alla  Verruca.  E  certi  ufciti  di  Pifloia  pre- 
fero Ravignano,  e  Mammiano^'^.  Di  che  Ca- 
ftruccio  r  afìèdiò  ,  e  venne  in  perfona  a  Pi- 
ftoia,  e  fornì  i  paiTl.  11  Conte  di  Squillaci  vi 
cavalcò  con  molti  Fiorentini;  ebbe  2000. uo-^ 
mini  di  cavallo ,  e  ultimamente  per  lo  male 
paflb  non  poterono  foccorrere ,  e  per  molte 
acque,  e  nievi;  di  che  convenne,  che  tornaf- 
fero  in  Firenze  con  poco  onore  ;  e '1  Marchefe 
Spinetta  abbandonò  la  'mprefa  ,  e  Caftruccio- 
con  onore  rientrò  in  Lucca  :  e  quelle  cof^ 
furono  a  Ottobre  mcccvxvi. 

Come  11  Duca  di  Calavria  con  fentimefito  del  Re 
mutìi  farte  in  Firenze .  Rub.  42  3 . 

LO  Duca  di  Calavria  dà  fé,  e  colle  lettere 
del  Re ,  diffe  a'  Fiorentini ,  che  faceiìera 

co'  Sa- 
(i)  Villani  /.  lOcT.  tf,  Marnici  no  t 


LIBRO     SESTO.  73 

co'  Sanefi ,  e  Perugini ,  che  pagaflcro  la  taglia 
dell'avanzo  della  gente,  oltre  agli  1000.  uo- 
mini di  cavallo  :  e  volea ,  che  uno  de'  fuoi  Ba- 
roni foflè  Tempre  in  palagio  co'  Priori,  per 
vede  e  ciò ,  che  li  fii celle  ,0  egli  fi  volea  tor- 
nare a  Napoli.  Li  Fiorentini  iividono  gravati 
delle  fpefe ,  e  gravarfi  di  quefto  fopra  più; 
nondimeno  vidono  mcdo  di  contentarlo ,  co- 
me che  avieno  ragione  di  dolerfi  fanza  fallo, 
che  egli  rompea  loro  i  patti,  e  dierongli, óltre 
a'  2-, 000.  fiorini  trentamila  ;  e  T  uficio  de'  Prio- 
ri non  potea  fare  nulla,  fé  non  come  e'  volea. 

Come  la  T>uche[fa  moglie  del  detto  di  Calavriaf& 
rendere  le  trecce  alle  Donne ,  Rub.424. 

CErto  è ,  che  li  Francefchi  fono  gente  vana 
d' amore ,  e  baldanzoli  in  ciò  ;  di  che 
addivenne ,  che  eflèndo  le  donne  vagheggiate 
da' Francefchi ,  la  Duchefla  fu  richiefta  dalle 
donne  de'  Fiorentini ,  che  per  potere  meglio 
sfrenare,  riaveflero  certe  loro  trecce,  loro  le- 
vate per  addietro  ;  e  così  volle  la  Duchefla , 
e  così  fu  ;   e  ciò  fu   fatto  la  vilia  di  Natale 

MCCCXXVI. 

Come  il  Duca  ruppe  i  patti  a'  Fiorentini  di  ter  fi 
le  Terre  loro,  ed  altre,  Rub.  425. 

AVea  il  Duca   patti  co'  Fiorentini ,  niuiia 
Terra  volere  tenere ,  aè  occupare  de  i 

Fio^ 


74  ISTORIA    FIORENTINA 

Fiorentini  ;  di  che  con  fuoi  modi  cercò  di  vo- 
lere ,  e  cosi  fece  ,  che  per  lìndacato  liberamen- 
te Prato  in  perpetuo ,  ed  oltre  a  quello  li  ebbe 
Colle ,  Sangimignano ,  Sanmignato  al  Tedeico , 
per  I  o.  anni,  con  loro  patti ,  e  franchigie  ;  e  cic> 
fu  del  mefe  di  Gennaio  mcccxxvi. 

Come  fi  cavalcò  a  Pijloia  .  Rub.  426. 

LO  Conte  di  Monte  Scaggiofo  ufcì  di  Pram 
con  800.  uomini  di  cavallo  ,  e  fece  a  Pi- 
lloia  di  notte  in  full'  alba  afTaiimenio ,  e  rup- 
pe i  ferragli  dell'  antiporto ,  e  la  porta  dell'  an- 
tiporta della  porta  ;  cavalcarono  le  ville ,  ed 
arfe,  e  ruppe  mulina,  e  tutto,  e  fece  gran- 
diflimo  danno  -,  ed  ufcì  a'  dì  21.  di  Gennaio  ^ 
€  tornò  a'  dì  22.  deli'  anno  del  Sig.  mcccxxvi. 

Qucfti  fono  i  Priori  da  mezzo  Febbraio  1325, 
a  mezzo  Febbraio  1326.  Rub.  427. 


B 


lliotto  di  Metto  Biliotti. 

Iacopo  d'  Alberto  del  Giudice  . 

Meglio  Fagiuoli . 

Cambino  del  RcfTo . 

ISliccolò  di  Berto  Strozzafichi, 

Forefe  di  Geri  de'  Ferrantini . 

Boninfegna  d'  Angiolino  de''  Machiavelli 

Gonf  di  Giuftizia. 
Ser  Spigliato  Din!  lor  Notaio . 

Mac- 


LIBRO     SISTO.  75 

Maeftro  Manno  di  Maeftro  Rinuccio^*^. 

Vanni  di  Ser  Lotto . 

Coppo  di  Stefano  de'  Bonaiuti . 

Strozza  del  Rollò  degli  Strozzi. 

Scoiaio  di  Meis.  Palamidefe. 

Malo  di  Chiermontefe  degli  Uccellini, 

Bardo  del  Ricco  Riialiti  Gonf.  di  Giuft. 

Ser  Iacopo  di  Iacopo  da  Certaldo  lor  Not.  ^'^ 

Ceri  di  Stefano  Soderinl. 

Donato  di  Lamberto  dell' Antella, 

Gentile  di  Mels.  Oddo  Altoviti  » 

Tecchino  di  Ser  Rinaldo. 

Cecco  di  Spina  Falconi. 

Ricciardo  de'  Ricci . 

Francefco  di  Meo  degli  Acciaiuoli  Confai, 

di  Giuilizia . 
Ser  Puccio  di  Ventura  de'  Mori  lor  Not. 

Dino  di  BonaìTuIda. 
Cione  di  Bonlignore  Bifarnefi . 
Tuccio  di  Dello  degli  Scilinguati , 
Baldera  di  Duccio . 
Tinoro  di  Nardo  Guafconi. 
Antonio  di  Landò  de<^li  Albizzi . 
Cenni  di  Nardo  Gonf  di  Giuilizia  . 
Ser  Francefco  di  Ser  Palmieri  lor  Not. 

Mefs, 


(0  Magi.  Rtnuccìno  MeeffC§ 
(2)  Manca  nel  MS. 


q6  ISTORIA     ?IORENTl:-^A 

Mefs.  Tommafo  di  Duccio  de'  Coriìni  Doif. 

di  Leggi. 
Bonaccorfb  di  BenciVenni  Bentaccorda. 
Nerozzo  di  Meo  Compagni. 
Anleliuo  di  Palla. 
Vannino  di  Ventura. 
Vanni  di  Neri  vocato  Ancontano  (  ^/:  Agon- 

tano .  ) 
Daldo  di  Dingo  de'MarignoIIi  Gonfaloniere 

di  Giuftizia . 
Ser  Francefco  di  Ser  Pino  da  Signa  lor  Not»  - 

Roffo  d'  Aldobrandino". 

Giotto  de'  Pe ruzzi . 

Tommafo  Dietaiuti. 

Falconieri  di  Baldeie . 

Nerone  di  Nigi . 

Leone  di  Simone . 

Mefs.  Covone  de'  Covoni  Dott.  di  Leggi' 

Gon£  di  Giuitizja. 
Ser  Qone  di- Mefs.  Rinieri  Bondoni  lor  Not; 

Come  ji  dtlihera  di  fare  eftìmo  in  Firenze  • 
Rubrica  428, 

FEce  lo  Duca ,  con  uficj  delli  foreftierr, 
certo  eftimo ,  lo  quale  fu^  fatto  con  fé- 
grete  inquifizioni  di  teftimoni  fegreti  ;  la  quale 
cofa  fu  molto  male  agguagliata  ,  e  gittò  gran- 
de fraudalo ,  e  rammarichio .  Fu  la  quantità 

in 


L  J  B  H  O      SESTO,  7f 

in  tutto  fiorini  ottantamila  ^'^  ;  e   ciò  Jfii  tratto 
fuori  d'  Aprile  a'  dì  i  a.  nel  mcccxxvii. 

Come  il  Duca  di  Calavria  ebbe  un  figliuoh 
ffiajchio  dalla  imglie .  Rub.  429. 

LO  Duca  ebbe  un  figliuolo  in  Firenze ,  Io 
Guale  il  Comune  di  Firenze  lo  fece  tat- 
tezzare,  e  fece  findachi  a  ciò  fare  Mefs.  Si- 
m.ojie  de*  Tofinghi ,  e  Salvettro  di  Bivigliano 
Baroncelli ,  con  grandiflimi  doni  ;  ed  ebbe  no- 
me Mefs.  Martino  ^~^  »  Fu  nato  a' dì  1 3.  d'  A- 
prlle  MCCCXXVII.  €  moriffi  a'  dì  2 1    proifimi . 

Com^  il  Duca  di  Calavria  ebbe  trattato  in  Lucca , 
Rubrica  430. 

LO  DjLi.ca  di  Calavria  fi  tenne  trattato  in 
Lucca  con  Mefs.  Guerruccio  Quartigiani , 
il  quale  fu  quegli ,  che  gli  diede  la  fignoria  a 
Caitruccio  ;  e  dovea  cavalcare  lo  Duca  ,  e  Ca- 
ftruccio  ufcire  fuori ,  ed  egli  doveano  trarre 
bandiere  della  Chiefa ,  e  la  gente  dei  Fioren- 
tini ,  eh'  era  a  Fucecchio  andare  là  ,  e  il  Duca 
tenere  a  bada  Cafiruccio;  e  ciò  fi  facea  ;  rna 
il  Duca  non  fu  il  dì,  che  dovea.  Scoperto  il 
traittato  fi  fece  Caftruccio  ferrare  le  porti ,  ed 
armare  la  forefteria,  e  prefe  Mefs.  Guerruc- 
cio 

(i)  Supplirò  col  Villani  /.  io,  e,  ì6. 
(a)  Villani  /  io,  r.  22.  C.?i7<?  Martello» 


78  ISTORIA   FIORENTINA 

ciò  co'fuoi  tre  figliuoli,  e  feciolo  impiccare, 
e  ad  altri  di  altri  tormenti  fece  fare, eh' era- 
no con  lui  nel  trattato ,  e  cacciò  tutti  i  fuoi 
conforti  di  Lucca;  e  ciò  fu  fcoperto  a' dì  12. 
di  Giugno  neli'  anno  mcccxxvii. 

Come  il  Legato  fiuvicò  procefo  contro  il  Bavere . 
Rubrica  431. 

ERa  difcefo  della  Magna  Lodovico  Duca  di 
Baviera  ,  e  coronato  in  Melano  .  Lo  Papa 
Giovanni  XXII.  lo  fcomunicò,  e  mandò  i  prò- 
ceffi  al  Cardinale ,  lo  quale  era  in  Tofcana  ;  ed 
egli  venne  in  Firenze ,  e  fcomunicò  lo  detco 
Bavero  ,  e  piuvicò  il  proceflb  a'  dì  14.  di  Giu- 
gno MCCCXXVII. 

Come  fu  uno  fuoco  in  Firenze . 
Rubrica  432. 

NEll'anno  del  Signore  mcccxxvii.  a' dì  24. 
di  Luglio  vegnente  il  25.  dì^'^,  s' ap- 
prefe  uno  fuoco  in  Borgo  S.  Apoftolo  in  cafa 
gli  Angelotti  ,  ed  arfe  una  bella  cafa,  con  cin- 
que altre  cafe. 

Come 


(i)  Villani  /.  IO.  e,  27.  A'  dì  11»  di  Luglio , 


L  I  i  R  O      SESTO.  79 

Conte  il  Duca  fece  oftefopra  Callruccìo ,  e  prefevB 
ò\  Maria  a  Monte  ^  ed  Artimim  .  Rub.  433. 

IL  Conte  di  Monte  Scaggiofo  ^'^  Capitano, 
fatto  per  lo  Duca,  andò  con  circa  duemila 
uomini  di  cavallo,  e  fedicimila  pedoni  a  fe- 
diate la  Terra  di  S.  Maria  a  Monte  in  Val- 
damo ,  ed  ebbevi  di  foccorfo  da  Bologna  uo- 
mini da  cavallo  400,.  e  ultimam.ente  combat- 
tuto con  grande  vigore,  la  vinfero  a' dì 4.  di 
AgoftoMcccxxvii.  e  furono  tutti  morti  chi  en- 
tro vi  fu  prefo ,  poi  ribandilla .  I  foldati  Fio- 
rentini erano  malmenati  da  quelli  del  Duca 
fer  cagione  della  preda  ^'^ ,  di  che  comincia- 
rono a  mettere  fuoco ,  perchè  la  preda  s'  ar- 
delle ,  poiché  non  ne  potieno  avere  parte  ;  e 
per  quefto  molti  uomini,  e  quafl  donne  tutte, 
ed  i  fanciulli  arfono,  eh'  erano  nafcofi  nelle 
cafe  ;  poi  guernita,  e  riparata  la  Terra  di  vet- 
tovaglia ,  e  di  gente ,  li  partì  V  olle ,  e  pafsò 
l'Arno,  e  venne  in  verfo  Firenze,  e  puofeli  ad 
olle  ad  Artlmino ,  eh'  era  fortiffimo ,  e  combat- 
terlo ,  di  che  impauriti  quelli  dentro  sì  fi  ren- 
derono ;  e  ciò. fu  a'  dì  2  8.  d'  Agofto  Mcccxxvir. 
Videfi  la  ragione  delle  fpefe  d' tin  anno 
addietro  paflato,  e  cinquecento  undici  migliaia 

di 

(i)  Villani  ivi  e.  29.  ScagUofo  ,  e  vi  fono  altre  varietà 
di  numero  de*  foldati,  e  de*  giorni ,  e  la  narrazione 
più  minuta  di  quefto  fatto,  da  vederli  . 

(2)  Supplico  col  Villani  luog.  c'n. 


S<^  ISTORIA    FIORENTINA 

di  fiorini,  e  cinquecento  ventotto,  e  foldi  22. 
e  danari  5.  piccioli  per  un  anno  Iblo . 

Come  Caftr uccio  fu  fatto  Duca  per  la  parte , 
Rubrica  434. 

A  Vendo  il  Bavero  per  P  aiuto  ,  e  provve- 
dimento diCaftruccio  preia  Fifa,  li  venne 
a  Lucca,  e  fece  Cailruccio  Duca,  e  brivile- 
giogli  ciò  ,  eh'  egli  avea ,  e  tenea  ;  ed  oltre  a 
ciò  Volterra ,  e  dielli  T  arme  fua  ,  e  lafciò  Ca- 
ftruccio  la  fua .  Ciò  fu  ii  campo  a  oro,  ed  una 
banda  a  traverfo  a  fcacchi  d'azzurro,  e  ar- 
gento .  Ed  ebbe  di  Fifa ,  e  di  Lucca  il  Bave- 
ro circa  dugentomila  fiorini  ;  e  ciò  fu  a'  dì  1 8. 
di  Novembre  mcccxxvii. 

Come  il  Duca  fece  ardere  Maeflro  Cecco  d' Afcoli 
per  eretico.  Rub.  435. 

UNo  Maeftro  Cecco  d'  Afcoli ,  Io  quale  fu 
folenniiìimo  uomo  in  Aftronomia ,  e  in 
Rettorica,  e  in  molte  fcienzie  ,  e  dicefi, che 
diffe  ,  e  dicea  contra  a  fede  ;  mai  non  lo  con- 
fefsò.  JMa  pure  il  fece  ardere  per  alcuna  cofa, 
che  in  fuo  libro  fcriflè  delle  cofe,  che  fono 
contra  fede 

(r) 

ma  dicefi ,  che  la  cagione  perchè  fu  arfo  par- 
ve, 

(i)  Manca  nell*  Originale  ;  ma  (i  può  fupplìre  col  Vil- 
lani L  IO.  e.  41. 


LIERO       S5ST0.  8l 

ve,  che  doveffe  dire,  che  Madonna  Giovan- 
na figliuola  dello  Duca  era  nata  in  punto  di 
dovere  eflere  in  lufluria  difordinata  ;  di  cae 
parve  quello  eii'ere  fdegno  ^1  i^uca  ,  perocché 
non  avrebbe  voluto  ,  che  fofTe  morto  un  tanto 
uomo  per  un  libro .  E  molti  vogliono  dire , 
eh'  era  mmico  di  quello  Frate  Minore  Inqui- 
iltore  ,  ed  era  Vefcovo  di  Coflanza ,  percne  i 
Frati  Minori  erano  molto  fuoi  nimici  ;  di  ciie 
il  fece  ardere  a'  dì  i6.  di  Settembre  mcccxxvii. 
E  di  quello  mele  a^  dì  30.  morì  il  Maeftro  Dino 
Medico  di  Filica,  lo  più  eccellente  Dottore 
dMtaiia. 

Ccwe  Gimmi  della  famiglia  degli  Al/ani  ebl/e  bando 
dell'  avere,  e  della  perfona .  Rub.  436, 

AVeafi  sì  arrecato  il  Duca  la  fignoria ,  che 
quafi  come  tiranno  era  del  tutto  iìgnore 
di  Firenze  .  Di  che  mandando  per  la  fua  guer- 
ra di  Sicilia  per  aiuto  a  Firenze  ,  tenendoli  di 
ciò  coniiglio  ,  uno  grande  popolano ,  il  quale 
era  chiamato  Gianni  Alfani  li  levò,  e  raccon- 
tò le  fpefe ,  e  la  guerra  dicendo ,  che  non  era 
tempo  da  sfornirli  né  di  denari,  né  di  gente, 
e  che  il  Duca  avea  più  volte  accrefciutofi  giu- 
ridizione ,  e  denari  in  Firenze  ,  e  non  avea 
oflervati  i  patti,  ed  oltracciò  nelle  afflizioni, 
eh'  era  il  Comune ,  il  richiedea .  Di  cht  per 
quello  il  Duca  il  fece  condannare  in  avere , 
Tomo  XIL  F  ed 


?i  ISTORIA     FIORENTINA 

ed  in  perfona ,  ed  abbattere  i  fuoi  beni  ;  e  ciò 
fu  nell'anno  del  Signore  mcccxxvil  a' dì  i8. 
di  Dicembre  ^'^ 

Co7?2e  il  Bavero  diede  a  Caflr uccio  Caflella  de'  Pi^ 

fam  y  e  che  lo  accompagnalfe  ,  e  fi  partì  per 

ire  a  Roma .  Rub.  437. 

IL  Bavero  diede  a  Caftr uccio  delle  Terre  de  i 
Pifani,  Sarezzana,  Rotini,  Pietralanta  ^""^ , 
Veriilla,  Monte  Calvoli  ,e  poi  fi  partì  di  Fifa 
a'  di  7.  di  Dicembre  ^^'^  aicccxxvii.  e  giunfe  a  Vi- 
terbo a'  dì  2.  di  Gennaio  con  bene  tremila  uo^ 
mini  di  cavallo . 

Come  il  Duca  di  Calavria  fi  partì  di  Firenze  • 
Rubrica  438. 

IL  Duca  di  Calavria  fentendo  partito  il  Ba- 
vero,  jfi  miffe  in  concio  di  partirli  di  Fi- 
renze, e  tornare  nel  Regno,  e  fece  un  par- 
timento  nella  fua  abitazione ,  cioè  nel  palagio 
del  Podeftà  ,  ove  furono  i  Priori ,  ed  ogni  un- 
ciale di  Comune ,  ed  ogni  buono  cittadino , 
e  quivi  parlamentò,  e  proferfe  allo  foccorfo 
de'  Fiorentini  al  tornare  ,  fé  bifognafle ,  e  volle 
pure ,  che  rimanelTero  obbligati  a  dugentomiia 

fio- 

(i)  Villani  /.  IO.  r.  48.  A^  7.  4i  Dicembre  • 

(2)  MH.Phtracafa. 

(3)  Villani  /.  IO.  45>.  A*  di  15.  di  J)Ì€mbrc . 


L  I  B  R  O      S  E    S  T  O.  83 

fiorini,  e  lafciovvi  looo.  uomini  di  cavallo, 
pure  i  piggiori ,  e  menonne  feco  il  fiore;  e 
partiffi  di  Firenze  a'  dì  2  8.  di  Dicembre ,  e 
lalciò  fuo  Vicario  Mefs.  Filippo  da  Sanginet- 
to^'^  Conte  d*  Altamonte  di  Calavria,  ed  al 
fuo  configlio  due  Giudici  ;  ciò  fu  Mefs.  Gio- 
vanni da  Civita  di  Tieti  ^-^  d*  Abruzzi ,  e  Mefs. 
Giovanni  di  Giovanazzo  di  Puglia  j  e  giunfe 
air  Aquila  a'  dì  i6.  di  Gennaio  mcccxxvii. 

Come  lo  ^mperadore  giunto  in  Roma  fu  coronato . 
Rubrica  439. 

NEH' anno  del  Signore  mcccxxvii.  a' dì  ?7. 
di  Gennaio  ^5)  effendo  Lodovico  di  Ba- 
viera, foprannominato  Bavero,  sì  li  fece  co- 
ronare>  com'  ò  d' ufanza  in  S.  Piero  di  Roma , 
e  fu  coronato  per  due  Vefcovi  privati  di  loro 
Vefcovadi;  Turo  fu  quello  di  Vinegia nipote 
del  Cardinale  di  Prato, ed  il  Vefcovo  di  Eliera, 
egli ,  e  la  Imperadrice  ,  ed  in  luogo  dello  Conte 
del  Palazzo  Laterano ,  che  '1  dee  tenere  a  Gre- 
fima,  il  quale  era  Cattolico,  ed  eraii  celiato, 
fu  fatto  Conte  Caflruccio ,  e  Cavaliere  eoa 
grande  folennità. 

F  2  Qjiefii 


(i)  Villani  /.  IO.  e,  50.  Da  Sauguìiieto  . 

(2)  MS.  Ducati . 

(3)  Villani  /.  IO.  e,  56,  A'  (Tt  i5.  di  Gemiah 


S4  ISTORIA     FIORENTINA 

Quejìifono  i  Priori  da  mezzo  Febbraio  1326. 
a  7?2ezzo  Febbraio  1327.  Rub.  *  '^  *y^ 

OErtuccio  Taddei . 

Riccardo  di  Geri  Ruftichi. 

More  Ubaldini. 

Pagio  lacopi . 

Borone  di  Barone  Cappelli. 

Pero  Bindi . 

Luigi  di  Mèfs.  Andrea  de' Mozzi  Confai,  di 

Giuftizia. 
Ser  Giovanni  di  Ser  Benvenuto  da  Sedo 

lor  Notaio . 

Francefco  Saffoli  de'  Saflblini . 

Berto  Cecchi. 

Simone  Bernotti. 

Piero  Guglielmi. 

Andrea  del  Nero. 

Giovanni  d'  Albizzo  Cambi . 

Lapo  di  Giovanni  Bonaccorli  Gonf.  di  Giuft. 

Ser  Giovanni  Benintej;di  Not. 

Mefs.  Giachinotto  di  Trincia  ( /3^/.  del  Trin- 
ca )  de'  Corbinelli  Dott.  di  Leggi . 
Bartolo  di  Filippo . 

Francefco  di  Borghino  de'  Baldovinetti . 

Uber- 

(i)  Tutta  quefta  Rubrìca  è  lafciata  in  bianco  nel  MS.  e 
fi  fupplifce  qui  col  Priorifta  della  MagUabechiana , 


LIBROSESTO.  Sf 

Ubertino  di  Roflo  degli  Strozzi. 
Nicolao  di  Nello  Rinucci. 
Maeftro  Cambio  di  Maeftro  Salvi  Medico  . 
Eernardo  di  Lapo  degli  Ardinghelli  GQn£ 

dìGiuftizia. 
Ser  ISardoCiai  da  Caftelfiorentlno  Nót. 

Gherardino  Gianni . 

Caroccio  di  Lapo  degli  Alberti . 

Donato  di  Mannino  degli  AcciaiuoH . 

Andrea  di  Botto  Minerbetti. 

Gherardo  di  Lapo  Paganelli , 

Naddo  di  Ser  Spigliato  da  Fiiicaia. 

Iacopo  d' Adimare  de'  Beccanugi  Confai. 

di  Giuftizia. 
Ser  Bartolommeo  di  Benedetto  Capitani 

Notaio .  ^ 

Lapo  di  Mefs.  Angiolino  de'  Màgli . 

Maeftro  Fagno  di  Spigliato  Medico . 

Ser  Lamberto  di  Neri  Cambi  » 

Mefs.  Orlando  di  Marino  Dott.  di  Leggi . 

Cera  (  al.  Cenni  )  Ghetti . 

Luti  de'  Rittafedi . 

Ghino  di  Veri  de'  Rondinelli  Gonf.di  Giuft. 

Ser  Franchino  di  Vermiglio  Caccialupi  Nor» 

Mefs.  Bartolommeo  daCaftelfior^ntinoDot, 

di  Leggi . 
Spinello  Bonfignori, 

F  5  Bar- 


8(5  ISTOKIA    FIORENTINA 

Bartolo  di  Mafo  de'  Bonciani . 

Banco  di  Lippo  Gianni . 

Lorino  Bonaiuti . 

Berto  Sai V ucci. 

Filippo  di  Landò  degliAlbizzlGonf.di  Giuft. 

Ser  Bonacofa  Compagni  lor  Not. 

Come  Cajlr uccio  morì  ,  ^'  figliuoli  prefero ,  e  cor- 
fero  Fifa  con  gli  ufciti  di  Firenze ..  Rub,  440. 

DEI  detto  anno  mcccxxvhi.  del  mefe  di  Set- 
tembre ,  eflèndo  il  Bavero  a  Grofl'eto, 
e  combattendo  la  Terra ,  gli  venne  novelle  , 
che  Caftruccio  avea  abbandonato  il  corpo,  e 
r  anima  era  paflata  di  qucfto  mondo ,  ed  i  fi- 
gUuoli  ayeano  con  gli  ufciti  dr  Firenze  corfa Pi- 
fa  .  Il  Bavero  turbato  di  ciò ,  come  gli  fu  fatto 
av vedere ,  che  ^ra  uomo  aflTai  credente ,  che'  fi- 
gliuoli di  Caftruccio  córreano  in  lega  co'Fio- 
reritini ,  partiiTi  dal  campo  di  Groffeto,  sì  dal 
mare  ,  ed  intrò  in  Fifa  a'  dì  2 1.  di  Settembre  j 
ove  fu  ricevuto ,  e  riformò  Fifa  ad  appetito 
de^  nimici  di  Caftruccio  ;  ed  i  figliuoli  di  Ca* 
flruccio ,  e  la  madre  intrarono  in  Lucca  con 
gli  ufciti  de'  Fiorentini  ;  e  fece  Vicario  di  Fifa 
Mefs.  Tarlatino  de'  Tarlati  d' Arezzo  fuo  Ca- 
valiere . 


Co?n€ 


LIBRO     SESTO,  «7 

Coì7iei  Fiorentini  n  ebbono  Carmignano  per  forzar 
Rubrica  ^^.i, 

L'  Anno  detto  a"  dì  15.  di  Settembre  il  Ca- 
pitano delia  guerra  de'  Fiorentini ,  ciò  fu 
Meis.  Filippo  di  Sanginetto ,  li  partì  da  San- 
iiiignato  del  Tedefco  colia  gente  del  Comune 
di  Firenze, e  andonne  a  Carmignano,  e  giunfe 
Jà  la  mattina  vegnente' con  fua  gènte ,  e  con 
quella,  che  d'intorno  ordinò,  che  fofle  ivi 
la  mattina ,  e  combatterono  il  caftello  di  Car- 
mignano dalia  mattma  infino  a  mezzo  dì,  da 
undici  parti  a  un'otta,  e  dierono  la  battaglia 
perinfino  alF  ora  detta  ,  e  in  quell'  ora  entra- 
rono dentro  da  più  parti ,  e  corfero  la  Terra . 
La  foreiteria ,  cìie  v'era  dentro  fecero  gran- 
diffima  retta  a  difefa  poi  del  cafteilo,  e  molti 
ne  furono  morti ,  feriti ,  e  preil .  Èrano  dentro 
dal  cafteilo  alquanti  fcappati ,  che  lì  ndullèro 
nelcaflèro;  era  tutta  la  brigata  de' foreftieri 
in  Carmignano  della  gente  di  Caftruccio  50, 
uomini  di  cavallo  ,  e  600.  pedoni  ;  €  li  Fioren- 
tini erano 9 co.  barbute ,  e  da  5^0,  buoni  fanti. 
Vinto  il  cafteilo ,  la  brigata  miifero  a  facco  ogni 
cofa ,  e  pure  fu  grandiilima  preda ,  e  poi  af- 
fediato  il  caffero,  e  con  dificj ,  e  con  ogni 
ftanzia,  e  argomenti  da  vincerlo.  Di  che  il 
Bavero  eflèndo  già  in  Fifa ,  e  a  Piftoia  fua 
brigata ,  i  Fiorentini  per  paura  del  foccorfo 
F  4  traf- 


88  ISTORIA    FIORENTINA 

traflcro  buoni  patti,  e  larghi ,  e  lafciarono  ufci- 
xe  quelli  dentro  del  caiìero ,  e  toìferft  il  cat^ 
fero  y  e  diedero  ancora  loro  fiorini  1 200.  d' oro, 
e  ciò  ,  chQ  portare  addoifo  ne  poteflero  ;  e  ordi- 
narono di" riporre  Carmignano  di  minore  com- 
pre iTo  ,  che  non  era,  e  di  murarlo,  e  fecionvi 
una  torre ,  che  ancora  la  chiamano  la  Torre 
della  porta  Sandoniii ,  per  onore  del  Capitano . 

Come  fnrom  fconfltti  ^  e  si  anditi  i  figliuoli  ài 
Cajìr UCCIO  ,  e  la  moglie ,  Rub.  442. 

IL  Bavero  era  follicitato  da'  nimuci  de'  fi- 
gliuoli di  Caftruccio,  eh'  egli  nor\  gli  la- 
fciailè  in  Lucca ,  perocché  egli  no  ne  caccereb- 
bono  lui  di  Pifa .  Coitui  credette  :  fece  richie- 
dergli ;  di  che  la  loro  madre  con  patti  in  Pifa , 
e  con  danari ,  e  gioielli  di  più  di  diecimila 
fiorini  gli  fece  prefente  ;  diche  parve  alquanto 
raumiliato;  poi  pure  fpinto  fé  ne  andò  in  Luc- 
ca a'  dì  5.  del  mefe  d'  Ottobre ,  e  qiiì  con  fue 
aftuzie,  e  ccnuglio  di  nimici  de' hgliuoli  di 
Caftruccio,  fece  levare  romcre  in  Lucca  con- 
tro loro-,  di  che  vi  puofe  uno  Vicario,  il  quale 
era  della  Baflà  Magna ,  il  quale  avea  nome  Ipo- 
crarb^'^;  ed  a' figliuoli  di  Ca'lruccio  fi  tolfe  il 
titolo  delio  Contado ,  e  Ducato  di  Lucca .  Tor- 
nato a  Pifa  Ipocraro  sì  s' imparentò ,  e  tolfe 
per  moglie  una  figliuola  di  Cailruccio ,  e  molto 

ono- 

(i)  Villaai  /.  IO.  e.  108.  Porsar»» 


LIBRO     SESTO.  Sp 

onorava  1  figliuoli  di  Caftruccio .  V  altra  parte 
ne  prefero  fofpetto,  e  lobillarono  al  Bavero 
tanto,  ch'egli  ritornò  a  Lucca,  e  privò  del 
Vicariato  Ipocraro  ;  onde  con  ifdegno  fé  ne 
andò  nella  Magna  .  I  figliuoli  di  Caftruccio  ,  e 
la  loro  madre,  furono  mandati  a' confini  nel 
cartello  di  Ponte  Triemoii^^^;  e  quefti  furono 
i  meriti ,  eh'  ebbe  Caftruccio  del  fervi gio  rile* 
vato ,  e  magno ,  che  fece  al  Bavero  ;  che  fu 
il  principale  uomo ,  per  cui  il  Bavero  ebbe  la 
corona  ;  e  così  intervenne  a  chi  fi  volle  fare 
Signore  i  foreftieri  ;  ed  intervenga  quello ,  e 
peggio.  Promiflè  a'Luccheli  libertà,  ed  im- 
puofe  loro  fiorini  centocinquantamila,  e  la- 
fciarti  liberi  infra  F  anno  ;  e  ciò  fatto  tornò  a 
Fifa ,  ed  impuofe  a'  Pifani ,  che  pagaflèro  fio- 
rini centomila  ;  e  ciò  fu  per  la  grazia  ,  che 
avea  fatto  loro  di  trarli  delle  mani  del  tiran- 
no ,  cioè  de'  figliuoli  di  Caftruccio  ;  e  più  af- 
fentì  loro ,  cne  egli  die  loro  licenzia ,  cioè 
a'  Piiani  ^  che  a'  figliuoli  di  Caftruccio ,  e  alla 
moglie  deflero  bando  di  rubelli  del  contado, 
e  della  città  di  Fifa;  e  cosi  fu  fatto.  E  ciò 
fu  del  mefe  di  Novembre  ;  a'  di  8.  ^^^  tornò  in 
Fifa  ,  anni  mcccxxvui. 

Come 


(i)  Cioè,  ^ofttrefnolr » 

(a)  Villani  /.  lo.c.  io8.  A^ dìiS,d'OtUhre> 


pò  ISTORIA    FIORENTINA 

Come  Mefs  Beltramo  dal  Balzo  venne  per  parte  del 

Duca  di  Calavria  Vicario  in  Firenze . 

Rubrica  443. 

LI  Fiorentini  in  quefto  tempo  penfando, 
ch'eglino  davano  dugentomila  fiorini  al 
Duca  di  Calavria  figliuolo  dello  Re  Uberto  ; 
avendogli  mandato  a  dire,  che  gli  piacefle , 
dappoiché  il  Bavero  non  era  per  entrare  nello 
Reame  ,  a  lui  dovefle  piacere  di  voler  loro  of- 
fervare  i  patti ,  li  quali  male  loro  gli  attenea, 
ed  a  lui  volea  foflèro  atteli  nobilmente,  con 
mandarfene  i  danari ,  che  dovea  logorare  in 
Firenze  nelle  guerre  de'  nemici  de'  Fiorentini , 
ed  egli  li  fi  murava  in  Puglia  ;  e  la  loro  li- 
bertà davano  a  cui  di  lui,  o  come  gli  piacea, 
e  non  che  liberi,  ma  peggio ,  che  valTalli.  Pure 
la  cofcienza  lo  riprefe ,  e  mandovyi  uno  nobi- 
le ,  e  franco  Cavaliere  ;  ciò  fu  Mefs.  Beltramone 
dal  Balzo  con  5  2  o/'^  Cavalieri  di  bella  brigata ,  e 
più  erano  contenti  i  Fiorentini  di  co{lui,che 
non  farebbono  del  Duca ,  per  due  ragioni  ;  l'una,- 
perch'  era  d' arme  migliore  di  lui ,  e  Y  altra , 
perch' eglino  a  tempo  penfavano  con  licita  ca- 
gione volere  dire  al  Duca  ,  non  avere  loro  at- 
tenuti i  patti  di  (lare  a  Firenze ,  o  di  tenere , 
e  mancare  foldo,  e  nulla  avea  loro  offervato 
a  compimento  .  Intrò  con  grande  onore  il  det- 
to 
(i)  Villani  1.  eie.  e,  ne.  con  $q%.  Cavalieri • 


LIBRO     SESTO.  px 

to  Mefs.  Beltramone  a  Firenze ,  il  primo  dì  di 
Novembre  negli  anni  del  Signore  mcccxxviii. 

Come  i7ìorì  il  Duca  di  Calavria .  Rub.  444, 

NEgli  anni  del  Signore  mcccxxviii.  a'  dì  17. 
del  mefe  di  Novembre  in  Firenze  ven- 
nero lettere  della  morte  di  Mefs.  Carlo  Duca 
di  Calavria ,  e  figliuolo  dello  Re  Ruberto ,  il 
quale  era  morto  il  detto  mefe  a'  dì  9.  Di  che 
in  Firenze  fé  ne  fece  grande  cordoglio  in  ap- 
parenza ;  ma  per  le  gravezze,  e  poco  utile, 
che'  Fiorentini  fé  ne  v edeano ,  non  fu  così 
nelli  cuori ,  e  fecefegli  grande ,  ed  onorevole 
annovale, 

Quefti  fono  i  Priori  da  mezzo  Febbraio  1317. 
infoio  a  mezzo  Dicembre  1318,  Rub.  445 . 


G 


Ione  Falconi. 
Filippo  di  Duccio  de'  Magalotti . 
Bartolommeo  di  Cuccio  de' Siminettì . 
Chele  di  Pagno  de'  Bordoni . 
Neri  di  Forte  de'  Bezzoli  . 
Mefs.  Bartolo  de'  Ricci  Dott.  di  Leggi . 
Bartolo  di  Ridolfo  Guidi  Gonf.  di  Giuft. 
Ser  Zanobi  di  Ser  Bartolo  daPozzolatico^'! 
lor  Notaio . 

Mefs. 
(i)  Magliab.  ed  altti  fempre ,  Pazzoìatìc% ., 


9^  ISTORIA    FIORENTINA 

Méfs.  Rainaldo  Cafini. 

Donato  di  Giotto  de'  Peruzzi . 

Giotto  di  Fantone  degli  Angelotti* 

Giunta  Nardi. 

Coppo  di  Lapo  de'  Medici  * 

Neri  Lippi . 

Piero  Bandinl  Gonf.  di  Giuftizia . 

Ser  Aleffio  di  Ser  Barone  da  Signa  lor  Net 

Lapaccio  del  Bene . 

Coppo  di  Borghefe  Migliorati . 

Lottieri  Davanzati. 

Palla  di  Mefs.  Iacopo  degli. Strozzi . 

Bénincafa  di  Falco. 

Bartolo  di  Buonafede . 

Francefco  di  Meo  degli  Acclaluoli  Gonf. 

di  Giuftizia. 
Ser  Iacopo  di  Vanni  da  Signa  lor  Not. 

Francefco  d'  Andrea . 

Vanni  di  Ser  Lotto . 

Coppo  Stefani  de'  Bonaiuti .  ^'^ 

Tecchino  ^^^  di   Ser  Rinaldo  - 

Mefs.  Ugo  Lotteringhi  Dott.  di  Leggi , 

Giovanni  Villani. 

Spinello  di  Primerano  Gonf  di  Giuftizia  , 

Ser  Piero  di  Ser  Macone  lor  Nor, 

Lapo 


(i)  Magi,  omette  ,  de'  Bonnìutt. 
(i)  Al.  Re  e  e  hi  ny. 


LIBRO     S  E  S  T  O  r  9^ 

Lapo  di  Giovanni  Gavacciani . 

Iacopo  d'  Alberto  dell'  ludice . 

Gentile  di  Mefs.  Oddo  degli  Altoviti, 

Mafo  Valori . 

Tinoro  di  Nardo  Guafconi . 

Giovenco  di  Cionetto. 

Cecco  di  Spina  Falconi  Gonf.  di  Giuft. 

Ser  Cecco  Cucci  da  Pontormo  lor  Noe 


FINE   DEL    LIBRO  SESTO 


LIBRO 


54 


LIBRO    SETTIMO. 

DAGLI   ANNI  IgzS.  SINO  ALLA    VENUTA    IN 

FIRENZE  DEL  DUCA  D' ATENE ,  CIOÈ'  SINO 

AGLI   ANNI  1342. 


Come  ft  riformò  la  Citta  -di  Firenze  y  e  parte  di 

reggimento  de'  Cittadini ,  e  de'  Rettori ,  ed 

Ufficiali  di  Firenze ,  Rub.  44(5.. 

NEgli  anni  del  Signore  McecxxviiL  del  me  fé 
di  Novembre  ,  come  è  detto ,  li  Fioren- 
tini rinxaiero  liberi  per  la  morte  del 
Duca  di  Cala  vria.j^  e  penfando  quale  modo  fofle 
quello ,  che  gittalTe  buona  ragione  al  Comu- 
ne ,  ed  al  popolo  nello  riformare  la  città  ,  che 
infino  a  quello  tempo  gli  uficj  erano  (lati  elet- 
ri  a  polla  del  Duca;  e  penfando,  che  innanzi 
al  Duca  V  elezioni  de'  Priorati ,  e  gli  altri  uficj 
sì  per  l'ambizione  del  fummo  degli  uficj, co- 
me per  la  grandigia  de'  Cittadini ,  che  avieno 
lo  llato,  ciafcuno  tirava  acqua  a  fuo  mulino, 
e  che  a  petizione  altrui  avieno  condotta  la 
città  in  guerre ,  e  in  divilioni ,  e  in  fette ,  e 
in  maladizionii  ora  i  cittadini   penfando   di 

fare 


LIBRO     SETTIMO.  95 

fare  elezione  di  nuovo  Priorato,  e  di  farlo 
buono ,  e  franco ,  e  fchietto ,  e  non  fettaiuolo  ^ 
avuto  li  Priori  più, e  più  configli  di  richiedi, 
e  più  fegreti ,  e  buoni  configli ,  in  fine  dili- 
berarono con  gli  configli  opportuni ,  ed  il  par- 
lamento pateficò  in  fulla  piazza  gì*  infrafcritti 
ordini  fotto  gravi  pene  oilèrvare  <, 

In  prima  che  ciafcuno  Priore,  con  due 
Arroti  per  fefto,  di  concordia  di  tutti  e  fette, 
aveflè  a  fare  una  recata  di  tutti  gli  uomini 
Guelfi ,  e  popolani ,  li  quali  fodero  degni  di 
effe  re  nelF  offizio  del  Priorato,  che  pairaflbro 
anni  30.  per  uno. 

Item,  che  ciafcuno  Gonfalonieri  faceflè 
con  due  Arroti  il  fimile . 

Item ,  che  i  Cittadini  della  Parte  Guelfa 
face  fiero  collo  aiuto ,  e  configlio  de'  loro  Con- 
figlieri  il  fimile  » 

Item ,  che  li  cinque  della  Mercatanzia  fa- 
ceflèro  ancora  la  loro  recata  fimilmente ,  co- 
me li  predetti  ;  sì  veramente ,  che  a  ciò  fare 
con  gii  cinque  della  Mercanzia  foflèro  due 
Confoli  delle  fette  maggiori  Arti,  per  ogni 
Confolato;  ficchè  erano  19.  a  fare  la  recata. 
E  che  fatte  le  dette  recate,  fi  rifcontrafl^ro 
tutte ,  e  faceflefene  una ,  ficchè  ciafcun  vi  fofib 
una  volta ,  e  non  più .  E  che  poi  in  calen  di 
Dicembre  nella  generale  fala  del  configlio  fi 
adunafiero  li  Priori ,  e  li  dodici  buoni  uomi- 
ni,  e  li  1 9.  Gonfalonieri ,  e  d'  ogni  arte  delle 

la.mag- 


96  ISTORIA     FIORENTINA 

12.  maggiori  arti  vi  follerò  due  Confoli  eletti 
a  fquittino  per  gli  Priori ,  e  poi  per  ogni  fello 
aveffero  i  Priori,  e  li  dodici  ad  eleggere  per 
ifquittino  fei  cittadini  popolani ,  e  Guelfi ,  e  co- 
sì ragunati  li  predetti  98.  uomini  aveffero  a 
mettere  a  uno  a  uno  a  fégreto  fquittino  a  fave 
nere ,  e  bianche  qualunque  recati  erano ,  e 
quale  per  66.  ^'^  fave  la  vineeffe  ,  allora  in  fei 
borfe  per  fei  fedi  s' imborfafiero ,  e  di  quelli 
li  traeffero  quando  foffe  finito  Y  uficio  degli 
altri,  e  innanzi  per  tre  dì;  ed  allo  detto  fquit- 
tino li  riceveffe  una  fava  fola  in  mano  di  Fra- 
ti ,  e  nel  boffolo  fi  poneffe^  e  portaffefi  in  luogo, 
che  altro ,  che  li  Frati  non  lo  fapeffero ,  sì 
veramente ,  che  i  Frati  foffero  tutti  forellieri 
di  quelle  regole  ;  due  Minori ,  due  Predicatori, 
e  due  Romitani  ;  ed  a  parte ,  ed  a  vicenda  an- 
noverare ,  e  poi  così  deferirti ,  ed  imborfati 
in  una  caffetta  fi  metteflero  nella  Chiefa  de  i 
Frati  Njinori,  e  fim.iìe  F  uficio  de' dodici ,  e 
de'  Gonfalonieri .  La  detta  calìa  aveffe  tre  fer- 
rami ;  r  una  teneffe  il  Guardiano  de'  Frati  Mi- 
nori ,  r  altra  i  Frati  di  Settimo ,  e  1'  altra  il 
Capitano  del  Popolo;  ed  al  tempo  detto,  ra- 
gunato  il  configiio,  veniffc  la  caffa  accompa- 
gnata dalla  famiglia  de'  Priori  nel  p3!agio ,  ed 
ivi  a  forte ,  ed  a  fortuna  fi  traeffero  delle  bor- 
fe. Ma  il  Gonfalomere  della  Giuiìizia,  s'of- 

fer- 

(i)  Villani  /.  fo, r.  112.  Ammirato,  e  gli  altri  condrite» 
mente  ^pjfantotPo  *  Forfè  qui  è  errore  dei  Cof  ifta , 


LIBRO      SETTIMO.  97' 

fervava  cubilo  modo 


e  fimilementc  d'  ogni  due  anni  fi  rlfaceflè  di 
nuovo  ,  e  mettei'erli  iniieme  quelli ,  die  ulciti 
non  fofiero ,  ed  ebbono  il  divieto  ularo  ;  cioè  , 
due  anni  la  peribna  del  Priore  ^  uno  il  padre , 
fratello ,  e  figliuoli ,  e  fei  meli  i  conf-^rti  :  i 
Gonfalonieri,  e  li  dodici  quattro  meli  per  uno 
Qurafièro  ;  ed  il  conlìglio  fbfTè  ancora  fquitti- 
nato  tra' Priori ,  e' Collegi,  e  follerò  300.  il 
conilglio  del  popolo,  e  150.^'^  quello  del  Co- 
mune ,  nel  quale  fotfero,  cioè  m  quello  del 
Comune,  buoni  uomini  di  famiglie;  ma  in 
quello  del  popolo  fbflè  ogni  uomo  di  famiglie, 
e  mercatanti ,  e  d'  ogni  condizione ,  popolani , 
e  Guelfi ,  e  levolli  ogni  altro  coniiglio  ;  ed  il 


fimiìe  tecicno  de'Rett.ri  foreaien  imborfa- 
zioni  .  Ancora  le  dedici  Arti  maggiori  fecero 
li  loro  Confcli  aquellQ  medelìmo  modo.^-^ 

To^uoXII  G     *  Co-ne 


(i)  Villani  /.  IO.  f.  113.  Ammirato,  e  gli  altri,  duccììto 
ij-y      cinquanta 

(2)  Tuuo  quello  nuovo  ordine  (1  legge  in  piìj  ,  e  diverfe 
Ffovvitìoni  fatte  fino  a  turro  il  d  8.  di  Die  .mhre 
di  detto  anno  nel  Uh.  30.  di  Configli  del.s  Rifornì, 
rf  589  e  vi  fi  leggono  i  Compofuori ,  o  Eftenfori  di 
tpJi  Provved'menri  ,  che  fono  ;  Domìntis  Tcm'Jìus 
'  Corfnì  ,  Giottus  Arnaldi  de  reruzzis  Dsnatus  ^'Ja fi- 
ni ni  de  AcciuiuoUs ,  Spine  lì  us  Primemni  d^'  Mojda* 
no ,  Leti  un  5  Boriai  uti ,  à'  Taldus  Valori  s* 


p8  ISTORIA    FIORENTINA 

Coi7ie  i  Fiorentini  fofono  una  impojta  a*  Cherici ,  <f 
fts  pojh  lo  intr adetto  a  Firenze .  ^\ih,  ^^j . 

IN  quedo  anno  per  licenzia  del  Papa  fi  puofe 
alChericato  di  Firenze  una  impofta  a  ra- 
gione di  fiorini  dodicimila ,  e  li  Cherici  non 
la  vollero  pagare  ;  convenne  foffero  sforzati; 
di  che  puofero  lo  intradetto  a'  di  1 8.  di  No- 
vembre ;  poi  lo  Veicovo ,  eh'  era  ito  nella 
Marca ,  tornò  a  Fireaze ,  e  veggendo ,  che 
quello  era  fatto  per  difendere  così  li  beni  de  i 
Cherici,  come  li  laici  da' nimici  di  b.  Ciiiefa , 
levò  lo  intradetto. 

Come  Mefs.  Beltramone  dal  Balzo  Capitano  dei 

Fiorentini ,  e  del  Re  Uberto  corfe  a  Fifa , 

ed  a  Lucca.  Rub.  448. 

IN  quello  medefimo  tempo,  del  mefe  di  Gen- 
naio a' dì  IO.  Mefs.  Beltramone  dal  Balzo 
Capitano  dello  Re  Uberto  ,  e  de'  Fiorentini , 
con  mille  cento ^'^ uomini  di  cavallo,  e  molti 
pedoni ,  cavalcò  a  Pila  ,  eflèndovi  dentro  il  Ba- 
vero, ed  il  loro  Antipapa,  cioè  Frate  Pietro 
da  Corvaia,  con  fei  Cardinali ,  e  fletterò  a  Fon- 
i*e  di  Sacco  due  dì ,  e  due  notti ,  ^-^  e  fecero 
grande  danno  a  Pifani  di  prede,  e  di  pregio- 

ni. 

(i)  Villani  /.  IO,  r.  117.  In  numero  di  rniUe * 
(2)  Villani  ivi,  e  nna  nstte  * 


LIBRO      SETTIMO.  5;^ 

ni .  Fu  richiefto  il  Bavero  mandafle  fua  gente 
fuori  ;  rifpuofe  ,  eh'  egli  li  pagalTero ,  e  mande- 
rebbela.  Poi  a' dì  21.  di  Febbraio  del  detto 
anno  li  Fiorentini  medeilmamente  cavalcaro- 
no a  Lucca  ^'\  e  fecero  grande  danno  di  preda , 
e  di  pregioni .  ^-^ 

Come  i  Fioreiitim  fcoperfero  il  trattato  dello 
hn^eradore ,  e  quello ,  che  nefeguì .  Rub.  445;. 

NEI  detto  anno  a'  dì  16.  di  Gennaio  mccc- 
XXVIII.  fu  riportato  a'  Priori ,  che  uno 
Giovanni  del  Sega  da  Carlone  cercava  di  fare 
uno  trattato  in  quello  modo  ;  che  un  Ugolino 
di  Tano  degli  L'baldini  dovea  mettere  in  Fi- 
renze una  quantità  di  fanti,  e  li  quali  quello 
Giovanni  collocava  con  certi  fuoi  amici  in 
Borgo  S.  Pagolo ,  e  la  gente  del  Bavero  era  a 
Piftoia ,  ed  alle  frontiere  ,  e  dovè  effere  la  not- 
te alla  porta  d'  Ogniflanti ,  e  certe  cafe  in  Fi- 
G  2  ren- 

(i)  Vili,  ivi ,  /opra  ii contado  di  Fifa  ;  ma  qucfta  par  ri- 
petizione. 

{2)  Nel  tempo,  ehe  Lodovico  il  Bavaro  flette  in  Fifa, 
infra  le  altre  Carte  ,  che  rifegnò  ,  fi  legge  in  quefìo 
Archivio  delle  Riformagioni ,  lib.  14  Caphu/.  a^\, 
Privilegium  conceffum  pev  Ludovicum  Bavarutn  Ini" 
peratorem  Nerio  qu.  Uguccionis ,  (h*  Fraucifio  fratti 
d/éJi  Nerii  de  Faginla  de  Terris  Fucecchii ,  ^  alìis 
Tenis'f  (^'  confirmattir  per  boc  aliud  Priviiegium 
fimile  conceffum  Ugucciunt  »  ^  fdìh  de  anno  fjiy. 
\\\.Kal.  Apri  li  s  ^  quod  iuferitur .  Datiim  Pijìs  an, 
Mcccxxix.  Indióf,  xii.  dk  15.  F^h'Harii i  cioè  dello 
ftilQ  Ronifino , 


lOO  ISTORIA    FIORENTINA 

renze  torre  a  pigióne  di  ià  d'  Arno  nel  fedo 
d'Oltrarno  piene  di  ftipa  ;  e'  in  quello  di  S?.n 
Piero  Scheragglo  appigliar  v^i  il  fuoco ,  e  quan- 
do follerò  tratti  allo  romore  del  faoco ,  allora 
Ji  fanti  di  Borgo  S.  Pagolo  dov^eano  sbarrare 
lo  borgo  d'  OgnilTànti ,  e  di  S.  Pagolo ,  e  ire  a 
rompere  la  porta  il  Prato  ,  e  la  gente  intrare 
dentro,  e  gridare:  Viva  lo 'mperadore .  Que-- 
fta  cofa  sì  fi  fcoperfe  ;  di  che  fu  attanagliato 
Giovanni  detto,  e  propaginato,  e  tre  altri 
ftrafcinati,  ed  impiccati ,  ed  Ugolino ,  ed  al- 
tri ebbono  bando.  Quelli,  che  lo  rivelarono 
ebbero  denari ,  ed  arme . 

Come  in  qtitfio  anno  fu  gran  careflia  in  Firenze . 
Rubrica  450. 

NEIP  anno  del  Mcccxxviir.  e  xxix.  fti  in  tutta 
Tofcana  2;rande  carefria  tale,  che  valfe 
fiorini  uno  d'  oro  lo  ilaìo,  e  in  ogni  parte  d'I- 
talia valfe  più  che  a  Firenze;  perocché  il  Co- 
mune di  Firenze  mandò  in  Sicilia  ,  ed  in  altre 
luogora,  tanto  che  lo  mille  a  mezzo  fiorino 
lo  ftaio  ;  e  ciò  non  dava  divizia ,  perocché 
ogn'  uomo  non  avea  danari  da  comperare  fta- 
io. Il  Comune  diliberò  di  fare  pane ,  il  quale 
fofle  di  6.  enee  a  denari  4.  l'uno,  ma  era  il 
terzo  orzo,  e  con  quello  ne  perde  il  Comune, 
veduta  la  ragione ,  circa  feflantunmila  fiorini 
d'  oro  ;  e   tutte  !e  Terre  d' Italia  cacciavano 

ogni 


LIBRO     SETTIMO.  lOI 

Ogni  Regola  di  Religione  ^  falvo  i  neceflàrj , 
ed  ogni  pérfona ,  che  per  accatto  andafle  cer- 
cando, ed  i  Fiorentini  ricettarono  ogni  pér- 
fona, e  niuno  n'  accumiatarono . 


Qjisjìi  fono  ì  Priori  da  mezz9  Dicembre  1328. 
a  mezzo  Dicembre  1329.  Rub.  451. 

L  Riore  di  Ser  Bartolo . 
Bonaccorfo  Bentaccordi . 
Crno  di  Tano. 
Michele  di  CioneMaffei^ 
Salvino  Armati. 
Matteo  ^'^  Benvenuti . 
Zato  di  Gaddo  Paflavanti  Gonf.  di  Giuft. 
Ser  Romolo  di  Ser  Triccolo  lor  Not. 

Neri  di  Beccuccio  di  Manno  Vettori . 

Mefs.  Lorenzo  di  Mefs.  Caro  Dott.  di  Leggi . 

Valorino  di  Lapo  Valori . 

Peduccio  di  Duccio  della  Marotta .  ^^^ 

Giovanni  di  Donato  Viviani. 

Simone  di  Spigliato  da  Filicaia. 

Filippo  Bencini  .del  Sanna  Benci  Gonfal.  di 

Giuftizia . 
Ser  Iacopo  del  Maellro  Salvi  lor  Nor. 

G  3  Ber- 


(r)  Magi   ed  i  migliori  Tcfti  ,  Mat& 
(j)  MS.  della  Moneta  . 


IQl  ISTORIA    FIORENTINA 

Bertuccio  Taddei . 

Gherardo  di  Volpe  de' Canigiani/'^ 

Lotto  Donati  dei!'  Antelia  . 

Guido  di  Lapo  Guazza . 

Anlelmo  di  Palla. 

Mefs.  Forefe  da  Rabatta  Dott.  di  Leggi . 

Albizzo  di  Ricco  degli  Albizi. 

Cione  di  Bonlimore  BifarneiiGonf.di  Giuft. 

Ser  Giovanni  Fizzini^-^  lor  Not. 

Mefs.  Tomraafo  Corfini  Dott.  di  Leggi . 
Mefs.  Gianiano  di  Lapo  de'  Rimaldelii  ^3> 

Dott.  di  Leggi. 
Mefs.  Ranieri  del  Forefe  Dott.  di  Leggi. 
Ugolino  d'  Andrea . 
Nerone  di  Nigi  Dietifalvi. 
Ricciardo  de'  Ricci . 
Ser  Gianni  de'  Siminetti  Gonf.  di  Giufl:. 
Ser  Lippo  di  Ser  Cambio  da  Vinci  lor  Not. 

Cionino  di  Cione  degli  Aglioni. 
Filippo  Buonfigliuoli . 
Forefino  d'  Andrea  degli  Abbruciati . 
Piero  Cetn  de'  Beccanugi . 
Conte  d'  Averardo  de^'  Medici . 
Taklo  Valori. 

Bar- 

(i)  In  luogo  di  Bertuccio  defonto ,  die  29.  weffjts  Aprilìs, 

(2)  MS    Puccini. 

(3)  MS.  Rinaldefcffi . 


LIBRO     SETTIMO.  IC5 

Bartolo  di  Lapo  Benci  ^'^  Gonf.  di  Giuft. 
Ser  Nardo  Ciai  da  Caftelfiorentino  lor  Nor. 

Neri  di  Iacopo. 

Tano  Baroncelli . 

Rinuccio  Cocchi . 

Ubertino  del  Rollo  degli  Strozzi- 

Gherardo  di  Lapo  Paganelli . 

Maefiro  Cambio  del  Maeftro  Salvi: 

Kìccolao  di  Nello  Rinucci  Gonf.  di  Giuft» 

Ser  Clone  ^'^  di  Mefs.  Ranieri  Bondoni  Not„ 

NOTA. 

I  fUì  fi  porranno  le  tratte  de*  Gonfalonieri  di  Compa» 
•^^  gaia  ,  e  de*  dodici  Buoni  uomini  ,  di  quefto  ,  e  degli 
ann'  futuri,  fino  al  1342.  come  fi  trovano  regiftrate  nel 
Pridrifta  autentico  della  Libreria  M&gliabech.ana  ,  ed  in 
quelli)  ottimo  di  Luigi  Viviani ,  ora  pofieduto  da  quella 
Libreria  di  S.  Paolino  ;  e  ciò  (ervirà  di  l'upplemento  al 
ncfirro  Scrittore,  e  di  conferma  di  quanto  Ci  narra  qui 
fopra,   Ruù,  445. 


J[  N  Vet  nom'ne  Amen.  Wc  ejl  Lther  contlnen^ 
nomina  approvai orum  ad  ofitìum  frìorum  Artium 
&  VexHltftrì  lujìitìe ,  ad  ofitiurn  duodecim  honorum 
'vlrorum  &  ad  ofìttum  Gonfalonertoruni  Sotktatttnt 
Fopuli  &  Communls  Florentìe  extraftorum  iuxtit 
formam  provijìonis  fuper  hiis  edite  de  facculis  in 
qt4ibus  po/ìte  funt  cedrile  de  membranis  diClct  nc' 
mina  /cripta  contìnentes  quorum  ojifium  durare 
debet  per  tempus  &  tempora  prout  infra  per  ordi- 

G  4  nem 

(1)  ATagl   ed  i  migliori ,  Lticoli  . 
(a)  MS  e  Petriboni  Ugucciotie  . 


T04  ISTORIA    nORENTINA 

'^em  deitotatur,  Tnceptus  Cub  unno  D^mtnìce  Incctr^ 
nitìonis  mìUeJtmo  trcxcrite/mo  vige /imo  fi6iavo  *  Ind^ 
dii.dzi':m4  de  menCe  Decemhrt'  firìftct  per  me  Gra- 
twliim  ollm  Dornbit  Corradi  de  Mutìna  "^  otarium 
fcrtbam  Rejormutionum  Conjìlìorum  Vo^uU  é"  Com^ 
munìs  predi  ór  i .  fiiL 

Lie  feptimo  menjjs  Decemhris . 

Zer  Tredìus  Bindì  de  Panzzano  Hot:  Ve-^ 
xillìfer  Zftxilli  rnbeì  cim  f^calis  alhis , 

Jlngirlìniis  La  pi  Angiolini  VexUÌ 'ferve - 
X  iti  azzurei  cum  platea  alba  cum 
fiich'.is  rubels  in  v:ztrgìne  d'iòle  platee  .  ^J^  Vro  fexi'W 

JA  .ìg: Her  L apusMagiJìri  E tnuccii  Vexil'    Vìtrarnì . 
ì:j'^  vexilli  albi  cumfercziis  uigris  . 

:  er  Belcharus  Bon aiuti  Kot.  VexiUifer 
vexilli  vermini  cum  dracone  viridi 
hahente  fctitum  popult  ad  coIIuìj:  .      "^ 

Lapus  loannir  Bonacorjì  VexiUifer  ve  -^ 
xillì  azz-urrei  cum  curru  aureo , 

Bonfignore  lunte  Becbaparole  VexiUifer 
Vexilli  crocei  cum  bove  nigro  . 

T^oggeriuf  Domini  Lapi  de  Cajìiglioncìjio 
VexiUifer  vexilli  albi  cum  leone  nigro 
habeute  in  fpatula  fcutnm  Pop  ali  Fio- 
rentini   ■"' 

Ciottus  Fan-toni^  Angelotti  VexiUifer  ve  1 
xilll  crocei  cum  vipera  fui  colori s .         j 

Bartohi'SiT ar ad iji.  VexiUifer  vexilli  uni-  \ 
cornii ,  ) 

Vannes  Donnini  VexiUifer  vexilli  viri-  I, 
dis  cum  equo  fallerato  armis  Popult  ! 

Fiorentini    ... .J 

Uber- 


Tre  ffxtìi 
>S.  'Petrl 
Scheradif, 


Pro  fextu 
Burgi , 


LIBRO     SETTIMO.  I05 

Vherttriuf  Kojfì  de  Strozzi s   VexlUifer^ 

vexllli  vìrtdìs  cum  leone  fui  coloris ,    ]«     ^    ^ 

Cinus  MìchìVexiWfer  vextlli  albi  eum  !     ^a  ft' 
leone  nigro  »  \  Va      at" 

Ceanes  Hardt  VexiUìfer  "vexìlli  Azzur-  j 
rei  cum  leone  albo  cum  corona  aurea, --^ 

Tranci ^cus  Kìgìi    Dìetifalvi  Vexillifer^ 
fvexilli  azzurre!  cum  leone  croceo  ha-  j 
hente  inter  brachia  vexilUculum  ar- 
morum  Populi»  '  Frofextti 

JLichux  Bufi  D avanzi  VexilUfer  vexillì  '^     Vorte 
albi  cum  leone  azzurreo  corona  aurea  ^   Domus„ 
coronato  . 

Coppus  Lapi  de  M^dicis'  VexilUfer  ve- 
xilli  crocei  cum  dracone  viridi,  .   .  .J 

T>om.  Lotherius  Lapi  Cherardini  lurip-^ 
perttuf  VexilUfer  vexìlli  crocei  cum  j 
clavibuf  rubeis  &  cordìglio  nigro  .       1  p      r    f 

Luti  Diritafedis  Fexillifer  vexìllr  albi  •  ^  ^]y{lf^^^ 
&  nigri  cum  rotix  .  >  ^  p^  f,. 

Keriuf  Ser  Benedigli  VexilUfer  vexilli  J      *  * 

ajermtlii  de  fu  per  prò  medietate  ^  &  de  [ 
fupter  prò  medtetate  albo  variato,     -• 

Quorum  Vexillferorum  Sotietaturn  Fopuli  qfitium 
initium  hahere  debet  die  fexto ,  &  durare  ufque 
ad  dìem  ultimum  menjis  Martii  proxime  venturi  ^ 

Qui  fegue  ia  tratta  de'  Priori ,  come  nel  tefto. 


DuOn 


106  ISTORIA    FIORENTINA 

Duodeclm  boni  'Vtrì  prò  tempore  futuro  tnclplendo 
die  15.  men/ìf  Decembrtf  infìantis  &  duraturo 
ufque  ad  diem  ulttmum  menjis  Februartì  proxime 
accejfuri. 

Eodem  die, 

A^ofìtnus  yf  e  (lardi    ......  .^  v^n  r   t 

jfonu  Bartholommeus  de  Cafìro  Fio-  >  ^,,^  ^',^ 

r      r     '.  •  Ultrarni . 

rentino  lurtjperttuf -i 

Duccinus  de  Manctnis \ProfextuS,re^ 

BivigUanus  Manetti ./  triScheradii* 

*Tuccius  Delti  de  Scilinguati^  '  *  *\      Frofextu 

Donatus  de  Acciaiuolif, /        Burgi , 

Marcus  Rojft  de  Strozzi f  .  .  .  .  .-^  Pro  fextu  Porte 

Chrij'iofanus  Puccii  . SS,  Pancratii» 

Daldus  de  MarignolUs -^  Pro  fextu  Porte 

Joannes  Bernardini  de  Medìcis  .  .  ./       Domus . 

Doni,  Bartoluf  de  Ritiis-  lurifper,  -r  Pro  fextu  Porte 

Cherardus  Miglior ts  de  Guadagnisi      5.  Petri . 

Collo  fteiTo  ordine ,  e  d;  vifione  di  feflì  fono  tutte  le  feguen* 
ti  tratte  j  ma  da  noi  fì  lafcerà  di  regnarlo  per  brevità  . 

Die  25.  Febructriì  1328. 

Duodecim  boni  ^iri  prò  tribus  men/ibus  incepturis 
die  primo  menJis  Marta  y  &  ut  fequitur  finiaidis  ^ 

Ghuccius  Rinaldi  de  Panzana^ 
Cione  Ruffoli . 

Coppus  Borghe/is  Migliorati , 
Boninfegna  Gherardi . 
Bartholomeus  Gucci  de  Sìmìnettis  ». 
Lotterius  Davanzuti, 

Giuft'^ 


L  I  B  K  O     SETTIMO.  IO? 

Gìufita  Kardì . 
Conjtglius  Ughi. 
Ghinus  Veri  RondmllL 
Vannes  Armati» 
Lupus  Rinaldi  t 
Kerius  Liffi . 

Ùie  23.  mefijtf  Martlt  1328. 
Vexilliferi  Sotietatum . 

"Éernardus  de  Quarata  VesilUfiy  &c» 

Tieruf  de  Velluti^* 

Baldejìnus  Giani. 

Gherarduf  Lanfredini^ 

Vannes  Bandini  * 

Bardus  Ri/aliti» 

Kigius  Spigliati. 

Tranci fcus  Eorghini . 

yieroczus  Mei  Compagni  m 

Albertus  Ciojiis» 

Ioannes  Carucci , 

Talchonerius  Baldejts. 

Giannottus  Baldejìs  . 

Talchus  Rondinelli  • 

Michele  Rigori. 

Benedittus  Ghuccil  Gennay  ^ 

Bellincione  Uberti  de  Albìzzisl 

Aldobrandinus  Lapi  Rinaldi» 

Dom,  lacobus  de  Rittis  lurifperitus  '^ 

Quorum  Vexilliferorum  Sotietatum  Fopuli  Fiorentini 
ofitium  initiare  debet  die  primo  menfis  Aprili: 
froxime  venturi  y  &  finire  utinam  laudabiliter^ 
die  ultimo  menfis  lulii  tunc  proxime  fé  e  ut  uri  fub 
itnnis  Domini  i^ig*  Indi  Ci,  xij. 

Die 


i08  ISTORIA    FIORENTINA 

Die  29.  metjjìf  Mail . 
Duodectm  hont  viri   prò  tribuf  menjibuf  incepturis 
die  primo  ìmnjis  lunii  ^  &  ut  fequìttir  Jìniendi^\ 

J/Lctgifler  Mannus  Magijlri  Bonucctni  Medicus  ^ 

Doni,  Ghiachinottus  Corbìnelli  luriCperìtus . 

Dom,  Gherardns  de  Cafìro  Fiorentino  lurifperltuf  • 

jR icharduf  Magijlri  Fagni  .• 

Ser  Lamhertus  Herì  Cambi  » 

Bartolu^  B  onci  ani  » 

Chele  Fagni  Bordonis, 

Tugius  lacobi . 

Federiguf  Soldi. 

Kicolauf  Beni  Strozzafichi , 

Chele  de  AgugUone , 

^anus  Chiarijjimi . 

Die  ...  menjìs  lulii  1329, 
Vexi inferi  Sotktatum . 

Maffiu;  Baldi  Kidolfi . 

Silvefier  Ciprini . 

Nticciuf  Dom,  Bardi  de  Ammiratisi 

Facinus"  Brancaccii . 

Benci venni  Bonfojiegnt  ^ 

Ber  Fuccius  de  Mori, 

MuFuaius  Rechi , 

Ugo  Dom,  Oddonif  de  AltoVìtis*; 

Bartholinus'  Salimhenis  • 

More  Ubaldini . 

Johannes-  CajhlU , 

Bertus  Brunetti. 

ìacobiis  Adimaris, 

An- 


LIBRO      SETTIMO,  I09 

Andreas  del  Kero  ^ 
Taddeus  de  Cerreto, 
Ctoni  Ghetti. 
Bìliottuy  Alfani . 
Guida^cìus  de  Giugni s  , 
Gerius  Corjì  Matbei . 

Quorum  ojìtium  &c,  initlare  dehet  in  KaL  menjts 
Augufli  proxime  venturi  j  et  finire  dehet  die  uU 
timo  menC»  ISLovembris  proxime  venturi  fub  annis 
Domini  IJ29.  Indióì,  xiij. 

Die  28.  men/if  Augujlì  » 
Duodecim  Boni  Viri  prò  trjùus  menjìhus-  ìncepturts 
die  primo  Septembris  l'^i^*  &  utfeq^uìturjìniendìs . 

^ctrtolus  Strade. 
Andreas  Vetri  de  Magli s  * 
Bellus  Lippi  de  Mancinis . 
Johannes  Lamberti  de  Antilla , 
Bernardus  Lapi  de  Ardinghellìs , 
Gentile  Domini  Oddonis  de  Altovitls  • 
Dominus  Orlandus  Manni  lurifperitus . 
Lucas  Gerinì  de  Stroz^zis . 
D  i  et  i  Calvi  Hi  gii  l<Leronis{i)  , 
Diedatus  Baroncii  » 
Hufpus  Guitonis» 
Filìppus  Landi  de  Albizzis . 


Come 


(i)  Magi-  lafcia  Neroitis ,  che  fi  legge  \.n  quello  del  Vi- 
viani , 


no         ISTORIA    FIORENTINA 

Coj?!e  fu  mozzo  il  capo  a  Tano  da  lefì  eletto  in 
Capitano  del  Comune  di  Firenze .  Rub.  452. 

VEnne  in  Firenze  novelle,  come  il  Conte 
Gianni  del  legnaggio  de'  Chiaramonti  , 
uomo  di  Sicilia ,  e  Conte  di  Chiaramonte  ,  cac- 
ciato di  Sicilia ,  ed  era  capo  di  tutti  i  Ghibel- 
lini della  Marca  ,  era  intrato  in  lefi  della  Mar- 
ca ,  della  qualQ  Terra  era  Tiranno  ,  e  Signore 

Tano  di della  detta  Terra  di  lefi , 

e  che  intrato  lo  Conte  ,  e  volendo  con  titolo 
di  ragione  tagliargli  la  tefta ,  lo  facea  marto- 
riare, e  confeilàre,  ch'egli  era  traditore  delio 
Imperio ,  e  che  avefTe  col  Papa  Giovanni  lega , 
e  in  difpetto,  e  danno  del  Bavero.  Quetli 
diiTe  ciò ,  che  volle  ,  e  poi  diflèjlo  muoio  ,  e 
non  per  queflo  fallo  ;  ma  perocch'io  trattava 
tradire  i  Fiorentini  uomini  giufti ,  perocch'  io 
era  eletto  loro  Capitano  di  guerra ,  ed  a  polla 
della  fetta  de'  Ghibellini  penfava  cacciare  gli 
altri;  ciò  era  Mefs.  Simone  della  Tofa,  e  gli 
altri  fuoi  feguaci  ;  e  ciò  fu  negli  anni  del  Si- 
gnore Mcccxxviii.  a'  dì  8.  di  Marzo . 

Come  lo  Bavero  ft  partì  di  Fifa ,  e  andonne  in 
Lombardia,  Rub.  453. 

Li  anni  del  Signore  mcccxxix.  a'  dì  ii .  di 
Aprile  ii  partì  lo  Bavero  da  Pifa ,  con 

Cifì- 


LIBRO     SETTIMO.  Hi 

cinquecento  Cavalieri ,  perocché  lo  tempo  ad- 
dietro avea  perduto  tutti  i  Tedefchi  della  Baila 
Magna,  li  quali  per  lo  fdegno  della  partita 
deir  Ipocraro,  che  avea  privato  del  Vicariato 
di  Lucca  ,  fé  n'  andaro,  come  narrato  aviamo 
addietro  ;  ed  itili  al  Cerruglio  a  fare  guerra 
a' Lucchefi ,  lafciò  in  Fifa  feicento  barbute, 
e  Vicario  di  Fifa  Mefs.  Tarlato  de'  Tarlati 
d'  Arezzo,  e  in  Lucca  lafciò  400.  barbute,© 
Vicario  di  Lucca  Mefs.  Francefco  Caftracani , 
cugino  di  Caftruccio ,  e  non  amico  de'  figliuoli 
di  Caftruccio  ;  e  rimafe  Vicario  per  fiorini  ven- 
ticinquemila ,  che  gli  prcftò ,  o  vero  fu  dono  . 

Come  i  Fiorentini  poterono  aver  Lucca  ^  e  non 
la  vollero.  Rub.  454, 

A^  Fiorentini  fempre ,  per  T  ambizione  dello 
Itato ,  convenne  ,  che  fcfTe  male  menato 
il  Comune  di  Firenze  ;  imperocché  *  come  det- 
to è  nello  precedente  Capitolo,  i  Tedefchi 
della  BatTa  Magna  erano  a  Cerruglio ,  e  par- 
tito lo  Imperadore,  cioè  il  Bavero  a' dì  15.  di 

Aprile,  avendo  con  loro  Mefs.  Marco  di 

della  Cafa  de'  Bifconti ,  il  quale  con  certi  ac- 
cordi del  Bavero  il  teneano  per  iilaggio  di 
danari ,  e  paghe  a  ricevere ,  e  fecionlo  Capi- 
tano ,  e  quella  notte  intrato  in  Lucca  per  la 
Gofla ,  lo  terzo  dì  fecero  accordo  co'  Luccheli , 
ed  a  loro  fi  dierono  Mefs.  Pino  della  Tofa , 

ed      . 


112  ISTORIA    f^IORENTINA 

ed  il  Vefcovo,  che  avieno  più  tempo  trattato 
d'avergli  al  foldo  ;  ma  perocché  il  Bavero  te- 
neva ancora  trattato  con  loro  non  era  il  Co- 
mune iidatofi  ;  come  ebbono-  quella  brigata, 
ch'erano  650  barbute  "^'^  Lucca  libera,  pro- 
ferfonla  al  Comune  di  Firenze  per  mezzo  di 
Mefs.  Pino  detto,  é  del  Vefcovo  di  Firenze. 
Addivenne ,  che  '1  Comune  di  Firenze  di  ciò 
fi  configliarono  più  e  più  volte  tra  loro  Mef- 
fer  Simone  come  non  amico  del  conforto , 
cioè  di  Mefs.  Pino,  per  aftio  con  loro,  dille, 
che  conciofiacofachè  la  cafa  de'  Bifconti  era 
nimica  de'  Fiorentini ,  non  era  da  fidarli  di 
loro  ,  né  di  lafciare  in  Lucca  i  figliuoli  di  Ca- 
ftruccio  ;  le  quali  cofe  chiedeano  ne'  patti  : 
cioè,  d'  edere  al  foldo  de'  Fiorentini  per  uno 
anno ,  e'  figliuoli  di  Callruccio  ftare  in  Lucca 
come  cittadini ,  e  voleano  per  loro  foldi  ri- 
tenuti dal  Bavero,  e  per  tranquillo  del  Co- 
mune di  Firenze  tenuti  fiorini  87.  migliaia. 
^Sarebbefene  fatto  tara  del  terzo ,  o  più  ;  ma 
JVIefs.  Simone  della  Tofa  per  la  detta  cagio- 
ne ,  mollrando  più  ragioni ,  finfe  di  lafciarla 
Lucca ,  e  di  non  torla  ;  la  quale  gittò  poi  non 
buona  ragione  a'  Fiorentini .  E  ciò  fu  negli 
anni  del  bignore  mcccxxix.  d'  Aprile . 


Come 
(1)  Villani  /.  ic.  r,  132,  Intorno  difeic:nto  CavrJicri . 


LIJBRO     SETTIMO.  ITJ 

Come  fu  fatta  face  tra  Fiorentini ,  e'  Plfiokji . 
Rubrica  455. 

NEgli  anni  del  Signore  mcccxxix.  a'  dì  29/'^ 
di  Alaggio,  fi  compilò  una  pace  franca 
tra'  Fiorentini ,  e'  Piftolefi  ,  infra'  quali  queito 
fu  r  effetto  :  Che'  Fiorentini  avelTero  la  guar- 
dia della  città ,  e  che  i  Guelfi  rientralTero  tutti 
dentro ,  e  falvo  i  Tedici ,  e  raccomunaflero 
gli  uiìcj ,  e  che  ogni  infegna  di  quella  del  Ba- 
vero ,  di  Caftraccio ,  e  de'  Ghibellini  fi  levafle 
via,  ed  i  Ghibellini  in  luogo  dell'Aquila  pi- 
gliaiTero  l' arme  i  nicchi  di  S.  Iacopo  ;  ed  eb- 
bono  i  Fiorentini  Monte  Murlo ,  e  Vittoiino , 
Carmignano  ,  Artimino  ,  ed  ogni  Terra,  che '1 
Comune  di  Firenze  teneffe ,  confermarono ,  e 
diedero  in  perpetuo  a'  Fiorentini  i  Piftoleii  ; 
ed  ebbono  la  guardia  di  Tizzano  i  Fiorentini  : 
della  quale  cofa  in  Firenze  fi  fece  grandiifima 
fefta  di  gioftre,  d'armeggiare,  di  danze  ,  e  di 
iuoni  il  dì  dell'  Afcenfione  . 

Come  il  Vicario  del  Bavero  fa  cacciato  di  Fifa* 
Rubrica  456. 

IPifani  coli'  aluto  di  Mefs.  Marco  Bifcontl, 
e  colla  brigata  di  Lucca  ,  cioè  co'  Tedefchi 
dal  Cerruglio,  cacciarono  Mefs.  Tarlato  Vica- 
rio del  Bavero  ;  e  riformarono  la  Terra  a  Co- 

Tomo  XIL  H  mu- 

(i)  Villani  /,  IO.  e.  132,  A* d\  2^. 


114         ISTORIA   nORENTINA 

mune  ;  e  ciò  fu  negli  anni  del  Sig.  mcccxxix. 
a'  dì  1 8.  di  Giugno  » 

Come  Mefs.  Marco  venne  in  Firenze  per  lo 
tranato  di  Lucca.  Rub.  457. 

MEfs.  Marco  Bifconti  quando  fu  in  Fifa 
si  difle  alla  brigata  del  Cerruglio ,  di 
cui  era  itaggio  per  lo  Bavero  per  le  loro  pa- 
ghe:  che  fé  folle  loro  piacere,  anderebbe  a 
Firenze ,  a  cercare  il  trattato  ^  e  così  gli  fu 
conceflb.  Di  che  venne  in  Firenze  a'  dì  27.  di 
Giugno ^'Metto  anno,  e  proferto  Lucca,  co- 
me detto  è  addietro  i  Mefs.  Simone,  per  in- 
vidia del  conforto ,  Mefs.  Pino  della  Tofa ,  lo 
fconfigliò  tanto  ,  che  non  ii  prefe ,  e  fu  gli  do- 
nato fiorini  mille  ,  e  non  tornò  a  Lucca  ,  e  an- 
donne  a  Melano ,  ove  da'  fratelli  fu  ftrangolato . 

Come  le  Caftella  di  Valdarno  fecero  pace  col  Co- 

7nune  di  Firenze ,  e  tolfero  Capta/io  Fiorentiìw . 

Rubrica  458. 

LE  Caftella  di  Valdinievole  fecero  pace  col 
Comune  di  Firenze,  e  promefTero  trat- 
tare gli  amici  per  amici,  e  nimici  per  nimici 
de'  Fiorentini ,  faceffero  ciò  appiacefle  a  loro 
volontà ,  e  tolfero  il  Capitano  Fiorentino  ;  e 
ciò  fu  nel  detto  anno  a'  dì  1 1.  di  Giugno . 

Come 
(i)  Villani  /.  IO.  f.  135.  A*  Ai  30.  dì  Giugno» 


LIBRO     SETTIMO.  II5 

Cerne  i  Fiorentini  fecero  face  co'  Pi/ani  per  una 
cavalcata ,  che  fecero  i  Fiorentini .  Rub.  459. 

NEI  detto  anno  i  Pifani  fentendo  la  difcor- 
dia  de'  Fiorentini ,  e  la  compra ,  che  fi 
trattava  di  Lucca ,  temendo  non  avere  vicini 
i  Fiorentini,  feciono  la  detta  compra  per  ief- 
fantamija  fiorini;  e  dierono  caparro  quattor- 
dicimila .  1  Fiorentini  fentendo  ciò ,  per  iflrop- 
piarla  il  Capitano  Mefs.  Beltramo  dal  Balzo 
fecero  cavalcare,  e  difertarono  molto  la  Val- 
dera ,  e  disfecero  due  loro  caftella  ;  ciò  fu  Pra- 
tiglione  e  Camporena;  e  ciò  fu  di  Luglio,  e 
incontanente  fi  cercò  la  pace  nel  borgo  a  San 
Marco  di  Pifa ,  perocché  i  Fiorentini  corfero 
infino  air  antiporto  ,  e  fatto  ciò  a'  dì  12.  d'  A- 
gofto  fi  fermò  la  detta  pace  con  molte  fran- 
quigie  de'  Fiorentini . 

Cowe  i  Fìorentiììi  ripr efero  le  ville  d' Ajnpinana  • 
Rubrica  460. 

COme  detto  abbiamo  addietro  Rubr.  401. 
quando  il  Comune  di  Firenze  fu  fcon- 
fitto  ad  Altopafcio,  il  Conte  Ugo  da  Batti- 
folle  s'avea  riprefo  le  ville ,  e  i  popoli  d'Am- 
pinana  di  Mugello  ;  di  che  i  Fiorentini  man- 
darono a  ritorgliele  ;  e  ciò  fu  nel  detto  anno 
a' dì  15.  di  Luglio. 

H  z  Como 


Il6  ISTORIA     FIORENTINA 

Come  Jt  ruppe  /'  accordo  della  lega  di  Valdinievolc 
■   coj  Fiorentini ,  ed  il  Comune  71  ebbe  Monte 
Vettolini .  Rub.  461. 

LA  lega  delle  caftella  di  Valdiaievo-le  fi  era 
fatta ,  come  detto  ò  del  me  fé  palfato  , 
terza  Rubrica  addietro.  Li  Ghibellini  amici 
de'  Caftruccini  ruppero  la  pace ,  e  tolfonu 
Monte  Catino  colle  mafnade  de'  Lucchcil , 
6h' erano  ad  Altopafcio  ;  di  che  i  Fiorentini 
cavalcarono  a  Montecatino ,  ed  arfono  il  bor- 
go. Di  che  quegli  di  Monte  Vettollno  ,  che 
erano  in  trattato  con  quelli  di  Montecatino , 
venendo  in  Montecatini  per  trattare  con  gli 
amici  di  Caftruccio ,  per  Mefs.  Amerigo  Do- 
nati furon  prell,  e  menati  a  Monte  Vettoli- 
no,  e  rendérfi  quelli  di  Monte  bettolino,  e 
guerreggiofì  poi  Montecatino;  e  Mefs.  Ame- 
rigo Donati  era  Capitano  delle  mainade  Fio- 
rentine ;  e  ciò  fu  a'  dì  i  8.  di  Luglio  ìMcccxxix. 

Co7ne  i  Tedefcbi  di  Lucca  vcnderonla  a  Ghcrardino 

Spinoli  di  Genova  ,  e  come  i  Fiorentini  fecero 

rubellare  ilGajìello  di  Collodi  .Rub.  4=52. 

L'Anno  del  Signore  mcccxxix.  del  mefe  di 
Settembre  li  Tedefchi  da  capo  di  Lucca 
vollero  fare  vendita  a  Fiorentini  ;  non  fi  potò 
vincere  in  Cernirne  per  la  fetta  di  Mefs.  Si- 
mo- 


LIBRO      SETTIMO.  H7 

mone  della  Tofa .  Di  che  i  Fiorentini  merca^ 
tanti,  e  buoni  uomini  per  lo  Comune  la.vol- 
lono  torre  ,  e  delle  gabelle  pagarli  con  certi 
Iconti ,  tenendola  tanto ,  foffero  fodisfatti ,  col- 
F aiuto  di  certi  Mercatanti  ufciti  di  Lucca,  i 
quali  pagavano  il  quinto  degli  ottantamila  fio- 
rini ;  lo  che  fu  loro  vietato ,  ed  alcuno  ne  fu 
condennato ,  per  volere  in  vergogna  de'  Fio- 
rentini comperare  uomini  ;  dicendo  eh'  era 
vergogna  di  Comune  ,  che  una  città  di  mer- 
canzia prefa  per  guerra  da'  Tedeichi  li  com- 
peraiTe  per  la  preda,  cioè  la  citta  di  Lucca. 
Diche  uno,  Mefs.  Gherardino  degliSpinoli,  la 
comperò  per  trentamila  fiorini  d'  oro  ;  il  quale 
prelb  la  pofièffione  della  città  di  Lucca  così 
comperata  a'  dì  2 1.  d'  Ottobre ^'^  ìMCCcxxix.  Su- 
bito richiefe  i  Fiorentini  di  pace,  fugli  ne- 
gata ;  richiefegli  di  triegua  ;  fiigli  negata  ;  ri- 
chiefegli  di  lega  contra  al  Bavero ,  e  eontra  a 
ogni  nimico  de' Fiorentini ,  e  fuoi  ;  nulla  ne 
vollero;  ma  fecero  rubellare  Collodi.  Diche 
fubito  Mefs.  Gherardino  vi  mandò  V  ofte ,  e 
ricbbelo ,  perchè  i  Fiorentini  non  lo  foccorfe- 
ro  al  termine  ;  e  quello  ne  feguì  alla  vergo- 
gna de'  Fiorentini . 

H  -^  Come 


(1)  Villini  l.  IO.  r.  1A5.  A*dìduoidiSettemys* 


llS  ISTORIA     FIORENTINA 

Come  i  Fiorentini  ebbero  la  guardia  di  Serrava  Ile . 
Rubrica  463. 

LI  Piilolefl  fi  vedeano  in  pace  per  la  guar- 
dia, che' Fiorentini  aveano  della  città 
di  Fiftoia.  Di  che  i  Ghibellini  videro,  che  la 
guardia  di  Serravalle  era  loro  in  quiftione ,  ed 
in  noia  per  la  guerra  di  Lucca  ;  li  penfarono 
di  darla  a'  Fiorentini  per  tre  anni ,  e  così  fe- 
cero .  Di  che  quello  fu  molto  piacere  a'  Fio- 
rentini per  ficurtà  di  Lucca,  e  della  guerra 
di  Montecatino  .  E  ciò  fu  del  detto  anno  a'  dì 
II.  del  inefe  di  Novembre. 

Come  la  brigata  di  Fire72ze  ratrò  in  Montecatino  ^ 
e  i  Fiorentini  morti ,  e  p-efi .  Rub.  464. 

IA  brigata  del  Comune  di  Firenze,  ch'era 
-i  a  Montecatino  ad  afièdio,  una  notte 
v'  intrarono  di  furto ,  e  con  ifcale  ;  li  quali 
efièndo  in  nella  Terra,  e  già  iti  alla  porta 
per  aprirla,  e  mettere  dentro  gli  altri,  li  fo- 
reftieri,  che  v'erano  dentro,  fi  ravviddero , 
ed  armarfi,  e  ruppergli,  e  funne  morti  ip.  e 
preii  circa  60,  E  ciò  fu  a' dì  17.  di  Febbraia 

MCCCXXIX, 


Quefii 


t  IB  R  O     S^E  TT  I  M  O,  II9 

Oueflifono  ì  Priori  da  mezzo  Dicembre  13 29. 
a  mezzo  Dicembre  1330.  Rub.  465, 

X-/Apo  di  Mefs.  Angiollno de'  Magli: 
Lapo  di  Giovanni  Bonaccorii. 
Donato  degli  Acciaiuoli. 
Gino  Michi  » 

Ghino  di  Veri  de*  Rondinelli . 
Mefs.  Covone  de' Covoni  Dott.  di  Leggi , 
Maeilro  Lapo  del  Maellro  Rinuccio  Medico 

Gonf.  di  Giuftizia. 
Ser  Marco  di  Ser  Bono  da  Ugnano  lor  Not. 

Puccio  Amadori, 

Porcello  di  Recco  da  Ghlacceto, 

Tuccio  di  Dello  degli  Scilinguati . 

Bingeri  di  Nardo  degli  Oricellari  ^'^ 

Giovanni  d' Uberto  Cambi . 

Mefs  Iacopo  di  Neri  de'  Ricci  Dott.  di  Leg. 

Duccino  ^"^^  di  Guido  de'  Mancini  GonfeL  di 

Giuftizia . 
Ser  Piglialarme  Pacini  lor  Not. 

Piuvichefe  Brancacci. 
Caroccio  di  Lapo  degli  Alberti . 
Bartolo  de*  Bonciani  . 
Francefco  di  Lapo  Ioanni. 

H  4  Van-- 

(i)  Magi,  lafcia  de^UOrìcellarì , 
(2)  MS.  e  Petrib.  Duccio  . 


I20         ISTORIA    FIORENTINA 

Vanni  Armati . 

Chele  Guarnieri  a'  Airu^^Iione  . 
Franceico  Borghini  Gonf.  di  Giuftizia . 
Ser  Bartoiommeo  del  Maeftro  Alamanno 
da  Caitelrìorcntino  lor  Net. 

Francefco  di  Cenni  Biglietti . 
Roggieri  di  Mefs.  Lapo  da  Caftigiionchiq . 
Nerozzo  di  Meo. 
Cecco  di  Gianni. 

Giovanni  di  Bernardino  de'  Medici . 
Vanni  di  Benintendi  derrli  Albizzi . 
Falconiere  di  Baldefe  Gonf.  di  Giuftizia. 
Ser  Francefco  di  Ser  Giovanni  di  Ser  Lapo- 
Bonamichi  lor  Not. 

Francefco  Saifoli. 

Coppo  Borghefi . 

Ser  Lamberto  dei  Nero  Cambi. 

Chele  Fa2;ni  de'  Bordoni . 

Taddeo  di  Mefs.  Aìdobrando  da  Cerreto-. 

Lapo  Rinaldi . 

Cenni  Ghetti  Gonf  di  Giuftizia. 

Ser  Ventura  Monachi  lor  Not. 

Gherardlno  di  Gianni. 
MaeftroTagno  Medico. 
Ubaldìno  di  Niccolò  degli  Ardingheili 
Palla  di  Mefs.  Iacopo  degli  Strozzi. 
Federigo  Soldi , 

Bar- 


tlBRO     SETTIMO,  121 

Bartolo  Buonafedi. 

Lapo  Covoni  Gonf.  di  Giuftizia . 

Ser  Cambio  Micheli  da  Caftelfiorentlno  No*. 

Die  24.   menjìs  Kovembris  . 
VextlUferi  Sottctatum. 

Laurent tus  Bachertm  ,  ' 

Kertus  Boccuccia 

Datus  Ser  ìohannh . 

Vdnnes  Marietti. 

BonìnCegna  Gherdrdi, 

Ber  Bnonacorri  Gerì, 

Donatus  Gtotti  de  Veruzzh  ^ 

Coppus-  Stefani» 

Cambiozzuf  Heri  Aldobrandino 

Vorefinus  de  Abbruciatis . 

Johannes  Dom»  Ubertìnì  de  Strozza  » 

Dìmis  Kijiori  della  Maretta  ,{i) 

Bartolus  Morelli, 

Simon  Kardi  Guafconìs , 

"Laurent tu s  Kelli  Rìnuccii . 

Dom,  lohannes  de  Mediciso 

lacobuf  Landi  Biliotti , 

Giovencus  Cìonettì  de  Bajlariis. 

danne f  Domini  Gherardini , 

Quorum  Vexilliferorum  ofitium  &c,  initiare  debet  Sie 
primo  menfis  Decembrìs  proxime  venturi ,,  et  finire 
debet  die  ultimo  menfis  Martii  tunc  proxime  fecù- 
turi  fub  annis'  Domini  1330.  Indila,  xilj. 

Èodem 
(f)  AK  Morotta, 


liz  ISTORIA     FIORENTINA 

Eodem  die, 
Duodccm  Boni  Viri  prò  tribus  menfihu:  incepiurif  die 
primo  menjts  Decemh»  1329.  &  ut  fequiturfniendis. 

Zoigius  Donu  Andree  de  Mozzif . 

Gherardus  Bon/j\ 

Donatus  Piìcini  Perwzzi , 

lohannes  Doni»  Lapi  Arnolfi . 

^ommafus  Diet aiuti, 

Giottus  Fantonis  .  * 

Michele  Cionis  Majfei , 

Bartoluf  Vannis  Buccii  * 

Kichus  Buti , 

Cechus  Spine, 

Lapus  Covoni s , 

Matus  Benvenuti» 

Die  16,  menjif  Februarii , 
t)uodecim  Boni  Viri  prò  tribuf  menjibus  ine  spi  uri  s  die 
primo  menjìs  Martii  1 329.  &  ut  fequitur  Jiniendis . 

Bancur  Vucct , 

Lapaccius  del  Bette . 

lohannes  Bonacurjt, 

Tilippus  Magalotti . 

Guido  Lapi  Guazze, 

TMncifcus  Mei  de  Acci  aiuoli  s . 

Ter  US  Guillelmi .  ^ 

Feduccius  Duùcit  della  Maretta, 

Dom,  Forefe  de  Rabatta  lurifperitus  * 

Dom,  Ugo  Lotteringhi  lurifperitus, 

Mafus  Ghiermontejts  de  TJccelUnis , 

Dom.  Lotherius  Lapi  Gherardini  lurifperitus . 

/ 


tlBRO    SETTIMO.  II3 

..  '*' 

Die  2g.  meri/js  Martii . 
Vexilliferi  Botìetatum. 

ffdncircu^  Andrec , 
Cappone  Rechi. 
FH'ppus  Bonjtgncris . 
Ber  Marcus  Ser  Boni. 
Bilvejier  Marietti, 
BortacurTuf  Bentacorde» 
Cennìtius  Bartolini . 
^ntonìus  Ser  Caccie  de  Boncìanìr^ 
Cinus  Tanì . 
Vanne s  Dopnim  , 
Spinelltis  de  Mofcìano. 
Boninuf  Miglioyellt  » 
Jacobus  Ser  Rinuccit. 
Dalduf  de  MarìgnolUs^ 
'Barone  Cappelli, 
Matteus  Borghi  Rinaldi {1)^ 
l^icholauf  Ughi  de  A  Ibi  zzi  f  .' 
Dom,  Francifihus  Dom,  Lotti  lurifferituf* 
Ser  Michele  de  la  Lafira. 

Quorum  Vexilltferorum  ojìtium  &c,  initiare  dehet  die 
'   primo  menfts  Aprilis  &c.  et  finire  debet  die  ultimo 

menfis  lulii  tunc  proxime  fecuturi  fub  annis  Do- 

mini  Ilio,  Indióì,  xiij. 

Die  ig,  menjìs  Maii , 

Duodecim  Boni  Viri  prò  tri  bus  menfibus  initlandis  die 

primo  menjìs  lunii  1330.  &  utfequiturjiniendis^ 

Johannes  de  lo  Scelto  t 
Cione  Falconis, 

Gran- 
ii) Magi,  lafcia  ,  Rinaldi , 


124  ISTORIA    FIORENTINA 

Tranci fcb US  Clamori . 
ThUippus  Bonjìgliùoìi , 
^er  lohartìies  de  Simìnettìs, 
Bartholus  ParadiJÙ 
^echinus  ^er  Rinaldi^ 
Cennef   Hardi , 
T^lchus'  RondhicIlL 
Salvìnus  Arynatu 
Johannes  Albìzzi  Cambi: , 
Teghictìus  Cecini. 

Die  20.  msnjìs  hilìi , 
Vcxilliferi  Sotietatum , 

Agoftinus   Mo fair  di . 

Johannes  Simonis  Guicciardini , 

Jacobus  Bovarelli. 

Ber  Romolus  Ser  Tricoli 

J^annes  Ser  Lotti* 

Hinaldus  Ser  Ru/iichelli  : 

Ciane  Bonjjgnoris  . 

Bdvaterra  Lìppi . 

Hinuccius  Cochi, 

More  TJb aldini,, 

Bartholus  Lucoli(i)* 

Giunta  Nardi . 

Tierus  Ceffi  de  Bechcnugiis\ 

JLapus  B  agli  affé , 

éàndér  Boti  Ri  e  hi. 

horìnus  Bon aiuti , 

Johannes  Durantis . 

Taldus  Valoris . 

Roger ius  de  Ritiis  , 

(i)  Al.  Eartotomens  Ericholl^ 


QuQ^ 


LIBRO     SETTIMO,'  I25 

Quorum  VexìlUferGrum  qfitium  &c,  imtìcir^  dehet  die 
primo  menjis-  Aiigulìi  -proxìme  venturi^  et  finire 
debct  die  ultimo  menfis  Kovembris  tunc  proximff 
fecuturifuh  annis  Domini  1330.  Ind.  xiiij. 

Die  2g.  menfis  Augufli  • 
Duodecim  Boni  Viri  prò  tribù f  menfibus  ineepturis  die 
primo  Septemb»  13 30.  &  utfequiturfiniendis . 

Gherarduf  Volpi s  de  Canigianis  » 
Lupus  lohannis  Gavacciani(i)  » 
Dinus  Lapi  della  Bioia  , 
Bartholiuus  Fhilippi . 
Ugo  Dom»  Oddonìs  de  Altovitis . 
^ucciuf  Cechi. 
TJgolinus  Andree , 
Banchus  Lippi  Ianni f , 
Benediftus  Cucci  Gennai, 
Cherardus  Paganelli, 
Albizzuf  Ri  chi  de  A  Ibi  zzi  f  . 
Aldobrandinus  Lapi  Rinaldi. 


Come  i  Fiorentini  f ecera  ordini  fopra  i  veftìmenti 

delle  donne ,  e  raffrenarono  altre  di/ordinate 

fpefe .  Rubrica  466. 

^  Veano  i  Fiorentini  molto  ftrabocchevol- 
-£  A,  mente  allargato  la  mano  nelli  conviti , 
e  veftimenti  delle  donne  loro ,  e  di  loro  per- 
fone  ;  di  che  quelle  fpefe  aveano  grandi  af- 
fanni  per  le    guerre  ,   che  non   poteano   più 

Tuna, 

{\)  AI,  Ganccciani. 


125  ISTORIA     FIORENTINA 

'Tuna,  e  ?  altra  fpefa,  e  delle  gabelle  com- 
portare ;  e  pure  chi  per  ricchezze ,  e  chi  per 
boria,  pure  portavano  la  fpefa;  ma  in  co- 
mune fé  ne  ricevea  gran  danno.  Di  che  fi 
clellèro  uficiali  a  fare  ordini  affai  convene- 
voli, e  uficiale  foreftiero  eleiTero  a  ciò  fare 
efecuzione,e  rifcuotere  le  pene.  E  ciò  fu  ne- 
gli anni  del  Signore  mcccxxx.  d'  Aprile . 

Come  Mefs,  Ghercrdmo  Signore  di  Lucca  colP  aiuto 
del  Marcbefe  Spinetta ,  e  de'  Pifani  tolfero  ti 
Cajlello  d' Uzzano  de  Fiorentini .  Rub.  467. 

MEfs.  Gherardino  vedendo  i  Fiorentini 
averlo  nimicato  ,  dappoiché  fu  Signore 
di  Lucca,  fegretamente  richiefe  iPifani,  e  da 
loro  ebbe  gente  contro  al  Comune  di  Firen- 
ze ,  ed  ancora  d' altre  amitlà  ;  infra'  quali  fu 
il  Marchefe  Spinetta  Malifpini ,  e  partito  di 
notte  di  Lucca  in  full'  alba  per  trattato  intrò 
in  Uzzano ,  il  quale  fi  tenea  per  gli  Fioren- 
tini, nel  quale  v'  era  caporale  dentro  due  dello 

^ig^^ggio  degli  Obizi ,  ciò  furono 

ed  eranvi  con  170/'^  fanti  j, 

e  tutti  erano  prefi ,  e  morti  vi  furono  den- 
tro ;  e  con  molto  sforzo  vollero  fornire  Mon- 
tecatino ,  dov'  era  T  aiìedio  per  gli  Fiorentini , 
e  non  venne  lor  fatto,  e  tornoifi  in  Lucca; 
e  ciò  fu  a'  dì  2  3 .  ^""^  d'  Aprile  mcgcxxx. 

Come 

(i)  Villani  /.  !o  e  rsj    Cinquanta. 
(2)  Viliani  ivi ,  A'  dì  24. 


LIBRO     SETTIMO,  IIJ 

Cot?ìe  i  Fiorentini  ebbero  Montecatini ,  prima  ri- 
cevuto alcuno  danno  da  Mefs.  Gherardino  Signore 
di  Lucca  ,  Rub.  468» 

PEr  più  riprefe  s'  era  sforzatp  Mefs.  Ghe- 
rardino Sir^nore  di  Lucca  di  volere  leva- 
re  r  affedio  de' Fiorentini  dal  caicello  di  Mon- 
tecatini, e  più  volte  fatte  generali  cavalcate, 
infra  quali  nullo  ^'^  onore  n'avea  avuto  ;  e  ciò 
era ,  perocché  il  Comune  di  Firenze  avea  af- 
foflato  tutto  intorno  il  piano  di  Montecatino, 
cioè  da  pie  di  Serravalle  infino  alla  Pieve  a 
Nievole ,  e  di  fopra  infino  a  Buggiano ,  eh'  era 
circa  cinque  miglia  di  foflo,  e  (leccato,  e  di 
fopra  molte  baftie ,  di  che  intrare ,  né  ufcire 
non  vi  fi  potea .  Di  che  ultimamente  tra  d' a- 
miftà ,  e  di  foldo  Mefs.  Gherardino  raunò  grart 
gente  da  pie,  e  da  cavallo,  bene  che  fempre 
v'erano  Sottacqua  la  gente  de'  Pifani,  e  ven- 
nero agli  (leccati ,  e  foffi  detti  di  Montecati- 
ni ,  e  non  vi  poterono  approdare  nulla .  Di 
notte  con  ufciti  di  Firenze  andarono  ad  un 
paffo  d'un  ponte  600.  uomini  appiè,  e  350. 
a  cavallo  appiè  di  Ser;*avalle  ,  e  paffaro ,  peroc- 
ché i  foffi ,  e  fteccati^deir  ode  erano  volti  due 
fiumi,  ed  uno  foffato,  cioè  la  Nievole,  e  la 

Borra ,  e  lo  foffato  di ficchè  fé  non 

paffavano  per  quel  luogo ,  altronde  non  po- 

teano 

(i)  MS.  Non  nulh. 


IS8  ISTORIA    FIORENTINA 

teano  paflare;  e  paflati  n'andarono  alla  Pieve 
a  Nievole,  e  combatteronla ,  e  vinferia,  e 
prefervi  dentro  Mefs.  Iacopo  de'  Medici,  l  Fio- 
rentini fubito  il  toifonoil  paffo,  acciocché  più 
gente  non  vi  pafiai'fe  ,  ed  i  paflati  non  tor- 
naflèro  ;  di  che  convenne  loro  pigliare  la  via 
del  poggio ,  e  ricoglierfi  a  Montecatini ,  rin- 
chiufi  dentro.  Come  che  a'  Fiorentini  fofìe 
vergogna  lo  perdere  la  Pieve ,  fu  loro  utile  ; 
che  quelli  di  Montecatini  mangiavano  tra  per 
loro,  e  per  li  cavalli  la  roba,  e  più  tofto  in- 
trare  non  vi  potea  più  nulla  .  Di  che  Mefièr 
Gherardino  fi  parti  tra  per  quefto,  che  non 
potea  foccorrere ,  e  perchè  fu  ferito  da  Gio- 
vanni de'  Caftracani  nipote  di  Mefs.  Francefco . 
Onde  in  capo  d'  otto  di  fecero  patti  quelli 
foreftieri  di  Mcntecarini  di  lafcnre  la  Terra  , 
e  fani  ,  e  falvi  con  cavalli ,  ed  arme  pote- 
re ire  a  loro  polla,  e  cosi  fu  loro  olfervato. 
I  Fiorentini  intrarono  in  Montecatini ,  e  ciò 
fu  a'  dì  ap.  del  mefe  d' Aprile  ^'^  :vicccxxx. 

Corne- 
ll) Villani  l.  lo.c.isg.  A'  dì  ìp. di  Lt/glio .  Altronde  nel 
Lib.  z.Cnpitul.  delle  Riforma^,  a  ^\.  (I  iQg'S,'^  l'atto 
della  fommiiTione  de'  Moncecacinefi  a'  Fiorentini  l'or- 
to dì  II.  d^  Agofto  ,  efTendo  Podeftà  di  Firenze  Do* 
onìno  Corrado  de  Trinci s  de  Ftiligno  ,  e  vi  fi  legge 
Studici  ad  recipiendam  fiihìnifjionem  Monti s.  Catini 
Doni,  Bartolojueus  d&  Qajirnflorentino  ,  (^  Ce  mie  s  Nar^ 
tii  lunéfe;  e  Do;;/.  Vannes  Benitii  ìudex  t^ftis.Sei' 
Cui-fus  Pelli  Not.  de  Moute  Catino  tcjìis  Floreutie , 
Ser  Gratiolus  D.  Corradi  de  Monte  Catinfi  teflis,  Sjf 
Francifcus  Serloanuis  Bonamichi  Civ,  Fior,  t.'^is  ^. 


LIBRO     SETTIMO,  I29 

Come  /curò  il  Sole  più  della  metà  ,  e  fu  ajfai 
fciirita.  Rub.  469. 

NEI  detto  anno  ,  e  ckl  mefe  di  Luglio  a'  dì 
16.  circa  le  20.  ore  oicurò  il  iole  bene 
la  jnetà  del  iuo  corpo ,  e  aliai  rendè  ofcuri- 
tà,e  mille  ne  parlarono  variamente  de' fegni, 
di  che  perciò  dovea  avvenire ,  come  è  Tem- 
pre di  ciò  ufanza  parlare ,  e  però  noi  di  ciò 
ci  taceremo . 

€o?7ìe  Mefs.  Gherardino  ebbe  il  C alleilo  di  Buggiano , 

che  teneano  i  Fiorentini ,  e  tagliò  la  tejìa 

a  certi  Luccheji,  Rub.  470. 

LE  fette ,  e  T  ambizione  de'  Fiorentini  Tem- 
pre ha  udite  di  grandi  fpefe  loro ,  e  ver- 
gogne.  Quello  dico ,  che  poterono ,  come  det- 
to è  addietro ,  in  più  parti ,  e  fpezialmente 
nella  Rubrica  454.  che'  Fiorentini  poterono 
avere  Lucca  con  poco  godo  allo  Comune,  e 
non  la  vollero ,  e  ogni  dì ,  poiché  l' ebbe  Mefs. 
Gherardino ,  cercavano  di  torgliele ,  perocché 
teneano  trattato  con  certi ,  li  quali  erano  in 
Lucca .  Di  che  '1  trattato  fi  fentì  per  Mefser 
Gherardino,  e  mandò  per  1' amiftà ,  e  corfe 
la  Terra ,  e  prefe  certi  ;  infra'  quali  fu  Mefs. 

Vagano  Quartigiani ,  e fuo  nipote , 

e  altri  loro  feguaci  ;  di  che  ne   fece  morire 
Tomo  X IL  l  lui, 


I30        ISTORIA   FIORENTINA 

lui ,  e  dieci  altri ,  ed  altri  ne  mandò  faori ,  e 
fubito  cavalcare  fece  di  Tua  brigata ,  ed  ebbe 
il  caftello  di  fopra  di  Buggiano ,  e  diceii  per 
ifmemoraggine  del  Podeilà  folle  ;  ciò  fu  Teg- 
ghia  di  Mefs.  Bindo  Buondelmonti  i  e  ciò  fu 
a' 19.  di  Settembre  mcccxxx. 

Come  il  Comune  di  Firenze  fece  ofle  a' Lncchefi , 
Rubrica  471. 

13  Arve  a' Fiorentini  ricevere  tanta  vergogna 
.  del  caftello  di  Buggiano,  che  coli' ami- 
ftà  fi  diliberarono  d' aflèdiare  la  città  di  Luc- 
ca, e  così  feciono;  ed  ufcirono  di  Firenze 
con  1 500.  barbute ,  e  cinquemila  pedoni .  A'  di 
3.  d'Ottobre  li  partì  la  brigata  dì  Firenze, 
capitanata  per  Mefs.  Alamanno  degli  Obizi 
ufcito  di  Lucca  ,  ^  a' dì  6.  d'  Ottobre  ^'^  pre- 
fono il  Cerruglio ,  e  ne'  detti  dì  ebbono  an- 
cora per  patti  Montechiaro ,  Sanmartino ,  e 
Vivinaia  ,  e  Porcari  ;  e  poi  s'accamparono 
preflb  a  Lucca  giù  nel  piano  a  mezzo  miglio 
alla  città ,  nel  mezzo  delle  due  ftrade  Fran- 
ccfche ,  cioè  per  quella,  che  viene  in  Valdi- 
nievole,  e  quella  che  va  in  Valdarno.  Dice- 
li ,  che  fé  non  gli  aveflèro  lafciati  feminare , 
che  forfè  fi  farebbono  renduti  ;  ma  il  Capita- 
no ne  guadagnò  ,  e  lafciò  fare  la  fementa  ;  ma 
per  quefto  fu  rimofTo ,  ed  eletto  Cantuccio  di 
Mefs.  Bino  de'  Gabbrielli  da  Gubbio . 

Come 
(1)  Villani  /.IO.  f.  i58.  A^  dteìn^iue» 


LIBRO     5ETTJMO.  Ijl 

Come  certe  Terre  di  Valdarno  fi  dierono  d  FiO' 
rentini.  Rubrica  472  o 

AVeano  i  Fiorentini  tenute  in  guardia  tre 
caftella  de'  Luccheii,  ciò  era  Fucecchio , 
Caftelfranco ,  e  Santa  Croce ,  Ora  per  le  dif- 
fenfioni  dello  eleggere  li  Rettori ,  e  delle  fpe- 
fé  ebbono  difcordia ,  e  fottomiflèrfi  libera- 
mente ne'  Fiorentini ,  come  Contadini ,  con 
certe  convenzioni ,  e  patti  ;  e  ciò  fu  a'  dì  4, 
di  Dicembre  mcccxxx. 

Come  fc uro  la  Luna.  Rub.  473. 

LA  luna  fcurò  più  che  le  tre  parti  ofcu- 
riffima ,  e  T  altra  parte  ancora  fcura  af- 
fai ,  e  ciò  fu  in  fui  fare  del  bruzzolo ,  a'  dì  i(J. 
di  Dicembre  ^'^aicccxxx. 

Quefli  fono  i  Priori  da  mezzo  Die effìbre  1330. 
a  ??iezzo  Dicembre  133  i.  Rub.  474. 

U^Tefano  del  Benino. 

Naftagio  di  Lapo  Talenti. 

Giotto  Fantoni. 

Mefs.  Orlando  Marini  Dott.  di  Leggi . 

Simone  di  Nardo  Guafconi . 

Tano  di  Chiariifimo . 

1  z  Pa- 

ci) Villani  /.  IO.  e,  i5r.  A*  dì  26,  (fi  Dìcemhre . 


152  ISTORIA    FIORENTINA 

Pugio  di  Boninfegna  Gon£  di  Giufl:. 
Ser  Riflioro  di  Benci venni  da  Quarata  ^'^ 
lor  Notaio. 

Mefs.  Giachinotto  de'Corblnelli  Dot.  di  Lcg. 
Aldighieri  di  Ser  Gherardo. 
Bartolonimeo  di  Guccio  Siminetti. 
Bartolo  di  Vanni  Pucci . 
Diodato  Baronci. 
Giovenco  di  Cionetto  de'  Baftari . 
Donato  di  Pacino  de'  Peruzzi  Gonf.  di  Giufl:. 
Ser  Giovanni  Benvenuti  da  Sedo  lor  Not. 

Mefs.  Pace  di  Mefs.  Iacopo  da  Cerxaldo 

Dott.  di  Leggi . 
Spinello  di  Bonfig^nore. 
Guilielmo  di  Vita  degli  Altoviti . 
Naddo  di  Cenni  Nardi. 
Barone  Cappelli. 
Giovanni  d'  Albizzo  Cambi . 
Bartolo  Paradifi  Gonf.  di  Giuflizia . 
Ser  Zanobi  di  Ser  Bartolo  da  PazzoJatieo 

lor  Notaio. 

Mefs.  Rainaldo  Cafial  Dott.  di  Leggi . 

Cione  d'  Alberto  . 

Tommafo  Dietaiuti . 

Marco  del  Roffo  degli  Strozzi. 

An- 

(i)  Petrìb.  del  (^lereeto .  Il  tpfto  della  Magi,  non  pone 
alcun  pacfe. 


LIBRO     SETTIM©.  I33 

Andrea  del  Nero . 
Mefs  Lottierl  di  Lapo  Gherardini . 
Tecchino  di  Ser  Rinaldo  Gonf.  di  Giuft. 
Ser  Giovanni  Megli  lor  Not. 

Gucgìo  di  Rinaldo  da  Fanzano, 

Boninfegna  Gherardi 

Francefco  di  Meo  degli  Aeciaiuoll , 

Banco  di  Lippo  Gianni, 

Lorino  Bonatiuti. 

Ruggieri  di  Neri  de' Ricci, 

Ricco  di  Buto  del  Ricco  Davanzi  ^'^  Gonf. 

\di  Giuftizia . 
Ser  Tommafo  Lamberti  lor  Not, 

Bernardo  da  Quarata, 

Bartolino  Filippi. 

Vanni  Donnini, 

Configlio  d'  Ugo, 

Niccolò  di  Berto  Strozzafichi /^^ 

Gianni  ^^Mi  Mefs.  Gherardino. 

Mefs.  Francefco  di  Mefs.  Lotto  Dott.  di  Leg. 

Gonf.  di  Giuftizia . 
Ser  Chiarozzo  di  Balduccio  da  Varazzano^^^ 

lor  Notaio , 

I  3  Die 


(1)  MS.  lafcia  Ùavanzi , 
(a)  MS.  lafcia  Strozzitficbi , 

(3)  Magi.  Giano , 

(4)  MS.  da  Uizaii9 ,  Magi.  Sn  CkhvQzz»  da  VarazzMtto , 


134  ISTORIA    FIORENTINA 

Die  1(5.  menjìs  Hovembrìs  *" 
Ve xi inferi  Sottetatum . 

LoigluT  Dom.  Andree  de  Mozzi s , 

Dom,   /llexiuf  de  Riniicciis . 

JDonu  Tomajlis  Cor/ini^ 

Dtnus  Bonaguide{i)» 

^addeus  Donati  de  Antilla, 

Duccinus  Guidi  de  Mancinis . 

^er  Johannes  Bonamichi , 

Dominiis  Alamannus  de  Acciaiuoiif  , 

Bernctrdus  Lapi  de  ArdinghelUs  . 

Vannes  Dcptiifii  » 

Strozza  KoJJt  de  Btrozzts . 

Michele  Ci  orti  s, 

Cortjigliuf  Ughi, 

Dom,  Ugo  Lotteringhf . 

yiicolus  Berti  Strozzaji'chi  ^ 

Cechus  Spine  Falconis, 

Torefe  Doffj  della  Rena . 

'Lapus  de  Giugnis» 

Kerius  Lippi. 

Quorum  VexilUferorum  cfitium  &c.  inìtiare  debet  die 
primo menjis  Decemhris  proxime  venturi  .et Jìnire 
debet  die  ultimo  menjjs  Marti!  tunc  proxime  fecu^ 
turi  fub  annis  Domini,    1351.  Indiéf,  xiiij\ 

Eodem  d'e . 

Duodecim  Boni  Viri  prò  tribus  menjtbus  Incepturis  die 

primo  Decembrìs  1330.  &  ut  fequìturjinìendis . 

N.eriuf  Bochucci  • 
Banchus  Ser  B  art  olì . 

Mu* 

(1)  Al,  Do?»/fius  Boftaguida  * 


LIBRO    SETTIMO.  I35 

Mugnctmt  Kecbl  » 

Bonìfathts  Tomajt  de  Teruzzif* 

Cambiozzuf  Keri  Aldobrandinu 
Coppus  Stepbafif , 
Bartolus  Morelli  • 
Mafus  Valori s. 
Conte  de  Medictf» 
Kicolaus  Nelli  Rìnuccìl. 
Dom,  Covette  de  Covonthus» 
Cianus  Dini  Gherardini , 

Die  20.  menjìs  FehuariL 

Duodectm  Boni  Viri  prò  tribù f  menjìbus  incepturh  die 
primo  menfis  Martii  133O0  ^  ut  fequltur  Jìniendis  • 

BartboluT  Koffi  Guidi . 
Ormannozzus  Banchi  Deti% 
Oberar dus  Baroncelli . 
Bonacurfus  Bentacorde  • 
Frane ifcbus  Borghini. 
Dom,  Raynerius  del  Fore/è  4 
Cecbus  Ianni:, 
Francifcbuì  Lapi  lohannis* 
Nerone  Higii , 
Icbannes  Denati  Vivi  ani. 
Luti  Diritafedif , 
Lapus  Kicholi» 

Die  20.  menjtf  Martii. 
Vexilliferi  Sotietatum, 

Gherardus  Bonjt.' 
Eorghus  Borgolf. 

I  4  Bc^ 


1^6  ISTOr.IA    FIORENTINA 

Betì'mus  Keld: . 

Magyiier  Michele  de  Cajlro  FlorentìtiQ  ,. 

lohunnef  Domini  L^pi  Arnolfi . 

Ber  Mafus  Banchi  del  Canello  % 

Hogerius  Ser  Guldonis  de  Tonchio. 

Guido  La  fi  Guazze  . 

Lotteriuf  D avanzati  ► 

Federigus  Domigli  Ardovini , 

Taddeus  Richi  Arlotti, 

Ter  US  Guillelmi . 

Bertus  Bartolini  de  Mazinghis  > 

Dietifalv:  Kigii , 

Vanne s  Armati^ 

Dominus  Forefe  de  Rahatta, 

Mafus  Chierrtiontejìs  de  Ucellinis  » 

Zutus  Gaddi  Pajjavantis . 

Francii'cus  Perotii  de  Guadagni f  . 

Quorum  VexilUferorurn  ofitium  initiure  dehet  die  pri'- 
mo  menjjs  Apri  li  s  per  quatuor  ìnenfes  fub  arìnis  Do' 
mini  13^1.  Ind,  xiiij,  &  finire  dehet  die  ultimo 
menfis  lulii  prox»  fuhfequentis  . 

Die  28.  menfis  Maii  .■ 
Duodecim  boni  viri  prò  tribus  menfibus  Inceptiiris  die 
primo  menfis  lunii  133 1.  &  ut  fequitur  finiendis  - 

'Hicolus  Corfim  , 

Magilìer  Lapus  Magifiri  Kinttccinl . 

Bencivenni  Bonfoftegnì . 

ISLaddus  Duccii  Bucellì , 

More  Ubaldini .. 

Kerozzus  Mei  Compagnia 

Bpinellus  de  MofiianQ  v 

Kicolus  Guillelmi^ 


LIBRO     SETTIMO.  X37 

Sander  Butt  D avanzi. 
lohannes  Uberti  Cambit . 
Taldus  Valori s , 
Guidaccius  de  G'tugnh , 

Die  20.  menjìs  lultì . 
Vexilliferi  Botietatum  • 

Trior  Ser  Bartholi . 

Biliottus  Metti  Biliottfo 

Giorgiuy  Baroni f , 

Tinus  Chiavicene , 

Bertus  Cechi. 

JDinuf  Lapi  de  la  Bìoia . 

Ducciuf  Lapi  del  ludice.  ^ 

Oddo  Gentilis  de  Altovitìs. 

Tuccius  Cocht, 

Bettone  Cini . 

Johannes  Canicci» 

Feduccius  Duccii  della  Marotfs  • 

Bernardus  Bagni  Bordonis . 

Jederigus  Soldi. 

Terus  Durantis, 

Ber  Vierus  Machonif, 

Gianus  Laudi  de  Alhìzzìs  * 

Lapus  Covonif , 

Dominus  Bartholus  de  Kitiis, 

Quorum  ofitium  &c.  initiare  dehet  in  KaL  menjts 
Augujli  per  quatuor  menfes  fuh  an»  Dom,  133  r. 
Ind.  xiiij,  it  finire  dehet  in  KaL  menfis  Decemb. 
fune  proxime  fequuturi  fub  a  finis  prediéìis  &  In- 
diai, XV. 


Die 


138  ISTORIA    FIORENTINA 

Dte  29.  mett/jf  Auguflì , 
ì)uod€cm  Boni  Viri  prò  trìbus  mertjìh,  inceptarh  dte 
primo menjis  Septembani.é'  ut fequiturjinicndìs . 

lapuf  Domini  AugloUni  » 

BUveJler  Ciprini. 

Vannes  Ser  Lotti, 

Cione  Bonjìgnoris  .  ' 

Valorinus  Lupi  Valori f, 

Cinus  Tani, 

Bingerius  Kardi , 

Tierus  Ceffi  de  Bechemtgiis  • 

Taddeuf  de  Cerreto* 

Bjmon  Kardi  Guafconif . 

Dom,   lacobus  de  Ritti f, 

M/igiJier  Cambius  Mc^gljlri  Salvi, 

Come  i  Fiorentini  ebbero  più  trattati  co  Lttcchefi 
ne  W  affé  dio  di  Lucca.  Rub.  475. 

COme  narrato  abbiamo  addietro ,  i  Fioren- 
ni  eleiVero  Cantuccio  de'  Gabrielli  da 
Gubbio  in  Capitano  di  guerra ,  il  quale  venne 
in  nel  campo  a' dì  i6»  di  Gennaio  mcccxxx.  ^'^e 
trovò  molto  vittoriofo  i!  fuo  campo,  sì  per 
le  cartella  ricevute,  come  per  gli  foldati,che 
fi  ufcirono  di  Lucca.  Ciò  fu  a' dì  12.  di  Ot- 
tobre, quando  li  corfero  i  pai)  in  fulle  porti 
di  Lucca ,  che  i  Fiorentini  fecero  correre  ;  una 

me- 

(i)  MS.  I  351.  Quanto  a' giorni  qui ,  e  appreffb  fegnati» 
reggati  i^  Villani, /.IO. r.  I et* f  e.  173. 


LIBRO      SETTIMO.  139 

melagranata  fpinata  di  25.  ducati  ;  e  il  fecondo 
palio  fu  un  violetto  ;  e  il  terzo  di  guarnello , 
che  corfero  le  puttane .  E  andò  il  bando ,  che 
chi  volefle  venire  fuori  a  vedere  ,  o  a  corre- 
re, venille  falvo,  e  ilcuro:  di  che  200.  Cava- 
lieri Tedefchi  con  certo  trattato  ufcirono  ar« 
niati  a  vedere  ;  infra  gli  altri  furono  molti , 
li  quali  non  rientrarono,  ma  rimafero  al  foldo 
de'  Fiorentini ,  ove  fi  pafsò  Y  altra  parte  di 
Lucca ,  fentendofi  forte  Y  ofte ,  e  prefero  campo 
paflàto  il  Ponte  Tetto ,  a  Gattaiuola ,  e  non  pò- 
tea  intrare  in  Lucca  di  niuna  parte  aiuto,  né 
vettovaglia,  fé  non  quella,  che  di  flirto  vi 
manda V  ano  i  Pifani  ;  e  ciò  era  contro  a  dovere , 
ma  tradimento,  fecondo  i  patti  tra' Fiorenti- 
ni i  e'  Pifani  ;  e  contuttociò  era  molto  ftretta 
di  vettovaglia .  Di  che  certi  Luccheii  cerca- 
forio  patti  molto  onorevoli  collo  Comune  di 
Firenze.  Per  la  maladetta  fetta,  e  izza  quel- 
li ,  che  li  menavano ,  fi  dice ,  il  fecero  fentire 
2l  Mefs.  Gherardino  ;  di  che  li  Lucchefi  la- 
fciarono  Y  accordo ,  e  Mefser  Gherardino  lo 
feguia,  e  trattandolo  lo  ruppe,  come  nel  fé» 
guente  capitolo  dirò . 

Come  fu  fatto  vergogna  al  Capitano  per  gli  Bor-- 

gognoni ,  e  come  eie  fero  fiuovo  Capita?w ,  e? 

levojfi  lo  campo .  Rub.  476. 

I  Fiorentini  avendo ,  come  detto  è  ,  il  cam- 
po di  là  da  Lucca ,  e  di  qua ,  avvenne , 

che 


140  ISTORIA    FlORExVTINA 

che  un  Borgognone  fece  una  zuffa^-  la  Capi- 
tano ne  volle  far  giuftizia  più  virilmente  ,  (ùha 
non  fi  richiede  in  fatti  d'  arme  ;  li  Borgogno- 
ni ,  che  erano  bene  600.  barbute ,  intrarono 
in  arme  ,e  tolfero  il  prigione  alla  famiglia  del 
Capitano ,  e  uccifcrne  ,  e  ferirne  parecchi  ;  di 
che  corfi  al  campo  del  Capitano,  Tavrebbona 
morto  :,  fc  non  foil'ero  i  Tedefchi ,  che  fpen- 
lero  la  zuffa.  Di  che  convenne  avere  cura 
degli  amici,  e  nimici.  E  per  certo  fu  tanta 
la  quiftione,  che  fé  il  Signor  di  Lucca  avelie 
avuto  gente  ,  rompea  la  gente  de*  Fiorentini  ; 
di  che  fentendo  Mefs.  Gherardino  la  novità  , 
ed  il  trattato  fcgreto ,  che  menava  co'  Fioren- 
tini di  render  loro  Lucca ,  rallento  ,  e  non  lo 
volle  efeguire  .  I  Fiorentini  eleffero  in  loro 
Capitano  Mefs.  Beltramone  dal  Balzo . 

Come  Mefser  Gherardino  vendè  Lucca  allo  Re 
Giovanni  di  Boemia ,  di  che  mandò  a  Firenze , 
fi  levaffero  da  ofte  da  Lucca ,  ed  arfero  delle 
Terre.  Rub.  477. 


M" 


Efs.  Gherardino  Signore  di  Lucca, reg- 
gendo la  forza  de'  Fiorentini ,  e  li  da- 
s^ari  ,  gli  convenia  fpendere ,  e  non  li  potea 
fidar  de'  Lucchefi  ;  incontinente  mandò  allo 
Re  Giovanni  nghuolo  dello  Imperadore  Ar- 
rigo della  Magna,  Re  di  Boemia,  il  quale  in 
concordia  con  lui  fu ,  e  vendegliele  ;  e  lo  Re 

Gio- 


LIBRO     SETTIMO.^  I4I 

Giovanni  mandò  a' Fiorentini  fuoi  ambafcia- 
dori ,  li  quali  fignificarono  ,  che  Lucca  era  fua , 
e  che  piaceffe  a'  Fiorentini  levarli  da  campo . 
Fu  loro  rifpoflo ,  che  ciò  non  era  poflìbile 
fanza  la  parola  della  Chiefa,  e  dello  Re  Uber- 
to, e  che  fua  gente  v'era.  Di  che  poi  man- 
dato da  Firenze  il  Capitano ,  vide ,  che  con 
pericolo  vi  fi  flava ,  e  diliberò  di  levare  il 
campo  ;  ed  arfero  il  campo,  e  partirli  a'  dì  25. 
di  Febbraio  ^'^  mcccxxx.  e  andarne  a  Vivinaia , 
ed  arferla ,  e  rubarla  ;  e  Mefser  Gherardino 
perde  di  Lucca  più  ,  che  non  fece  mai  di 
niuna  mercanzia ,  perocché  non  fu  pagato  dallo 
Re  Giovanni  di  tutto  ciò,  che  dovea  riceve- 
re, ma  pagato  d'ingiuria. 

"Quefii  fono  i  Priori  da  mezzo  Dicembre  133  i. 
a  mezzo  Dicembre  i33£.  Rub.  478. 


B 


Enino  Borgoli. 

Mefs.  Bivigliano  di  Manetto . 

Ugo  di  Mefs.  Oddo  degli  Altoviti . 

Giunta  Nardi . 

Mefs.  Ugo  Lotteringhi  Dott.  di  Leggi . 

Aldobrandino  di  Lapo  Rinaldi. 

Banco  di  Puccio  Bencivenni  Gonf  di  Giuli:. 

Ser  Matteo  Signorelli  lor  Not.  ^^^ 

Piero 


(i)  Villani  /.  IO.  e.  173.  A'  dt  quìudici . 
(1)  Manca  nel  MS. 


14*  ISTORIA    FIORENTINA 

Piero  di  Gherardino  de'  Velluti-, 

Giotto  de'  Peruzzi  . 

Cambiozzo  del  Nero  Aldobraiidini . 

Mafo  di  Valore . 

Dietifalvi  di  Nigi . 

Teghiaio  del  Cecino. 

Giovanni  di  Lamberto  dell'  Antella  Gonf. 

di  Giuftizia. 
Ser  Lotto  Pucci  lor  Not. 

Cappone  di  Recco . 
More  Ubaldini. 
Filippo  di  Duccio  Magalotti . 
Luca  di  Cerino  degli  Strozzi. 
Cecco  di  Spina  Falconi. 
Luti  de'  Rittafedi , 

Bernardo  di  Lapo  Ardinghelli  Gonfdi  Giufl: 
Ser  Giovanni  di  Ser  Lapo  Buonamichi  ^'^ 
lor  Not. 

Lapaccio  del  Bene . 
Mugnaio  di  Recco  da  Ghiaccerò . 
Lottieri  Davanzati. 
Spinello  di  Primerano  da  Mofciano. 
Benedetto  di  Cuccio  Gennai . 
Neri  di  Lippo . 

Piero  di  Guiglielmo  Gonf.  di  Giuft. 
Ser  Benincafa  di  Ciuto  da  Sandonnino  Not. 

Bar- 

(r)  MS  Str  lafg  B,uonamichi . 


LIBRO      SETTIMO.  I4J 

Bartolo  Strada. 
Giovanni  di  Bonaccorfo. 
TuccJo  de' Cocchi . 
Criftofano  di  Puccio . 
Sandro  di  Buto  Davanzi , 
Rufpo  Guittoni. 

Daldo  de'  Marignolli  Gonf.  di  Giuftizia  . 
Ser  Michele  di  Ser  Dietifece  da  Gangalandi 
lor  Notaio  • 

Mefs.  Aleflandro^'Me'  Rinucci  Dott.  di  Leg. 

Vanni  di  Ser  Lotto  . 

Coppo  di  Stefano  de'  Bonaiuti . 

Bartolo  di  Morello. 

Vanni  Armati. 

Mefs.  Bartolo  de'  Ricci  Dott-  di  Leggi . 

Mafo  di  Chiermontefe  degli  Uccellini 

Gonf  di  Giuftizia . 
Ser  Guido  Gilii  degli  Arfoli  <^>  lor  Not. 

Dte  21.  Kovembris, 
Vexìlliferi  Botktatum . 

Clone  Talchonts. 
Andreas  Vetri  de  Maglìs . 
Stephanus  Benini . 
TrancijCHS  Baldvccì  Vegolotti. 
Tranctfius  Gt amori» 
Coppus  Borgbejis . 

(i)  Magi.  Ateffto. 

(a)  MagU  lafcia  degli  Arfoli  4 


144  ISTORIA     FIORENTINA 

'Andreas  V  aperì  ni . 

Bartolus  Boncianì* 

Dominus  Kayncrtus  del  Forefe. 

Tranci fcus  Doncii , 

Bartolus  Vanni s  Puccii» 

Jdannucclus  Kardi . 

Cechuf  lannis, 

Chcrardus  Paganelli  : 

Kicolaus  Kelli . 

Johannes  Bernardini  de  Medicis. 

ffanus  Chiarijjìmi . 

Alhiz^zus  Ricchi  de  Albizzis . 

Cambius  Albizzi  C ambii  ^ 

Quorum  Vexilliferorum  ofitium  initìare  debet  die  pri- 
mo menjis  Decewhris  &c,fub  annis  Domini  iggr. 
Indiói,  XV»  &  finire  debet  die  ultimo  menfis  Manli 
f uh  annis  Domini  1332.  Indiéì*  pred» 

Eodem  die, 
Duodecim  Boni  Viri  prò  tribus  menfibus  ìncepturls  die 
primo  menjif  Decemb.  133 1.  &  ut  fequlturfinlendls^ 

Franclfcus  Sajfbli* 

Francifcus  Andree . 

Magljier  Fagnus  Medicuf  » 

Vannes  B andini , 

Dom,  Alamannus  de  AcciaiuoUs  • 

Bìndus  Domini  Oddonls  de  Altovhls  * 

Palla  Domìni  lacobi  de  Strozzi s . 

Falconerlus  Baldefis. 

Cleri  (al.  Cenni)  Ghetti, 

JLorinus  Bona  luti. 

Vannes  Benintendi  de  Albizzis  » 

Bartolus  Bonajfedis, 

Die 


LIBRO     SETTIMO.  Ì45 

Die  27.  menfis  Februarìì  » 

Dtiodeclot  Boni  Viri  prò  trlbus  menjibus  incepturh  die 
primo  niQnJis  Martii  ini.  &  ut fe^uitur  fniendis ^ 

Domìnus  Tace  de  Certaldo , 

Ghenzrdinus  lannis . 

Kaftagìiis  Lupi  Talenti. 

Carocciuf  Lupi  del  Indice. 

IJhaldinus  Kicoli  de  ArdingbelUs ^ 

Kinufcius  Cochi . 

Bartolus  Lapi  E  enei . 

Anfelmus  Talk . 

Andreas  del  Hero . 

Barone  Cappelli. 

Zatus  Caddi  Pajptvan^'f . 

Cìanus  Landi  de  Alhizzis . 

Die  2g.  menjis  Martii  ^  ^ 

Vexilliferi  Sotietatum* 

Lapuf  Marìnetti . 

Vierus  Kinuccii  Malchi avelli  • 

Baldejinus  lani .  ■ 

Gerìus  Stephani . 

VhiUppus  BonfigUuoli . 

Dom.  Cianianus  Lapi  Rimaldelli ^ 

Aldigherius  Ser  Cherardi . 

Donatuf  de  Acciaìuolis . 

Bartolus  Varadijì. 

Sahatinus  Ser  Simonis.  ^ 

Donatus  Albizzi  Orlandini . 

Bingerius   Nardi. 

Francifeus  Lapi  lobdnnis* 

Tomo  XII,  K  Gbi^ 


14^  ISTORIA     riORENTINA 

Chinuf  Veri  Rondtneìlì , 

^tephanus  Eerti  Davanzt  * 

Johannes  Donati  Vivìani . 

JDominjchus  Ferici  de  Uccellini f . 

T'ierus  de   Giugnìs , 

Burtoluf  Bonajfedis . 

Quorum  VexitLferorum  ofitium  &c»  initiare  dehet  die 
primo  menjis  Aprilis  proxime  venturi  fuh  annif 
Domini  I  g  ^  2,  Indtéf,  xv,  et  finire  debet  die  ultimo 
menjis  lulii  tunc  proxime  fecuturi 

Die  ultimo  menjis  Martii, 
Dominus  Choifone  de  Chovonihus  lurifperitus  ^  ex' 
traftus  futt  VexìUifer  'VexilU  albi  &  mgri  cum 
rotis  5  de  fextu  Porte  S,  Petri  ^  locofupradiéìi  Vieri 
de  Giugnìs  ,  quia  ,  ut  dìcitur  ^  ahfens  erut  a  Civi* 
tate ,  Comitatu ,  &  dijtri6iu  Florentie , 

Die  25.  menjis  Maii, 

Diiodecim  Boni  Viri  prò  trìhus  menjihus  incepturis  die 

primo  menjis  lunit  ig  J2.  6*  utjìquiturjiniendis* 

Dominus  Tomafus  C  or  fini  ^ 

Thilippus  Bencini  Sanne . 

Bertus  Cechi . 

Torcelius  Rechi  de  Glaceto  * 

Guillelmus  Vìnte  de  Ahovitis , 

Vanne s  Doninì , 

Kaddus  Cennis  Kardi . 

Cinus  Mi  chi . 

Dìedatus  Bar  onci . 

Daldus  Marignolli , 

Dominus  Francìfcus  Domini  Lotti , 

CiovencbiiS  Qionetti  de  Bajlariis , 

Die 


r 


LIBRO     SETTI  xMO,  I47 

Die  24.  menjìs  lullL 

VexilUferi  Sotìetatum , 

Tottur  Rinaldi  de  Vanzano . 

Cìoninus  Aglionis  • 

Kicoluf  Corfini  * 

lacohus  Salvi» 

Majinus'  Majj  de  Anttlla. 

Johannes  Majfai  Kaffacani . 

lacohus  Alberti  del  Indice. 

Torna  fu  s  D  ieta  tu  t  i . 

Bartolinus  Salimhenif , 

Ser  Glovencbus  Medicuy, 

Marchus  ^ojjì  de  Strozzisi 

Talchonerius  Baldejts, 

Tierus  Kardì . 

Ser  Tanuf  Hardt  Guafconis, 

Johannes  TJhertt  Cambii , 

Zenohius  Bugliaffe  . 

Bernardus  Gert  della  Rena , 

Gulduccius  de  Gìugnis, 

Johannes  Albizzi  C ambii. 

Quorum  VexilUferorum  ofitium  tnitiare  dehet  diedri* 
mo  menjìs  Augujlì  prox»  venturi  &  finire  dehet 
die  ultimo  menjìs  Kovembris  tunc  proximefecu^ 
turi  fub  annis  Domini  1332*  Indióf. prima. 

Die  21.  menfis  Augujli, 
Duodecim  Boni  Viri  prò  tribus  menjìbus  incepturls  die 
primo menf,  Septemb,  1332.  etutfequiturfiniendis. 

Tiuvichefe  Brancacclì . 

Domìnus  Rajnaldus  Cafini  Jnrifperìtus  * 

K  2  Cione 


148  ISTORIA     riOREKTINA 

Ctone  Alberti , 
Tanus  BarortcellL 
^ucctus  Delti  de  Scilinguati ^^ 
FrancffcMS  Mei  de  Acciainoli;  ^ 
Strozza.  Kojft  de  Strozzis , 
Michele  Ciotti s . 
Mancinus  Sojiegni , 
Kicoltif  Berti  Strozafichi . 
Afitortiuf  Laudi  de  Albizzis , 
Kogerius  Keri  de  Eitiis* 

Come  lo  Re  Giovanni  mandò  a  pigliare  la  tenuta 

di  Luce  a  per  imo  fuo  Mari/calco ,  é^  Fiorentini 

abbandonarono  certe  Caji ella .  Rub.  47^. 

Avendo  lo  Re  Giovanni  di  Buemia  com- 
prata Lucca,  fi  inandò  il  luo  Maliicalfco 
a  Lucca  con  8co.  Cavalieri,  e  preie  la  tenu- 
ta ,  e  mandonne  Mefs  Gherardìno ,  e  i  Fio- 
rentini ebbono  cotale  vicino  ;  e  ciò  fu  lo  pri- 
mo dì  di  Marzo  mcccxxx.  Di  che  veduto  ciò 
i  Fiorentini  lafciarono  il  Borgo  di  Buggiano  , 
ed  ar(erlp,.ed  il.  Cozzile,  ed  il  caftello  della 
Coda  di  Buggiano. 

Come  il  Man/calco  dello  R-e  Giovanni  cavalcò  il 
contado  di  Firenze,  Ri^b.  480» 

LO  Malifcalco  dello  Re  Giovanni  a' dì  15. 
di  Marzo  del  detto  anno  con  1000.  uo- 
inini  di  cavallo,  e  2000. fanti  ufcìdi  Lucca, 

e  ca- 


LIBRO      SETTIMO.  i^.^ 

e  cavalcò ,  e  pafsò  le  tagliate  appiè  di  Monte 
Vettolino ,  e  corfono  al  borgo  di  Cerreto ,  e 
quello  aribno,  e  disfecera,  e  combatterono  il 
cartello  >  e  non  F  ebbono  ,  e  prefono  Colligon- 
zi^'\  e  milTerlo  a  fuoco,  e  fimile  Agliana ,  e 
tutto  Valdarna  di  fotto  fcempiarono  ,  e  flet- 
tono tre  dì  in  fui  contado  di  Firenze,  con 
tanto  danno  di  Terre  ,  e  (fi  borghi ,  e  con 
grande  preda  di  villani,  e  di  beftie  li.  ritor- 
narono a  Buggiano  :  e  difiefi ,  che  fé  la  gente 
de'  tiorentini  aveflbno  voluto ,  che  non  paf- 
iavano  le  tagliate,  e  pur  così  paflati ,  guar- 
dando il  paiTo ,  non  poteano  tornare  a  Lucca  ; 
diflefi ,  che  fu  difetto  di  malizia  loro ,  di  che 
furono  calli. 

Come  Colle  di  VaUelfa  diede  la  guardia  della 
Terra  al  Comune  di  Firenze ,  e  fecerji  le  Porte 
di  Santo  Giovanili  di  inetalh  .  Rub.  48 1 . 

LA  Terra  di  Colle  di  Valdelfa  fignoreggia- 
vano  tre  frategli  •>  ciò  erano  Mefs.  Albi- 
zo^^^  Mefs  Delio,  e  Agnolo,  d'uno  lignag- 
gio di  Colle  ,  chiamati  i  Tancredi ,  e  fotto 
titolo  di  popolo  reggevano  tirannefcamente , 
e  accoftavanfi  col  popolose  facevano  di  gran- 
de oppreffione  a'  nobili,  e  poflenti  uomini. 
Di  che  accollati  infieme  con  quelli  di  Monte 
K  3  Ga- 

(t)  MS.  Cellittgozì. 

(a>  Villani,  e  altri,  Al^ic^, 


150         ISTORIA    FIORENTINA 

Gabrio  ,  e  da  Picchiena  ,  ed  altri  popolani  le- 
varono in  romore .  Di  che  eilendo  a  mangia- 
re ,  fce(i  in  piazza  fu  morto  il  detto  Arcipre- 
te ,  ed  Agnolo ,  e  Mefs.  Dello  prefo  ,  e  ferito  > 
e  melTo  in  prigione,  ed  ivi  lo  feciono  mori- 
re ;  di  che  poi  feciono  popolo ,  e  detti  con 
altri  riformagione  ,  e  mandarono  a  Firenze ,  e 
diedero  la  Terra  al  Comune  in  guardia,  ri- 
manendo liberi,  e  togliendo  Capitano,  e  Po- 
deità  Fiorentino.  E  ciò  fu  a' di  io.  di  Marzo 
lo  romore ,  e  la  morte  degli  detti .  E  quefto 
medelimo  anno  fi  feciono  le  porti  di  S.  Gio- 
vanni di  Firenze  di  metallo. 

Cojne  i  Fiorentini  fecero  lega  col  Re  Uberto 
di  Cicilia,  Rub.  482. 

Esfendo  il  Re  Giovanni  in  Lombardia ,  e 
faccendofi  unito  col  Legato  di  Bologna , 
i  Fiorentini ,  ed  i  Lombardi  prefono  gran  fo- 
fpetto,  e  io  Re  Ruberto  il  fimile,  e  fé  ce  fi  lega 
infieme  contro  allo  detto  Re  Giovanni,  e  con- 
tro a  chi  gli  delle  aiuto  ,  e  favore ,  e  fu  ciò  or- 
dinato di  collegarfi  a'  dì  1 6.  d'  Aprile  mcccxxxi. 

Co?ne  Firenze  fu  intradetta  per  la  Chiefa  di 
S.  Maria  Imprimeta .  Rub.  483. 

LA  chiefa  di  S.  Maria  Impruneta  vacando, 
Mefs.  Gio,  Gaetani  degli  Orjtni  ^'^  Legato 

in 
(i)  MS.  in  bianco ,  fupplico . 


LIBRO     SET  TIMO.  I5t 

in  Tofcana  la  impetrò  contro  al  volere  degli 
Scolari ,  e  Bucndelmonti  padroni  di  quella  ; 
di  Cile  fdegnati  i  padroni  non  vollono  Ibfieri- 
re,  pigìiaiìero  ia  tenuta  i  fuoi  procuratori  ;  e 
tanto  fu  la  potenza  de'  Buondelmonti ,  che  fi 
fofferfe  in  Firenze ,  e  funne  intradettà  la  città 
di  Firenze  mefi  ip.  ^^^  e  ciò  fu  neli'  anno 
MGCcxxxi.  a' di  IO.  di  Maggio. 

Come  il  Malifcalco  del  Re  Giovanni  pnofe  alfe  dio  a 
Barga  del  Csmune  di  Firenze ,  e ptronof confitti  i 
Fiorentlli,  e  ferderonoTizzano .  Rub.  454. 

;^Ra  Vicario  dello  Re  Giovanni  in  Lucca 
uno  Mefs.  Simone    figliuolo    di    Filippo 
della  cafa  di.  .....  della  città  di  Fi.  eia  .  Di 

che  fcntendo  ,  che  Barga ,  la  quale  fi  teiiea  per 
gli  Fiorentini ,  non  era  bene  fornita,  sì  vi  può- 
le  r  aiTèdio  ;  di  che  fentendo  ciò  i  Fiorentini, 
mandarono  Mefs.  i\merigo  Donati  per  fare  le- 
vare da  campo  li  Lucciieii  con  400.  barbute  ; 
ed  eilèndo  in  un  bofci.etto  appiè  di  Monte- 
catino,  le  mafnaile  di  Lucca  con  500.  Cava- 
lieri sì  fi  niitìèro  di  notte  ad  alfalirG:li,  ufcendo 
di  Buggiano  ,  e  fconfiilero  i  Fiorentini  ;  di  che 
Mefs.  Amerigo  fi  partì ,  e  ncoireii  in  Monte- 
catino,  e  furne  morti,  e  prefi  prello  che  il 
quarto:  e  ciò  fu  a*  dì  6.  di  Giugno;  di  che 
con. enne  rornaile  la  brigata  a  Firenze. 

K  4  Come 

(      Villani  /.  10»  e.  liì»  dicìotl9  mefi. 


152  ISTORIA     FIORENTINA 

Come  in  queflo  mino  s'  apprefe  con  gran  danno  il 
fuoco  in  Firenze  pù  volte  .  Rub.  485. 

'  Anno  del  mcccxxxi.  in  Firenze  fece  il  fuo- 
co gran  danni,  infra  quali  furono  que- 
lli. La  notte  vegaente  la  vigilia  di  S.  Giovan- 
ni di  Giugno  s'  apprefe  un  fuoco  in  fui  Ponte 
vecchio,  ed  arfevi  da  20.  botteghe  con  molti 
arnefi  degli  artefici ,  e  morironvi  due  fanciulli , 
ed  arfono  delle  cafe  della  magione  di  S.  Gio- 
vanni ,  che  fi  chiama  Sanfipolcro  appiè  del 
Ponte  vecchio.  E  a' dì  12.  di  Settembre  di 
notte  ancora  s'  apprefe  il  fuoco  in  fulla  piazza 
di  S.  Trinità  nelle  cafe  de'  Soldanieri ,  e  fe- 
ce danno  aflài ,  tanto  che  vi  morirono  fei 
perfone.  E  a'  dì  iy.  di  Febbraio  ^'^  s' apprefe 
il  fuoco  nel  palagio  del  Podeftà ,  ed  arfe  quafi 
tutto .  E  poi  ancora  di  Luglio  s'  apprefe  nello 
palagio  dell'Arte  della  Lana,  ed  arfevi  dentro 
un  uomo  - 

Gotne  nacquero  llcni  in  Firenze  la  prima  volta. 
Rubrica  486. 

IN  quefio  medefim.o   anno   a' dì  15.  di  Lu- 
glio ^-^  nacquero  in  Firenze  due  lioni  dello 
lione  mafchio,  e  della  femmina,  eh' erano  in 

Fi- 

(r)  Villani  /.  io.  e.  i%6.  A  ih  a8.  di  Febhrah . 
(a)  Villani  Lei    e,  1^7,  Adì  7$. 


LIBRO     SETTIMO.  Ì55 

Firenze  Inchiufi  preflb  a  S.  Piero  Scheraggio  . 
Quello  fu  grande  maraviglia  tenuta ,  perocché 
mai  più  in  quelle  parti  non  erano  nati  niu- 
no  >  e  fu  tenuto  buona  figniiicanza  della  no» 
ftra  città  * 

Come  i  Fiorentini  ehbono  la  guardia  della  Citta  dì 
Pifioia ,  e  di  S  errava  Ile .  Rub.  487, 

NEI  detto  anno  a'  dì  26.  del  mefe  di  Lu« 
glio  li  corfono  i  Fiorentini  con  500.  ca- 
valieri, e  1200.  pedoni  Piftoia,  con  volontà 
de'  Panciatichi ,  e  de'  Guaifreducci ,  e  Muli ,  li 
quali  avieno  meflb  dentro  la  gente  de'  Fioren- 
tini per  fofpetto  di  loro ,  perocché  T  altra 
parte  cercava  di  cacciarli;  ciò  erano  i  Can- 
cellieri :  e  in  effetto  poi  di  concordia  con  gli 
loro  Configli  la  guardia  per  uno  anno  dierono 
a'  Fiorentini ,  e  poi  a'  dì  15.  di  Gennaio  fi  die- 
rono per  due  altri  anni,  e  tolfero  Capitano 
Fiorentino ,  ed  i  Fiorentini  per  più  ficurtà  vi 
fecero  un  caflero  ;  ed  cbbono  in  guardia  il 
caftello  di  Serravaller  ed  i  cafleri .  ^'^ 

Come 

(i)  Nel  Lih.  3 1 .  Capìf.  delle  Rtfnr.  a  2.  ef^gg.  fotto  i  dì  iC. 
Luglio,  15.  Agofto,  e  ij.Occobre  di  queft»  an.  1531, 
efTendo  Podeftà  di  Firenze  Mefs.  jManovelIo  di  Mqù. 
Andrea  da  MafTa  Conte  di  Fermo  ,  ec.  fi  leggono 
gr  infrafcritti  ufiziali  alla  cuftodia  di  Piftoia  nella 
prima  fommìflìone  ;  cioè  Sander  de  AntìUa  cum  Do* 
fnino  Amerigo  de  Donatis  Capitanei  Cuflodie  Pifto* 
rti.  DoM»  Ug9  LQtteringhiy  Spittellus  de  Mofciano  ^ 


154        ISTORIA   FIORENTINA 

Come  pi  morto  Mefs.  Filippo  de*  Tedici  di  'Pifioia, 
Rubrica  4bi^. 

NEI  detto  anno  eflendo  per  certi  fcon- 
trazzi ,  e  fcaramucce  fatte  da'  ibldati  de  i 
Fiorentini,  e  de'  Luccheà,  e  ndotti  i  foldati 
de' Fiorentini  in  Valdinievole ,  pensa  Meilèr 

Fi- 

Ducctnus  Mattciftr .  ^  Nlcolaus  T).  Av'free  de  Stroz-^ 
%is  Ainhaxiatoves  adCi'Jitatem  ì*i[}orii  .  Petrus  Ban» 
di  ni  de  Filicaria  Capii  nntus  54.  ptditiim  Ceus  (.mal» 
zelli  p'xpuli  S%  L^urentii  Capitancus  io  peditum  ,  Mo* 
raielus  Ronajfedis  Cap itane tis  ij  peditum  ,  Bonfì!  olus 
Bru^tJ  Capitanei'.s  i<^. peditum  .  N'cotaus  laneli  ni  de 
C'^ftro foco  guano  Confervator  pacis  Cammun  s  ifhrti, 
DoTJt  Tal  ntui  de  Bucellis  \4i/cs  CapitaneusCAtflhiie 
Pijlorìi  .  Ncrius  Dom.  Al <m.tnni  de  CaviciiulisLapit, 
Cujìùd'e  Pifljvii  fjicccelfor  dòli  Dom.  Talenti  ;  ^  con* 
fivìnatur  in  offcio  altera  vice  .  E  poi  ,  ivi  a  io  e  fegg. 
folto  dì  15.  Dicembre  ,  e  a  '.9.  fctto  dì  1  «r.^t;B^ra-o  (i 
leggono  quelli;  Filippus  de  Magalottis  ^lì^  lacohus 
de  Albertis  AmhaxifìtoTi  s  miffi  Pijionmu  .  Tice  q.  Do'' 
ni  Gufai  de  Fiorenti  a  taineruntus  arniurum  Piftorii  , 
IQuccius  de  AdmiratìS  ^  Ó>V»-  Duti  M ighi nardi  im" 
haxiatorjs  ad  Pi  fior  Set  utinatì  prò  di  fi»  officio:  Gtfido 
Vannis  Guidi  de  fexfu  Vltrirui^  Bernahas  Bartòli  ^ 
Renzus  loannis  Bo*taccurJì  ,  Nigt  Spigliati  Ghe^iif' 
dus  Maga  Idi  ^  U,  Fmncifcus  Dom  ioannrs  de  fextti 
S.  Petri  Scberadii,  B  rtolommais  della  Sanuella  , 
Teghtaìus  B^tticini  di^fxtu  Bnrgi  lot'nnes  Caruccit  , 
Francifcus  Bonhfegne  de  Beccanugns  .  Birtolus  nuc» 
cìi  BeLaridefxtuS.  Pancratii  .  Be^tediélus  Guiducciì 
lennaii  ,  Nicolaus  N'Ali  de  fextu  Porte  Domus  .  Ne* 
9'ius  Lippi  tintor  defxtu  P.rte  S.  Pt  tri  E  fiia'menre 
ivi  a  21.  fi  legge  ••  Ugo  H^lr  p'pul'  S.  Marie  Novelle 
Officiali s  ad  confiruendum  arcem  Pijlorti*  ZibaLD, 
«  1^3.  e  168. 


LIBRO     SETTIMO.  ì$$ 

Filippo  Tedici  di  Piftoia,  lo  quale  era  In  Luc- 
ca, contro  a' Fiorentini ,  ed  a' Pi  (loie  fi  d' in- 
trare  in  un  callello  de'  Piftoleii  della  Monta- 
gna y  cne  fi  chiama  Popiglio  ;  ed  eiTendo  già 
colla  maggior  parte  dentro  dal  caftello  ,  che 
avea  feco  200.  uomini  di  cavallo,  e  fmontati 
tutti  a  piedi  per  gli  palli  noiofi,  il  romore 
fi  fentì  ;  gli  altri  del  caftello ,  che  non  erano 
al  trattato  >  corfero  in  arme ,  e  combatterono  * 
Coftoro  fpinfergli  fuori ,  il  romore  fi  levò  gran- 
de ,  a'  paffi  li  corfe  ,  e  furono  rotti ,  e  morti, 
e  preii  circa  80.  buoni  uomini;,  fanza  altri  pe* 
doni ,  e  bene  1 00.  cavalli  ;  infra'  quali  fu  morto 
il  detto  Mefs.  Filippo  de'  Tedici  da'  villani  fug- 
gendoli vituperevolmente  ;  e  ciò  fu  a' dì  lóe 
di  Settembre, 

Come  ì  Fiorentini  aiutarono  dìfeyìdere  la  Terra^ 

e  lo  fiato  a  (Quelli ,  che  reggevano  Fifa . 

Rubrica  489. 

Esfendo  intorno  a  Plfa  venuti  gli  ufcìti  lo-* 
ro ,  e  lo  Vefcovo  d'  Ellera  ^'^  di  Corfica  ^ 
colla  lega  di  Parmigiani ,  e  di  Ghibellini ,  e 
di  Lucchefi ,  e  di  Manfredi  Vivaldi ,  erano  a 
tanto  ftretti  i  Pìfani ,  che  non  ufciano  della 
Terra ,  e  con  gran  geloHà  erano  dentro  dì  ^ 
e  notte  in  arme  ;  e  certo  era  dentro  trattato 
d'avvolgere  quello  flato,  e  mutarfi  iii  altro. 

Di 
(i)  Oggi  Aierìa. 


Ì^Ó         ISTORIA   FIOItSNTINA 

Di  che  vedendo  i  Pifani,  non  avere  altro  fcam- 
po,  che  l'aiuto  de' Fiorentini ,  la  ricorfono  ; 
ed  in  effetto  profferendo  Tempre  effere  ob- 
brigati ,  fé  a  quello  punto  li  foccorreflero  ,  li 
Fiorentini  mandarono  750.  barbute  ,  le  quali 
andaflèro,  le  500.  intino  a'  confini  de'  Pifani , 
e  non  intrallèro,  fé  non  fodero  richiefti  da*  Pi- 
fani, acciocché  non  pigliaflero  fofpetto ,  e  200. 
ne  mandarono ,  intraffero  in  Pifa .  Molto  piac- 
que a'  Pifani  la  venuta  della  gente  ,  e  fai  varo- 
no  lo  loro  flato  ;  perocché  la  brigata  de'  ne- 
mici fi  ritraffero  addietro  ;  e  ciò  fu  del  mefe 
di  Gennaio  mcccxxxi. 

Come  il  Comune  di  Firenze  diliberò  di  fare  una 

Terra  neW  Alpe  degli  Vbaldini,  nome 

Firenzuola,  Rub.  490. 

NEgli  anni  di  Crldo  mcccxxxii.  ^'^  a' di  8. 
d'  Aprile  fi  diìiberò,  che  in  1'  Alpe  degli 
Ubaldini  ii  faceffe  una  Terra,  e  perchè  al  Co- 
mune foffe  più  in  fuir  occhio ,  e  meglio  alla 
mente,  fi  chiamò  Firenzuola;  e  ciò  fu  fatto 
per  la  divifione  degli  Ubaldini;  di  che  l'uno, 
e  r  altro  di  loro  fi  dierono  al  Comune  di  Fi- 
renze . 

Come 


(i)  MS.  133 1.  Vedi  Villani  /.  i».r.  20^ 


LIBRO     SETTIMO.  157 

Come  i  Fiorentini  intr areno  in  lega  co^  tiranni 
Lombardi .  Rubrica  49 1 .  . 

IN  quefto  anno  del  mefe  di  Luglio  effendoll 
legato  il  Cardinal  di  Lombardia  collo  Re 
Giovanni ,  e  Io  Bavero ,  prefero  fdegno  Mefs. 
Azzo  Bifconti ,  e  Mefs.  Madino  della  Scala  , 
e  fecionfi  una  contro  al  Bavero,  e  allo  Re 
Giovanni,  e  contro  a  ogni  perfona,  che  defle 
loro  aiuto ,  o  favore ,  eh'  era  la  Ghie  fa  ;  e  fu 
così  condizionata:  che  3000.  uomini  di  ca- 
vallo fofTe ,  e  partiti  in  quefto  modo:  lo  Re 
Uberto  ne  dovefle  tenere  óoo.  e  600.  il  Co- 
mune di  Firenze ,  e  800.  Mefs.  Maftino  della 
Scala,  e  600.  quelli  di  Melano,  e  200.  al  Man- 
tovano, e  200.  al  Ferrarefe,  con  quefti patti, 
che  la  lega  ftarebbe  al  conquido  di  Lucca  per 
gli  Fiorentini  ;  a'  Bifconti  Chermona ,  e  lo  Bor- 
go a  S.  Donnino  in  Lombardia;  a  quelli  della 
Scala ,  Parma  ;  e  a  quello  di  Mantova ,  Reggio  ; 
e  a  quello  di  Ferrara,  Modona/'^ 

Come 


(i)  Jn  un  libro  di  Protocolli  delle  Rlformagioni  ,7.  <f  95. 
fi  leggono  S'indici  aciLìgam,  D.  Bartolus  de  Riccia 
lud.  Anfelmus  Palle  ,  ^  Coppus  Borghejìs  .  E  Fro» 
toc,  16  a  98.  del  medefimo  anno,  Ambaxiatores  ad 
Lìgam  Dovi.  Francifcus  de  Brunellefchis  miles  ì  D» 
hannes  Moris  lud,  ^  Simon  Nerii  de  Antillé . 


158         ISTORIA    FIORENTINA 

Come  i  Fiorentini  perderono  Barga» 
Rubrica  492. 

NEI  detto  annOj  e  mefe  di  Settembre  aven- 
do i  Lucchefi  aflediato  Barga,  li  parti- 
rono i  Fiorentini  da  Piftoia  con  8oo.  Cava- 
lieri, e  molti  pedoni,  e  vollono  fornire  Barga , 
e  credendofi  eflere  più  forti,  allo  Marchefc 
Spinetta  diedono  danari ,  che  fi  partale  di  là  ; 
e  i  Fiorentini  li  partirono ,  e  prefono  il  Cer- 
ruglio,e  Monte  Chiaro,  e  Vivinaia  ;  e  fé  avef- 
fero  afforzato  il  campo ,  e  fattoli  forti ,  e  ca- 
valcato ogni  dì  in  fuUe  porti  di  Lucca ,  face- 
vano levare  l' ofte  da  Barga;  ma  andarono 
pure  a  Barga  quando  furono  richiefti  dal  Mar- 
chefe  Spinetta ,  e  nulla  feciono  ,  e  tornarfi  ad- 
dietro, e  Barga  fi  rendè  per  difetto  di  vet- 
tovaglia a'  Luccheu . 

Come  il  Comune  di  Firenze  condannò  il  Comune 

di  Sangimignano ,  e  poi  levò  la  condannagione , 

Rubrica  493. 

AVea  il  Comune  di  Sangimignano  certi  fuoi 
sbanditigli  quali  fi  ricettavano  in  fulla 
villa  di  Campo  Urbiano  ^'^  nel  contado  di  Fi- 
renze ;  di  che  con  armata  mano  feguendoli 
in  quella  villa  i  Sangimignanefi ,  li  prefero,  e 

la 
(1)  MS,  Cara /pò  Uù  arno. 


LIBRO     SETTIMO.  15^ 

h  detta  villa ,  ed  arferla  Di  che  i  Rettori  di 
Firenze  ne  feciono  proceflb ,  e  citati ,  e  non 
compariti  né  per  comune,  ne  per  divifo  ,  fu 
condannato  il  Comune  di  Sangimignano  in  cin- 
quantamila lire,  e  lo  Podeità  loro,  e  150. uo- 
mini ^'^  nel  fuoco ,  e  bandito  Y  ode  a  Sangimi- 
gnano. Di  che  i  Sangimignaneii  vennero  alla 
mifericordia ,  e  furono  ribanditi,  e  mandaro- 
no lo  danno  agli  uomini,  che  volfero,  e  le- 
varono ogni  condannagione  ,  di  grazia.  E  ciò 
fu  a' dì  1 1.  d'Ottobre  ^*^  del  detto  anno,  che 
bene  un  mefe  innanzi  erano  condannati . 

€o77ie  i  Fiorentini  mandarono  gente  in  aiuto  del 
Marchefe  di  Ferrara  contro  il  Legato ,  nonoftante 
che  il  Legato  ave  a  richiejii  i  Fiorentini  /fi  ^ar^ 
tijfero  dalla  Lega,  Rub.  4^4 

NEI  detto  anno ,  e  mefe  di  Gennaio ^'^  ven- 
nero in  Firenze  Ambafciadori  del  Lega- 
to, ficcome  i  Fiorentini  fi  doveifero  partire 
dalla  Lega  de' Lombardi,  moflrando  loro,  era 
contro  a  Santa  Chiefa ,  e  come  Mefs.  Azzo 
Bifconri  era  flato  a  configgere  i  Fiorentini  con 
Caftruccio  ad  Altopafcio  ;  e  i  Fiorentmi  rifpon- 
dendo  riverentemente ,  che  ciò  li  fece  con 
volontà  di  Papa  Giovanni ,  e  che  il  Comune 

vo- 

(i)  Villani  /.  IO.  e.  208.  Cento  e  quaranta  fette  • 

(2)  Villani  1.  cit.  A  dì  dieci  , 

\3)  Villani  /.  io.  e.  ii'^.  Primo  dì  di  Febbrai 9» 


l6©  ISTORIA     FIORENTINA 

volea  fervare  fua  promiflione ,  come  fempre 
avea  fatto  ;  di  che  in  quelli  tempi  il  Legato 
avea  fconfitto  il  Marchefe  da  Ferrara ,  e  pofto 
il  campo  a  Ferrara  ;  e  richiedo  la  lega  per  lo 
Marchefe ,  i  Fiorentini  vi  mandarono  400.  bar- 
bute ,  e  convenne ,  che  andaflero  per  mare  a 
Genova,  e  da  Genova  per  lo  Monferrato  a 
Melano  ,  e  da  Melano  a  Verona,  e  da  Verona 
poi  iniieme  con  gli  collegati  a  Ferrara  con 
grande  fpefa .  E  fu  Capitano  della  gente  Fio- 
rentina Mefs.  Francefco  degli  Strozzi ,  e  Ugo 
di  Vieri  degli  Scali ,  e  ciò  fu  a'  dì  2.  di  Mar- 
zo ^'^ ,  e  a'  dì  14.  d'  x\prile  mcccxxxiu.  fu  fcon- 
fitto il  Legato  a  Ferrara. 

Come  i  Fìorentìm  fecero  certe  compagnie ,  e  fejle 
per  certi  artefici  della  Citta.  Rub.  495. 

PArve fempre,  che  quando  le  cofe  trasfor- 
mano  di  loro  eflere ,  che  non  fegue  ap- 
preffo  cofa  né  utile  ,  né  decente  Erano  i  Fio- 
reatini  ,  cioè  gli  artefici ,  montati  in  fuperbia , 
che  ogni  dì  facevano  novità  di  fefte ,  e  giuo- 
chi ,  ed  altre  allegrezze  ,  più  che  a  loro  non  fi 
richiedea ,  e  fecerfi  molte  brigate  ;  infra  le  qua- 
li conteremo  due;  F  una  nella  via  Ghibellina  , 
nella  quale  fi  veftirono  477.  uomini  ^^^  tutti 
di  giallo ,  e  feciono  loro  Signore ,  e  con  cene  ^ 

e  de-. 

(i)  Cioè,  la  loro  partenza  .  Vili. I.cit.  e.  aitf. 
(ij  Villi. cìt> c»  21^,  £p  furono  h»e  frccentf» 


LIBRO     SETTIMO.  l5t 

€  definari ,  e  fpefe ,  e  ciò  fu  di  Maggio ,  e  durò 
un  mefe .  E  poi  ne  fu  fatta  per  Santo  Onofrio 
nel  Corfo  de' Tintori  un'altra  di  520,  uomini 
vediti  di  bianco ,  con  grande  armeggiare ,  e 
fefta,  e  feciono  correre  palio  bianco  il  dì  di 
Santo  Nofrio  ;  ed  ancora  fervano  quello  ordi- 
ne medefimo  di  fare  quella  medefima  fefta  ia 
quello  dì ,  ma  non  sì  grande .  Seguinne  poi 
il  diluvio  con  danno  grande  di  quella  contra- 
da ,  più  che  d'  altra . 


Come  fi  cominciò  la  Fona  a  S.  Friano 
Rubrica  49C). 


L 


'  Anno  medefimo  del  mcccxxxiit.  a'  dì  i  ©, 
di  Maggio  fi  cominciò  la  Porta  di  S.  Fria- 
no molto  magnifica,  e  molti  la  biaiimarono, 
perchè  era  di  troppo  grande  lavorio ,  sì  per 
la  fpefa,  e  sì  per  la  fortezza  d'  eilà  ;  quando  fu 
fatta  per  molti  caii  occorrenti .  Ma  che  che 
fi  folle ,  onorevole  cofa  era ,  fé  fqfle  ftata  com- 
piuta nel  modo  ordinato . 

Co?72e  fa  uno  grande  diluvio  d*  acqua ,  che  allagò 

la  Citta  con  gran  danno  d' e  fa ,  e  de'  cittadini . 

Rubrica  497. 

GLi  anni  di  Crifto  mcccxxxiit.  il  primo  dì 
di  Novembre  cominciò  a  piovere  sì  for- 
temente, e  con  tanta  ruina  d'acqua,  che  i 
Tomo  XII  L  fiu~ 


l6t         ISTORIA    FIORENTINA 

iiumi  ^e  li  foflati  crebbono  sì  forte  ,  e  miflcro 
in  Arno,  che  a' dì  3.  di  Novembre  tutto  il 
piano  d'  Arezzo ,  e  di  Valdarno  di  fopra  alla- 
gò ,  e  guadò  molti  edificj ,  e  il  dì  medefimo 
la  notte ,  vegnendo  il  dì  4  ruppe  la  porta  alla 
Croce  coir  antiporto ,  e  la  porta  alla  Giudi- 
zia  ,  e  lo  muro  del  Corfo  de'  Tintori  per  mo- 
do, che  fli  sì  grande  V  impito,  che  allagò  quad 
le  tre  parti  della  città  di  Firenze ,  e  grande 
fpavento  miflè  ad  ógni  perfona.  Allagò  la 
Chlefa  de'  Frati  Minori  per  tutto ,  e  fu  in  fulla 
piazza  de'  Frati  detti  nei  più  alto  luogo  di 
quella  circa  6  braccia ,  e  così  n'  andò  per  lo 
detto  luogo,  e  per  lo  fedo  di  Porta  di  Duomo 
per  modo ,  che  andò  infino  air  altare  di  San 
Giovanni  ,  e  allagò  la  cniefa  di  S.  Reparata, 
e  ruppe  una  colonna  con  una  croce  fuvvi,  la 
quale  era  poda  in  luogo, ove  S.  Zenobio  fece 
un  miracolo  ivi,  davanti  la  porta  di  S.  Gio- 
vanni volta  da  Tramontana  ;  ed  allagò ,  e  defe 
in  Campo  Gorbolino ,  e  di  S.  Maria  Novella  , 
ed  in  Mercato  vecchio,  e  in  nello  nuovo  fu 
braccia  tre  alto,  ed  in  nel  Palagio  del  popolo, 
cioè  de'  Priori ,  fu  al  fecondo  fcalone  ,  ed  oltre 
a  quello  del  Podedà  falì  V  acqua  braccia  ciri- 
que  nel  cortile,  e  crefcendo  sì,  che  in  fulla 
nona  fu  così  grande ,  cornee  detto  è  ;  e  vegnen- 
do con  cotanto  empito  abbattè  il  Ponte  vec- 
chio ,  perchè  furiava  per  la  drada  maedra  dalla 
porta  a  S.  Gallo  alla  porta  a  S.  Piero  Gatto- 
lino; 


LIBRO     SETTIMO.  163 

lino  ;  e  lo  Ponte  a  Santa  Trinità ,  che  dalla 
detta  Chiefa  fi  paifa  in  via  Maggio,  da  cafa 
i  Frefcobaldi,  e  lo  ponte  alla  Carraia,  che  fi 
palTa  dair  ufcire  della  Vigna,  e  dallo  borgo 
Ogniffanti  a  cafa  i  Nerli ,  ed  alla  Cuculia ,  e 
molte  cafe ,  che  erano  Lungarno  dal  caitello 
Altafronte  al  ponte  a  S.  Trinità  abbattè  ;  quali 
tutte  le  mulina ,  e  gualchiere  d'  Arno  abbat- 
tè, e  guadò  quelle  che  erano  in  fu  navi,  con 
pericolo  d' ogni  diiicio  ;  e  molti  uomini ,  e  don- 
ne ,  e  fanciulli  ne  menò,  e  vedeanfi  per  le 
mulina ,  e  navi  andare  per  Arno ,  e  non  che 
fi  poteflero  foccorrere ,  ma  non  fapeano  i  cit- 
tadini, dove  loro  fcampare  fi  poteflero;  ma 
fuggivano  di  cafa  in  cafa ,  di  torre  in  torre . 
E  Oltrarno  allagò  da  borgo  a  S.  Niccolò  gran- 
de parte  della  città  di  là  ,  e  tutto  Camaldoli 
fli  piena  ;  e  fé  di  quù  d'  Arno  non  foffe  rotto 
il  muro  d'  Ogniffanti,  che  fgorgò ,  alzava  più 
nella  città  l'acqua,  ma  per  quello  abbafsò  af- 
fai. E  quello  fu  Io  giovedì  a  nona  in  fommità 
infino  a  fera  ;  la  notte  cominciò  a  mancare . 
Trovoffi  nel  Valdarno  di  fotto  grandiiìimo 
danno  di  beftiame ,  e  di  genti ,  e  di  cafe  ,  e 
di  malTerizie ,  e  furono  molto  guade  le  femen- 
te,  e  andatone  il  fiore  de' terreni  lavorato!,  e 
gran  danno  di  mura  delle  Terre  di  Valdarno 
fece  infino  a  Fifa ,  e  nella  città  dir  Fifa  ;  ma 
i  loro  terreni  migliorarono ,  che  vi  puofe  di 
terreno  luogo  fu  due  braccia ,  e  riempiè  molti 
L  2  pan- 


1^4  ISTORIA     riORENTINA 

pantarxi,  e  flagni ,  con  quelli  terreni,  vi  puofe  . 
DiflTono  gli  antichi,  che  mai  non  fa  sì  grands 
acqua  a'  loro  tempi ,  e  di  ciò  fi  dolfero  quali 
tutti  i  Taliani ,  del  danno  di  Firenze  ,  e  delle 
mercanzie  guafte  in  Firenze,  che  fu  ineilimabi- 
le,  falvo  che '1  Cardinalesche  ne  fece  fomma 
allegrezza ,  dicendo  ;  che  Dio  aveva  fatto  per 
vendetta  del  danno  ricevuto  da  Santa  Chiefa  a 
Ferrara  per  gli  Fiorentini  ;  ma  egli  non  fape- 
va,  che  ancora  fi  poteva  di  pretto  ridere,  e 
feitare  in  Firenze  di  faoi  nuovi  danni  futuri . 

Come  in  Firenze  torìjò  un  certo  trattato ,  che  fa' 
ce  ano  t  Granài ,  e  n'  erano  capo  i  ?<.ojJi,  e  altre 
famiglie  d'  Oltrarno ,  Rubrica  498. 

Esfendo  rotti  i  ponti,  li  Grandi  veggendo 
il  popolo  in  penficri  delio  danno,  ch'era 
maggiore,  che  quello  de' Grandi  ,  (limarono 
di  rivolgere  lo  itato ,  e  mìilero  loro  trattati 
in  ordine ,  dicendo  :  li  popolo  non  pafTerà  di 
qua ,  che  non  ci  ha,  fé  non  un  ponte ,  e  quello 
è  in  forza  noftra .  E  bene  è  vero,  che  il  po- 
polo io  fenti,  e  penfando  a'  rimédj;  ed  aven- 
do uno  de'  Rolli  fedito  uno  de'  Magli ,  Io  quale 

aveà  nome ;  di  che  lo  fece  a  fine 

di  cominciare  quiliione  :  il  popolo  fu  all'arme 
prima  di  loro  ;  di  che  veggendo  nell'arme  i 
Grandi  il  popolo,  non  ardirono  feguire  i  loro 

trat- 


LIBRO     SETTIMO.  l6^ 

trattati  ;  e  fecerfi  certi  ordini  contro  a'  Gran'» 
di('> 


Co7!ìe  una  nave  effendo  in  Arno ,  vi  merironò 
pili  ptrfone  da  bene  •  R.ub.  499. 

Esfendo  li  ponti  d'  Arno  rotti  per  lo  dilu- 
vio,  come  detto  è,  effendo  un  di'  una 
grande  piova ,  avea  in  Firenze  navi ,  che  paf- 
favano  i  cittadini  di  qua  in  là;  di  che  aven- 
do '^z,  uomini  in  una  navicella,  la  navicella 
lì  rivolfe,  e  chi  li  feppe  atare,  o  con  nuoto, 
o  con  aggropparli ,  campò .  Furono  quelli ,  che 
annegarono  15.  e  ciò  fu  a' dì  6.  di  Dicembre 
:mcccxxxiìi  . 

Qnejli  fono  i  Fri  ori  da  mezzo  Dicembre  1332. 
a  mezz>o  Dicembre  1333.  Rub.  500. 


\nco  di  Ser  Bartolo . 
irrancefco  di  Giammori  de'  Baroncelli. 
Gentile  de^li  Altoviti . 
Strozza  del  Rollo  degli  Strozzi . 
Federigo  di  Soldo . 

L  3  Gia- 

(i)  Qui  manca  l'criginale.  Vedi  il  Villani /.  11.  f.  4.  Nei 
citato  libro  di  Prctocoliì  alle  Riftrmagioni ,  Frot.  y. 
a  ìo^  fotto  quell'anno  fi  legge  que(lo  refcritto.- 
Dom.  Francijcus  Bonaventure  Bonamicbi  de  Senìs 
Legum  DoBor  ftatuta  refotTHet',  che  può  efTcr'?  i\ 
depurato  a  ftendcre  quefti  nuovi  ordini  > 


l66  ISTORIA    FIORENTINA 

Piero  di  Ceffo  de'  Beccanugi . 
Giano  di  Landò  degli  Albizi. 
Clone  Falconi  Gonf.  di  Giuftizia . 
Ser  Stefano  Cafciani  lor  Notaio . 

Cuccio  di  Stefano  Soderini , 

Duccio  di  Lapo  degli  Alberti. 

Bartolo  di  Maio  de'  Bonciani . 

Cenni  di  Nardo  Rucellai  ^'\ 

Taddeo  di  Mefs.  Aldobrando  da  Cerreto  . 

Iacopo  di  Dino  Gherardini . 

Giovanni  di  Mefs.  Lapo  ArnolfiGon.diGiuft. 

Ser  Mingo  Bonamichi  del  Cappello  lor  Not.. 

Leone  di  Tuccìo  Guicciardini . 

Dino  di  Lapo  della  Bioia . 

Bindo  di  Mefs.  Oddo  Aitomi . 

Niccolò  di  Guiglielmo. 

Diedato  de'  Barone! .  '^^ 

Ser  Ghino  di  Veri  Pvondinelli .  ^5> 

Antonio  di  Landò  deffli  Albizi . 

Mefs.  Ranieri  del  Forefe  Gonf  di  GiulL 

Ser  Iacopo  Cecchi  lor  Notaio. 

Gherardo  de  Bónfi  . 

Naddo  di  Duccio  Bucelli. 

Mefs.  Alamanno  degli  Acciaiuoli . 

(t)  Magi,  lafcla  ,  RucelUi , 

(2)  MS.  di  Barone. 

(5)  Magi  Extrai^HS  fuìt  h^è  di^i  Dleàati  mortifl. 


LIBRO     SETTIMO.  167 

Barone  Cappelli. 

Guidacelo  di  Giovanni  de' Giugni. 
Gino  Michi  Gonf.  di  Giuftizia . 
Ser  Bonaccorfo  Tucci  lor  Notalo. 

Maeflro  Manno  del  Maeflro  Riauccio  Me- 
dico . 

Berto  Cecchi. 

Ulivieri  di  I^apo  Guazza. 

Palla  di  Mefs.  Iacopo  degli  Strozzi. 

Mancino  Soilegni . 

Forefe  Ferraatini. 

Giovanni  di  Bernardino  de'  Medici  Gon£ 
di  Giuftizia. 

Ser  Bono  Orlandini  lor  Not. 

Andrea  di  Pietro  de' Magli. 
Vanni  di  Bandino  Baroncelli  ^^^  / 
Clìiarozzo  del  Bene  Chiari. 
Giovanni  Carocci. 
Gherardo  ^^^  Paganelli . 
Ruggieri  di  Neri  de'  Ricci . 
Lapo  Covoni  Goni',  di  Giuftizia. 
Giovenco  di  Cionetto  de'Baftati  Gonf;  di 
Giuftizia^5). 

Ser  Giovanni  Pazzini  da  Pontormo  lor  Not. 
L  4  Die 

(i)M»g\.  hfcÌA  Barortceiif , 

(i)  MS.  Giotfanni  . 

U)  Magi.   Die  19   menfis  OóiohGìovencttS  Cionetti  de  Ba* 

jìar'ns  extrctéfus  futt  prò  VexiUtfero  luftitic  hco pre» 

di^i  Lap  (itila  <//>  j^.  ^efnn&i* 


l68  ISTORIA    FIORENTINA 

Diff  22.  inenfìs  ì^lovembrìs  t  " 
Vexillifin  Sotietatum . 

JDow.  Guido  Dandì . 

Lapus  Domini  Angìolinl  * 

^omafus  Baronis , 

JJguccione  del  Chiavicella  ^ 

Dom,  Biviglianus  Marietti . 

Ka/lagius  Lapi  Talenti, 

Hiccardus  Magtjlri  hagnln 

Bindus  de  Altovitis  • 

Cambiozz^us  Keri . 

Ma  the  US  Boninfigne . 

Bartoltis  La-pi  Benci . 

Jacobus  Ser  Rinaccìi ^ 

^oriìjus-  Baldejis . 

T^erone  Kigii , 

Balvinus  Miniati  * 

Matheus  Borghi, 

^eghiaius  Cecini. 

Aldobrandinus  Lapl  Rinaldi* 

^er  Michele  de  la  Lajlra\ 

Quorum  VexiUìferorum  ofitium  &C*  inltiare  debet  die 
primo  menjis  Decembris  proxime  'venturi  5  et  finire 
debet  die  ultimo  pienfis  Martii  fune  proxime  fecu" 
turi  fub anni f  Domini  i^^z, (così 3  raa  deve  dire 
i'^^l,)Indióì*  prima. 

Die, 

Duodecim  Boni  Viri  protrihusmenfibus  incepturisdìe 
primo  Decembris  1332.  &  ut  fé  qui  tur  finte  ndis  . 

Bernardus  de  Quarata, 
Vugws  Boninfcgne  • 

Dom, 


LIBRO      SETTIMO.  I^p 

T>om.  Sihefter  Marietti  de  Bdroìinellìs . 

Giottus  de  Peruzzis . 

Guido  Lapf  Guazze» 

Gtottus  Fantonìs  . 

JJbertìnus  RoJJl  de  Strozzìs , 

Conjìgltus  Ughi» 

Dietijalvf  Kigii , 

Gherardus  Paganelli* 

Doni,  Lotterius  Lapi  Gherardtni  lurifferitus  ^ 

Matus  Benvenuti . 

Die  . . ,  menjìs  Februarìi  • 

Duodecim  Boni  Viri  pyo  trihus  menjìhus  incepturis  di^ 
primo  menjis  Martii  1332.  &  utfequitur  Jiniendìs  0 

Biliottus  Metti  Biliotti  .         » 

Stephanus  del  Benino , 

Aldigherìus  Ser  Gherardi  « 

Dom,  Gianianus  Lapi  Gianiani  lurìfperitus  ^ 

Bernardus  Lapi  de  Ardìnghellis . 

Bartolomeus  Guccii  de  Siminettis  ♦ 

^echinus  Ser  Rinaldi  . 

Feducciuf  Duccii  della  Marotta  • 

Hicoluus.  Kelli  Rinuccii  » 

Cechus  Spine  Falchonif  » 

Nadduf  Ser  Spigliati  de  Filicaiac 

Chele  Guernerii  de  Aguglione . 

Die  iS»  menjìs  Martii,' 

Vexilliferi  Sotietatuin. 

Ormannozzus  Banchi  Deti . 
Ttle  Domini  Fhilippi  BelfradeW 

Tbl- 


lyo         ISTORIA    FIORENTINA 

Thilf'ppuf  Bonjjgnortt . 

Tierus  Tuccli  Feruccii , 

Cherardus  Baroncdlu 

Jlopif  Sacbetti . 

Bonifattus  Tool  a  fi  de  Peruzzh, 

Accìa'iuolus  Domìni  Kicote  de  Acci  aiuoli  f  ^ 

JJbaldinuf  Kìcoli  de  jirdingheUis . 

Kerius  Fagfii. 

Spirtelluf  Frìmerani  de  Mofciano  • 

t>inus  Kìfiori  della  Maratta, 

Ba*ichuf  Lippi  lannts . 

Lottiis  Lotteringhì . 

Mone  Guidi» 

Dom.  F or  e  fé  de  Rahatta  lurifperìtus  » 

Bellincìone  JJherti  de  Albiz,zis , 

Luti  Dirittafedìf , 

Cianus  Dini  G  ber  ardirti  . 

Quorum  Vexillìferorum  ojìtium  initiare  dehet  die  prt" 
mo  menjis  Aprili  f  prox  ime  venturi^  &  finire  dehet 
Aie  ultimo  men/if  lulii  tunc  prox,  fequuturi  &c* 
f uh  anni s  Domìni  1333.  Ind»  prima • 

Die  , .  *  menfis  Mali . 
Thiodecmhont  viri  prò  tribus  menfibus  incepturis  die 
primo  menfis  lunìi  im.  &  ut  fequitur  finìendts . 

Triore  Ser  B  art  oli  ^ 

Cerius  Stefani . 

lacobus  de  Albertìs, 

Bellus  Mancini 

Bartolus  Faràdijt. 

Domìnus  Marcbus  de  Marchi f  lurifperkusm 

Cechus'  lannis. 

Chele  Bordoni. 

Ri' 


LIBRO     SETTIMA.  I71 

Jlìchuf  Butt. 

Cenni  Ghent. 

Jacobus  Dtnt  GherarJinL 

Taldus  Valori f* 

Die  2g.  menjìf  lulii . 
Vexillìferi  Sotietatum  • 

Teducclus  Ctonia  Falconis . 

I  oh  amie  s  de  lo  Scelto  . 

Datus  Ser  lohannis. 

Zeba  Ser  lohannis. 

Kenzus  lohannis  Bonacorjr . 

Lupus  del  Bene.  « 

Bartolinus  Filippi. 

Fera  Baldovìnetti , 

Rinuccius  Cochi. 

More  TJhaldim. 

Lucas  Cerini  de  Strozzis  » 

Michele  Cionis , 

Guillelmus  Cenni f . 

Andreas  del  Hero, 

Kicolus  Berti. 

^anus  Fini  Spine . 

Kaddus  Ser  Spigliati. 

Dominus  Francifcus  Domini  Lotti . 

Kerius  Lippi» 

Quorum  Vexilliferortm  ofitìum  &c.  initiare  dehet  die 
primo  menjis  Augufii  proxime  venturi^  et  finire 
debet  die  ultimo  menjis  Kovembris  tunc  proxi^^^ 
fequuturifub  aunis  Domini  1333.  Ind*  ij. 


Die 


Iji  ISTORIA    FIORENTINA 

Die  25.  menfìs  Auguflì  •  " 
Duotlecim  Boni  Viri  ^ro  tri  bus  menjibus  incepturìs  dre 
primo  Septemb,  1  t^t^t^,  &  ut  fé  quitur  fini  e  n  di  s . 

Gherardinus  Lanfredtni  «' 
Tuccius  Amadorif , 
Ducei ur  Lupi  de  Alberti s . 
Thil/ppuf  BonfigUoU . 
Francifcus  Borghìni» 
Donatus  Mannini  de  Acciaiuolis  ^ 
Chrijlofanus  Puccii . 
Bartolus  Morelli, 
Federighuy  Soldi, 
Johannes  Donati  Vìvianì , 
Dominus  Chovone  de  Chovonibus , 
Albizzus  Rie  hi  de  Albizzis . 

Come  a  Firenze  vennero  Reliquie  di  SaiìtL 
Rubrica  $01. 

N Egli  anni  del  Signore  mcccxxxiv.  a' di  13. 
del  mele  d'  Aprile  vennero   in  Firenze 
ceree   Reliquie  da  Roma,  le  quali  furono  di 

S.  Iacopo «e  di  S.  Aleffio ,  e  infra 

le  quali  ebbe  de'  panai  di  Crilto ,  e    furono 
ineiìè  in  S.  Giovanni. 

Come  Mcfs.  Bcrrtolomeo  dal  Balzo  Capitano  di  guerra 
d?'  Fiorentini  cavalcò  a  fifloia.  Rub.  502. 

NEgli  anni  di'  Crifto  mcccxxxiv.  a'  dì  20.  di 
Aorile  ufcì  Mefs.  Beltramo  dal  Balzo  con 


LIBRO     SETTI  x\IO,  X75 

850.  barbute  di  Firenze,  e  cavalcò  in  quello 
di  Piftoia ,  per  andare  a  Lucca .  Poi  (i  partì 
a'  dì  22.  e  diede  il  guaito  a  Bu^"giano  ,  e  poi  a'  dì 
26.  lo  diede  a  Pefcia  ;  e  farebbe  ito  infino  a 
Lucca ,  com'  era  ordinato,  fé  non  che  in  Lom- 
bardia addivenne,  che  la  Lega,  che  dovea 
venire  in  aiuto  de' Fiorentini ,  fi  trovò  tratta- 
to ,  che  dovea  Mefs.  Maftioo  effer  morto  da  i 
fuoi  foldati  a  petizione  del  Cardinale  di  Bo- 
logna per  gli  Tedefchi  della  Baila  Magna  .  Di 
che  trovato  il  trattato  ,  e  alcune  perfone  fi 
fuggirono , circa  27.  bandiere  deiroftQ,e  an- 
darne a'  nemici  a  loro  foldo ,  come  ordinato 
era  ;  di  che  convenne  a  Mefs.  Beltramo  tornare 
addietro  in  Piftoia  „ 

Come  fi fmdò  il  Campanile  di  S.  Liberata. 
Rubrica  503. 

IN  quefto  anno  a' dì  1 8.  di  Luglio  li  comin- 
ciò a  fare  il  fondamento  della  chieia  di 
S.  Reparata,  cicè  lo  Campanile  della  detta 
chiefa  ;  e  con  molta  divozione ,  e  con  grande 
proceilìone  lo  Vefcovo  di  Firenze  benedille, 
e  colle  fue  mani  puofe  la  prima  pietra  /'^ 

Covte 

(i)  L* elezione  del  celebre  Giotto  a  quefta  architettura 
(1  legge  fatta  fui  principio  di  quefto  anno  ,  e  fui  ca- 
dere del  Marzo  del  1333.  ablncarn.  nel  lìh.  Confil. 
delle  Riformag.  fegn.  Htì.  2.  quad  a  S4.  M^gifier 
Giottus  Bondonis  de  Flerentta  pìBor  egregius  pre» 
fcitur  O^eri  S.  Reparate ,  ^  murerut}^ ,  Zib.  D»  a  44o« 


174  ISTORIA    FIORENTINA 

Come  i  Fiorentini  ebbono  il  Caftello  d' Uzano  in 

Valdinievole ,  e  cava/ceffi  a  Lucca ,  e  diejft  il 

gnajlo  due  volte.  Rub.  504. 

LI  Fiorentini  facendo  guerra  a'Lucchefi, 
ed  cffendo  Mefs.  Beltramo  dal  Balzo  loro 
Capitano  fi  partì  di  Firenze  ,  e  andonne  a  dare 
lo  guaito  a  Lucca  per  due  volte,  con  grandi 
prede  tornato  in  Piftoia;  e  ciò  fu  del  detto 
anno,  e  mefe  di  Settembre;  e  per  trattato 
fatto  con  cofto  di  fiorini  duemila  ebbe  il  ca- 
ftello  d'  Uzano  fopra  Pefcia  il  Comune  di 
Firenze  . 

Come  fi  mutarono  in  Firenze  nuovi  Rettosi  . 
Rubrica  505. 

NEI  detto  anno  furono  in  Firenze  molte 
zuffe,  e  altre  quiftioni,  di  che  i  Rettori 
aveano  affai  che  fare  ;  di  che  s' ordinò  d'  avere 
in  Firenze  certi  Rettori ,  li  quali  li  chiamaro- 
no Bargelli ,  e  fl:ettono  due  nel  fedo  d'  Ol- 
trarno ,  e  in  ogni  fello  un  altro ,  ficchè  furo- 
no fette  ,  con  25.  fanti  per  uno  .  Altri  vollono 
dire  ,  che  per  lo  Gennaio  vegnente  li  doveano 
fare  gli  fquittini  de'  Priori .  Per  temenza  di 
novità  più ,  che  per  altro  fi  crearono  ;  perchè 
molti  più ,  che  non  erano  flati  de'  facchi  paf- 
fati  parea  loro  degni  eflfere  nel  reggimento , 

e  quel- 


LIBRO      SETTIMO,  175 

e  quelli ,  che  V  aveano  ,  lo  voleano  per  loro  • 
Li  detti  uficiali  furono  airoifizio  in  calendi 
di  Novembre  mcccxxxiv. 

Co??ie  crebbe  Arno  in  modo  dì  diluvio . 
Rubrica  50(5. 

IN  quello  medefimo  anno  a'  dì  5.  di  Dicem- 
bre per  grandi  piove  crebbero  i  fiumi ,  e 
millcro  in  Arno;  crebbe  per  modo,  che  fu 
molto  groilb ,  e  ruppe  il  ponte  di  legname , 
il  quale  era  fatto  tra  lo  ponte  a  S.  Trinità , 
e  quello  vecchio  ,  e  quello  delle  navi ,  che  era 
tra  il  ponte  a  S.  Trinità,  e  la  Carraia,  ne 
menò,  e  fece  grande  danno. 

Quelli  fono  i  Priori  da  mezzo  Dicembre  1333. 
a  mezzo  Dicembre  1334.  Rub.  507. 

JUApo  di  Giovanni  Cavacciani . 
Riccardo  del  Maeftro  Fagno . 
Ranieri  Valori. 

Peduccio  di  Duccio  della  Morotta. 
Salvino  Armati . 

Naddo  di  Ser  Spigliato  da  Filicaia  . 
Biliotto  di  Metto  Biliotti  Gonf  di  Giuft. 
Ser  Manetto  Cambi  da  Pontormo  lor  Not. 

Gino  del  Migliore. 

Bonifazio  diTommafo  de'Peruzzi. 

Ac 


175  ISTORIA    FIORENTINA 

Acciaiuolo  di  Mefs.  Niccola  Acciaiuoli . 

Falconiere  di  Baldefe . 

Lorino  de'  Bonaiuti . 

Chele  di  Ser  Guarnieri  d' Aguglione . 

Iacopo  degli  Alberti  Gonf.  di  Giuftizia . 

Ser  Aldobrandino  di  Ser  Albizo  lor  Not. 

Luigi  di  Mefs.  Andrea  de'  Mozzi . 
Mefs.  Salveftro  di  Manetto  de'  Baroncelli .  ^'^ 
Bartolo  Paradifi. 

Tecchino  {al.  Tegghino)  di  Ser  Rinaldo , 
Niccolaio  di  Nello  Rinucci. 
Lapo  Niccoli  ^^^. 

Giotto  Fantoni  Gonf.  di  Giuftizia. 
Ser  Uguccione  di  Mefs.  Ranieri  Bondoni  ^^^: 
lor  Notaio. 

Francefco  -d' Andrea . 

Renzo  di  Giovanni  Bonaccorfi . 

Mefs.  Marco  ^'^^  di  Giotto  de'  Marchi  Dott* 

di  Leggi . 
Bingieri  di  Nardo  Rucellai .  ^^^ 
Ricco  di  Buto  Davanzi.  ^ 

Tegghiaio  del  Cecino  . 

Già- 


(i)  MS.  Elvigltant* 
(i)  MS    Micheli. 

(3)  MS.  di  Mefs.  A/filt'e(t,  Ceni*  altro 

(4)  MS  Tommafa, 

(5)  Magi,  omette  RuctUai» 


LIBRO     SETTIMO.  177 

Giano  di  Dino  Gherardini .  ^'^ 
.Mafo  Valori  Gonf.  di  Giuftlzia. 
Ser  rilippo  Contuccini  lor  Notaio. 

Salveftro  Ciprini . 

Bencivenni  Buonfoftegni . 

Iacopo  di  Francefco  del  Bene . 

Iacopo  di  Ser  Rinuccio. 

Andrea  del  Nero . 

Aldobrandino  di  Lapo  Rinaldi . 

Cecco  di  Spina  Falconi  Gonf.  di  Giuftizia  * 

Ser  Iacopo  di  Ser  Lapo  Benci  lor  Not, 

Gherardo  Lanfredini . 

Gherardo  Baroncelli . 

Dardano  degli  Acciaiuoli . 

Criitofano  di  Puccio. 

Niccolò  di  Berto  Strozzafichi  ^-^ . 

Meis.  Covone  di  Naddo  ^^Me' Covoni. 

Mefs.  Lottieri  di  Lapo  Gherardini  Dott.  di 

Les<TÌ (+J  Gonf.  di  Giuftizia. 
Ser  Michele  Bofchi  lor  Not. 

Tom.XlL  M  Die 


(1)  Magi  D/^13.  menf,  luiììi  Giaiius  T^hii  Gherardini  ex* 

tvaóftis  ftiit  loco  ftiperfo'ipti  Tegghiaii    ahfentis  fro 
Priore  prò  dìéio  fsxttt  Porte  S,  Petri* 

(2)  MS,  omette   Strfizzafichi  • 

(3)  MS.  omette  di  Naddo  • 

(4)  MS.  e  Petrib.  Mefs^  Lottieri  da  Fìlicai» . 


rjt         ISTORIA    FIORENTINA 

Die  22.  menjìs  Kovemhris', 
Duodecim  Boni  Viri  prò  tribù f  msnjìbus  incepturif  die 
primo  menf  Decemb.i'T^'^i.  &utfequiturjìniaidis  • 

Georgius  Bar^jnis  . 
JrancUcus  Cennis  Bilhtti, 
Henzus  lohannìs  Eonucorjt  • 
"Hajìagiuf  Lapi  Bucelli . 
Kerozzus   Mei  Compagni, 
^homafus  Dietaiuti, 
Marcnf  Kojjt  de  Strozzif, 
Cennes  Hardt . 
Simon  Nardi  Guafionis  • 
Johannes  JJberti  Cambi, 
Lapus  Rinaldi . 
lohannes  Albizzi  Cambi, 

Eodem  die, 
VexilUferi  Sotietatum* 

Trctnctfcus  Saffòti.' 

Tucciuy  Simonis  Guiccidrdini , 

lacobus  Boverelli . 

Tiuvichefe  Brancaccii, 

Triore  Cionaccii, 

Cione  dlbertt, 

Datus  Guidonis , 

^uccius  Oelli . 

Johannes  Keri  Cambiti 

Vannes  Donini , 

Jyominus  Orlandus  Marini  lurifperitus . 

Bertus  Brunetti, 

Chele  Bordoni f. 

Fan- 


LIBRO     SETTIMO.  179 

Vanne s  Talchi  Rondìnelli , 

Laurentius  Kelli  Kìnuccit , 

Benedittus  Guccii  Gettai  • 

Lapus  Kicoli  » 

Zatus  Caddi  F a jf avanti s  ^ 

Cerine  Cor/i  Mattei, 

Quorum  Vexilliferorum  ofitium  &c»  initiare  dehet  die 
-primo  menps  Decembris  proxime  venturi ,  et  finire 
debet  die  ultimo  menjìs  Martii  tunc  proximeficu- 
turi  fub  annis  Domini  1334.  Indióì,  ij, 

Dh  18.   menfis  Februarii . 
Duodecim  Boni  Viri  prò  tribus  menfibus  incepturis  di(^ 
primo  menfis  Martii  1334.  é*  utfequiturfiniendis^ 

Cuce' US  Stepbani , 

Leone  Guicciardini . 

Ichannes  Lamberti  dell'  Antella  . 

Kigius  Spigliati . 

Gentile  Domini  Oddonis  de  Altovitis  , 

Coppus  Stepbani . 

Francifeus  Lapi  lohannis  • 

Verus  Guillielmi , 

Kerone  Kigi , 

Vanne s  Amirati» 

Bartolus  Bonafedis. 

Tanus  ChiariJJìmi , 

Die  23.  menfis  Maii , 
Bellincione  Liberti  de  Albizzis  extra^us  fuit  loco 
fuperfcripti  Bartoli  Bonaffedis  mortui  ad  cfitium 
xij.  Bonor.  viror.  prò  eo  temp,  quo  difìus  Bartolus 
efje  debebat  in  ofitio  antediCto  s 

M  2  Die 


iSo  ISTORIA     FIORENTINA 

Die  i5.  yyienfìs  Martìì  ^  " 

Vexilltferi  Sotietitum . 

GheYctrdus  Volpi s  de  Canlgunìs . 

BenoZ}Zus   /Imunnatl . 

Kuccius  Oomiuj  Bardi  de  Amìrcttts  m 

Virtù  s  del  Chi  avi  cella  . 

Tierus  E  andini . 

Vhilippii^  Dticcit  de  Magalottis , 

Carocciuf  Lupi  del  Indice . 

Francifeus  Mei  de  AcctuìuoUs . 

Bernardiif  Lupi  de  ArdmgbcUis' . 

Giugninus-  Lapi  Donini . 

Strozza  Kojji  de  Strozzif. 

GuìlleUnus  Hicoli . 

Kaddnf  CemvT  Kardi . 

Daldus  de  Marignollis, 

Barene  Cappelli . 

'Francifciis  Ficreritini  F.agni . 

GianuT  Laudi  de  Alì^izz-is  » 

Lapuf  Gerii  de  Giugnis . 

DominiiS  lacohu?  Neri  de  Ritììs , 

Quorum  VexilUferorum  ofitium  &c,  inhiare  dehet  die 
primo  menjir  Aprili^  proxime  venturi  tt  finire  dehet 
die  ultimo  menfis  lulii  tutte  prcxime  fecuturi  Jub 
annis  Domini  1334.  Indiéf»  ij, 

Eodem  die, 

Duodecim  Boni  Viri  prò  trihus  menfìhus  itìcepturis  die 

primo  menfis  lumi  1354.  ^  utfequiturfiniendis* 

Tìcrus  de   Velluti s . 
Cioninus  de  Aglionis  », 


LIBRO      SETTIMO.-  tS^^ 

Vacctnuf  ^cmajì  de  Peruzzh* 

Domimts   E  iv ?/ lunus  M anetti , 

Domimi f  Kaynefius  del  Forefe  lurlfperituì^ 

Barthoiu^    houctuni. 

JtfJ^elmuf   Italie, 

^pirieliiif  de  M  orci  ano» 

Chinuf  Veri  KondiuelU  • 

Domtnuf  Forefe  d^  Kabntta  lurifperitus , 

Luti   DiritufedìS . 

Kerius  Lippi  * 

Die  2T.  menjts  luliic 

Vextlliferi  Sotìetatum, 

Simon  Scr  Donati  Bendi . 
Bermrdus  Domìni  AngioUni  de  Magli s , 
Balde/tnus  Giani, 
Johannes  t^tephani , 
Dom':nus  SdvejUr  Manetti. 
'K'iddus  Duccìi  de   Bucdlìs, 
Kerozziis  de    ihe^'tis 
Antoni'  s  Ser  Cacciae  Boncianì , 
Lottenus-  Dauanzatt . 
Bettone  Cini, 

BolsHlus-  Ubertini  de  Urozzis^ 
Ctnus  Mi  chi 
lacobus  Cejfi  Bechenugii  > 
Cjherardus  ì'agancllt . 
Ba^ider    Buti   Dav^nzì* 
Mancinus  So^  legni  » 
lac^bus  Landì  BHìotti » 
^aiduf  l/alorts» 
'Her-us'  Fer  benediéJi , 

Quorum  VexiUiferoniYii  ofitium  Initìdre  dehet  dieprl 

M  3  rao 


l8i  ISTORIA    FIORENTINA 

mo  meuji's  Augujli  prox.  venturi  &  finire  dehet 
dte  ultimo  m^njis  Kovembris  tunc  proxime  fecu' 
turi  fui?  annis  Domìni  Igg4.  Indìzi,  iij.  (i) 

Die  ...  menfis  Augufli , 
Duodecim  Boni  Viri  prò  tribus  merifibus  incepturis  die 
primo  menf,  Septemb»  1334*  et  ut  fequiturfiniendis , 

Cappone  Kechi, 

Beninus  Bergoli  » 

Cione  Bonfegnoris  * 

Mugnaiuf  Rechi* 

^uccius  Cechi. 

Cambiozzus  Neri  Aldobrandini . 

Lucas  Cenni  de  Strozzi s . 

Bartoluf  Lapi  Benci  » 

Johannes  Bernardini  de  Medicis . 

^addeus  de  Cerreto^ 

lovencus  Cionetti , 

Dominus  Bartolus  de  Kìtiis  <. 

Come  i  Fiorentini  prefero  in  guardia  Pietrafanta . 
Rubrica  508. 

NEgli  anni  di  Crlfto  mcccxxxv.  a'  dì  9  di 
Luglio  eflendo  Niccolaio  de'  Poginghi 
in  tenuta  del  cafteUo  di  Pietrafanta ,  avendolo 
auto  pegno  dal  Coneftabile  di  Francia,  quan- 
do fu  col  Re  Giovanni  in  Lucca ,  per  dieci 

mi- 

(i)  Nel  Priorifla  della  Magliabechiana  dopo  qucfta  Ru«- 
brica  fi  legge  :  Sah»  quod  diéfus  Autonius  extra{ins' 
fuit  dieìl.TfienJis  Mii  loeo  di^i  Bindi  , 


LIBRO     SETTIMO.  183 

miglia' di  fiorini;  non  pofl'endo  tenere  la  fpe- 
fa ,  lo  diede  in  guardia  a'  Fiorentini ,  e  per  fe 
tenne  ia  rocca .  1  Fiorentini  miilero  gente  da 
pie ,  e  da  cavallo  ,  e  Mefs.  Gerozzo  de'  Bardi 
v'  andò  per  Capitano  . 

Come  in  Firenze  s'  apprefe  fuoco ,  ed  arfom 
cinque  cafe .  Rub.  505;. 

NEI  detto  anno  s'  apprefe  il  fuoco  in  al- 
cune cafe  ;  ma  uno  da  fare  menzione 
s'  apprefe  .  il  quale  fu  alla  piazza  del  Duomo 
di  b.  Giovanni  nella  via  delCcrfo,ed  arfon- 
vi  cinque  cafe  con  molto  danno . 

Come  fi  fece  in  Firenze  un  Confervatore  di 
Capitano  di  guerra.  Rub.  510. 

QUelli ,  che  teneano  lo  flato  in  quel  tem- 
po in  Firenze ,  come  detto  è  addietro, 
teuiendo  di  coloro ,  che  parca  loro  degni  ef- 
fere  nel  reggimento  ,  ed  eilimavano  non  efièr- 
vi ,  fi  mormoravano  dello  fquittino  per  ad- 
dietro fatto  r  anno  pafl'ato  ;  di  crie  fotto  co- 
lore di  sbigottire  gli  sbanditi, che  pure  male 
faceano,  tolfono  Mefs'.  Iacopo  de'  Gabrielli  da 
Gubbio ,  e  diergll  50  ucMilni  di  cavallo,  e  1 00. 
fanti ,  con  balia  di  fare  di  fatto .  Quefti  fu 
uomo  rigido,  e  molto  sbigottirona  gli  sban- 
diti, e  cacciolii  della  città,  e  del  contado* 
M  4  che 


184  ISTORIA     FIORENTINA 

che  ogni  uomo  andava  fi  curo  ;  e  qua  fi  tutti 
li  Comuni ,  e  Terre  del  contado  di  Firenze 
condannò  per  avere  ritenuti  gli  sbanditi ,  e  fu 
detto  ,  alcuni  a  torto  ;  quello ,  per  buono  ufì- 
cio ,  o  a  torto ,  o  a  ragione ,  alcuna  volta  per 
fargli  attenti  a  buona  guardia ,  e  non  ricettar- 
gli ,  ove  non  fia  grande  la  condannagione  , 
forfè  non  era  rea.  Andava  cercando  alcuna 
grande  uomo ,  o  di  flato ,  o  di  potenza ,  di  cui 
aveflè  alcuno  appiccatoio,  e  avrebbe  voluto, 
gli  veniffe  a  mani;  infra' quali  uno  Rollo  di 
Gherarduccio  Buondelmonti  gli  venne  a  ma- 
no ;  egli  lo  prefe ,  e  gli  fece  tagliar  la  tefta . 
Dicefi,  che  coftui  non  fi  guardava,  perchè 
avea  auto  bando  del  capo  ;  perocché  riforma- 
gione  era  in  Firenze  ,  che  niuno  andaiìè  con 
arme  in  fervia;io  d'alcuno  contro  alcuno  Co- 
mune  di  Tofcana  .  Quefli  non  avea  offefo 
perfona  di  Firenze,  ma  ito  in  fervizio  de'To- 
lomei,  era  ito  in  una  cavalcata  a  Montalcino  ; 
quefto  fu  tenuto  ftrano  ;  ma  fecelo ,  ed  ogni 
uomo  tremò  di  lui,  dipoichè  la  cafa  de  i 
Buondelmonti  era  in  grande  (tato  a  quelli  tem- 
pi.  Stette  inuficio  uno  anno ,  e  guadagnò  be- 
ne ;  cominciò  lo  fuo  uficio  a'  dì  primo  di  No- 
vembre MCCCXXXV, 


Come 


r  L  I  B  R  O     S  E  T  T  I  M  O  .  I  85 

Co?7t€  Mefs.  Maftino  ebbe  la  Città  di  Lucca , 
Rubrica  511. 

XTEl  detto  anno  mcccxxxv.  in  calendi  di 
jJN  Novembre  ,  avendo  Mefs.  Maftino  della 
Scala  molto  tracciato  co' Rolli  da  Parma, quan- 
do ebbe  Parma ,  di  dare  Ponte  Triemoli ,  ed 
altre  caftella  a  Orlando  Rodò,  che  tenea  Luc- 
ca per  lo  Re  Giovanni ,  ed  egli  aveffe  Lucca  > 
così  compie  il  fuo  defiderio  ,  con  ordine ,  e 
con  intenzione  di  pigliare  tutta  Tofcana  ;  e 
prefa  la  poileffione  di  Lucca ,  i  Fiorentini ,  i 
quali  erano  in  lega  con  lui,  e  con  gli  altri 
Lombardi  ;  e  ne'  patti  era  ,  come  addietro  è 
fatto  menzione ,  che  la  lega  dovea  conquifta- 
re  ,  infieme  co'  Fiorentini ,  per  gli  Fiorentini 
Lucca ,  e  ciafcuno  collegato  avea  il  fimile  in 
fuo  paefe,  e  già  Mefs.  Maftino  fi  era  in  parte 
avuto  fua  promeila  ;  veggendofi  ingannati  i  Fio- 
rentini ,  mandarono  imbafciadori  a  dolerli  ; 
della  quale  ambafciata  ne  feguia,  che  per  gli 
Fiorentini  la  togliea,  e  riformata  in  pace  la 
darebbe  loro;  e  tutte  furono  parole,  parole. 

Come  i  Fiorentini  ebbero  Terre  del  Vefcovado 
d' Arezzo  .  Rubrica  512. 

Li  Aretini,  come  addietro,  furono  gran 
tempo  nimici  de' Fiorentini^  ed  avenda 

col- 


ttó  ISTORIA     FIORENTINA 

coir  aiuto  de'  Perugini  perduto  la  città  di  Ca- 
flello,  e  il  Borgo  a  ban Zipolerò,  erano  i  Tar- 
lati aliai  abbaflàti,  e  molte  pizzicate  avieno 
ricevute;  diche  vedendo  le  caftella  non  po- 
tere efiere  foccorre,nè  difefe  dagli  Aretini, fi 
dierono  a'  Fiorentini ,  con  efler  franchi  per  cin- 
que anni,  pagando  per  cenfo  un  cerc.il  dì  di 
San  Giovanni  Le  caitella  faro  no  que.lc  :  lo 
caftello  di  Bucine  ,  Cennina,  Gallatrone,  Ron- 
dine ,  e  la  Torriceìla ,  le  quali  Terre  erano 
fotto  la  fignoria  de' Tarlati .  E  ciò  fu  a' dì  z, 
di  Novembre  mcccxxxv. 

Quejii  fono  i  Priori  da  mezzo  Dicmkrf  13 34» 
a  mezzo  Dicembre  1335-  Kub.  513. 

flone  Ruffoli . 
Boninfegna  Gherardi . 
Tuccio  di  Dello  degli  Scilinguati. 
Marco  del  Rollo  degli  Strozzi. 
ISerone  di  ISigi  Dietifalvi  ^'>. 
Vanni  di  Benintendi  degli  Albizi . 
Geri  di  Stefano  Sederini  Gonf.  di  Giuft, 
Ser  Ugolino  di  Ser  Tonto  ^'^  lor  Not. 

Giovanni  dello  Scelto. 

Giovanni  di  Lamberto  dell' Antella. 

Francefco  Borghini . 

Cec- 

(i)  M5.  e  Petrib.  emettono  Dìetffsht . 
(2)  Perrib.  di  Sir  Conte . 


LIBRO     SETTIMO.  187 

Cecco  di  Gianni  Rigattieri . 
Giovanni  di  Donato  Viviani. 
Te<Thlaio  del  Cecino. 
Bonaccorfo  Bentaccorda  Gonf.  di  Giuft. 
Ser  Francelco  di  Ser  Giovanni  da  Rignano 
lor  Notaio. 

Mefs.  Bartolommeo  da  Caftelfiorentinp 

Dott.  di  Leggi. 
Forele  de'  Sacchetti . 
Bernardo  di  Lapo  degli  Ardinghelli . 
Michele  di  Clone  Maifei . 
Mefs.  Forefe  da  Rabatta. 
Mefs.  Jacopo  de'  Ricci  Dott.  di  Leggi . 
Bartolommeo  di  Cuccio  Siminetti  Gon£ 

di  Giuftizia . 
Ser  Salvi  ^'^  di  Benino  del  Poggio  lor  Net 

Ormannozzo  del  Bianco  Deti. 

Giotto  de'  Peruzzi . 

Bindo  di  Mefs.  Oddo  degli  Altoviii . 

Naddo  di  Cenni  di  Nardo. 

Daldo  di  Dingo  de'  Marignolli . 

Mato'(  al.  Matteo  )  di  Benvenuto. 

Francefco  di  Lapo  Giovanni  Gonf.  di  Giuft. 

Ser  Tommafo  di  Ser  Luca  da  Campi  lor  Noe. 

Giorgio  di  Barond. 
Maeflro  Fagno  Medico. 

.  Tue- 

(i)  Magi.  DUtf/éìlvf, 


l88  ISTORIA    FIORENTINA 

Tuccio  Cocchi^'^. 

Anfelmo  di   Palla. 

Giovanni  d' Uberto  Gambi . 

Tano  di  Chiariiìimo . 

Benedetto  di  Guccio  Gennai  Gon£  di  Giuli. 

Ser  Ruitico  Moranducci  lor  Nocaio, 

Agoftino  Mofcardi. 

Vanni  di  Ser  Lotto . 

Guido  di  Lapo  Guazza . 

Bartolo  di  Lapo  Benci . 

Simone  di  Nardo  Guafconi  » 

Lapo  Rinaldi  . 

Maeftro  Cambio  del  Maeftro  Salvi  Gonfal. 

di  Giuftizia  . 
Ser  Michele  di  Gianni  Criftiani  lor  Not. 

Die  . . .  mcnjts  Kovemhrìr . 
Duo^ecìm  Boni  Viri  prò  tribus  menjìbus  inceptumsd'ie 
-primo  mcnf,  Deccmb,!^^^»  &  ut fequiturjìniendls  * 

Domitiuf  Alexius  de  Rhucciis, 
Cinus  del  Migliore . 
Johannes  Domini  Lapì  Arnolfi . 
Duccius  Guidonis  de  Mancinìs  e 
Vannes  Donini , 
Ter  a  Baldovinettì . 
Bancuf  Lippi  lannts  * 
Bartolus  Vannis  Fuccifv 

II. 


(i)  MS.  Rocclji. 


LIBRO     S  E  T  T  I  xM  O  .  1 1^ 

Lor'tnuf  Bonaiutì . 
Betiediéìuf  Guccìi  Gena!  » 
yintonius  Landi  de   Albizzh  • 
Magifìer  Canihius  Medìcus . 

Die  .  . .  menpf  Kovembrìr  • 
Vexilliferi  Sotìetatum . 

Marcbur  Ditti  de  Quarata, 
Dominus  Rainalduf  Cajìnl . 
Dom'tnus  Tomufus  Corfini . 
Giìcctus  Stepbani . 
Taddeus  Donati  de  AtitilU  . 
Philippe  Ser  Ridolfi. 
Kogeritif  Ser  Guidonis . 
Guido  Lapi  Gtiuzze , 
Herozzuf  Mei  Compagni  ». 
Ser  Giovenchus'  Medicus  . 
Uhertinus  RoJJt  de  Strozzisi 
Feduccius  Vuccii  della  Maratta . 
Faulus  Keri  Bordoni . 
Lapus  Bt4gLiajje, 
VertiS  Durantis  * 
Coppus  Lapi  de  Medicìs . 
Mafus  Chiermonte/ù  de  Ucellitiis, 
Giovenchus  Cionetti , 
Francifcus  Perotti  Guadagni. 

Quorum  Vexilllferorum  ojìtium  &c,  initiare  debetdic 
primo  menjìs  Decembris  proxime  venturi  ^  et  finire 
debet  die  ultimo  menfis  Martii  tunc  proximefequtf 
turi  fub  annis  Domini  133 5.  Indiai,  iij. 


Die 


t$Ò         ISTORIA   FIORENTINA 

Die  22.  menfìs  Fehruarìi," 
DuodeclmBonì  Viri  prò  tribus'  menjibu^  ìncefturis  die 
primo  menjts  Martii  1 334.  &  ut  fequitur  fniendis  » 

Stlvefler  Alamanni. 

Agojiinus  Mofcardi . 

^anuy  BarmiceUi  » 

Thilippus  Ducei  Magalotti  • 

More  JJbaldini , 

IJbaldinus  Nicoli  Ardinghelli , 

Bingerius  Kardi  » 

Johannes  Carucci , 

Barone  Cappelli, 

Dominus  Ugbo  Lotteringhi . 

Lapus  Nicoli, 

Ciani4s  Dttti  Gherardini. 

Die  22.  nìertjts  Marti t . 
VexilUferi  Sotietatum , 

Banchus  Ser  B  art  oli . 

Gherardus  Boninfegne , 

Magifter  Lapus  Magìfìri  Rinuccii  » 

Bartolomeus  Cini  del  Migliore. 

Bertus  Cechi . 

VucciuT  del  Mdejlro. 

Nicolaus  lannìs  Bartoli. 

Coppfìr  Sfephani . 

Domirìus  Kainerius  del  Fòrefe . 

Sàbatinus  Ser  Simonis  . 

Vaulus  Domini  lacobi  dc  Strozzis . 

Ferus  Gutllelmt . 

Gìanottus  Baldejìs, 

Si" 


LIBRO     SETTIMO*  I9I 

Simon  Kardi  Cuafconts, 

Vanne s  Armati . 

Lcrinus  Bonaiuti  • 

Bandinus  Spigliatt  de  TtUcaria* 

Alhi'LZus  Kichi  de   Albizzts . 

Johannes  Albìz-z'^  Cambiti 

Quorum  Vexillìferorum  ojìttum  tmtìare  dehet  die  pn- 
mo  menfi  Aprili s  proxime  venturi  ^  &  finire  dehet 
die  ultimo  men/js  lulii  fune  prox,  fequuturì  &c^ 
fub  anni s  Domini  133  5.  Ind,  iij. 

Die  20.  menjts  Maii . 
Duodecim  boni  viri  prò  tribus  menjtbus  incepturis  die 
primo  menjjf  lunii  1335.  &  ut  fequitur  Jiniendis • 

Kerlus  Bochuccit 
Lapaccìus  del  Bene  • 
Caroccius  Lavi  del  ludice* 
Kicardus  Magtjlri  Fagni . 
Rinucciuf  Cocbi  » 

Ugo  Domini  Oddonis  de  Altovltis , 
Strozza  RoJJÌ  de  Strozzis, 
Cinus   Micbi , 
Salvinus  Armati* 
Sander  Buti  Davanzi , 
Aldobranctinus  Lapi  Rinaldi* 
Rogerius  Heri  de  Kitiis, 

Die  29.  menjts  lulii . 
Vexi  inferi  Sotietatum  • 

Dominus  Giachinottus  Corbìndli  lurifpcritus , 
Leone  Guicciardini , 
Kojfur  Aldobriindìnì . 

Vati' 


Ipi  ISTORIA     TIORENTINA 

Vannes  Manett: , 

Vannes  Bandirti, 

Tore/e  Sachetti . 

Donatus  Paci  ni  Per  uzzi .  .  ^t 

Salvaterra  Lippi , 

Johannes  Benci  Davanr,ati . 

Francifctif  Doncii . 

Valla  Domini  lacobi  de  Strozzi f. 

Mannuccius  Kardi  . 

Ciangherinus  Rotini  de  Becbenugiis  ». 

<3hinus  Veri  Rcndinelli , 

Michele  Ri/lori  Benincafe» 

Johannes  Donati  Piviuni, 

JDominicus  Fenci  JJcellini , 

Dominus  Chovone  de  Chovonihus . 

Dominus  Bartolus  de  Ritiis. 

Quorum  Vexilliferorum  ofitìum  &c,  initlare  dehet  die 
primo  menjts  Augufii  proxime  venturi^  et  finire 
debet  die  ultimo  menjìs  Kovemhris  tunc  proxime 
fequuturt  fuh  annis  Domini  1335.  Ind.  iiij\ 

Die  ultimo  menJis  lulii . 
Bertus  Ugolini  Vexillifer  vexilli  cluvìum  extractiis 
loco  fuprafiripti.  Dominici  hahentìs  devctum  j  & 
€xtra6ìus  fuerat  per  errorem . 

Die  25.  menjìs  Augufli . 

Duo  de  dm  Boni  Viri  prò  tribus  menjìb,  incepturis  die 
primo  menjis  Septemb,i'^^'^*&  utfequiturjlniendis^ 

Vannes  Migliorisi 
Datus  Ser  lobannis. 
Aldigherius  Ser  Gherardi , 
Dom.  Gianianus  Lapi  Rimaldelli .. 


LIBRO     SETTIMO.  I93 

Btndtis  Domini  Oddonìs  de  Altovltls^ 

Lotterlus  Davanzctti . 

Mafuf  Valoris . 

Nicolas  Guilielmt , 

Andreas  del  Kero  . 

Laurentius  lacopìni  Gualinght , 

Vannes  Benìntendi  de  Alhizz,is . 

Domtnus  Francìfius  Domìni  Lotti  lurlfprttusl 


Cerne  Mefs.  Mafiino  effendo  in  iega  co  Fiorentini , 

e  co'  Bolognefi  ruppe  loro ,  e  fece  loro  guerra . 

Rubrica  514. 

NEI  detto  anno  mcccxxxv.  come  a  verno 
fatto  menzione,  avendo  contro  a  ogni 
ragione  Mefs.  Maftino,  e  Mefs.  Alberto  tolto 
Lucca  ,  che  dovea  eflere  de'  Fiorentini ,  i  quali 
erano  in  lega ,  e  colla  gente  loro  i  Fiorentini 
cacciato ,  e  fconfitto  il  Legato  di  Bologna ,  e 
fatto  fare  Signore  grande  maggiore ,  che  non 
erano  quelli  della  Scala  ;  i  Lombardi  cercava- 
no di  metterlo  in  briga  co' Fiorentini ,  perchè 
egli  non  folle  grande  appo  loro  vicino  ;  ed 
era  per  la  fodduzione  de'  Fiorentini  cacciato 
di  Bologna  lo  Legato ,  ed  intrati  in  lega  i 
Bolognefi  co'*  Fiorentini ,  e  Lombardi .  Di  che 
proteftando  i  Fiorentini  a'  Signori  della  Scala , 
rendeiìe  loro  Lucca,  come  ne' patti  era,  non 
poflèndo  negare ,  dilTe ,  che  volea  danari,  pe- 
rocché goftava  loro  la  pace  col  Re  Giovanni 
Tomo  X  IL  N  aliai 


Tp4  ISTORIA    FIORENTINA 

affai ,  e  patteggiato  dovea  avere  da'  Fiorentini 
trecentofeffanta  mila  fiorini,  par  te  "in  danari, 
e  parte  in  ficurti  a  termini  .  Li  Lombardi 
fcordarono  quello  fatto, e  quando  i  Sindachi 
vollono  il  contratto ^'^  ii  ditie,  non  volea  de- 
nari ,  ma  voiea ,  che  i  Fiorentini  gli  aiutaffero 
avere  Bologna  Quando  queito  s' intcle  per 
gli  Fiorentini,  efiere  ingannati,  e  icherniti,e 
penfando  non  potere  per  niuno  danaro  avei'- 
la;  ma  veduto,  eh'  egli  volea  Bologna,  per 
avere  Firenze,  e  penfando,  che  per  meno, 
che  il  quarto  danaro  la  poterono  avere  due 
volte  ,  e  non  la  feppono  avere ,  proteftato 
a'  Signori  della  Scala  in  prefenza  de'  Signori 
Lombardi ,  fi  partirono  ,  e  vennonfene  .  Di  che 
in  un  di  Meflèr  MaPtino ,  colla  gente  ,  che  era 
in  Lucca,  fanza  sfidare  i  Fiorentini,  ne' Bo- 
lognefi ,  eh'  erano  in  lega ,  fi  corfe  il  contado 
di  Bologna,  e  Valdinievoìe ,  e  Valdarno  de'Fio- 
rentini  ;  e  ciò  fu  a'  dì  2  3.  di  Febbr/^^  mcccxxxv. 

Co772e  i  Fiorentini  fecero  ufiziaVt  ài  guerra ,  e 
UjìciaU  di  trovare  danari,  Rub.  515. 

I  Fiorentini    avendofi  veduti  traditi   da 
Mefs.  Mafiino ,  e  veggendo  niuno  ripa- 
ro, 

(i)  Nel  li^.  ip.  de^Prot.  alle  Riformag,  a  199.  di  qucfl-o 
anno  pare,  che  Ci  dichiarino  quefti  Sindici,  coyi: 
Sindici  ad  Ltgam  Dofti.  Ugo  Lotteringhi  Itid»  ^ 
Naddus   Cenni  Ntjrdi  »  Zih,  D.  a  i<5p. 

(2)  Villani  /.  1 1»  e  4^.  A'  dì  i^.  di  Febbraio, 


LIBRO     SETTIMO.  I95 

ro ,  fé  non  la  guerra  ,  fubitamente  eleflèro  fei 
cittadini  fopra  la  guerra,  e  14.  Ibpra  trovare 
danari,  con  grandillime ,  e  piene  balie,  ficco- 
m'e  avea  tutto  io  Comune  ,  e  ciò  fu  nel  detto 
anno  mcccxxxv.  A' dì  10.  di  Marzo  comincia- 
rono il  loro  uficio . 


Come  i  Fiorentini  feciono  fare  la  Rocca  in  Colle  ^ 

e  prolungarono  i  Colligiani  per  tre  anni  la 

guardia  di  loro  a'  Fiorentini  .Rub.  516, 

ERano  compiuti  li  termini ,  che  i  Fioren- 
tini avieno  avuti  con  gli  Colligiani ,  della 
guardia  ,  che  avieno  i  Fiorentini ,  di  Colle  ; 
onde  perchè  fi  vidono  in  pace ,  e  ben  trat- 
tare ,  per  tre  anni  fi  dierono  a'  Fiorentini .  E 
fecefi  un  cafléro  in  fuUa  piazza  ;  la  fpefa  della 
muraglia  fi  fece  per  metà  tra'  Colligiani,  e'  Fio- 
rentini; la  guardia  di  40.  fanti  pagano  i  Fio- 
rentini, e  lo  Calleilano /'^ 

N  1  Come 


(i)  I  due  nuovi  Ufìzìali  di  Colle  polli  quell'anno,  ed 
in  tsle  occafìone  da^  Fiorentini ,  fi  leggono  nel  lib,  19. 
de'  Protoc.  alle  Rtfirm.  a  200.  Nerius  D.  Alamanni 
de  AdimarihiiS  eleBus  Poteflas  Lollis  .  Mafiuus  Mafi 
de  Antellenjìbus  eUBui  Capitanetis  Collis .  Zìhald.  P, 
a  i6g. 


Jg6         ISTORIA    FIORENTINA 

Come  i  Fiorentini  moffero  guerra  agli  Aretini ,  e 

talfero  il  paffò  alla  gente  di  Mej}.  MajHno , 

che  andava  ad  Arezzo  .  Rub    517. 

T^Egli  anni  Domini  mcccxxxvi.  a' dì  14  di 
X^  Aprile  sfidarono  i  Fiorentini  gli  Areti- 
ni ;  e  k  cagione  fu  ,  perocché  lentirono  di 
certo ,  che  Mefs.  Piero  Saccone  de'  Tarlati 
avea  mandato  per  gente  a  Mefs.  Maftino ,  e 
con  lui  collegatoli ,  e  promeffo  fare  guerra 
a'  Fiorentini  ;  e  già  era  la  gente  venuta  infino 
a  Furiì  850.  barbute;  onde  i  Fiorentini  man- 
darono óoo.  barbute ,  e  co'  loro  amici  Bolo- 
gneii,  e  di  Ivomagna  contailaro  loro  il  paflb  , 
iicchè  non  vennono  ;  ed  i  Fiorentini  fempre 
alle  frontiere  d'Arezzo  avieno  700.  barbute 
a  guerreggiare  Arezzo . 

Come  i  Fiorentini  andarono  ad  ofle  ad  Arezzo ,  e  li 
perugini  infieme  dall'  altra  parte .  Rub.  5 1  8. 

A  Vendofi  i  Fiorentini  afficurati ,  come  det- 
to e,  che  la  gente  di  Mefs.  Martino  non 
pctea  palTare  in  Tofcana,  per  ire  ad  Arezzo, 
ieciono,  che  U  Perugini  fi  moflbno,  ed  anda- 
rono ad  Arezzo,  in  un  dì  11  Fiorentini,  ed 
i  Perugini ,  e  indi  flettono  ,  e  feciono  V  un  di 
qua  ,  e  r  altro  di  là  gran  guafto  di  pofTeffioni , 
e  di  biade,  di  campi ,  e  d'alberi,  e  fu  tanta 

la 


LIBRO      SETTIMO.  1 97 

la  moltitudine  di  pedoni  d'  ogni  parte,  che 
quali  preflò  alle  mura ,  e  tre  miglia  di  lunge 
non  rimafe  albero  vivo  ,  né  frutto,  ne  vigne  , 
e  quau  tutto  il  contado  nudarono  di  cafe ,  e 
non  li  ricorda  infino  a  quel  di  sì  gran  danno 
avere  ricevuto  gii  Aretini.  Ebhonvi  i  Fioren- 
tini 750.  barbute,  e  800.  pedoni;  e  li  Perugi- 
ni 400.  e  5300.  pedoni;  e  giunfe  lo  detto  olle 
ad  Arezzo  a' di  5.  di  Luglio  mcccxxxvi.  e  poi 
vedendo  da  non  far  loro  più  danno ,  li  parti- 
rono   del  contado  d' Arezzo  a'  dì  6.  d'  Ago- 

ilo  ^'^  MCCCXXXVI. 

Cornei  Fior  e  nthi  furono  levati  di  Fiefrafanta . 
Rubrica  519. 

COme  addietro  è  fatto  rnenzione,  Rub.  508. 
i  Fiorentini  avieno  avuto  in  guardia  la 
Terra  di  Pietralanta  ,  falvo  che 'l  catìèro  ,  da 
Niccolaio  de'  Poginciù  ;  di  che  eilendo  Mefser 
Mailino  divenuto  nimico  de'  Fiorentini,  sì  ef- 
fendo  Signore  di  Lucca  ,  trattò  con  Niccolaio 
d' aver  Pietrafanta  ,  e  dienne  lìor mi  undicimi- 
la ,  con  altre  promiiHoni ,  le  quali  promiilioni 
gli  furono  attenute  ,  come  udirete  .  Di  che  per 
Io  catTero  intrarono  pedoni ,  e^  cavalieri  in 
gran  numero ,  ed  ebbe  la  pofTeffione  Mefs.  Ma- 
flino  dal  detto  Niccolaio ,  ed  i  Fiorentini  ne 
N   3-  fu- 

(•i).VIllani  Uh.  rr.  e    48.   A' dì  4.  dì  Luglio  T  arrivo,  e 
tf'  di  7.  d'  Agofid  ,  ia  partenza . 


ipS  ISTORIA    FIORENTINA 

furono  cacciad  :  e  ciò  fu  a' dì  21.  d'  Aprile 
Mcccxxxvi.  ma  poi  il  Gennaio  vegnente  Mefs. 
Mailino  il  fece  pigliare ,  per  tagliargli  il  capo 
per  traditore  ,  e  ricomperoifi  fiorini  quindi- 
cimila d'oro,  per  non  morire  ,  e  quella  fu  la 
provvifione  ,  che  ebbe  . 

Come  t  Fiorentini  co  Viràziani  fi  legarono  inficine 
contro  Mefs,  Maftino  della  Scala .  Rub.  52  o. 

LI  Vini^lani  erano  in  certe  difcordie  con 
gli  Signori  della  Scala,  come  avviene 
fempre ,  che  li  Comuni  furono ,  e  fono  fem- 
pre  nimici  de' tiranni,  e  de  converfo ,  e  fpe- 
zìalmente ,  e  maggiormente  quando  vicinano , 
come  eglino  faceano  .  Di  che  i  Fiorentini  or- 
dinarono farft  incontro  a' Viniziani,  ed  ulti- 
mamente infieme  feciono  lega,  e  compagnia 
per  un  anno ,  e  mei!  due  ,  e  dì  quattordici  ; 
e  cosi  fu  bandita  a' dì  1 5.  di  Luglio  mcccxxxvi. 
con  quelli  patti  ^'^;  che  duemila  barbute  y  e  due- 
mila fanti  folle  la  lega  de'  detti  Comuni ,  e 
che  due  cittadini  aveflbno  balia  di  foldare , 
e  di  caflare,  e  far  guerra  in  compagnia  del 
Capitano  per  gli  Fiorentini ,  e  fimile  due  Vi- 
niziani,e  così  dovelTero  eflere  in  Lombardia, 

e  Tri- 

(i)  Al  lìh.\ì,de^ Prof,  nelle  Rìformag,  fotto  queft*  anno 
a  ri8.fi  leggono  i  nomi  de*  due  Ambafciadori  a  ciò 
fpediti  da*  Fiorentini  a  Venezia  ;  Sp'inelltis  Primerani 
de  Mofcìano ,  ^  DuccUis  Lapi  de  Alhertìs  Amba* 
iciatores  ad  Vtgam  Ven^t'tis*  Zib,  D.  ^  172» 


LIBRO      S  E  T  T  I  xM  O  .  ipp 

e  Trlvigiana  ;  e  più  altre  convenzioni ,  le  quali 
li  contennono  nella  detta  lega  .  E  nota,  Let- 
tore ,  che  il  Comune  av  ea  grandi  fpefe ,  e  facca 
di  comune  la  detta  fpeia  con  gii  Viniziani, 
e  trovoiFi  debito  fiorini  centomila  il  Comune 
di  Firenze  quando  fece  quella  lega ,  ed  avea 
mille  barbute  a  V^inegia  ,e  fecentocinquanta 
a'  palli  in  Remagna  ,  perchè  non  palìàlie  ad 
Arezzo  gente  ,  e  fetter.entocinquanta  ad  A- 
re/zo,e  dava  di  merito  a  15.  per  centinaio, 
e  trovava  cittadini  ,  clie  pagavano  ogni  tua 
fomma,  e  credeano  al  Comune,  dando  loro 
a  ragione  di  cinque  per  cento,  oltre  a  quello 
del  Comune. 

Come  Mefs.  Mallini  fece  cavalcare  i  Fiorentini 

colia  gente  ,  che  avea  20  i  Lue  che  fi ,  fer 

due  volte .  Rub.  52,1. 

NEI  detto  anno,  e  di  Luglio  a' dì  14/'^ 
ufcirono  di  Lucca  400.  uomini  di  ca- 
vallo, e  pedoni  2000  e  vennono  la  leraaBug- 
giano  in  lo  iole  tramonto  .  La  notte  medeii- 
ma  andarono  al  borgo  di  Cerreto  Guidi  nel 
Valdarno  di  lotto;  e  quello  ellèndo  affoflTato 
combatterono  ,  ed  arfero  ,  e  guaitarono  ,  e  tor- 
narli quel  dì  medelimo  a  Buggiano .  Poi  a' dì 
5.  d'  Agofto  vegnente  Ciupo  degli  Scolari,  che 
era  in  Lucca  Capitano  della  foreiieria  di  Mef- 

N  4  ier 

(i)  Villani  /.u.c.  50.  A  dì  15.  la  notte» 


aOO  ISTORIA    FIORENTINA 

fer  Maflino  della  Scala,  fi  parti  di  Lucca ,  e 
pafsò  Arno  con   850.   cavalieri  ^'^-^  e    pedoni 
3050.  e    andonne  al  borgo  a  Santa  Fiore,  e 
guaftollo ,  e  poi  n'  andò  a  Martignano  ^^^  nel 
contado  di  Sanmignato ,  e    flettervi  due  dì. 
La  brigata  de  Fiorentini  traflero ,  ed  accoz- 
zarli a  Sanmignato ,  e  coftoro  effendo  a  Santa 
Gonda^'^  e  trovato  fatte  barre  ,  temettono ,  e 
quali  in  rotta  il  partirono ,  e  perderono  molti 
pedoni,  ed  alquanti  cavalieri  per  la  Gufcia- 
na^'^^je  per  quelli  pacli  fi.  tornarono  male  in. 
concio,  e  fu  lo  numero  perduto  de'  pedoni  80. 
e  de'  cavalieri  28.  infra' quali    erano   cinque> 
Coneftabili,  e  s'egli  aveflèro  i  Fiorentini  fol- 
dati,  non  ne  andava  capo  di  quelli  di  Mef- 
fer  Maftino. 

Cmie  i  Fiorenthìl  rìpofono  il  Caftdlo  di  Latmna  ^ 
Rubrica  522. 

NEI  detto  anno  mcccxxxvi.  a'  dì  20.  d'  Ago* 
fto  il  Comune  di  Firenze  conlinciò  a  edi- 
ficare ,  e  riporre  il  caftello  di  Laterina  ,  lo  qua- 
le era  disfatto ,  e  per  guardia  di  quello  vi 
lafciò  200.  uomini  a  cavallo,  e  che  faceffera 
guerra  agli  Aretini. 

Comt 


(i)  Vili,  ivt,  800.  cavalieri  <= 
(a)  MS.  Marcignana* 
(3)  MS.  Conda, 
\ft\  MS.  Lufciana  « 


LlB^RO     SETTIMO.  201 

CQ?ne  Mefs.  Fiero  de'  RoJJi  da  Vanna  venne  in  Fi- 
renze  per  Captano  di  guerra  della  lega  trai 
Viniziani ,  e  i  Fiorentini  con  quelli  della  Scala , 
€  andò  a  Lucca  prima ,  e  fconfijfe  i  Lucchefiy  e  i 
Pifani.  Rubrica  523. 

NEI  detto  anno  a' dì  14.  Agofto  ^'^  glunfe 
Mefs.  Piero  de'  Roffi  da  Parma  in  Firen- 
ze per  Capitano  della  lega  fatta  tra'  Vinizia- 
ni,  e  i  Fiorentini,  contro  a  quelli  della  Scala, 
dove  fu  bene  veduto ,  ed  onorato  ;  ed  il  dì 
primo  di  Settembre  ufcì  fuori  con  400.  bar- 
bute ,  e  fanti  8000.  ed  andando  predando,  e 
guadando  il  contado  di  Lucca  infino  in  fui 
Prato,  ed  in  quel  terreno  flettono  cinque  dì ^ 
e  con  preda ,  e  con  vittoria  fé  ne  venieno . 
Ma  i  Luccheli  con  gente  de'  Pifani  fi  pararono 
loro  innanzi  ad  Altopafcio ,  e  quivi  era  una- 
tagliata  di  terreno  .  Li  corridori  de' Fiorentini 
ricevettona  alcuno  danno  ;  ma  quando  le  fchie- 
re  s' appreflaro ,  e  combatterono  co' Luccheli, 
eh'  erano  600.  cavalieri ,  e  pedoni  aflài ,  molto 
durò  la  battaglia,  alla  perfine  furono i  Fioren- 
tini vincitori ,  ed  i  Luccheli  fi  ricolfero  nel 
Ceruglio  con  gran  danno,  e  perderono  genti , 
e  bandiere  affai;  infra  l'altre  vi  fu  la  ban- 
diera di  Mefs.  Maftino  della  Scala  ;  e  il  di  di 
S.  Maria  tornarono  in  Firenze . 

Come 

(i)l  Villani  /.II,  e.  51»  vi'  ^f  «S'^'  ^goflo . 


2.02  ISTORIA    FIORENTINA 

Come  Mejs.  Piero  Ri Jt  Capitano  partì  "di  Firenze ^ 
e  andò  a  Vinegia ,  Rub.  524. 

NEI  detto  anno,  a'  dì  20.  di  Settembre  ufcì 
fuori  Mefs.  Piero  Roiìb,  ed  andò  verfo 
Lombardia  al  fervigio  della  lega  de'  Vinizia- 
ni,  e  qui  fi  trovò  fui  contado  di  Padova  a 
Bogolenta  con  4000.  uomini  di  cavallo ,  e  molti 
pedoni,  con  danno  della  città  di  Padova,  ed 
arie  i  borghi,  e  le  ville  d'intorno. 

Come  (h'imido  de'  Rolji  da  Parma  fi  fatto  Capitano 

di  guerra  de'  Fiorentini ,  e  andò  addojjo 

a  Lucca,  Rubrica  515. 

NEI  detto  anno  a' dì  \6.  d'Ottobre  venne 
in  Firenze  Orlando  de'  Roffi  da  Parma 
per  Capitano  di  guerra  ,  e  a'  dì  25.  di  Novem- 
bre ^^^  del  detto  anno  ufcì  fuori  con  1200. 
uomini  da  cavallo  ,  e  5000.  pedoni  ^'^ ,  e  andon- 
ne  a  Lucca  contra  il  contado  di  Lucca ,  e  fla- 
re,  e  fcorrere  infino  in  fui  Prato  di  Lucca, 
ed  ardere  .  Con  preda,  e  con  onore  fi  torna- 
rono in  20.  di  in  Firenze. 

Quefti 


(1)  Villani  /.  1 1.  r.  %%,  A  ài  1 7.  <^i  Novemhre  . 

(2)  Vili  ivi ,  milh  trsQ^ntQ  cavalieri  »  e  tremila  pedoni 


LIBRO     SETTIMO.  203 

Quelli  fono  i  Priori  da  mezzo  Dicembre  1335. 
a  mezzo  Dicembre  1336.  Rub.  526. 

PAgolo  di  Ridolfo  Guidi, 
Cione  d'  Alberto . 
Francefco  di  Meo  Acciaiuoli . 
Spinello  di  Primerano  da  Mofciano. 
Sandro  di  ButoDavanzi. 
Taldo  Valori. 

Mefs.  Rinaldo Cafini  D.  di Leg.  Gonf. di Giuft. 
Ser  Marco  di  Ser  Buono  da  Ugnano  lor  Not. 

Clonino  Aglioni. 

Coppo  Borgheli. 

More  Ubaldini . 

Banco  di  Lippo  Gianni. 

Vanni  Armaci . 

Luti  Dirittafedi. 

Filippo  Buonfigliuoli  Gonf.  di  Giuftizia . 

Ser  Salvi  Dini  lor  Notaio. 

Bernardo  di  Neri  da  Quarata. 
Giovanni  Bonaccorli , 
Pero  Baldovinetti . 
Chele  di  Paa;no  de'  Bordoni , 
Dietifalvi  di  Nigi . 
Bellincione  d'Uberto  degli  Albizi. 
Coppo  di  Stefano  de'  Bonaiuti  Gonf  di  Giuft. 
Ser  Dionigi  di  Bindo  da  Caleazano  lor  Not.^'-'^ 

Fran- 
(0  MS.  romette. 


204  ISTORIA     FIORENTINA 

Franccfco  Saflbli  ^'K 

Giovanni  di  Mefs.  Lapo  Arnoln .' 

Lottiéri  Davanzati . 

Piero  Guiglìelmi . 

Ghino  di  V'eri  de' Rondinelli, 

Mefs.  Francefco  di  Mefs.  Lotto  Dott.  di  Leg. 

Ubertino  del  Roflò  degli  Strozzi  Gonfal. 

di  Giuftizia. 
Ser  Giovanni  di  Benvenuto  da  Sedo  lor  Not, 

Cappone  di  Recco  Capponi . 
Donato  di  Pacino  ^"^  de'  Peruzzi . 
Bartolommeo  di  Stefano  degli  Acciaiuoli  ^^K 
Cenni  di  Nardo  Rucellai. 
Mefs  Ugo  Lotteringhi  Dott  dì  Leggi  ^'^^ 
Neri  di  Lippo  . 

Gherardo  Paganelli  Gonf  di  Giuft. 
Ser  Dietifeci  di  Ser  Michele  da  Gangalandi 
lor  Notaio . 

Francefco  d'  Andrea. 

Filippo  di  Duccio  de'  Magalotti . 

Rinuccio  di  Cocco  de' Cocchi. 

Bartolo  di  Vanni  Facci. 

Andrea  del  Nero  . 

Mefs.  Bartolo  de' Ricci  Dott.  di  Leggi. 

Zato  di  Gaddo  Paffa vanti  Gonf.  di  Giuli. 

Ser  Lippo  di  Ser  Cambio  da  Vinci  lor  Not, 

(i)  PeCrìb.  Saffolinì.        (2)  Petrib.  di  Pagno^ 

(3)  MS.  lafcia  degli  Acciainoli , 

(f)  MS.  aggiugne  >  di  quelli  della  Stufi*, 


LIBRO     SETTIMO.  20^ 

DV  22.  mcnfìs  Kor^emhrif  . 

Duodectm  Boni  Viri  prò  tribus  menjtbus  tnCepturts  dÌ0 

primo  Decemhris  1335.  <^  ut  fiquitur finiendìs  ♦ 

Domifius  Tomafu^  Corjtnì  ^ 
Btephanus  del  Benino  . 
Boninfegna  Gherardi .. 
Torce  Un  s  Rechi . 
TJlì'Verìus  Lapi  Guazze» 
Bartolus  Paradijì. 
Dominus  Orlandus  Marini  » 
Giunta  Hardt, 
Diet i/ahi  Higii  * 
Kicolus  Berti  Strozzale  hi , 
Mafus  Chiermontejts  de  Ucellinis  * 
Zdtus  Gaddu 

Eodem  die . 
Vexillifert  Sotietatum . 

Loigfus'  Domini  Andree  de  Mozzis . 
Beninus  Borgoli , 
Corjtnus  Mozzi  Corjìni  * 
Gerius  Stephani , 
Majinuf  Mafi  de  Antilla . 
Dinus  Lapi  de  la  Bioìa  . 
Duccius  Lapi  de  Albertis. 
J^anchuf  Uardani  de  Acci  aiuoli  s  . 
Tuccius  Cochi , 
Francifeus  Grandonis, 
Johannes  Caruccii . 
Talconerius  Baldejìs  ^ 
Kardus  Cajj'ni . 

Do- 


206         ISTORIA    FIORENTINA 

Dominus  Ugo  Lotteringht  » 

Taddeus  Domìni  Aldobrandt  de  Cerreto^* 

Ber  Vierus  Machonìs* 

Johannes  Durantis  . 

lacobuf  lungni  de  Ghingnìs , 

Hogerlus  Heri  de  Ritiì} , 

Quorum  VextlUferorum  nfitium  &c»  intticire  dchet  die 
■^rìmo  menjis  Decembris  proxime  'venturi  ^  et  finire 
debet  die  ultimo  rnenfis  Martii  tunc  proxime  fé  e  U'- 
turi  fub  annis  Domini  1336.  Indiéf,  titj»^ 

Die  27.  rnenfis  Kovembris^ 
Bctrtolus  Vannis  Puccii  extraólus   loco  fuprafcriptt 
lohannis  Caruccii^  quia  erat  abfens  * 

Die 

Duodecim  Boni  Viri  prò  tribù f  menfibus  incepturis  die 
primo  rnenfis  Martii  i^T^ó»  &  ut Jequitur  finiendis . 

Marchus  Mini  de  Quarata. 

ZenobitTs  de  lo  Scelto . 

Gherardus  Baroncelli . 

Bencivenni  Bonfoflegni . 

Dominus  Marchus  Ciotti  de  Marchis. 

Bartolomeus  de  Siminettis . 

Falla  Domini  lacobi  de  Strozzis, 

Tierus  Ceffi  de  Bechenugis  • 

Matheus  Borghi  Rinaldi» 

Richus  Buti  Davanzi , 

Dominus  lacobus  de  Ritiis, 

Teghiaius  del  Cecino. 

Die  ig.  rnenfis  Februarii . 
Kaddus  Ser  Spigliati  de  Filicar.ia  extraélus  locofu- 
prafcripti  Teghiai  quia  erat  abfens , 

Die 


LIBRO     SETTIMO.  207 

Die  20.  men0s  Marttì . 
VexiUiferh  Sotletatum  • 

Ser  Fred!  Blndt  de  Pa^zano  Kot* 

Frartcil:us  Cennìs  Eiliotti . 

Fbilippus  Bon/jgnon's' . 

TJguccìcne  Chi  avi  ce  Ile  , 

lobcinnes  Beni  VAÌarius* 

Bonacurfus  Bentacorde . 

lacohus  Ser  Keri , 

Francifcus  Borghint . 

Ubaldinus  Nicoli  de  ArdinghelUs . 

Nerius  Pugni  Vaiarius, 

Donatuf  Alhtzzi  Orlandim . 

Bingeriuf  Nardi, 

Bartolus  Morelli. 

Federigus  Eoidi .  . 

Salvtmts  /ìrmati , 

Johannes  Bernardini  de  Medicis  , 

Landozzus-  Uberti  de  Albizzis , 

Aldobrandinus  Lapi  Rinaldi, 

Cambius  Albìzzi  C ambii , 

Quorum  VextUlferorum  ofitium  initiare  debet  die  prt^ 
mo  menjù  Apnlìf  proxime  venturi^  &  finire  debet 
die  ultimo  mentir  lulii  tunc  prox,  Jequuturi  &€* 
fub  annis  Domini  133Ó.  Ind,  iiij\ 

Die  28.  menjis  Mail, 
Duodecim  boni  viri  prò  tribus  menjibus  incepturis  die 
primo  men/if  [unii  133Ó.  &  ut  fequitur  Jìniendis . 

eh  era  rdu  s  L  anfredin  i , 
Andreas  Petrl  de  Magli s, 

Kad' 


lo8  ISTORIA    FIORENTINA 

Kaddus  Duccìi  de  Bucellis . 

Taddeus  Donati  de  Antìlla . 

Atciixiuolus  Domini  Kicole  de  Acci(tiuoUf% 

Keritis  Kiccboli  de  Ardinghellìs  * 

Faìconeriuf  Baldejis , 

ConJtgUus  IJgonìs» 

Coppus-  Lupi  de  Medici s^ 

Guido  del  Pecora . 

Matuf  Benvenuti  » 

Gertus  Vermilgli  • 

Die  lAr*  menjìs  lulii  • 
Vexilliferi  Sotietatum . 

Thilippus  Bencini  del  Sanna. 
Adoardus  Domini  Fhìlippi  Belfradelli» 
E>atus  Ser  lohannis . 
lacobus  Salvi» 

Dominus  Biviglianu^  Manetti , 
Kojjhf  Sachetti. 
Aldigheriuf  Ser  Gherardi . 
Guillelmus  Vince  de  Altovitif, 
Bartolinus  Salimbenis, 
Frederighus  Domini  Ardovlni  de  Signa» 
Lucas  Cerini  de  Strozzi^, 
Michele  Cionis  Majfei , 
Camhius  Rojft, 
Ser  Tanus  Nardi  Guafconif, 
Stefanus  Berti  Davanzali, 
Zenobius  del  Bulgliajfa , 
Ser  Ventura  Monachi. 
Fieruy  del  Fapa , 

Ber  Michele  Ser  Bonacorji  de  Lafìra . 
Quorum  Vexilliferorum  ojìtium  ìnitlare  dchet  die  prt' 

mo 


LIBRO     SETTIMO.  209 

m9  menjis  Augufli  prox.  venturi  &  finire  dehct 
die  ultimo  Tììenfis  Kovemhris  iurte  proxime fecu" 
turi  fub  annls  Domìni  I J36.  Indlói,  iiij> 

Dif  27.  menjìs  Augufli. 
Duodeclm  Boni  Viri  prò  tribus  msnjibus  Incepturìs  die 
primo  menf.Septemb»  I336»  etutfequlturjìniendìr^ 

Gherardus  Volpi s  de  Caniglanif. 

(Jherarduy  Bofijt* 

Bonlfazius  Tommajì  de  Feruzzif  * 

Bartholinus  Filippi . 

Dominus  Rajnerluf  del  Forefe , 

Chlarozzus  del  Bene  Chiari . 

Chrljiofunus  Pucci i, 

Laurentlus  Adimari  Villanuzzi* 

Tranci fcus  Fiorentini  * 

^anus  Pini . 

Albizzus  Ricchi. 

lohannes  Albizzi  Cambi. 


Come  il  Comime  di  Firenze  ebbe  la  Città  i*  Arezzo 
da  Mefs.  Piero  Tarlati  detto  Saccone .  Rub.  527. 

NEi  detto  armo  mcccxxxvi.  a'  dì  io.  di  Mar- 
zo ^'^  li  conchiufe  una  concordia  tra  Mef- 
fer  Piero  da  Pietramala  d'  Arezzo, detto  Mef- 
fer  Piero  Saccone  co'  Fiorentini  ;  Io  quale  non 
veggendo  modo  d'  avere  foccorfo  da  quelli 
della  Scala ,  la  fignoria  d'  Arezzo  non  poflendo 
tenere  ,  la  die  al  Comune  di  Firenze  .  DilTeii , 

Tomo  XIL  O  che 

(0  Villani  /.u.c.  6^.  A'  dì  7.  di  Marzo  . 


210  ISTORIA     FIORENTINA 

che  n'  ebbe  affai .  Lo  Comune  lo  prefe  ,  e  la- 
fciollo  al  popolo ,  e  rimifl'evi  i  Guelfi ,  e  ri- 
formolla  de' Priori,  ed  altri  uficj  di  Guelfi,  o 
mandovvi  Podeilà  Mefs.  Currado  de'  Pancia- 
tichi  da  Piftoia,  e  Confervadorc  Bonifazio 
de'  Peruzzi  di  Firen^:e  ^'^ ,  e  grandiffimo  tempo 
era  paflàto ,  che'  Fiorentini  non  avieno  avuto 
maggiore  allegrezza  ,  con  gran  fé  la  d'  armeg- 
giare, e  di  fede,  e  compagnie  fé  ne  fecero  ,  e 
non  fi  lavorò  ,  né  tenne  botteghe  aperte  tre  dì 
nella  città  di  Firenze  ;  ma  li  Perugini  fi  dolfono 
molto  di  ciò. 


Come  Mefs.  Piero  Saccone  venne  in  Firenze . 
Rubrica  528. 

N'Eir  anno  del  Signore  mcccxxxvii.  d'Aprile 
dì  io.  venne  in  Firenze  Mefs.  Piero  Sac- 
cone,  e  quafi  tutti  li  fuoi  conforti,  e  richle- 
fero  eflere  veri  cittadini  di  Firenze  .  Fu  loro 
acconfentito ,  ed  onorati  grandemente  ;  e  poi 
fatto  ciò  ,  fi  partirono  ,  e  tornarù  in  Arezzo . 

C077ì€ 


(i)I  Sindaci  deftinatì  dalla  Repubblica  a  fermare  quefto 
trattato  fi  notano  nel  lib,  \i.  de*  ^rQt,  delle  Riform, 
ais6.  e  a  "^og»  fotte  queft' anno  :  Do;;;.  Gfaninntts 
Lapi  Giauiaui  f  ^  Bonìfazitis  de  Peruzzis  Si  «dici 
nd  pficem  cum  Arretjnis ,  ^  Petramalenjìbtts  >  2/» 
halJ.  D.  <J  173. 


LIBRO     SETTIMO.  tu 

Come  il  Comune  di  Firenze  s^  accordò  co  Veriigtni 
de"  fatti  i  Arezzo ,  Rub.  529. 

NEI  detto  anno ,  e  mefe  d' Aprile  per  Am- 
bafciadori,  e  Sindachi  Fiorentini  fi  prefe 
concordia  co'  Perugini ,  ed  ebbono  in  Arezzo 
alcuna  preminenza  d'  un  giudice  d'  appellazio- 
ne ,  e  per  cinque  anni  certe  caftella  ritenno- 
no  per  (icurta  di  loro;  e  fu  fatta  pace  tra'  Fio- 
rentini ,  ed  Aretini  co'  Perugini . 

Come  i  Fiorentini ,  e*  Viniziani  feciono  con  quelli 
della  Scala,  colle  Signorie  di  Melano  Alefs.Azzo, 
e'  Marcheji  di  Ferrara ,  e  con  Alefs.  Luigi  da 
Gonzaga  ,  e  co'  Signori  di  Mantova .  Rub.  530. 

NEir  anno  di  Crifto  mcccxxxvii.  d'  Aprila 
fi  molTero  Mefs.  Azzo  Bifconti  Signori 
di  Melano  ,  e'  Marche (1  da  Ferrara ,  e  Mefser 
Luigi  da  Gonzago  Signore  di  Mantova ,  e  an- 
darono  a  Vinegia ,  e  cercarono  concordia  con 
gli  Viniziani ,  e  con  gli  Ambafciadori  Fioren- 
tini di  pacificargli  inlieme niente  con  Mefser 
Maftino ,  e  Mefs.  Alberto  della  Scala  Signore 
da  Verona  .  Rimafe  da  quelli  di  Verona  V  ac- 
cordo .  Di  che  i  predetti  di  Melano ,  di  Fer- 
rara ,  e  di  Mantova  fi  collegarono  con  gli  Vi- 
niziani ,  e'  Fiorentini  contro  a  quelli  della  Sca- 
la ;  di  che  fu  gran  conforto .  E  '1  Re  Carlo  di 
O  2  Eoe- 


115  ISTORIA     FIORENTINA 

Boemia  figliuolo  dello  Re  Giovanni  Venne  nel- 
la detta  lega,  e  cavalcò  il  Trevigiano,  e  tolfe 
a  Meis.  Maitino  Civita,  e  Feltro.,  e  grande 
fconforto  n'  ebbono  quelli  della  Scaia . 

^ome  i  Fiorentini  7n  andarono  ojle  a  Die  e  a ,  e 
nchieftro  V  amijia .  Rub.  531, 

Esfendo  i  Fiorentini  difiderofi  di  moftrarc 
loro  vigore  in  ogni  luogo  ,  e  ipezial mente 
a  Lucca,  richiefono  T  amifta  ;  infra'  quali  i 
Bologneli  dierono  20 j.  uomini  di  cavalo,  e 
lì  RomagnuoH  100.  gli  Orvietani  Od.  i  Peru- 
gini 1 00.  li  Tarlati  50.  é  1 00.  pedoni ,  gli  Are- 
tini 500.  pedoni,  li  Saned  100.  cavalieri,  che 
poco  féciono ,  che  non  vollono  ufcire  del  con- 
tado di  Firenze,  Colle  loo.  pedoni,  Volterra 
lou.  pedoni,  Sàngimignano  106.  pedoni,  i 
Conti  150.  pedoni-,  la  città  di  Caftelìo,  ed  il 
borgo  Saniipolcro  100.  cavalieri ,  e  203.  pedo- 
ni ;  ed  ufcironó  di  Firenze  il  primo  dì  di  Giu- 
gno. Ufcì  l'olle  fjori  con  2000.  barbute,  e 
loooo.  'pedoni,  e  andarono  a  Buggiano,  ed  a 
Fefcia ,  e  tutto  gualtarono,  e  pollo  il  campo 
al  Ceruglio  fcorfeno  lo  contado  di  Lucca,  e 
guaftaròno  il  biado,  e  le  vigne,  ma  niuna 
Terra ,  o  Caftelìo  prefono ,  perocché  non  in- 
tefero  i  Lucchefi ,  fé  non  alla  difefa_,  e  bene 
avieno  guarnito  i  loro  caftelli  ;  e  così  guailo 
ogni  cofa ,  tornarono  con  preda,  e  vittoriofa- 

men- 


i  I  B  R  @     S  E  T  T  I  ìM  0  .  213 

mente  in  Firenze  a'  dì  primo  d' Agofto  mccc- 

XXXVII. 

Come  feciono  più  cavakate  i  Fiore-ntinì^  e*  Vini- 
zi  ani  a  Verona,  Rub.  532. 

TJErcliè  è  pure  della  noftra  materia  della 
Jt  Città  per  lega,  diremo  de' fatti  di  Lom- 
bardia, il  Capitano  delia  lega  mandò  Mei'ser 
JMarlil io  Rollo  con  duemila  cinquecento  ^*^- ca- 
valieri della  lega^  e  fu  a  Mantova;  e  quivi 
ragunati ,  e  collegati  cavalcarono  a  Verona, 
e  corlero  il'  palio  il  dì  di  S.  Gio\  anni ,  e  moJto 
male,  e  danno  averieno  fatto,  fé  non  che 
quelli  della  Scala  corruppero  per  moneta  certi 
Tedefchi  della  lega,  e  v oUono  poi  la  batta- 
glia colla  lega  ;  di  che  di  neceffità  fu ,  che  fi 
partifle  per  tomarfi  a  Bogolenfo,  ed  in  quefta 
tornata  lentendo  Mcfser  Maaino ,  che  s'  era 
Mefs.  Marlilio  fermo  a  Mantova,  n' andò  con 
3000.  cavalieri ,  e  5000.  pedoni  a  Bogolento, 
e  ftrinie  Mef^.  Piero  in  Bogolento  per  modo, 
che  lo  affamò.  Mcfs  Mariiiìo  li  partì ,  e  andò, 
e  foccorfelo  per  modo  ,  che  intrò  in  Bogolen- 
to .  Mcfser  Ma.lino  fé  n'  andò  in  Padova ,  e 
quivi  lafciò  Mefs.  Alberto,  ed  egli  tornò  a  Ve- 
rona ;  e  Mefs.  Marfilio  s' accollò  a  Padova ,  ed 
^^flediqlla  dall'uno  de' lati,  per  certi  trattati, 
O  3  che 

(i)>  Villa  ni  i.  II.  e, 61,  con  duemila  e  ^u4ttr9cento-- 


ai4  ISTORIA     FIORENTINA 

che  fi  intendea  con  certi  dentro  y  e-  con  Me(- 
fere  Albertino  ^'^  da  Carrara  . 

Come  la  lega  cìe^  Fiorentini ,   é  Viniziani ,   e  gli 
altri  collegati  ebbono  Padova ,  e  quelli ,  che  la 
diedero ,  furono  nella  lega ,  e  vi  fu  pefo  Mef 
fere  Alberto.  Rubrica  533. 

NEI  detto  anno ,  a'  dì  3.  d'Agofto ,  per  trat- 
tato delli  detti ,  Mefs.  Ubertino  ,  e  Mar- 
filio ,  il  Capitano  della  lega ,  Mefs.  Marlìlio , 
e  Mefs.  Piero  RofTo  intrarono  in  Padova  ,  e 
corferla  per  la  lega ,  e  poi  lafciarono  la  figno- 
jria  a  loro ,  ed  intrarono  in  lega  ;  ma  fuvvi 
prefo  entro  Mefs.  Alberto  della  Scala ,  con  al- 
tri ,  e  mandati  a  Vinegia  ;  di  che  ivi ,  ed  in 
Firenze  fi  fece  gran  fella ,  e  grandi  allegrezze  . 

Come  morì  Mefs.  Piero  Rojfo ,  e  Mefs,  MarfiUo  ; 
^    ed  Orlando  Kojfo  fu  fatto  Capitano  della  lega . 
Rubrica  534. 

NEI  detto  anno,  e  mefe  d'  Agofto  eflèndo 
Mefs.  Piero  Roffo  Capitano  della  lega  a 
ofte  a  Monfelice ,  gli  fu  dato  d'  una  lancia  nel 
fianco,  di  che  il  fecondo  di  morì,  e  cinque 
dì  poi  Mefs.  Marfilio  Roflb  ammalò,  e  morì; 
di  che  onoratamente  in  Padova  furono  fep- 
pelliti,  ed  in  Firenze  grande  onorevole  efc« 

quio 
Xt)U%.UbtrtÌHè. 


^LIBRO     SETTIMO.  215 

quio  fu  fatto  per  lo  Comune  nella  chic  fa  de  1 
Frati  Predicatori  ;  e  poi  fu  provveduto  in  Fi- 
renze ,  che  Orlando  RoiTo  Capitano  de'  Fio- 
rentini n*  andafie  a  Vinegia  ;  e  così  fece  ;  e  là 
fu  provveduto  ,  ed  ordinato  Capitano  della  le- 
ga generale,  perchè  era  prode  uomo. 

Cu7fie  Orlando  Rojjì.  fece  pia  Cavalieri  in  fu  quello 
di  Verona ,  ed  in  luogo  d' Orlando  Mefs,  Iacopo 
Gabrielli  fu  Capitano  di  guerra ,  e  come  i  Vi- 
niztarn  ferono  pace  cJ  Signore  della  Scala ,  e 
tradirono  i  Firn  e nt mi ,  ed  i  Collegati .  Rub.  535. 

COtne  alla  lega  ordinata  tra'  Vinlziani,  e  i 
Fiorentini  ii  pervenia  ,  s'  acquiAairc  certe 
Provincie,  e  Terre,  come  detto  è;  Trevigi 
a'  Viniziani ,  Lucca  a'  Fiorentini ,  ec.  giunto  Or- 
lando Roilìa  Vinegia  in  quello  anno,  cavalcò 
a  Verona  più  volte,  e  quivi  fi  fece  cavalieri, 
e  prefe  più  calieila  de'  Veroneii ,  ed  aflcdiò 
Vicenza ,  e  fanza  fallo  vincea ,  e  disfacea  Mefs. 
Martino  ,  fé  non  che  eiili  come  favio  cercò  con- 
cordia,  ed  in  effetto  conclufe  in  quefta  for- 
ma, che  pace  fuffe  co'  Viniziani ,  i  quali  ciò, 
che  vollcno,  ebbono  da  lui;  e  ciò  fu  Trevigi 
col  fuo  contado.  E  fermi  loro ,  trattarono  per 
gli  Fiorentini  in  quello  modo  ;  che  defle  a  i 
Fiorentini  Pefcia  ,  e  Buggiano  ,  ed  Altopafcio. 
Ancora  Mefs.  Martino  aflentì  :  di  che  fatto  ciò , 
incontenente  addivenne,  che  mandati  furono 
O  4  ani- 


2l6         ISTORIA    FIORENTINA 

ambafciadori  a  Firenze  ,  che  li  Viniziani  volie- 
no  pace  in  quefto  modo.  Di  che  udito  quello 
in  b  irenze ,  i  Fiorentini  ii  tennero  gravati ,  ed 
ingannati ,  e  non  volieno  aflèntire  la  pace . 
Di  che  li  Viniziani  dilìèro  volere  la  pace,  e 
fé  i  Fiorentini  ia  volieno  nel  modo  fatta,  efli 
11  contentavano  ;  quando  che  no  ,  eglino  la 
prendeano  per  loro,  ed  i 'Fiorentini  faceflèro 
guerra ,  eh'  eglino  volieno  pace  .  Veduto  per 
gli  Fiorentifìi  quefto  partito,  ailentirono  alla 
pace ,  ed  ebbono  Pefcia  ,  ed  Altopafcio ,  e  Bug- 
giano,  e  Mefs.  Iacopo  Gabrielli  da  Gubbio  Ca- 
pitano de'  biorentini ,  In  luogo  d'  Orlando  Rof- 
fo ,  venuto  in  Firenze,  fu  quegli,  che  andò 
per  la  tenuta  delle  tre  caitella,  e  poca  alle- 
grezza fé  ne  fece  in  Firenze  della  detta  pace, 
ferma,  e  banditaa'dì  io,  drFebbraio^'^,!*  an- 
no  Mcccj^xxviii. 

Quejìì  fono  i  Priori  da  7?2€zzo  Dicembre  1331^.. 
a  mézzo  :  Dicembre  1337.  Rub.  $16, 


p 


Ugio  ^-^  di  Boninfegna . 
Vanni  Bandini . 
Vanni  Donnini. 
Gonfidio  d'  \J^o . 
Benincafa  di  Falco. 
Antonio  di  Landò  degli  Albizzi . 


(1)  Villani  /.  I  r.  e.  8p.  A'  dì  1 1«  di  FMrah  . 
(a)  MS.  Pitgno  . 


Mefs. 


LIBRO      SETTIMO.  2x7 

Mefs.  Aleffb  Rinucci  Dott.  di  Leggi  Confai 

di  Giuftizia. 
Ser  Piero  di  Baldo  lor  Notaio. 

Piero  de'  Velluti.- 

Porcello  di  Recco  da  Ghiaccerò . 

Ubaldino  di  Niccolò  ^'^  Ardinghelli , 

Mefs.  Orlando  Marini. 

Mancino  Softegni . 

Mafo  di  Chiermontefe  degli  Uccellini  ^^^ . 

Mefs.  Gianiano^^Mi  Lapo  Rimaldelli  Gonf. 

di  Giuftizia . 
Ser  Berto  di  Ser  Dino  da  Petrognano  lor  Net. 

Vanni  Manetti. 

"Naddo  di  Duccio  BuccUi. 

Tòmmafo  Dietaiuti, 

Bartolo  Morelli. 

Guido  del  Pecora. 

ISaddo  di  Ser  Spigliato  da  Filicaia  . 

Ugo  di  Mefs.  Oddo^  degli  Altoviti  Confai 

di  Giuftizia . 
Ser  Caftello  del  Maeftro  Rinuccio  lor  Not. 

Andrea  di  Pietro  de'  Magli .' 
Pacino  di  Tommafo  Peruzzi. 
Guiglielmo  del  Vinta  Altoviti . 


Giua- 


(1)  MS.  di  Mìcbelt . 

(1)  MS.  e  Petrib.  omettono  df^/f  UeeeWnh 

(3)  Pcuib.  Girmun^ . 


/^ 


ZlS  ISTORIA     FIORENTINA 

Giunta  di  Nardo. 

Taddeo  di  Mefs.  Aldobrando  da  Cerreto  . 

Giovanni  d'  Albizzo  Cambi . 

Strozza  del  Roflb  Strozzi  Gonf.  di  Giuft. 

Ser  Gherardo  di  Ser  Arrigo  da  Vico  lor  Not. 

Luigi  di  Mefs  Andrea  de'  Mozzi . 
Maiino  di  Mafo  dell' Amelia. 
Matteo  ^'Mi  Boninfegna. 
Michele  di  Cione  Maffei . 
Niccolò  di  Berto  Strozzafichi . 
Lapo  Niccoli  ^-^ . 

Nerone  di  Nigi  Gonfi  di  Giuftizia. 
Ser  Matteo  di  Guido  lor  Not. 

Banco  di  Ser  Bartolo . 
Gherardo  de'  Baroncclli . 
Cambiozzo  di  Neri  Aldobrandini . 
Luca  di  Cerino  degli  Strozzi, 
Salvino  Armati . 

Albizzo  del  Ricco  degli  Albizzi . 
Tano  di  Chiariffimo  Gonf.  di  Giuftizia  . 
Ser  Niccolò  di  Ser  Giunta  da  Caftel  Fioren* 
tino  lor  Not- 

Die 


(l)  MS.  Marco. 
(0  MS.  NifeQÌim 


LIBRO     SETTIMO.  2X9 

Die  2g.  menjts  Kovemhrh  » 
Duodccm  B4fti  Viri  prò  tribus  menfihus  ittcepturts  die 
primo  menf,  Decemb,i^l6,  &  ut  fequitur^niendis • 

Dominus  Tace  de  Certaldo, 
Beninus  Bergoli . 
Vanne s'  Ser  Lotti, 
Vuccius  del   Maejlro  . 
Guillelmuf  Vinte  de  Altovitis  • 
ìacobus  Francifci  del  Bene, 
Hadduf  Cenni s  Hardi  • 
lacobuf  Ser  Rinuccii , 
lohannes  liberti  C ambii , 
lohannef  Donati  Vivìani . 
Dominus  Lotteriuf  Lapi  Cherardim^ 
Chele  de  AgugUone  • 

Eodem  die* 
Vexilliferi  Sotietatnm . 

tedueciur  Cloni f  Falconi f. 

Bancbur  Fuccii  Bencivennis  , 

lohannes  Lapi  Ri/aliti, 

Ser  Marcus  Ser  Boni , 

Boninfegna  Oberar  dì , 

Cione  Alberti  del  Bello , 

Kerozzuf  Alberti  del  Indice . 

Ciottus  Fantonis  . 

Lippuì  Donis  Sagine (così). 

More  Uba  Idi  ni . 

Bernardus  Anfelmt, 

Giunta  Hardi, 

Trancifiuf  Boninjtgne  Becchmugli. 

Ser 


zzo  ISTORIA    rìQRENTIKA 

Ser  Arnguf  Gatti  ^ 

Mone  Guidi . 

Domìnus  Forefe  de  KahattUt 

Tanuf  ChiariJJtmi  » 

Lapuf  Gerii  de  Gtuf^nis  . 

Silvejier   Ricciardi  de  Kiccìts , 

Quorum  Vexilliferorum  ofitium  &c,  initiarc  dehet  die- 
-primo  menfis  Decembrts  proxims'  venturi ,  et  finire 
dehet  die  ultimo  menjis  Martii  tunc  proxime  fecu- 
turi  fuh  annis  Domini  1337.  IndtCt,  v. 

Die  i6.   menfis  Februarii . 
Duodecim  Boni  Viri  prò  tribù s  menfibus  inapturis  dii 
primo  menfis  Martii  i  J37.  &  ut  fequiturfiniendis  • 

Franclfcus  Cennis  Bilioitr, 

Lapus  lohannis  Gavacciani „ 

Johannes  Bonacurfi» 

JBonacurfus  Bentacorde . 

Matteur  Boninfegne-^^ 

Kaynerius  Valorìs, 

Chele  Fagnì  de  Bordonibus , 

Andreas  Betti, 

Johannes  Hiccolt  de  Cerreti)  » 

Daldus  de  MarignolUs  . 

Dominus  Frauafcus  Domini  Lotti  ^ 

Dominus  Covone  de  Covonibus ,  \ 

Die  24.  menfis  Martii  e 
Vexilliferi  Sotietatum  e 

Marcus  Mini  de  Quaratdf, 
lapaccius  del  Bene  . 
Gberardus  Corfini^ 


LIBRO     SETT  IMO.  %Zi 

Landus  Pcgolottì , 

lohannes  Domini  Lapi  Arnoljì, 

i'ommafus  Lapi  de  Kimaldellis  . 

Gerius   Keri  Pepis . 

Acciaiuolt4S  Domini  Kicolc  de  AcciaìuoUs  % 

Bernardus  Ardinghelli . 

Vanne s  Donnini 

Spinellus  Primerani  de  Mofciano» 

Dinus  Rijlori  de  la  Moretta  > 

Ceccus  lannif  Rigatterius  » 

Frane ifcus  N  igii , 

lohannes  Berti  ^trijzzajtcht  .^ 

Coppus  de  Medici f . 

Bernardus  Gerii  della  Kenft* 

Taldus  Valoris  » 

Kerius  Ser  Benedetti . 

Quorum  VexrlUfsrorum  ofìtìum  &c,  ìnitiare  dehet  die 
primo  menfis  Aprilis  proxime  venturi  et  finire  dehet 
die  ultimo  menfis  lulii  tunc  proxime  fecuturì  fuh 
annis  Domini  i^^-j,  Indiól.  v. 

Die  ultimo  Martii . 
Giugninus  Lapi  Donini  €xtra6ius  loco  fuprafcrìpti 
Vannis  Donini  estradi  per  errorem. 

Die  21.  menfis  Mail, 

Dtiodecim  Boni  Viri  prò  trib-us  menfibus  inctpturis  die 

primo  menfis  lunii  1337.  ^  ut  fequiturfiniendis^ 

Cione  Falconis . 
Fierus  Rinuccii  Machiavelli  -. 
Dinus  Lapi  de  la  Bioia . 
lacobus  Alberti  del  ludice  ^ 
Guido  Lapi  Guazze . 


222         ISTORIA    FIORENTINA 

Carnhioz-zuf  Keri  Aldobr andini . 

Lucas  Gerinì  de  Strozzis  • 

Johannes  Caruccii , 

Dominus  Ugo  de  Lotteringhis  • 

Simon  Kardi  Guafconis  » 

Luti  Dirittafedif, 

lacobus  Dini  Gherardinì  » 

Die  2T,  menjìs  lulit. 
Vexi inferi  Sotietatum . 

Trìore  Ser  Bartoli . 

Magtjler  Mannus  Magijlri  Rinucdì  * 

Johannes  Cionis  Ruffo  lì  ^ 

Ber  Belcarus  Bonatuti . 

Fhilippuf  Bonfiglioli . 

Lapus  del  Bene» 

Bartholinus  Philippì . 

Bindus  Domini  Oddonis  de  Altovitìt  • 

Bartolus  Faradijt. 

Vanne f  Donnini  » 

Bartolus  Albizzi  Orlandinì , 

Terus  Guillelmi . 

Bertus  Bartolini  de  Mazinghis . 

Andreas  C afini  • 

Ricchus  Bufi  D avanzi , 

Benedittus  Guccii  Cennai , 

Michele  Vherti  de  Albizzis  ^ 

Zatus  Gaddi  Pajìavantis , 

Gertus  Corjt  Mattei . 

Quorum  Vexìlliferorum  ofitium  &c,  inìtlare  dehet  die 
primo  menjis  Augujii  proxime  venturi ,  et  finire 
dehet  die  ultimo  menfis  Kovembris  tunc  proxime 
fequuturi  fub  annis  Domini  1337.  Ind»  v. 

Die 


LIBRO      SETTIMO.  213 

Die  2(5.  men/ìs'  Auguflì  • 
Duodechn  Boni  Viri  prò  tribù f  m-'njibus  incepturìs  Àw 
primo  Septemh,  1337.  &  titfiquitur  Jìnkndis% 

Domimi f  Giachinottus  d<^  Corhindlìs* 

Dominus  Raynaldus  Cajjni, 

M^gifìer  Fagnus  Mcdìcus . 

Va  une  s  Bandirli . 

Bartoluf  Bonciani . 

Fera  Baldovinettì  * 

Gianotttis  Baldejts. 

Cinus  Michi , 

Ghinus  Veriì  Eondinelli, 

Barone  Capelli, 

Ne  ri  US  Lippi , 

Bell  ine  ione  liberti  de  Alhizzìs. 


C Olite  ì  Collegati  fi  doìfero  co"  Fiorentini ,  e*  Vini- 
zi  ani  ^  e  quello,  che  ne  fé  giti ,  Rub.  537. 

NEI  detto  anno,  e  mefe  di  Febbraio  ven- 
nero certi  ambafciadori  Lombardi  de  i 
Collegati ,  oper  buona  intenzione,  o  per  ifcu- 
fa  di  loro ,  ovvero  per  fapere  la  verità ,  e 
dollbnii  della  pace  .  Fu  loro  moftrato  ,  come 
il  difetto  ,  ed  inganno  venne  da'  Viniziani ,  e 
non  da' Fiorentini  ;  e  così  fi  partirono  con- 
tenti de'  Fiorentini  . 


Quefiì 


aÌ4         ISTORIA   FIORENTINA 

Quefii  fono  ì  Priori  da  mezzo  Dicembre  1337» 
a  ?nezzo  Dicembre  1338.  Rub.  538. 


G 


Herardo  de'  Bonfi . 
Caroccio  di  Lapo  degli  Alberti . 
Francefco  di  Borghlno  de'  Baldo  vinetti  ^'^. 
Criftofano  di  Puccio  . 
Rinuccio  di  Bonaccio  Guafconi  ^-^ . 
Bocca  Scarlatti. 

Giorgio  Baroni  Gonf.  di  Giuftizia . 
Ser  Nardo  Ciai  da  Caftel  Fiorentino  lor  Not. 

Bigliotto  di  Metto  Bigliotti . 
Aldighieri  di  Ser  Gherardo  . 
Giovanni  di  Benci  Davanzari. 
Anfelmo  di  Palla. 
Daldo  de'  Marignolli . 
Ruggieri  di  Neri  de' Ricci. 
Nallagio  di  Lapo  Gonf.  di  Giuftizia . 
Ser  Lottò  Gonzi  da  Cala<Tlia  lor  Not. 

Gherardo  Lanfredi . 
Mugnaio  di  Recco  da  Ghiacceto . 
Iacopo  di  Francefco  del  Bene  . 
Donato  d'  Albizzo  Orlandini . 
Coppo  di  Lapo  de'  Medici  . 
Aldobrandino  di  Lapo  Rinaldi . 
Mefs.  Ranieri  del  Forefe  Gonf.  di  Ginft. 
Ser  Guido  di  Ser  Bene  da  Verrazzano  Kot. 

Ago- 
fi)  MS.Iafcia  Bdldovìttetti .    {i)  MS.  omette  Guafconi  » 


LIBRO     SETTIMO,  22^ 

Agoftino  Mofcardi. 

Dino  di  Lapo  della  Bioia^'\ 

Guido  di  Lapo  Guazza . 

Feduccio  di  Duccio  della  Morotta, 

Vanni  di  Falco  de'  Rondinini. 

Taldo  Valori . 

Chele  di  Pagno  de'  Bordoni  Gonf.  di  Giuft. 

Ser  Bonaccorib  ^"^  cIa  Gerì  da  Gineilreto  Not. 

Lapaccio  del  Bene. 
Bartolo  Filippi . 

Tuccio  di  Dello  degli  Scilinguati, 
Andrea  di  Bette  de'  Minerbetti . 
Benedetto  di  Guc:io  Gennai. 
MaeLtro  Cambio  del  Mae  tro  Salvi . 
t^imone  di  Nardo  de'Guafconi  Gonf.di  Giuft. 
Ser  Ricco  di  Ser  Giovanni  da  F.ondinaia  Not. 

Maeftro  Manno  del  Maeft.  Ranuccio  Medico. 

Bivigliano  di  Manetto . 

Tuccio  Cocchi . 

Marco  del  Rollo  degli  Strozzi. 

Stefano  di  Berto . 

Mels.  Covone  de^  Covoni . 

Bellincione  d'  Uberto  degli  Albizi  Confai 

di  Giuitizia . 
Ser  Lotto  Nardi  da  Capraia  lor  Not. 

Tom.  X IL  P  Die 


(i)  Vetvìh,  Lapo  della  Bioìa 
(2)  MS.  Bonaccorri  • 


Il6  ISTORIA    FIORENTINA 

Die  21,  menjì^  Ko'vembyt'r, 
'Duodecìm  Boni  Viri  prò  trtbus  menjibus  inccpfurtf  die 
-primo  menf,  Decemb,  1337.^  ut Jìquìturjìnìendis . 

Gticctus  Rinaldi  de  Panzana . 
Bancuf  Pucci i  Bencìvennis  ^ 
Bertuf  Cecchi. 
Tore  fé  Sacchetti, 
■Trancifiuf  Mei  de  AccialuoUs  * 
Cìottus  Fantonlf. 
^eghinus  Ser  Rinaldi. 
B'tngerìus  Hardi . 
lohannes"  Bernardini  de  Medicif , 
Federigus  Soldi . 
^eghtaius  Cicini . 
Martinuf  Brunetti , 

Bettuf  Filippi  lacobi  extraftus  die  1(5.  Tanuarii  he» 
fuprafiripti  Guccii  Rinaldi  de  Pannano  defunti» 

Eodem  die. 
Vexilliferi  Sotietatum . 

Dorninus  Guido  Dandi, 

Zenobius  dello  Scelto, 

Btefanus  Benìni , 

Ber  Romolus  Ser  Tricoli  » 

Salvejìro  Manetti, 

Ber  Bonacorrl  Gerii , 

Bonlfaziuf  Thomajti  de  Peruzzis  • 

Raynerìuf  Valorls . 

Chiarozz:t4S  B^nìs  Chiarì, 

Matteuf  Boninfegne, 

Palla  Domini  lacobi  de  Strozzls  » 

Cui* 


LIBRO     SETTIMO.  ZIJ 

Guldottus  Ser  Guidoni^ 

Bernardus  Pagni  de  Bordonibus. 

Gratta  Guìttomannl . 

Johannes  Ubarti  Cambiti 

Matteus  Borghi  Rinaldi • 

Dominuf  Lotterius  de  Filicaria* 

Guido   Lippi» 

Dominuf  Covane  de  Covonihuf» 

Quorum  Fexilliferorum  ojitìum  &c»  ìnttlare  dehet  die 
primo  ynenjis  Decemhris  proxime  venturi  ^  et  finire 
dehet  die  ultimo  menjis  Martii  tunc  proximefequu* 
turi  fuh  annis  Domini  IggS.  Indiai,  vj. 

Die  25.  menjìs  Februorii» 
Duodecirn  Boni  Viri  prò  tribù f  menjjbus  incepturis  die 
primo  menjìs  Martii  iT^y^,  ^  utfeqi4iturjìniendìs . 

Capone  Recchì  ^ 

Ormannozzus  Banchi  Deti, 

Clone  Alberti» 

Donatus  P acini  de  Peruzzis. 

Lotterius  Davanzati . 

More  Vb aldini , 

Bpinullus  de  Mofciano. 

Bartholus  Vannis  Puccii . 

^addeus  Domini  Aldobrandinì  de  CenetQ» 

Dominus  Forefe  de  Rabatta , 

lacobus  lungni  de  lungnis . 

Forefe  Ferrantini , 

Die  2g.  mer:Jis  Martit\ 

VexìlUferi  Sotietatum. 
Francifiuf  Andree , 
Dominus  Pace  de  Certa Ido . 

P  2  Tbo- 


2aS  ISTORIA     ilORENTIIvA 

^homafuf  Baroni s   Kì falliti  » 

Magi/hr  Michael  de  Caffro  Fiorentino  . 

Kenzus  lobannls  Bonacurji, 

Johannes  Majfai  Rafacani. 

Cione  Bonjjgnorif. 

^homafus  Diet aiuti. 

JsLerius  Kiccoli  de  ArdìughelUs . 

Ser  Giovencuf  Medicuf  de  SignU^ 

J Cannes  Caruccii  • 

t^aurentìus  Adimaris  Villanuzzi  ^ 

Cennes  Kardi . 

Michele  Ver  li  de  Rondinellis  • 

Michele  Ri/lori  Benincafe . 

Mari  talenti  de  Medici s\ 

JDomintcus  Fenci  de  Uceìlinis  e 

Luti  Dirittafedis  » 

Johannes  Albi-Lz^i  Cambii . 

Quorum  Ve xilUfer or um  ofitium  ^-c.  ìnitiare  dehet  die 
frimo  menjis  Aprilis  proxime  venturi ,  &  finire  de- 
bet  die  ultimo  menfis  lulii  tunc  proxime  fequuturl 
fub  annis  Domini  133-0,  Indiól,  vj. 

Die  16.  menfis  Mali» 
Duodecim  Boni  Viri  prò  tribus  menfibus  incepturis  die 
primo  menfis  lunii  133  8.  ó'  ut  fequiturfintendis  * 

Dominus  Alexins  de  Rìniicciis  lurifperitus j, 

Vannes  Lamberti, 

Coppus  Borghcfis , 

Francifcus  Giamorì. 

Vannes  Donni»! . 

Nerius  Bagni  Vai  ari  us  • 

Kaddus  C afini . 

Dominus  Grlandus  Marini  lurirperitus . 

Van- 


LIBRO      SETTIMO.  %zg 

Vanfief  Armati , 

'Kerofie  Higii , 

Dom.  Matteus  Fraticifcì  de  Albìzzis  lurlfpritus  ♦' 

Zatus  Caddi  Pajfavantiy . 

Die  IO.   menjts  lulii , 
VexilUferi  Sotietatum . 

JBernarduf  de  Quarratct* 

Dom.  Burtholomeiis  de  Cajlro  fiorentino  lurifperitKS  - 

lucohus  Bovarelli . 

Tiuvìchefe  de  Branchatiis  . 

Simon  Keri  de  Antilla . 

Borghintis  Taddei .   ■ 

Jacob  US  Alberti . 

Dom,  Marchus  GiottJ  de  Marcbty  Iurifperitus\ 

Camhiozzus  Heri  Al dobr andini , 

Trancifius  Grandonis . 

Bartholus  Lapì  Benci , 

Cinus  Mìe  hi . 

Trancifcus  Lupi  lohannis  • 

Lapus  Bulgliaffe. 

Bitrone  Cappelli, 

Brancìfcus   Fiorentini, 

Kiccolauf  Pangni  de  Albizzif  . 

Domintis  Francifchus  Domini  Lotti  lurìfpcrituT , 

Gerius  Ghiberti, 

Quorum  VexilUferorum  cjìtium  &c,  initiare  debet  die 
primo  menjis  Augufti  proxime  'venturi  ^  &  finire 
debet  dte  ultimo  menfis  Novembri s  tunc  proxims 
fequuturi  fub  annis  Domìni  1338.  IndiCt»  vj\ 


P3  Die 


2-30  ISTORIA   FIORENTINA 

Die  16»  menjis  Augufil , 
Duodecìm  Boni  Viri  prò  tribus  menjib.  incepturiy  die 
frimo  menjts  Septemb»ii^S*&  utfequiturjlmendis^ 

lohannes  Stepbant  Sederini, 

Triore  Ser  B  art  oli , 

Mafinus  Mafi  de  Antilla. 

Bilvejler  Manetti , 

Bernardus  Lapi  Ardinghellì  » 

JFrancifchus  Borghini . 

Terus  Guìllelmi , 

CecctiS  lannis» 

Bander  Buti  Davanzi  » 

Lorinus  Bonaiuti , 

Mafuy  Chiermontejts  de  Ucelltnis . 

Aldobrandìnus  Lapi  Tanalglie, 

Ouefli  fono  ì  Priori  da  mezzo  Dicembre  1 3  3  & 
a  mezzo  Dicembre  1 3  39.  ^'^  Rub.*****  ^-\ 

J7  Ino  Cavicciuli . 
Betta  di  Cecco. 

Lip- 

(i)  Suj>plicì  col  Priorità  aurentico  della  Magliabechiana  » 
e  con  quello  del  Petriboni . 

(*)  S^^  f'-'g^^  fìelV  originale  gran  tratto  di  carta  if» 
bianco,  che  può  fttpplirit  eoa  quello-,  iht  fcgue  a 
narrare  il  Villani  dal  cap.  90  fino  al  137.  del 
ìib.  ir.  ed  e  fpczialmente*  dello  flato  di  forze  ^  e 
di  grandezze,  in  cui  jt  trovnva  in  que  tempi  la 
Città  ♦  e  la  Repubblica  ì  iòrentina,  della  nuova  prov» 
viJÌ9i$e  intorno  alV  elezione  de*  Priori  ;  del/a  mor» 
talità  deir  anno  i  H^-  '  della  csngiura  da*  Bardi  y 
t  Frejcobaldi  t  e  della  guerra,  e  fc  Off  fitta  ds^  Fit* 
rcnt'ini  0  Luc^a  nel  13^1* 


LIBRO     SETTIMO.  231 

Lippo  di  Dono  del  Saggina. 

Banco  di  Lippo  di  Giovanni . 

Lorenzo  di  Donato  Viviani. 

Neri  di  Ser  Benedetto. 

Lione  Guicciardini  Gonf.  di  Giuftizia  . 

Ser  Geri  di  Ghino  da  Rabatta  lor  Not» 

Torrimafo  Baroni. 

Cione  di  Bonfignore . 

Bartolo  de'  Bonciani . 

Spinello  di  Primerano  da  Mofciana. 

Giovanni  d'  Uberto  Cambi . 

Mefs.  Lottieri  di  Lapo  Gherardini. 

Taddeo  di  Donato  dell' Antella  Gon.  di  Giuft. 

Ser  Buoninlegna  di  Ser  Manette  lor  Not. 

Giovanni  dello  Scelto. 

Renzo  di  Giovanni  Buonaccorfi, 

Lottieri  Davanzati . 

Falconiere  di  Baldefe . 

Federigo  Soldi . 

Salveftro  di  Ricciardo  de'  Ricci-. 

Bartolommeo  di  Guccio  Siminettì  Gonfal 

di  Giuftizla . 
Ser  Francelco di  Ser  Spina (0 Pino)  da  Signa 

lor  Notaio . 

Lorenzo  SalToli^'^. 
Puccio  ^-Mel  Maeftro. 

P  4  Bin^ 

(i)  Petrib.  Sajolufi .  (a)  Pecrib.  Cuccio» 


2^t         ISTORIA    FIORENTINA 

Binde  di  Mefs.  Oddo  Altoviti . 
Guglielmo  di  Nicxolò  Stracciabèndc . 
Barone  Cappelli . 
Zato  di  Gaddo   Pafiavanti. 
Configlio  d'  Ugo  Gonf.  di  Giuftizia . 
Ser  Giovanni  Pizzini  lor  Notaio. 

Priore  di  Ser  Bartolo  . 

Iacopo  d'Alberto  Alberti. 

Vanni  di  Donnino . 

Pagolo  di  Neri  Bordoni. 

Grazia  di  Gulttomanni . 

Matteo  di  Benvenuto. 

Mels,  Forefe  da  Rabatta  Gon£  di  Giuft. 

Ser  Matteo  di  V^anni  lor  Notaio. 

Niccolò  di  Cione  Ridolfi. 

Salveftro  di  Manetto  de' Barqncelli  .> 

Neri  di   Iacopo ^'^  Ardinghelli. 

Naddo  di  Cenni  Nardi. 

Lorino  Buonaiuti . 

Naddo  di  Ser  Spigliato  da  Fillcaia. 

Antonio  di  Landò  degli  Aibizzi  Gonfal.  di 

Giuftizia . 
Ser  Gherardo  di  Pagolo  da  Tignano  lor  Not, 


(i)  Petrib.  ^f  NffCQÌÌ. 


LIBRO     SETTIMO.  233 

Die  20.  menjtf  Kovemhrh , 
Duodecim  Boni  Viri  prò  tribus  menjìhus  incepturis  dt^ 
primo  menf,  Decemh,  igjS.  et  utfequiturjìniendis^ 

Taulus  Ri doljì  Guidi  t 

Tierus  de  Veìlutts . 

Fhilippuf  BonfigHuol] . 

Pacinus  Toma/i  de  Peruzzif . 

Vgd  de  Altovitif, 

Antonius  Ser  Cacete  Boncianì , 

Talla  Domini  lacobi  de  Strozzis  » 

Giunta  Hardi . 

Mancinus  Sofìegni, 

Kinuccius  Bonaccii, 

Dominus  Bartolus  de  Kicciìs  * 

Bernardus  Gerii  della  Rena, 

Eodem  die, 
Vexilliferi  Sotietatum  • 

Johannes  Cionìs , 

Andreas  Tetri  de  Malglìs  . 

Magijier  Lapus  Magijirt  Kinuccìnì  ^ 

Tierus  Tuccii  Ferrucciì , 

Vierus  B andini , 

Johannes  Gerii  del  Bello» 

Zatus  Guidi . 

Vera  Guidi  Baldovinetti , 

Johannes  Bendi  D avanzati. 

Bettone  Cini, 

^  old  US  Domini  libertini  de  Strozzis  ♦ 

lacohus  Lapi  dai  Rijiori , 

Ficrus  Ceffi  de  Becchanu^ìis  , 


Ì34  ISTORIA   FIORENTINA 

Andreas  del  Kero  » 

Salviti  US  Armati. 

Tatius  Pini  Spine, 

^eghiaius  Cicini  ^ 

Tierus  Pape» 

Huggerius  Keri  de  Rlcciis» 

Quorum  Vexillìferorum  ofiium&cinìtiare  dehet  die 
primo  menjis  Decembris  proxime  venturi  5  et  finire 
debet  die  ultimo  menjts  ìdartii  tunc  proxime  fecu* 
turi  fub  annìs  Domini  1 338.  Indiól,  vij. 

Die  12.  menjts  Feb ruartl . 
Duodecim  Boni  Viri  prò  tribus  menfibus  incepturis  die 
>    primo  menjts  Manli  1339.  &  ut  fequitur  Jiniendis  > 

Ciontnus  AlgUonts . 
Bartolus  Strade, 
Torcellus  Kecchi  de  Claceto  * 
Aldigherius  Ser  Cherardt . 
Coppus  Stephani , 
Tomafus  Dietaìutt, 
Ciangherinus  Rotini  Beccbanugi » 
Bernardus  Bordonis  > 
Mane  Guidi» 
Gherardus  Paganelli , 
Francifchus  Perottì  de  Guadagnts  • 
Aldobrandinus  Lapì  Rinaldi. 

Die  23.  menjts  Martii  m 
VexiUiferi  Sotietatum. 

Banchus  Ser  Bartoli . 

Cappone  Recchi , 
Corjinus  Mozzi  Ccrjmi  • 


LI  BRO     SETTIMO.  235 

Gherardus  Lanfre d'ini . 

Vannes  Ser  Lotti, 

Kinaldus  Ser  Ruflìchelli , 

Mugnaius  Recchi  de  Glaceto . 

Domìnus  Bancbuf  Dardanì  de  Acciaiuolis% 

Dominus  Raynerius  del  Forefe  • 

'Herius  Fangni  Vaiartus  » 

Dominus  Orlandus  Marini  lurifferituf  • 

lacobus   Ser  Rinuccii^ 

Turinus  Baldejjs, 

Bpinallelius  de  RondinelUs  \ 

Feruf  Duranti f  Beccbarius, 

lohannes  Berr/ardini  de  Medicis» 

Kiccolauy  Ugonis  de  Albizzif  » 

Isiaddus  Lapi  Covonis  ^ 

Forefe  Ferrantìni . 

Quorum  Vexillìferorum  ojitium  initiare  dehet  die  f  n« 
mo  menjis  Aprilis  proxime  venturi^  &  finire  debet 
die  ultimo  menfis  lulii  tunc  prox»  fequuturi  &c^ 
f uh  annis  Domini  13  39.  Ind.vij. 

Die  21.  menfis  Maii , 
Duodecim  boni  viri  prò  tribus  menfibus  incepturis  die 
primo  menfis  lunii  1339.  &  ut  fequitur  finiendis* 

Loyfius  Domini  Andree  de  Mozzisi 
Dominus  Bartholomeus  de  Cafiro  Fiorentino^ 
BartoUnus  Phylippi, 
Haddus  Diìccii  Bucelli  » 
Uhddinus  Hiccoli  de  Ardinghellis  . 
Bartolomeus  Stephani  de  Acciaiuolif» 
Anfelmus  Falle  . 
Feduccius  della.  Morotta . 
Bine di^ US  Quccii  Gennai* 

Mi' 


2^6         ISTORIA    FIORENTINA 

Michele  Veri  de   'Rondinellts  » 
Magi/ier  Cambi us  Magijhì  Salvi. 
Taldus  Valor is , 

Die  21.  menjis  Tulli  ^ 
Vexilliferi  Sotietatum  • 

Ormannozzus  Banchi  Deti . 

Lapaccius  del  Bene, 

Georgius  Baronis , 

Dominuf  lacohiis  Domini  "Pieri  Marchia 

Francijchuf  Giammori . 

Kafìagiuf  Lagi  Talenti  ^ 

Cenni  nus  Bar  t  oli  ni . 

TJliveriuf  Lapi  Gn^zz'?, 

ZJbaldinus  Francifcì  de  Ardinghellis , 

Babatinus  Ser  Simonis, 

Orlandìnus  BartoH  Orlandim . 

Bertus  Brunetti . 

Chele  Fangnl  de  BordonJbuy . 

Icrancifihus  Kigii, 

Kiccolus  Berti  Strozzajìchl , 

Ser    Bierus  Maconis . 

lacobus  Laudi  Biliotti , 

lacobus  lungni  de  Inngnis , 

Bocca  Scarlatti, 

Quorum  Ve  celili  fero  rum  ojìtium  &c,  ìnltiare  debet  dìi 
primo  mepjts  Augujliproxime  venturi  j  et  finire  de' 
bft  die  ultimo  menjts  Hovembrìs'  tunc  proxime  fé* 
quuturi  fub  annif  Domini  1339.  India,  vij. 


Die 


LIBRO     SETTIMO.  237 

Die  ?<.  rnen/jf  Augnjll* 
Duodectm  Boni  Viri  prò  tribus  menjthu^  incepturif  di^ 
primo  menf,  Se^temb.  I7,7,g»et  ut fequìtur  Jìniendis . 

Fhylippuf  Bencini  del  Sauna . 

Burduccius  Dey  Bardi. 

Domi  ma  Bivilglianus  Marietti . 

Dinus  Lupi  della  Bioia . 

Tue  ci  US  Cocchi . 

Lippus  Doni  Saggine . 

Strozza  RoJJt  de  Strozzisi  ^ 

Micchele  Cìonis  Maffei. 

Lapuf  Bulgliaffe, 

Stefanus  Berti» 

Kerius  Ser  Benedióìi, 

Dojninus  lacobus  Keri  de  Ricciis, 

Oli  e [ìi  fono  ì  Priori  da  mezzo  Dicembre  1339. 
a  mezzo  Dicembre  1 340.  Rub.  ******  . 


X 


Ommafo  Corfini  Dott.  di  Leggi . 
Bencivennl  Soitegni. 
Giotto  Fantoni . 
Luca  di  Geri  Strozzi . 
Sandro  di  Buto  DavanzI- 
Neri  di  Lippo . 

Piuvichefe  Brancacci  Gon£  di  Giuftizia. 
Ser  Filippo  Contucci  lor  Notaio  . 

Piero  di  Taccio  Ferrucci . 
Giovanni  di  Geri  del  Bello. 

Giot- 


1^8  ISTORIA    FIORENTINA 

Coppo  di  Stefano . 

Piero  di  Guglielmo. 

Andrea  Cafini . 

Giovanni  di  Guafco  Covoni . 

Maeftro  Michele  Medico  Gonf.  di  Giufl:. 

Ser  Giovanni  di  Ser  Lapo  da  Sedo  lor  Not. 

Geri^'Mi  Stefano  Sederini. 
Forefe  Sacchetti. 

Cambiozzo  di  Neri  Aldobrandini . 
Tegghino  di  Ser  Rinaldo . 
Matteo  di  Borgo  Rinaldi . 
Bonifazio  di  Feo  Bonfantini . 
Neri  di  Pagno  Vaialo  Gonf.  di  Giuftizia. 
Ser  Lippo  di  Ser  Dino  da  S.  Maria  Impruneta 
lor  Notaio. 

Pagolo  di  Ridolfo  Guidi. 

Dato  Guidi. 

Tommafo  Dietaiuti. 

Bartolo  di  Vanni  Pucci. 

Nerone  di  Nigi. 

Uguccione  di  Ricciardo  de'  Ricci. 

Kaddo  Cafini  ^^^  Gonf  di  Giuft. 

Ser  Michele  di  Ser  Dietifeci  lor  Not. 

Ser  Matteo  Bechi,  tratto  il  dì  ^.  di  Luglio 
in  luogo  del  fuddetto  Ser  Michele  de- 
funto Not. 

Mefs. 

(i)  Petrib    Cuccio, 
(2>  Fecrib.  Covoni, 


LIBRO      SETTIMO.  Ì3p 

Mefs.  Aleffio  Rinucci. 

Filippo  Buonfigliuoli .     ' 

Ulivieri  di  Lapo  Guazza. 

Palla  di  Mefs.  Iacopo  Strozzi. 

Niccola  di  Berto  Strozzafichi . 

Mafo  di  Chiermontefe  Uccellini . 

Giovanni  di  Bernardo  de'  Medici  Gonfal.  di 

Giuftizia . 
Ser  Aleflandro  di  Mefs.  Chiaro  lor  Not. 
Giovanni  di  Cione  Falconi  tratto  Priore  in 

luogo  di  d.  Mefs.  Aleffio  Rinucci  defonto . 

Piero  di  Rinuccio  Machiavelli. 

Borghino  di  Taddeo . 

Giovanni  di  B^nci  Davanzati. 

Bernardo  Bordoni . 

Lapo  BugliafFe. 

jMefs.  Francefco  di  Mefs.  Lotto  Dot.  di  Leg. 

Taldo  Valori  Gonf.  di  Giuftizia . 

Ser  Tano  di  Nardo  Guafconi  lor  Not. 

Die  22.  menjìs  tiovemhrìs , 

Duodeclm  Boni  Viri  prò  trthus  menfihus  hcepturts  die 

primo  Decembrts  1339.  ^  ut  fequlturjìnkndìs  • 

Tomafuf  Bareni f, 
Biliottuf  Metti  BìUottl. 
Johannes  Bonacurjì, 
Bonacurfus  Bentacorde, 
Johannes  Benzi  Davanzati» 
Cuìglielmus  Vinte  de  Altovitis. 

Tran- 


240  ISTORIA     FIORENTINA 

francìfcus  Lapi  lohamiìs' , 
Tierus  Ceffi  de  Becbanugir^ 
Balvinus  Armati . 
Lctiirentius  Donati  Vivi  ani  * 
Vierus  Pepe  . 

Micchele  liberti  de  Aibizzif . 
"Hiccolaus  lohannìs  Gherardini  extraCliis  diei'j.  men- 
Jtf  Februarìi  loco  fuprafcritti  Vieri  Ceffi  defunti  pr$ 

tempore  et  termino  prò  quo  ejfe  debebat  diólus  Fieriis 

in  officio  anted:6ìo  • 

DiBo  die  11,  menfis  Ko-vembris  ^ 
VexilUferi  Sotietatum  • 
Gherardus  Bonjj. 
Bancus  Vuccii  Bencivennis  ^ 
JBeninus  Keldi  » 
Tacinus  de  Brancacciis  » 
B 0 rt h 0 lu s  Forejts  » 
Coppiis  Borghejiy . 
Tacinus  Tommajt  de  Peruzzif . 
lohanncs  Guccii  de  Fiminett'S, 
BenediCtus  Simrnis  Gherurdi  » 
Federigns  Domini  Ardovi'ni .  • 
Taulus  Domini  lacobt  de  Strozzis* 
Oiunta  Rardi , 
Bancus  Lippi  lannis* 
Gherardus  Paganelli . 

Taddeus  Domini  Aldobrandino  de  Cerrete . 
Johannes  Donati  Vìvìani , 
lohannes  Durantis* 
Aldobrandinus  Lapi    "Rinaldi» 
JDominus  Bartholus  de  Ricciis  , 
Quorum  Vexìlliferorum  ofitium  &c»  initiare  debet  die 
primo  men/is  Decembris  proxìms  %)enturi  ^  et  finire 

'  dC' 


LIBRO      SETTIMO.  241 

debet  die  ultimo  menfis  Manli  tunc  proxlmefecu^ 
turi  fuh  annìs  Domini  1340.  Indift,  vlij* 

Die  16*  menjis  Februarii, 
Duodecim  Boni  Viri  prò  trlbus  mert/ibus  incepturls  die 

primo  menjis  Manli  1339.  Csr  ut  fequlturjìniendls  t 
Banchus  Ser  Bartoli, 
Beninuf  Borgoli  » 
Tbomfifus  Glanlanl , 
Domìnus  Simon  de  Feruzzlf* 
Bartoluf  Faradlji* 

Jcclalolus  Domini  KlecoU  de  AcclaluoUsZ 
GiilgUelmus  Klccoll  Stracclabende* 
Clnus  Mlchl , 
Andreas  del  Kero , 
Domlnus  Ugo  de  Lotterlnghls^ 
Ben'uenufus  Albizzl  XJanwì  • 
Guido  Ltppl , 
Lapus  Gerii  de  lungnh  extraCìus  loco  fuprafcrlptf 

Benvenuti  Albizzi  mortui  prò  tempore   quo  efie 
■.debebat  diéìus  Benvenutus  * 

Die  11.  menjis  Martll* 
Vexilliferl  Sotletatum. 
"Rìcc^laus  Gherardlnt  1  annìs, 
Magifìer  Mannus  Maglfìrl  Rlnuccint^ 
Baldejinus  lanl  Benzi . 
Bartholomeus  Cini  Migtlorls, 
Johannes  Domini  Lapi  Arnoljì* 
Jìojìùs  Sacchetti, 
Aldlgherlus  Ser  Gherardl , 
lacobus  Donati  de  AcclaiuoUs  * 
Lotterìus  Davanzati . 
Clungninus  Lapi  Donninl , 

Tomo  XII.  Q,  Au' 


^^.^         ISTORIA    FIORENTINA 

Antonìus  Cecchì  de  Spungnole . 

Guidottus  Ser  Gnidottì  Cennamelle .   ^ 

Conjilgliuf  IJgcnis. 

Andreas  Veri  de  KondìnelUs  * 

(Cannes  Armati, 

Coppus  Lapi  de  Medich. 

Cannes  Vangnì  de  Alhizzif» 

lohannes  Ser  Tedaldi , 

Chele  de  Agulgltone , 

Quorum  Vexilliferorum  ojìtìum  &c,  inìtiare  dehet  die 

primo  menfis  Aprili fproxime  venturi  et  finire  dehet 

die  ultimo  menfis  lulii  tunc  proxime  fecuturi  fuk 

annis  Domini  1340.  IndiÓì,  viij, 
Trìmeranus  Obriachi  Serralgli  extraólus  loco  fuper» 

/cripti  Guidottì  Ser  Guidetti  mortui  prò  tempore 

quo  ejje  debebat  dióìus.  Guidottus  , 
Cambinus    Singnorini   extra^ius    loco  fuprafcrìptì 

RoJJÌ  Sacchetti  dejuntì  prò  tempore  quo  ejjè  de- 

bebat  dióìus  RoJJus  • 

Die  20.  menfis  Mail . 
Duodecim  Boni  Viri  prò  t'rlbus  menfibus  tncepturis  die 

primo  menfis  lunìt  1340.  &  utfequiturfiniendis% 
Ser  Marcus  Ser  Boni  de  Ongnano . 
Duccius  Banchelli  del  Buono. 
Kerozzus  de  Albert is» 
Bertus  Cecchi . 
lacobus  Francifci  del  Bene. 
Guidulotius  Bernoiti. 
Luifius  Lippi  Aldobrandino 
lohannes  Camccii . 
Barone  Cappelli . 
Fbylippus  Hiccoli . 
F  or  e  fé  Ferrantini , 
TanuS  Cklar:ffimi .  Die 


LIBRO     SETTIMO.  243 

Die  2^.  menjtf  Mai!» 
Vanne s  del   MilgUore  e xt raptus    loco  fupraf cripti 
Duccii  Banchelli  mortui  prò  tempore  quo  ejp  de'» 
bebat  diólus  Duccius  * 

Die  ig,  menjts  Maii . 
Silvejler  Ricciardi  de  Ricciis    extra óluf    loco  fu* 
prafcripti  Tani  Chiari fjìmi  mortui  prò  tempore  quo 
ejfe  debebat  diófus  Tanus  * 

Die  ig.  rnenjif  lunii . 
lohannes  Cennis  Rifaliti  extraóìus  loco   Cuperfcripti 
Kerozzi  de  Alberti f  defunti  prò  tempore  quo  ejfe 
debebat  dióìus  Kerozzus , 

Die  g.  menjts  lulii , 
Spinellus-   de  Mofciano   extraéfus    loco  fuperfcriptl 
lohannis  Caruccii defunti  prò  tempore  quo  epe  ^f- 
bebat  diéfus  lohannes . 

Die  8.  menjìs  Augujli , 
Tierus  B andini   de  Baroncellis    extraóluf  loco  fu» 
prafcripti  lohannis  Cennis  Rifaliti  defunti  prò  tem^ 
pore  quo  ejk  debebat  diCtus  lohannes  • 

Die  20.  menjts  lulii. 

Vexillìferi  Sotietatum . 
Jacohus  Guerruccii  Ridoljì^ 
Barduccius  Dey  Bardi. 
Chiarus  Huccii  Amirati. 
Vinus  Chiavicene, 
Guiìgiielmus  Lupicini, 
Bonjignore  tungne  Becchaparole . 
Simon   Magifìri  Fangni , 
Tbomafus  Manetti  Delti . 
Bernardus  Lapi  Ardinghellì . 
Dinus  Lapi  de  la  Bioia . 
lohannozZfUS  Rinaldi . 

0^2  £tf«- 


^44  I-STORIA     FIORENTilJA 

Zaurefìtlttf  Adìmitri  Vìllanuzzt , 

Taulus  bordoni, 

Mafus  Attavtant  de  G^afconibus  • 

Braccìnus  Veri  Durantis . 

JLaurefitiuf  Hert  del  Bezole  . 

Kaddus  Ser  Spigliati  de  Filicaria  e 

Zatus  Caddi  Pajfavarjtis , 

Gerinus  Vermilgli , 

Quorum  VexilliJerorumùfitiumfb'C*  initiare  dehet  die 
primo  menjis  Augniti  proxime  venturi  et  Jìtiirc 
dehet  die  ùltima  menjis  Hovembris  tunc  proxime 
fequuturi  fub  annìs  JDomini  1340.  Jnd,  v.ii^j» 

Die  12.  mènfis  Augufll  * 
Duodecim  Boni  Viri  prò  tribus  menfibus  incepturis  die 
primo  menf.  Sepie mb.  1 340.  et  utfequiturjìnìendis  • 

Trancifcuf  Balducci  Pegolotti . 

Bernarduf  Doffi  Tedaldi  > 

Lapus  del  Bene  . 

Thaddeuf  Donati  de   Antillu . 

Tera  Baldovinetti  » 

Giottus  Fantonis. 

Donatus  Albizzi  Orlandini  » 

Chele  de  Eordonibus  » 

Laurentius  lacobini  Gualittgbi , 

^anus  Pini  Spine , 

Kiccholauf  Vghonis  de  Albi^zir  • 

Lapus  Kiccoli . 


MONU- 


245 


MONUMENTI 

CHE    SERVONO    d'   IL  .USTRAZIONE ,  O    DI     GIUNTA 
ALLE    CviSE    GONTENUTE   IN    QlIESTO   TOAia. 


Nam.  L  per  la  Rubrica  cccxl.  Libro  VL 
pagina  6. 

COSE  ATTENENTI  A  DANI^. 

§^T.  Vita  di  Dante  Alighieri  fcritta  da  Filippo 
di  Gino  di  Mefs.  FrancefcoRinuccini,  nel  Aio 
erudito  Pnoriftaj  che  fi  fcrrba  originale  nella 
Libreria  di  quefta  Nobiliffima  Cafa , 

A  V  Y  E  R  T  I  M  E  N  "T  O^ 

„  Li\  prefente  Vita  è  quella  ftefTa,  che  fótto  fuo  nomo 
„  pubblicò  poi  Al-fTandro  Vsllutello  ,  e  che  comunemente 
5,  fi  legge  avanci  J' Opere  de!  Divino  Poera  ,  fnlvo  alcune 
j,  p^.ch-'  voc!  fincnimv- ,  ed  alcune  brevi  notiiie  prcfe  d^ 
„  quella,  che  fcrifle  Lionardo  Aretino.  „ 

A* Dì  14.  dì  Settembre  1321.  morì  i!.  ncffro  mirifico 
Pr-eta  Fiorentino  Dante  Alighieri ,  e  perchè  fu  uno 
Tpecchio  delia  nollra  città ,  però  diremo  alquanto 
dì  fua  vita,  e  cortumi .  Dico  adunque,  che  gli  antichi 
d'\  D»nt^e  furono  in  Firenze  di  molto  antica  ftirpe  ,  intanto 
che  lui  pare  volere  in  alcune  fue  opere  1  fuoi  antichi 
ciTife  ftati  di  quei  n(.bi!i  Romani,  che  pofono  Firenze  ; 
ma  quefta  è  c<  fa  molto  incerta  ,  e  però  io  non  1*  alFer- 
BIO5  «  noa  lo  negQi  e  feco^ido  mio  patere  non ^  altro. 

Q  3  che 


y 


1^6 


MONUMENTI 


che  ind.  vinare  ;  ma  di  quelli,  che  di  luì  s'abbi  notizia 
è  il  rrifavo  fuo,  che  fu  Mefs.  Cscciagaida  Cavaliere  Fio- 
rentino ,  il  quale  militò  lotto  1*  Imperadore  Currado,  e 
fu  morto  dugi*  Infedeli  nel  paflaggio  oltramare  fatto 
pe '1  detto  Iinperadore  negli  anni  di  Crifto  1148.  Quefto 
MeiTere  Cacciaguida  ebbe  due  fratelli,  1*  uno  chiamata 
Aloronto  ,  l*  altro  Elifeo^di  Moronto  non  fi  legge  alcuna 
fuccefilone  ,ma  di  Elifeo  nacque  una  famiglia  nominata 
Elifei  .  e  forfè  anche  prima  aveano  quefto  nome  .  Di 
Mefs\  Cacciaguida  nacquero  gli  Alighieri ,  così  vocati  da 
un  fuo  figliuolo,  il  quale  per  iftirpe  materna  ebbe  nome 
Aìdighicri  ,  Mefs.  Cacciaguida  ,  e  fratelli  ,  e  loro  antichi 
abitavano  quafi  fui  canto  di  Porta  S  Piero,  dove  prima 
vi  fi  entra  di  Mercato  vecchio  ,  nelle  cafe  ,  che  ancora 
oggidì  (ì  chiamano  degli  Elifei,  perchè  a  loro  rimafe 
Tantichità  .  Quelli  di  Mefs.  Cacciaguida  ,  detti  Alighie- 
ri,  abitavano  in  fulla  piazzuola  dreto  a  S,  Martino  del 
Vefcovc,  dirimpetto  alia  via,  che  va  a  cafa  de*  Sacchet- 
ti,  e  a  cafa  de' Rinucctni ,  e  dall'altra  parte  fi  diften- 
dono  vicino  alle  cafe  de' Donati ,  e  de* Giuochi. 

Dante  nacque  negli  anni  Domini  1265.  poco  dopo 
la  tonata  de' Guelfi  in  Firenze,  iftati  in  efilio  per  la 
fconfirta  da  Monte  Aperti.  Nella  fua  puerizia  nutrito 
liberalmente,  e  dato  a' Precettori  delle  lettere  fubito 
apparve  in  lui  ingegno  maravigliofo  ,  e  altiffimo  a  cofe 
eccelfe  ;  il  padre  fuo  Alighieri  perde  nella  fua  puerizia, 
nientedimeno  confortato  da*fuoi  propinqui ,  e  da  Brunetto 
Latini  valentifiìmo  uomo  in  quel  tempo,  non  folamente 
a  litteratura  ,ma  agli  altri  ftudj  liberali  fi  diede ,  niente 
lalciando  indieto  ,  che  appartenga  a  fare  a  uomo  eccellen- 
te ;  né  per  tutto  quefto  s' inchiufe  in  ozio  ,  né  privofil 
del  fecolo  ;  ma  vivendo  ,  e  converfando  con  gli  altri  gio- 
vani della  fila  età  ,  coftumato,  e  accorto,  e  valorofo  a 
ogni  efcrcizìo  gioveniie  fi  trovava,  intanto  che  a  quella 
grandifiìma,  e  memorabile  battaglia,  che  fu  a  CampaU 
dìno,  lui  giovine  di  circa  24.  anni,  e  bene  ftimato,  lì 
trovò  nell*  armi  combattendo  vigorofamente  per  la  Pa- 
tria ;  come  addrero  facemmo  menzione  ;  dopo  qutfta  bat- 
taglia tornando  Dante  a  cafa,  agli  ftudj  Ci  die  più  feria- 
mente,  che  prima,  e  nientedimanco  nulla  lafciò  delle 
converfazioni  urbane ,  e  civili ,  ed  era  mirabil  cofa ,  ch# 

ftu- 


MONUMENTI,  547 

ftudianJo  a  niuna  perfona  fare*  p;?ru"o  ,  che  ftudiafTe , 
per  le  ufanze  liete,  e  converfazioni  giovanili,  né  fola- 
mente  conversò  civilmente  con  gli  uomini ,  ma  ancora 
tolfe  moglie  in  fua  giovanezza,  e  fu  la  moglie  fua  gen- 
tildonna della  famiglia  de'  Donati  ,  chiamata  per  nome 
Mona  Gemma  ,  della  quale  ebbe  più  figliuoli .  Adunque 
avendo  donna,  e  figliuoli,  e  vivendo  civile,  e  onefta- 
mente  ,  fu  adoperato  nella  Repubblica  affai ,  e  pervenu- 
to a  debita  età  fu  creato  de' Priori ,  non  per  forte  ,  co- 
me s'  ufa  al  prefente  ,  ma  per  elezione  ,  come  in  quel 
tempo  fi  coftumava  di  fare ,  e  fu  quefto  Priorato  nei  1 300. 
come  addreto  facemmo  nienzione.  Da  quefto  Priorato 
nacque  la  fua  cacciata  ,  e  tutte  le  cofe  avverfe  ,  ch^  egli 
ebbe  nella  fua  vita  ,  fecondo  lui  medefimo  fcrive  in  una 
fua  epifìola,  delh  quale  le  parole  fono  quefte  :  Tutti  i 
mali ,  e  tutti  gl'inconvenienti  miei  dagl' infaufti  comizi 
del  mio  Priorato  ebbono  cagione,  ec  Ora  la  cagione  di 
fua  cacciata  particolarmente  racconteremo  s  perocché  è 
cofa  notsbiie  .  Avendo  prima  avuta  la  noftra  città  di  Fi- 
renze divifioni  aliai  tra' Guelfi,  e' Ghibellini  s  finalmente 
era  rimafa  nelle  mani  de' Guelfi  ,  e  ftata  affai  lungo  fpa- 
2Ìo  in  quefta  forma,  fopravvenne  un'altra  maladizione 
di  parte  infra  que^  meaL-fimi  Guelfi,  che  reggevano  la 
Repubblica,  e  fu  il  nome  delle  parti  Bianchi ,  e  Neri, 
ed  era  qucfta  perverfirà  prima  ne'  Piftolefi  ,  e  mafllme 
nella  famiglia  de' Cancellieri  ;  ed  effendo  già  divifa  tutta 
la  città  di  Piftoia,  per  porvi  finale  rimedio  fu  ordinato 
dai  FiorciUini ,  che  i  Capi  deli' una  ,  e  dell' altra  fetta  ne 
vcniffero  a  Firenze  ,  acciocché  alla  detta  città  non  fa- 
ceffero  maggiore  turbszione  .  Quefto  rimedio  fu  tale  » 
che  non  tanto  di  bene  fece  a'Piftolefi  per  levarli  i  detti 
capi  ,  quanto  di  male  fece  a'  Fiorentini  per  tirare  a  fé 
quelle  piftolenze;  perccchè  avendo  i  detti  capi  in  Fi- 
renze parentadi  ,  e  amicizie  affai  ,  fubito  accefono  il 
fuoco  con  maggiore  incendio  per  li  diverfi  favori  ,  che 
avevano  da' parenti,  e  dagli  amici,  che  non  era  quello  , 
che  lafciato  aveano  a  Piftoia .  E  trattandofi  di  quefta 
materia  publice  e  privatim  ,  mirabilmente  s'apprefe  il 
mal  feme,  e  divifcfi  la  noftra  città  di  Firenze  tutta  in, 
modo  ,  che  quali  non  vi  rimafe  funiglia  nobile  ,  né  ple- 
bea) che  in  fé  medcflma^nen  fi  divideffe,  né  uomo  par» 
^   Q.  i-  lieo- 


248  MONUMENTI. 

ticolare  di    ftìma   alcuna,  ohe  non  fofle  dall'una  dell» 
parti ,  e  trovoflì  in    molti   la  divifiene  eflere  tra*  fTatelIt 
carnali,  che    T  uno  di  qua»   e    l'altro  di    là   tenea  .  Ed 
efTendo  durata  la  contela  più  mefi  ,  e  multiplicati  gì*  in- 
convenevoli non    folamente  per  parole,  ma  ancora   per 
fatti   difpettoH  ,  e  acerbi  ,  cominciata  tra'  giovani ,  e  di- 
fcefa  agli  uomini  di  maggiore  età  ,  la  noftra  città  flava 
tutta  follevara ,  e  fofpefa .  Avvenne  ,  che  efTendo  Dante 
de*  Priori  nel   1300.  fi  fece  certe   ragunate  per  la  parte 
de*  Neri    dalla    Chìefa  di  S.  Trinità,*  quello,  che    trat- 
ta/Tono fu    cofa  molto    fegreta  ;  ma   1*  effetto  fu  di  fare 
opera  con  Papa  Bonifazio  VIÌI.  che  mandafli  a  Firenze 
Mefs.  Carlo  di  Valois  de*  Reali  di  Francia  a  pacificare  t 
e  riformare  la. città  .  Quefta  ragunata  fentendofi  per  Pai* 
tra   parte,  fubìto  fé  ne  prefe   grandifljma  fofpezione,  in 
tanto  che  prefono  le  armi,  e  fornironfi  d^amiftàiC  an- 
darono a*  Priori  aggravando  la  ragunata  fatta  ,  e  lo  avere 
con  privato  configlio  prefo  deliberazione  dello  (Vato  della 
città  ;  e  tutto  efler  fatto  dicevano  per  cacciargli  di  Fi- 
renze,  e  pertanto  domandavano  a*  Priori,  che  facefTono 
punire  tanto   prefuntucfo  cccefTo .  Quegli,  che  aveano 
fatto  la  ragunp.ra ,  temendo  anche  loro,  prefono  1*  armi  » 
e  appreflo  i  Priori  fi  doleano  degli  avverfarj  ,  che  fanz^, 
deliberazione  pubblica  s'erano  armati  ,  e   fortificati ,.  af- 
fermando, che  fotro  varj   colori  gli  voleano  cacciare,  o 
addomandavaiio  a*  Priori  ,  che  gli  facefiino  punire,  come 
turbatori  della  quiete  pubblica.  L'una  parte,  e  l'altra 
di  fanti,  ed'amifià  forniti  s'erano;  la  paura,  e  il  ter- 
rore, e  il  pericolo  era  grandifimo  *,  ed  efiTendo  adunque 
la  città  in  arme  ,   e  in  gran  travagli ,  ì  Priori  per  con- 
iìglio  di  Dante,  providono  di  fortificarfi  per  la  moltitu- 
dine del  popolo  ,  e  quando  furono  fortificati  ne  manda- 
rono a*con:^ni  crii  uomini  più  principali  delle  due  fette, 
che  furono  quelli .-  Mefs.  Corfo  Dj^nati ,  Mefs.  Geri  Spini  > 
Mefs.  Giachinotto  de'  Pazzi ,  Mèfs.  Rofib  della  Tofa  ,  e 
altri   notabili    cittadini;  tutti  quefti  erano   per  la  parte 
Nera,,  e  furono  mandati  a' confini  a  Caftello  della  Pieve, 
in  quello  di  Perugia  .  E  dalia  parte  de'  Bianchi  furono 
mandati  a' confini  jMefser  Gentile,  e  Mefser  Torrigiam» 
de' Cerchi ,  Guido  Cavalcanti ,  Bafchiera  della  Toft,  Bai- 
dinaccio  Adimari,  NMq  di  Mefs.  Loiùno  Gherardini» 

e  altri 


M   O   N    U   M    iL   N   T   I.  249 

ts  altri  nobili  uomini ,  e  q,uefto  diede  gravexza  grand© 
a  Dante  »  e  contuttoché  lui  fi  fcufi  come  uomo  ianza 
tener  parte,  nientedimeno  fu  riputato,  che  pendelH  ira 
parte  Bianca,  e  che  gli  difptaceflì  il  configlio  tenuto  dì 
chiamare  a  Firenze  Mefs.  Carlo  di  Valois  ,  Cbme  materia 
di  fcandolo ,  e  di  guaio  alla  noiìra  città  ,  e  accrebbe  la 
invidia,  perchè  quella  parte  de  i  cittadini,  che  furono 
confinati  a  Serezzano  lubito  ritornarono  a  Firenze»  e 
l'altra  parte,  ch'era  confinata  a  Caflello  della  Pieve  fi 
rimafe  di  fuori  .  A  qiiefto  rifponde  Dante ,  che  quan- 
do quelli  di  Screzzano  furono  rivocati ,  e  fio  Dante  era 
fuori  deir  ufficio  del  Priorato,  e  che  a  lui  non  fi  deb- 
be  imputate  ,  e  più  dice  ,  che  la  ritornata  loro  fii  per 
la  infermità  ,  e  morte  di  Guido  Cavalcanti ,  il  quale 
ammalerà  Serezzano  per  Paria  cattiva,  e  apprefib  vi 
morì.  Quefta  difuguaglianza  mofTe  il  Papa  a  manda- 
re a  Firenze  Carlo  di  Valois ,  il  quale  effendùvi  per 
}a  reverenza  del  1?apa ,  e  della  Cafa  dì  Francia  rìce* 
vuto  fu  nella  città  ,  e  rimife  i  cittadini  confinati  den- 
tro ,  e  apprefTo  cacciò,  la  parte  Bianca  ,  per  rivelazio- 
ne di  trattato  fatta  per  Mèfser  Piero  Ferranti  fuo  Ba- 
rone ,  il  quale  difTe  efTere  flato  richiedo  da  tre  Gen* 
tiluoiTrini  della  parte  Bianca,  cioè  da  Naldo  di  Mefic? 
Lottino  Gherardini  ,  da  Bafchiera  «iella  Tofa  ,  da  Eàldi- 
naccio  Adi  mari ,  d'  adoperarfi  con  Mefs.  Carlo  di  Valois»' 
che  la  loro  parte  rimanefTe  fuperiore  nella  Terra  ,  e  che 
eli  aveano  promeiTo  di  dargli  Prato  in  governo  fé  quello 
facefje  -,  e  di  queflo  produfTe  fcrittura  di  quefta  richìe- 
fta,  e  pTomcfTc,  con  fuggelli  di  cofloro ,  la  quale  fcrit- 
tura originale  è  oggi  in  Palagio  tra  le  altre  fcritture 
pubbliche  ;  ma  fecondo  abbiamo  fentlto  pare  forte  {bf* 
petta ,  e  crediamo,  che  la  fia  fittizia;  pure  quello  eh© 
fifofie,  la  cacciata  feguitò  di  tutta  la  parte  Bianca,  mo- 
ftrando  fdegno  Mefs.  Carlo  di  tutta  quefla  promcfTa ,  e 
richicfla  da  loro  fatte.  Dante  in  quello  tempo  non  era 
a  Firenze,  ma  era  a  Roma  mandato  poco  avanti  Amba- 
fciadore  al  Papa  per  ciFerire  la  concordia,  e  la  pace 
de' Cittadini  ;  e  nientedimeno  per  ifdegno  di  quelli,  che 
nel  fuo  Priorato  confinati  furono ,  dalla  parte  Nera  gli  fu; 
corfo  a  cafa,  e  rubato  ogni  fua  cofa ,  e  dato  il  guado 
«Ile  fue  pofTefll^jni ,  e  a  lui  3  9  a  Mefj.  Palmieri  Altoviù 


2$0  MONUMENTI. 

^ato  bando  della  perfona  per  contumacie  di  non  compa- 
rire ,   non  per  verità    di    alcun  fallo   commeflb.  La  via 
del  dare  bando  fu  qucfta  ,  che  legge   feciono   iniqua,  e 
perverfa,  la  quale  il  guardavano  indrìeto ,  che  il  Potetti 
di  Firenze  poteflì^e  doveflì  conofcere  de*  falli  commeflì 
per  lo  adrieto  nel  Priorato  ,  contuttoché   afi'oluzione  ne 
fuiVi  feguita  ,  e  per  quefta  legge  citato  Dante  per  Mef^ 
ler  Gante   de'  Gabbrieili  ,  allora  Poteftà  di   Firenze  ,  ef- 
fendo   afTente,    e    non    comparendo,   fu   condannato,  e 
sbandito  nelT  avere,  e  nella  perfona  ,  e  pubblicato  i  fuoi 
beni,  contuttoché   prima  rubaci,  e  guafti    fuUino .    Ab- 
biamo detto  come  pafsò  la  cacciata  di  Dante  ,  e  perchè 
cagione  ,  e   in  che  modo  ;  o-a   diremo  qual  fo/Te  la  vita 
l'uà  nelTefilio.  Sentito  adunque  Dante  la  ruina  fua  lu« 
bito  partì  da  Roma,  dove  era   Ambafciadore ,  e  cammi- 
nando  con  celerità    ne  venne   a   Siena,    e   quivi  intefo 
chiaramente  la  fua  calamità  .Non  vedendo  alcuno  riparo 
diliberò  accozzarli   con  gii  altri  ufciti ,   e  il   primo   ac- 
cozzamento  fu    in    una    congregazione  degli    ufciti  ,  la 
quale  n  fé  a  Gargonza  ,  dove  trattate  molte  cofe  ,  final- 
mente  fermarono  la  fedia  loro  in   Arezzo  ,  e  quivi  fé» 
rono   capo    grofTo ,    e   crearono  loro  Capitano    generale 
Conte  AlefThndto  da  Romena  ,  e  ferono  i  fuoi  ccnfiglie- 
ri  ,  del  numero  de*  quali   Dante  fu  uno  ,  e  di  fperanza  in 
Iperanza  iftettono  inlìno  all' anno  1304.  Allora  fatto  isfor- 
zo  graiidiffimo  d'ogni   loro    amiftà   ne  vennono   per  cn« 
trare    in  Firenze    con  grandiflìma  moltitudine  ,  la   quale 
r.^n' folamente  d^  Arezzo  ,  ma  da  Bologna  ,  e  Piftoia  con 
loro  fi   congiunfe  ,    e    giugnendo  improvviH  ,   e  Tubiti, 
prefono  una  porta  di  Firenze  ,  e  vinfono  parte  della  Ter- 
ra, ma  finalmente  bifognò  fé  ne  andaffono   fenza  frutto 
alcuno.  Fallita  adunque  quefta  tanta  fperanza,  non  pa- 
rendo  a  Dante   pìiì  da  perdere  tempo  ,  partì  d'Arezzo, 
e  andcffene  a  Verona  ,  dove    ricevuto  fu    cortefemente 
da' Signori  della  Scala,  e  quivi  alcuno   tempo  fece  di- 
mora, e  ridufTeli  tutto  a  umiltà,    cercando    con    buone 
opere ,  e  buoni  portamenti  riacquiftare  la  grazia  di  po- 
ter tornare  a  Firenze  per  ifpontanea  rivocazione  di  chi 
reggeva    la  città  ;  e  fopra  quefta  parte  fi  affaticò  affai  , 
e  fcriffe  più  ,   e    piìi  volte    non  folamente  a' particolari 
cittadini  del  Reggimento,  nia  ancora  ai   popolo,  fra  le 

alue 


/ 


MONUMENTI.  2^1 

altre  un' epiflola  affai  lunga,  la  quale  comincia  così* 
Popule  meus  quid  feci  tibi  .  Ed  edendo  in  quella  fpe- 
ranza  Dante  di  tornare  per  via  di  perdono  ,  fopravvenno 
la  elezione  dell' Imperadore  Arrigo  di  Lufemburgo  ,  per 
la  cui  elezione  prima  ,  e  poi  per  la  fua  paifara  fu  tutta  Ita- 
lia fcllevata  in  fperanza  di  grandifllme  novità .  Dante 
non  potendo  tenere  il  propofico  fuo  d'  afpectare  grazia  , 
ma  levatoli  con  V  animo  altiero,  cominciò  a  dire  male 
di  quelli,  che  reggevano  la  Terra ,  appellandogli  fcelle- 
rati  ,  e  cattivi,  e  minacciando  la  debita  vendetta  perla 
potenza  del  detto  Imperadore,  centra  la  quale  ,  diceva  , 
e/Ter  manif 'fio ,  loro  non  avere  alcuno  fcampo;  pure  lo 
tenne  tanto  la  riverenza  della  patria  ,  che  venendo  lo 
Imperadore  predetto  a  Firenze  ,  s'  accampò  a  S  Salvi  , 
Dante  a  quefto  non  vi  volle  e  (Fere  ,  fecondo  quello  ,  che 
lui  ne  fcrive  ,  contuttoché  confortatore  fu  (lì  flato  di  fua 
venuta.  Morto  dipoi  il  detto  Imperadore  nella  feguence 
ftate  a  Buonconvcnto  ,  ogni  fperanza  al  tutto  fu  per- 
duta di  Dante-,  perocché  di  grazia  lui  medeflmo  s'avea 
tolto  la  via  per  lo  parlare  ,  e  (crivere  contro  a'  cittadi- 
ni ,  che  governavano  la  Repubblica  ,  e  forze  non  gli 
reflavano  nelle  quali  fperare  potefli  ,  ficchè  dipofta  ogni 
fperanza  ,  povero  dipoi  trapafsò  il  refto  di  fua  vita,  di- 
morando in  varj  luoghi  per  Lombardia  ,  per  Lunigkria, 
a  Lucca,  e  quafi  per  tutta  Tofcana,  e  per  Romagna 
ferro  il  fuilìdio  di  varj  Signori  ,  per  infino  che  final- 
mente fi  ridufTe  a  Ravenna,  dove  finì  la  fua  vita  a  dì 
detto  di  fopra  ,  e  quivi  da  quei  Signori  da  Polenta  fu, 
feppellito  a  grande  onore ,  e  fatto  magnifica  fepoltura , 
dove  ancora  oggidì  fono  le  fue  reliquie  ;  requiejcant  in 
pace.  Poiché  detto  abbismo  degli  afFari  fuoi  pubblici» 
e  moftrato  il  corfo  di  fua  vita  ,  diremo  ora  del  fuo  flato 
domeftico  ,  e  de' fuoi  coftumi ,  e  fludj  .  Dante  innanzi 
la  cacciata  fua  di  Firenze,  contuttoché  di  grandifilma 
ricchezza  non  fofie  ,  nientedimeno  non  fu  povero,  ma 
ebbe  patrimonio  mediocre  ,  e  fufficiente  a  vivere  ono- 
ratamente ,  ed  ebbe  uno  fratello  chiamato  Francefco  Ali- 
ghieri,  ebbe  moglie  ,  e  figliuoli,  come  di  fopra  dicem- 
mo, de' quali  ancora  oggi  refta  fucceflìone ,  e  ftirpe, 
come  (1  dirà  di  fotto;  cafe  ebbe  in  Firenze  affai  decenti 
congiunte   alle  cafe  di  Ceri  di  Mef^.  Belle  fuo  confor- 

e©  5 


2^1         .    MONUMENTI. 

tOj  pofleflìoni  in  Camerata,  nella  Piagentina  ,  e  in  Pian» 
di  Ripoli;  fu  uomo  molto  pulito,  di  ftarur^  decente, e 
di  graro  afpetto  ,  e  pieno  di  gravità  ;  parlatore  rado,  e 
tardo,  ma  nelle   fue  rifpofte  molto  fottilc.  La  fua  pro- 
pria eifigie  il  vede    nella  Chiefa  di    Santa  Croce,  quafl 
al  mezzo  della  Chiefa  dalia  mano  finiftri- andiindo  vcrfo 
r  Aitar  maggiora  dì  qua  dalla  Cappella  de*  Machiavelli  » 
ed  è  ottiiTiamente  ritratta  al  naturale  per  mano  di  per- 
fetto dìprntcre  del  tempo  iuo .  Diicitofif  di  mufica  j^dì 
fuoni ,  e  di  fua  mano  egregiamente    difegnava  ,  fu   an- 
cora fcriltore  perfetto,   ed  ei*  la  lettera  fua  m^gra  ,  e 
lunga,  e  molto- corretta ,.  fecondo  alcune  epiftole  di  fua 
propria  mano.  Eu  ufante   in  fua   giovinezza  co*  giovani 
innamorati:,  e   lui  ancora    di  fimile   padione    occupato  , 
non  per  libidine  ,  ma  per  gentilezza  di  cuore,  e  ne' fuoi 
teneri  anni   verft  d'amore  a  fcrivere  cominciò,  come  (i 
può  vedere  in  una  fua  operetta  vulgare,  che  C\  chiama 
Vita  fftiova  .  Fu  perito  in  tutte  a  fette  le  arti  liberali; 
malo  ftudio  fuo  principale  fu  Pòefìa  ,  nella  quale  avanzò 
tutti  gli  altri  Poeti;  perocché  la  fua  fiiione  fu  grande, 
e  con   grande  ingegno   trovata-,  e  mafllme  quella   della 
fua  Commedia  ,  nella  quale  concorre  difcrizione  del  mon- 
do, difcrizione  de'  Cieli,  e  de*  pianeti  ,  difcrizione  degli 
uomini,  meriti,  e   pene  della  vita  umana ,  felicità,  mi- 
feria  ,  e  mediocrità  di  vita  intra  due  eftremi,nè  credo, 
cl>e  mai  fofle ,  né  po(T^  eflere  chi  prendefli  più   ampia, 
e  fertile  maceria.  Ók  potere  efplicare    la    mente  d*ogni 
fuo  concetto  per  la   varietà  degli  fpiriti  loquenti  di  di- 
verfe  ragioni  di  cofe,  di  diverli  paefì ,  e  di  varj  caddi 
fortuna  .  Quefta  fua  principale  Opera  fi   può  vedere  a- 
pe/tamente.  ScrifTe  ancora  Canzoni  morali ,  e  Sonetti ,  e 
Ballate ,  e  altre  cofe;  Is  Canzone  ftic  fono  molto  per- 
fette,   e  limate,  e   leggiadre,  e  piene  d'alte  fentenze, 
e  tacte  hanno   generofi   cominciamenti,  ficcome  quella 
Canzone  ,  che  comincia:  Amor  che  mu9vi  tua  virtù  dal 
cielo  .Cornell  fol  lo  fplendore  ,  ec.  dove  è  comparazione 
iìlofofica ,  e  fottìle  tra  gli  effetti  del  fole  ,  e  gli  efF>.'tti 
d*  amore  .  L'altra,  che  comincia;  Tre  donne  intoruo  al 
cor  mi  fon  venute, ec.  e  l'altra,  che  comincia:  D«««/r, 
ch'avete  intelletto  d'  amore  ^  ec.  e    così   in    molte  altre. 
CaniOJii  è  (©ttiJe  iu limata  i  e  fai.cntifìcf ,  e  fimiic  ne' So» 


MONUMENTI.  253 

tietfi  ;  e  in  rima  vulgate  avanzò  rurri  gli  altri,  che  mai 
fono  futi,  e  che  faranno,  e  fecondo  il  fuo  Icrivere  fi 
cominciò  a  dire  in  rima  innanzi  ^a  lui  anni  150.  e  fu- 
rono i  p'-incipi  in  Italia  Guido  Guinizzegli  da  BoU>gn3  » 
e  Frate  Guittofte  Cavaliere  Godente  d' Arezzo  >  e  Bue- 
nagiunta  degli  ©rbicciani  da  Lucca  ,  i  quali  Dante  di 
gran  lunga  foverchiò  di  fentenze ,  di  pulitezza ,  e  di  eie* 
ganzate  di  leggiadria,  intintochè  egli  e  opinione  degli 
incendenti  ,  ch«  non  fu  ,  né  farà  mai  uomo  ,  che  vantaggi 
Dante  in  dire  in  rima ,  e  veramente  egti  è  mirabile  cofa 
la  grandezza,  e  la  dolcezza  del  direluo  p^ud^rite  ,fen* 
tenziofo  j  <»  grave»  con  varietà,  e  copia  mirabile  ,  con 
conefcenza  di  filofofia ,  con  notizia  di  ftorie  antiche» 
con  tanta  cognizione  delle  cole  moderne,  che  pare  a 
cgni  atto  effere  ftaro  preiente  .  Ì5.uefte  belle  cole  ,  e 
con  gentilezza  di  rime  efplicate  ,  prendono  la  mente  di 
ciafcuno  ,  che  legge,  e  molto  piìì  di  quelli,  che  piiì 
intendono.  Quefte  fono  TOpere  fue  vuigari .  In  latino 
fcriflTe  in  profa  ,  e  in  verfi  ;  in  profa  un  libro  chiamato 
Monarchia '.,  ifcriife  ancora  un  altro  libro  intitolato  Dr 
vulgari  eloquenttayc  Icrifle  alcuna  egloga  ,  ancora  fcnlf© 
molte  epiftole  in  profa  ,  e  in  verft  .  Il  principio  del  li- 
bro fuo  in  ver  fi  eroici  ,  ma  non  gli  riufcendo  lo  ftile, 
non  feguì .  Ebbe  Dante  fra  gli  altri  iìgliuoli  uno  chia- 
mato Iacopo,  il  quale  ftudiò  in  legge,  e  divenne  va- 
lente; e  per  propria  fiia  virtù»  e  per  favore  della  me- 
moria del  padre  fi  fece  grande  uomo,  e  riputato,  e 
guadagnò  alTai  ,  e  fermò  luo  ftaro  a  Verona  ,  con  affai 
buona  facoltà  .  Quefto  Mefs.  Iacopo  ebbe  un  figliuolo 
chiamato  Dante,  e  di  quefto  Dante  nacque  Leonardo, 
il  quale  credo,  che  ancora  viva  ,  e  ha  più  figliuoli:  né 
è  molto  tempo,  che  Leonardo  antidetto  venne  a  Firenze 
con  certi  giovani  Vcronefi  bene  in  punto  ,  e  onoratamen- 
te ,  e  vide  le  cafe  del  fuo  proavo  Dante  ,  e  de*  fuoi 
antichi,  ed  ebbe  notizia  di  molte  cofe  a  lui  incognite, 
per  efferfi  ftranato  lui ,  e  i  fuoi  dalla  patria  ;  e  così  la 
fortuna  in  quefto  mondo  gira ,  e  permuta  gli  abitatori 
eoa  volgere  di  fua  ruota. 

Quefte  cofc  tratte  di  buoni  luoghi  fcriffe  qui  Filip- 
po di  Gino  di  Mefs.  Francefco  Rinuccini  ,  e  ordinolle, 
«ome  fi  lefgono,  e  così  fcriffe,  ovvero  fece  fcoivere  il 

refto 


254  MONUMENTI. 

refto  di  quefto  Priorifto  fino  a  che  egli  vlfTe»  che  fil 
fino  all' anno  1450.  che  benché  vivefli  fino  ali*  anno  ì^ói. 
nientedimeno  non  avca  mefTo  a  quefto  libro  i  Priori  futi 
tratti,  ma  gli  aveva  notati  in  un  certo  foglio  ,  per  met- 
tergli al  libro,  e  morendo  lui  nel  detto  anno  1462  io 
Alamanno  fuo  figliuolo  feguitai  ta^e  opera  di  fcrivere 
i  Priori  tratta  per  tratta ,  e  di  fare  menzione  di  alcuno 
cofe  notabili  occorrenti  >  fecondo  i  Priorati  • 


§.  II.  Imbreviature  di  (truiTTjntl  attenenti  a' fra- 
telli, figliuoli,  ed  altri  congiur.ti  ,  e  conforti 
di  Dante ,  tra  qudle  di  Ser  Salvi  Dini  dell'  an- 
no 1:^:52.  lib.  X.  a  20.  efegg,  riportate  nel  noftro 
Zibaldone  jì.  a  i^-j.  tergo  ^  e  feg. 


AN.  MCCCXXXII.  Francifcus  qu.  Allgherii  de  Ali- 
gheriis,  qui  quond.  morabatur  in  populo  S.  Ste- 
phani  in  Pane  ,  &  hodie  moratur  in  pop.  Plebis  de  Ri- 
pulì, &  Dom.  Dinus  ,  &  lacobus  fratres  filii  q.  Danris 
Alagherii  de  Alagheriis  populi  S.  Martini  Epifcopi ,  Ni- 
colaus  qu.  Forefini  de  Donatis  Procurator  di£l:i  Domini 
Pieri  comprcmittunt  in  Ser  Laurentium  Alberti  de  Vil- 
lamagna  Notarium  .  Nero  Naddi,  Nero  IoanniSi  &  Mi- 
nuto teftibus.  A£ì:um  in  populo  S.  Cecilie. 

Alfro  del  me  de  fimo  anno,  ivi* 

Bona  di£bi  Francìfci ,  &  Dom.  Petri ,  &  lacobi  de 
Alagheriis  adhuc  erant  indivifa  inter  eos .  Un  podere 
con  cale  pofto  nel  popolo  di  S.  Marco  di  Mugnone  in 
Camerata  ,  a  ì°  2°  ^.°  via  ,  a  4.°  Berti  .  Un  pezzo  di  terra 
in  Firenze  nel  pop.  di  S.  Ambrogio ,  a  1°  2°  3  ^  4.°  via  . 
Una  cala  pcfta  in  Firenze  nel  popolo  di  S.  Martino  del 
Vefcovo  ,  a  1°  via  ,  i®.  Heredes  Simonis  Nerii  de  Dona- 
tis, &  D  m.  Bellina  vidua  q.  Clerici  Dom.  Martelli  de 
Dcnatis  ,  &  Ticcius  Clamori  ;  a  3.°  de  Cocchis ,  feu  alii , 
34°  H-redes  Betti  de  Mandolis.  Un  cafolare  nel  pop. 
di  S.  Ambrogio, a  i.' 2.°  via,  3.°Herede$  CurfiiForna* 

eia- 


MONUMENTI.  255 

ciarli ,  a  4.®  Heredes  Miglionucci  {forje  Miglioruccii  .) 
Un  podere  nel  pop.  di  S.  Miniato  di  Pa^naìia  Comiratus 
Florentie  ,  luogo  detto  Le  Radola  ;  a  1.^  via  ,  a.*' fo flato, 
5.**  Vefcovado  di  Fielole  ,  4.°  Heredes  Lotti  de  Ceraris, 
Più  pezti  di  terre  pafti  d*  intorno  à  detto  podere  .  Le 
quali  Cófe  furono  aflegnate  a  detto  Francefco  per  la 
metà  ;  il  qual  Francefco  immediate  vendè  il  podere  di 
Camerata  a  Giovanni  di  Manetto  Portinari  comperante 
per  f e  ,  e  per  Accerrito  fuo  fratello,  e  parte  del  prezeo 
pagarono  al  detto  Francefco  li  figliuoli  di  Dante  un  de- 
bito di  cento  venticinque  honorum  &  legalium  floreno- 
rum  auri,  quos  dìftus  Dante  confeflus  fuit  fé  mutuo  re- 
cepifle  &  habuifle  a  di£to  Francifco  per  Inftrum.  rogat, 
manu  Ser  Guidonis  Benivieni  Guidi  RufFoli  de  Florentia 
Notarli  fub  anno  1299.  Ind.xiij.  die  14.  intrante  menfe 
Martii ,  &  de  quodara  alio  debito  florenor.  90.auri ,  quos 
mutuo  recepit  a  difto  Francifco  per  publicuni  Inftru» 
mentum  factum  fub  anno  Domini  1300.  Ind.  xiij.  die  xj, 
lunii  manu  Ser  Uguccionis  Dom.  Aghinetti  Notarli,  ex 
Imbreviaturis  Ser  Àldobrandini  filii  fui .  Et  promefle  detto 
Francefco,  che  gli  figliuoli  di  Dante  non  moleftereb- 
bono  li  beni ,  che  già  furono  di  Dante  per  occafione 
di  dote,  e  inftrumento  di  dote  Dom.  Lape  matris  diftl 
Francifci ,  &  filii  olim  Chiariffimi  de  Cialuffi  ,  &  uxoc 
olim  Aleghierii  .  Né  per  occafione  della  dote  Domine 
Pere  uxoris  difti  Francifci ,  &  filie  olim  Donati  Brunac- 
cii.  Et  promeflbno  li  detti  Iacopo,  e  Mefs.  Piero  pagar© 
a  Francefco  infinattantoché  i  beni  di  Dante  fi  cavafio- 
no  de*  beni  de' ribelli  &  sbanditi  del  Comune  di  Firenze 
ftaia  trenta  di  grano  .  Inoltre  H  obbligarono  li  detti  Ia- 
copo &  Mefs.  Piero  &  Francefco ,  che  il  podere  di  Ca- 
merata non  farla  moleftato  per  occafione  delle  doti  Do- 
mine Belle  olim  matris  di£ti  Dantis  ,  &  olim  avie  di£li 
lacchi,  &  Dom.  Petri ,  &  uxor  olim  di£ti  Alagherii, 
né  per  la  dote  Dom.  Gemme  vidiie  olim  matris  diftorurfl 
lacchi ,  et  Pieri ,  &  uxor  olim  diftì  Dantis,  &  filie  olirh 
Dom.  Manetti  de  Donatis  .  Diftus  Francifcus  fuit  hercs 
lacobi  q.  Lotti  de  Corbizzis .  Fu  dato  quefto  laudo  in 
populo  S.  Cecilie  in  Edibus  Artis  Medicorum,  Spetia- 
riorum,&  Merciariorum  fub  die  16.  Mali.  Teftihus 
Ioannc  Ser  Reddite  populi  S.  Laurentii  ,  Lapuccio  Ti- 

nuc- 


^6  MONUMENTI. 

nuccii,  Set  Spigliato  Dini  Notano  popuHS.  Matgharke* 
lohannes  lacchi  de  Pazzis ,  Gherardus  Karóli  de  Adima» 
ribus  teftes  in  confirmatione  difti  Laudi.  Pro  Domino  Pe- 
cro  confirniavic  Nicolaus  Forefini  de  Donatis  eius  Pro- 
curator,  rogato  de  Procura  Donzellino  Domini  Ligenni 
<le  S.  Benedillo  Notatio  « 

Altro  delmedejìmo  anno  ,  da  dette  Imhreviature  «  114. 
e  Z'tb.  a  173. 

Sub  anno  1297.  die  aj.  Decembris  Ind.  xj.  Dante 
&  Francifcus  ÌFratres  &  filii  q.  Alagherii  de  Alagheriis 
popoli  S.  Martini  Epifcopi  mutuo  receperunt  a  lacobo 
iil.  q.  Lotti  de  Corbizzis  populi  S  Petri  Maioris  mutu- 
ante prò  fé,  &  Pannocchia  Riccomanai  populi  S.  Pro- 
culi fior.  480.  de  auro  fub  Hdeiuflione  Dom.  Durantis 
Dom.  Scholaii  de  Abbatibus  ,  &  Dom.  Manetti  Domini 
Donati  de  Donatis,  Alamanni  q.  Dom.  Boccaccii  de  Adi- 
•naribus  ,  Spigliati  qu.  Spigliati  de  Filicaria  in  folidum 
obligatorum  .  Deinde  anno  1532.  diftus  lacobus  de  Cor- 
bizzis fecit  finem  lacobo  ,  &  Dom.  Petro  de  Alagheriis 
&  honorum  q.  Dantis  pofTefìToribus ,  &  Francifco  Dantis 
fratre  ^e  diftis  flor.  480.  qui  Coluti  fuerunt  in|)artede 
bonis  vendicis  Domine  lohanne  ,  ut  fupra  ,  &c. 

Altro,  ivi  tf  187.  Z/^.  a  181.  del  me  de  fimo  anno  . 

Domina  Bartola  vidua  uxor  qu.  Domini  Guidonis 
dell'Accolto  de  Bardis  ,  &  fil.  q.  Guccii  Dom.  Catalani 
deUbaldinis  de  Gagliano  petiit  in  Mundualdum  Cocchum 
q.  Lippi  de  Lupicinis  pop.  Abbatie  de  Ripoli  :  Que  Dom. 
Battola  vendidit  Francifco  q.  AUagherii  de  Allagheriis 
pop.  S.  Martini  Epifcopi  recipienti  nomine  Dom.  Pere 
cius  uxoris,  &  filie  q.  Donati  Brunaccii  quoddam  pre- 
dium  pofitum  in  pop.  Plebi*  S.  Petri  de  Ripuli. 


5.  III. 


MONUMENTI.  Ì57 

§.  III.  Ex  libris  Refórmatìonum  Terre  S.  Gemi- 
niani  tempore  D.  Mini  de  Tolomeis  de  Senis 
Poteftaris  à\6ìc  Terre  anno  1299.  apud  me  Ca- 
rolum  Strozzaai , 

Die  vili.  Mali . 

Convocato  &  adunato  Contilio  Generali  Communis 
&  honiinum  S.  Gemmiani  in  palano  dìfti  Ccmmu- 
nis  ad  fonum  campane  voceque  preconis  ut  moris  eft 
de  mandato  nobilis  ,  &  potentis  Militis  O-  Miai  de  To«» 
lomeis  de  Senis  honrrabilis  Poteftatis  Ct  mmunis  &  ho« 
minum  Terre  S.  Geminiani  prediali  ,  in  quo  quidem 
confllio  prefente  volente  &  confentiente  provido  viro 
Dom.  Gilio  Dom.  Celli  de  Narnia  Indice  Appellatio- 
num  &  Sindico  difte  Terre  propofuit  Se  conlìlium  po- 
ftulavit  per  eum  per  .nnbilem  virum  Dàncem  de  Alle- 
gheriis  AmbaxiatGrem  Comnjunis  Florentie  qui  prò  parte 

di£ii  Communis  in  prefenti  confìlio &  dixie 

quod  ad  prefens  in  certo  loco  parlamentum  &  ratioci"* 
natio  mere  folito  per  omnes  Communitates  Tallie  Tu- 
fcie  &  prò  renovatione  &  confirmatione  novi  Capitane! 
fieri  expedit  propter  que  ad  expediendum  predifta  con- 
venir quó4  Sindici  &  Ambaxiatores  folempnes  predifta^ 
rum  Comnjunitatum  fimul  conveniant  fé  . 

Dom.  Primeranus  ludex  unus  ex  di£tìs  confiliariis 
furgens  in  d'fto  coniìiio  areiigando  confuluit  fuper  difta 
impofita  &  atnbaxiata  quod  prò  Commune  S.  Geminiani 
&  prò  parte  ipfius  ut  hait^nus  eft  iblitus  facere  fìat ,  Se 
Sindicus  unus  vel  plures  ordinentur  cum  pieno  &  fuf« 
iicienti  mandato,  ac  etiam  ambaxiatores  eliganrur  qui 
fuo  loco  ,&  tempere  dum  prò  parte  Communis  Fh-rentie 
fuerir  Commune  S  Geminiani  per  alias  iitteras  requifitus 
ire  debeant6c  convenire  fé  debeant  cum  aliìs  (ìndici^  & 
ambaxiatoribus  aliarum  Communitatum  di6ì:e  Sotictatis  ad 
parlamentum  Se  fpecialiter  ad  ordinandum  &  reformandum 
vi  confirmandum  novum  Capitaneum  Tallie  dummodo 
nil  pofllt  firmari  vel  ad  aliquod  fé  obligari  quin  primo 
«lifto  Communi  &  Ofto  expenfsrum  fa^lum  declarenr . 

Reformatum  fuic  ad  diftum  difti  Dom.  Primerani 
Confultoris . 

TomQ  XIL  R  §.  IV, 


258 


MONUMENTI 


§.  IV.  Dal  Libro  del  Chiodo  delle  Jliformagio- 
ni  a  1^,  e  pubblicata  ancora  dal  Sig.  Abate 
Girolamo  Tirabofchi ,  Stor»  delia  Letterata  ItaL 
tomo  13.  ediz,  dt  Firenze  » 

NOs  Gante  de  Gabbriellibus  de  Eiigubìo  Poteftas  Ci- 
vitacis  Florentie  infrafcriptam  Condcp  lationis  lum- 
mam  damus  ,  &  proferimus  in  hiinc  modum  . 

Dominum   Andream  ide  Gherardinis . 

Dom,  Lapiim  Salcerslli  ludicem. 

Dom.  Palnicrium  de  Aitovitis. 

Dom.   Donatum  Alberti  de  ftxtu  Porte  Domus . 

Lapum   Dominici  de  fexcu  Ultrarni . 

Lapum   Blondum  de  Textu   S.  Petri  Maioris  . 

Gherardinum  Diodati  populi  S.   Marcini  Epifcopi . 

Curlum  Domìni   Aiberci  Riftori  . 

lunftam  de  Biifulis. 

Lippum   B.'cchi  » 

Dantenì  Aiiighieri  • 

Orlanduccium   Orlandi. 

Ser  Simonem   Guidetti  de  fextu  Ultrarni  . 

Ser  Guccium  Medicum  de  fextu   Porte  Dcmus. 

Guidonem  Brunum  de  Falconeriis  de  iexcu  S.  Pctri . 

Centra  quos  proccflìmus  ,  &  per  inqui/itioncm  ex  nofìro 
Offitio  ,&  Curie  noftre  faftam  fupcr  eo  ,  &  ex  eo  quod 
ed  aures  noftras  ,  6c  ipfius  Curie  noftre  pervenerit  fama 
publica  precedente  ,  quod  cum  ipfi  ,  <&  eorum  quilibec 
nomine  ,&  occgilone  barafteriarum  ,  iniquarum  extorfio- 
num,  &  illicitcrum  lucrorum  fuerint  condepnati ,  ut  ia 
ipfis  condepnationibus  docetur  apertius  condepnationcs 
eafdem  iplì  ,  vel  eorum  aliquis  termino  affignato  non 
folverint  .  Qui  omnes  ,  &  finguli  per  Nuntium  Comunis 
Florentie  citati ,  &  requifiti  fuerunt  legiptime  ,  ut  certo 
termino  iam  elapTo  mandatis  noftris  parituri  venire  de- 
berent,&ie  a  premifTa  inquifitione  protinus  efcufarcnt . 
Q'.ii  non  V(?nic!Kes  per  Clarum  Clariillmi  publicum  Bap- 
nitorem  pofuifTe  in  bapnum  Comunis  Florentie  fubfcri- 

be- 


MONUMENTI.  259 

berunt,  in  quod  incurrentes  eofdem  jbfentatio  contu- 
macia innodavit  .  ut  hec  omnia  noftre  Cune  latius  sfta 
tenenc  ipfos,  &  iprotum  quemiibec  ideo  hiibitos  ex  ipfo- 
rum  contumacia  prò  ccìnfeflls  fecundiim  iura  ftaturorum 
6c  ordinamencorurn  Comunis  &  Populi  Civiraris  Fioren* 
tie  ,  &  ex  vigore  noftri  arbitrii ,  &  cmni  modo  &  iure 
quibus  meiius  pofTumus  ,  ut  fi  quis  prediftorum  ullo 
tempore  in  fortiam  di£l:i  Comunis  pervenene,  talis  per- 
veniens  igne  ccmburatur  ,  fic  qucd  moriatur .  In  hiis 
fcripns   fcncentiaiirer  condepnamus  . 

Lata  ,  pronuntiata  ,  &  promulga""»  fuit  di£ta  condep- 
rat  onis  fumma  per  diftum  Cantcm  Poteftarem  predjftum 
prò  Tribunali  ledenTcm  in  ccnfilio  generali  Civira-is  Fìo- 
rentie  .  &  leftn  per  me  Bmioram  Not.  i'upfad.ftjm  fub 
anno  D  mini  millefim*)  rrecent-llmo  fecundo  ,  lud.  xv. 
tempore  Domini  Bonitatii  Pdpe  O'ftavi  dis  decimo  menfis 
Alartii  piefenribus  Ttftbus  Ser  Mafio  de  Eugubio  ,  Ser 
Bern^irdo  de  Camerino  Notanis  difti  Domini  Poteftacis  > 
Oc  pluribus  aiiis  m  codem   confilio  «Xillentibus . 

Nota»  In  un  Libro  di  Provvifioni  delle  Riforma» 
j^ioni  ,  uve  fi  fritta  del  configlio  tenuto  ,  fé  fi  dovefTe 
dar  fu  (lì  d  10  ,  e  provvifione  al  Re  Carlo,  fìg'iuo'O  de.  Re 
di  Francia  ,  evvi  al  morgìie  ,  della  ft  e  (la  ,  o  poco  di  ver  fa 
mano  ,  quefta  memoria  ;  Cbe  per  ejjerji  Dante  oppojìo  a 
eletta  provvifione  fit  quejla  la  vera  occulta  cattja  delfu^^ 
ejìlio  . 


§.  V.  Difefa  di  Dante  per  Francefco  Filelfo* 
Dalla  Magliab.  CI.  xxxiv.  Cod»  1.^93. 

Orazione  in  vituperazione  . 

A  Vendo  maravigliofo  e  fingolar  defiderio  ,  cccellen- 
tidìmi  Cictadtni ,  di  potere  per  alcun  mio  merito 
coiic  ia-mi  la  gentil  voftra  ,  ed  ciìmia  benivolenzia  ,  e 
quella  molto  più  ftimando  ,.  che  alcun  altro  mirabil  te- 
loro,  dopo  moite  confiderazioni ,  e  varj  penfieri ,  veder 
mi  parve,  per  niua  altro  modo  potere  a  tal  mio  confi» 

R  2  glio, 


Ì.6C>  M    O    N    U    M    ENTI. 

glio  ,  e  lau  JarilTlma  voluntà  più  facilmente  fatrsfare  ,  fc 
jione  in  quelle  cofe  efercicandomi ,  e  di  quelle  in  efal- 
tazione,  e  loda  d' cfTe  parlando,  le  quali  cognoica  ,  a 
voi  florontilllmi  Cittxdinj  dover  cfTcre  gratifiìme  .  Onde 
vedendo  il  Poeta  Dante  Arighicri  da  voi  meritamente 
ed  amato,  ed  avuto  in  divozione,  con  grande  mia,  non 
dico,  fatica,  la  quale  in  chi  ama  cfler  non  puote:  ma 
certo  con  infinita  giocondità,  dà  niuno  conftrctro ,  ma 
già  al  de^to  proponimento  fenza  alcun  altro  o  pubblico, 
o  privato  premio  a  ciò  fare  indurrò  ,  cominciai  quel 
poeta  pubbiiCaaiente  leggere  ,  nella  cui  fpofizione  già 
ientendo  non  piccol  piacere  , anche  io  perii  fimile  fom- 
na  allegrezza,  e  fokvirà  ne  pigliava  -,  lodava  il  miocon- 
iiglio,  con  dolce,  e  gioconda  memoria  del  mio  primo 
penfìeri  mi  ricordava  ,  e  del  mio  già  conieguito  inten- 
dimento meco  ìie^ifiìmo  ne  godeva  .  E  certo  V'edendcmi 
Ja  generoia  voftra  benignità  cominciare  ,  non  poca  affe- 
zione vcrfo  di  me  mcdellmo  giudicava  ;  O  vana  »  ofcio- 
ca  ,  o  flolta  opinione  de'  mortali:  O  vita  in  niuna  parte 
tranquilla;  O  ripofo  d'animo  incoflante  ,  mobile,  e  ad 
cgni' tempefta  fottopofto  e  foggetto .  Quando  mi  penfava 
l'affannata  e  miferà  navicella  della  mia  vira,  da  moki 
contrari  venti  per  innanzi  in  quefta  voftia  gloriofa  ciftà  , 
è  di  varj  pericoli,  dilacerata  dalla  invidia  pelfifera  ,  ed 
ignoranza  efagitat-a  j  e  dibattuta,  in  tranquillilTìmo  ,  e 
Quieto  porto  aver  ridutta  ,  rifguardo  da  capo  quella  da 
inopinato  ,  ed  impciucib  turbine  in  alto  ,  e  rempeftofo  pe- 
lago tra  le  gonfiate  onde  ,  e  ribalzanti  procelle  efiere 
gittata  .  E  chi  e  cagione  di  tanti  difpetti  ?  Chi  è  prin- 
cipio di  tanta  ingiuria  ?  Crii  è  autore  di  tanti  oltraggi? 
Chi  è  coftui  ?  Chi  è?  Nomir.erollo  io  tal  moftro  ?  Mani- 
fefterò  io  tal  cerbero?  dirollò?  Certo  il  debbo  dire  ,  fé 
la  vita  n'andaffe.  Egli  è  il  malivolo ,  dico,  improdigofo  , 
il  dcteflabile ,  e  lo  abominevole  ....  Ai .  Filelfo  .  Taci  . 
Non  dir  per  Dio  :  Abbi  pazienzia  .  Chi  fé  medeflmo  con- 
tener non  può,  mal  potrà  alcun  altro  di  coftanzia ,  e 
di  tollersnzia  ammsel^rare  .  Appreffo  T  impio,  ed  efe- 
crabil  furore  ,  o  vero  piuttofto  veleno  dell'  ignobile  ,  vile, 
ignorante,  faftidiofa  invidia  ,  non  par  degno,  di  cui  nel 
conlpftto  di  tanta,  e  sì  nobile,  e  sì  generofa  Cittade 
dinanzi  alcuna  memoria  far  fi  debba.  Affai  ni;  dee  bafla» 


M   ONU     M    E    N    T   I.  2^1' 

re,  che  l'inclita,  ed  illuflrifliina  Signoria  di  quella  ec^ 
cclfa  Città,  colli  fuoi  magnifici  Collegj' m*  abbia  mani" 
feftiflìmamcnte  per  pubblica  deliberazione  ,  e  fentenzia 
dimoftraro  ,  niuna  virtiì  potere  dal  vizio  edere  oppreda  , 
né  la  irradianre  lu^e  di  Febo  dalle  vani  tenebre  dì  Plu- 
tone efTere  eftinta  .  Quefta  fia  tutta  la  mia  rifpofta  con- 
tro gT  invidi ,  ed  ignoranti  fuTurroni  .  Quefta  fia  tutta 
la  mia  vendetta,  quefta  fia  tutta  lamia  vittoria,  lamia 
gloria  ,  il  mio  trionfo  .  Avendo  dunque  folo  per  voftra 
contemplazione  efpetsabili.  Cittadini  il  luogo  il  celeber«» 
rimo  poeta  Dante  Alingiiieri ,  e  già  di  quello  per  me 
eflx'ndo  a  voi  efpofìi  vii.  Canti,  e  vedendo  tal  mia  le- 
zione efTerv:  non  ingioGOnda  ,  inumano,  e  contro  al  mio 
defiderio  fcrcbbe  ,  le  io  non  mi  sforzafiì  con  ogni  dili- 
genzia  ,  ed  induì^ria  ,  e  opera  fatisfare  ai  voftri  piaceri. 
Ed  avvegnadiochè  il  leggere  di  quefto  divino  poeta, 
chiamalo  da  miei  ignorantifiìmi  emoli  ,  Poeta  da  calzolai 
e  fornai ,  quanta  benivolcnzia ,  e  favore  ho  io  acquiftato 
apprefib  la  vcOra  rrìagnificenzia  ,  in  tanto  odio  e  perfevera- 
zione  (  così  )  m'  ha  indutto  appre/fo  i  miei  emuli ,  non  però 
mi  ritrarrò  dal  mio  onefto ,  e  laudabile  principio ,  ma 
come  forte,  e  bellicofifiìmo  cavalieri ,  fequirò  la  difficile 
e  pericoloni  pugna  ,  fempre  a  memoria  riducendcmi ,  nef- 
funo  doverfi  di  vittoria  incoronare  fenza  il  combattere  , 
e  la  virtù  in  nelle  difficultadi  ,e  moleftie  fuole  piii  chia- 
ramente dimo(ì:rare  li  Tuoi  fplendidi  razzi .  Perlaqual- 
cofa  voi  clarifiìmi  Ci:radini  con  umiltà  ,  e  fomma  divo- 
zione ,  vi  priego,vì  piaccia  ih  quefta  mia  fatichevole ,  e 
pericolofifiima  imprcfa  ftrenuamente  portandomi ,  incoro- 
narmi ,  non  dico  di  lauro,  o  d'  oro,  ma  della  voftra 
egregia,  ed  illuftre  benivolenzia  ,  la  quale  molto  più 
ftimerò,  che  alcuni  altri  preziofi  metalli,  o  vero  U^ 
pilli.  Finis .  Flcrencijs  xij.  Rai.  lan,  1451, 


R  3  Kam.  n. 


6z 


Isum.  II.  per  la  Rubrica  cccciii.  Libro  VI. 
pagina  57. 


§.  T.  Serie  di  Feditorì ,  che  fi  trovarono  alla 
guerra  d' Altopafcio,  defcritti  per  fefti,  toita 
per  F;^r:iinando  Leopoldo  del  Migliore  da  uà 
Libro  antico  di  Memorie  j  che  il  f:'rbava  già  in 
Cafa  de' Sigg.  Mazzinghi  // 4.7.  Daìln  Maglìct* 
bechi ana  Cod.  413.  Clafs.  xxv. 


s 


FEDITORLDEL  SESTO  D'OLTRARNO. 
MCCCXXV. 


limone  de*  BardT. 

de'  Mannelli  . 

OJdo   de'  Canigiani  . 
Beno  de'  Bardi . 

di  Colto  Bìrdi. 

Pafci  de' Bardi. 

, Lnpacci  degli  Aclimarì. 

G  ri  di    MjG.  Ormanno  Furabofchi . 

Mcfs    Pino  de  Rofll . 

Stoldo   de' Rodi. 

Mef.  Guido  dc'Rtfll. 

Bernarduccio  di   Mels   Iacopo  de'Rcfli. 

Mefs.    Arrigo  del   Bcccaccio  de' Rodi. 

Madìno  Ugo'ini  de*  Rodi. 

Lapo  di  Mel>.  Angiolino  de' Magli  . 

Mefs.  Soz/.o    Guicciardini. 

Clango  da  Montefp^TtoIi  . 

Bellore  di  Giona  Agl'oni, 

Bartolo  di   Lapo  Angiolierì  . 

Gherardo  di  Mefs.  Scoldo  Frefcc/baldi. 

Mefs.  Teglia  Frefcobaldi . 

Gerì 


M    O   N   U    M    E    N    T   I.  263 

Gerì  di   Mefs.  Bardo   Frefcobaldi . 

Frefcobaldo  di   Mefs.  Lapo   Frefcobaldi,  / 

C.  nte  di    Mefs.  Guido  Frefcobaldi, 

Iacopo  di   Mefs.  Teglia  Frefcobaldi. 

Guccio   Ferrucci  . 

Durazzo  Chiavicella  Tigliamochi  • 

Zucchero   Sederini. 

Coppo  di   M  fs.  Nerlo  de*  Nerli  , 

Ealdino  de'Nerli. 

Guccio  di   Sane   de' Rcfll . 

Giandro  di  Mefs.  Fantone  de' RoflI . 

Mefs.  Berlinghi&ri  de'  Rodi  . 

di  Mefs,  Giiglielmino  de'Rofll, 

Bandino  di  Lifcio  di'R(fIi. 

di  Vagì  da  Cepperello. 

Piero   di  Mefs    Gualrerotci  Bardi, 
Vezzo   Primerani   Ccfe . 

DEL  SESTO  DI  S.  PIERO  SCHERAGGIO . 
FEDITORI. 

Dom.  Ccccius  de  Maneriìs. 

Dfim.   Ridolfus   de  Guidalottis. 

Barrolomeus   Dom.  Guidonis  de   Cavalcanti. 

Giannczzus  Dnm.  Uberti    de  Cavalcanti  . 

Nerone  Dom.  Biadi  de   Cavalcanti  . 

Carslanus   D«.m.  Genrjlis  de   Bagneilbus . 

D(  m.  Ponzardus  de   Pulcis. 

Dom.  L?.pus  Arnolfi  . 

Catellinus   RafF?cani  . 

Giau'iozzus  Ducei  Bucelli. 

Tommafus   Magalotti. 

Lepre  Peruzzi 

Barrolinus   Cenni  Alberti  . 

Df  m.  Ifhannps   de  Gherardinis  . 

Dom    Niccola  Mane-ti  de  Franzefiis  . 

Dom.    Renaldus   de   Meleto. 

Ser  R  dolfus    de  Ancifa. 

Alberruccius  de   Caftiglicnchio  . 

Vanni  Bernardini  de' Gherardini . 

Ciapus  Dom.  Monaldi  de  Squarcialupi . 

Pv  ^  Bindug 


26j{.  monumenti. 

Bindus   Dom,  Ugonis  de  Ricafolis  . 

Gucciu«  Paole  Geppi  de  Monte  Rinaldi . 

Guidsrellus  de   B.n/is  . 

Caroftus  Dom.  BinchtUì  de  Infangatis  ♦ 

Daius  Pennacchini  de  Guidalottis. 

Doff'js  Bindi  eie  Guidaiotcis. 

Bettus  RofìI   de   Pulcis  . 

Azzuccius    Dom   Bernardi  de  Tcdaldis . 

Dati  Dom.  Pieri  de  Maneriis , 

Ghinus    Metri  de  Pulcis 

Neri    Mancini. 

Lapus  Pecora  de   Maneriis. 

j3  .»ccinas   Dom.  Gentilis  de  FighinOs 

D  .di   Cambi  de    Maneriis . 

L^pus  Dom.  Coccii  de  Manetiis. 

D»  m    lohannes    Ruftichelii  . 

Corradus  de  Compiobbio. 

Bcllus  Alberti . 

DEL  SE5TO  DI  BORGO 
SEGUE  E'  FEDITORI . 

Dom.  Ranerins  de   Buondelmontìbus . 

Vsnni  Dom.  Manetci  Spine. 

Doffus  Lapi  Spine. 

Minus  Dom    Manetti  Spine . 

Bellincione  Neri  Aldobrandin? . 

Cione  Corriccionis  de   Bofticis, 

Curradus  Gianni  Gianfigliazzi . 

Vanni  Roflì  Gianfigliazzi  • 

Andreas  Ubaldini 

Scr  Ghi.T«rdus  Aldighierì , 

Monte   Mannioi   Acciaiuoli. 

Vanni  Bonciani . 

Bindus  Ocm    Sranchìeri   Btiondelmonti . 

Dom.  Neri  Pefte  Buondelmonti . 

Bindus  Dcm.  Oddonis  Altoviti . 

Dom   Collenzanus  de  Buondelmontìbus  . 

Dom.  Gentilis  Amorfi  de  Buondelmontibiis  . 

Dom.  Bondelmonre  Dom.  Benghi  de  Buondelmontibut.' 

Cione   Dom.  Stanghieri  de  Buondelmcncibuj» 


MONUMENTI.  26$ 

Raineri  Dom.  Maringani  de  Buondelmontibuj . 

Gherardus  Dom.  RoiTi  de  Buondelmontibus  . 

Locrus  D.  Bondeimontis  de  Buondelmontibus  , 

Gherarduccius  de  Buondelmontibus. 

Tuccius  Scilinguati  de  Bofticiis. 

Dom.  Gherardus  de    Bofticiis. 

Alexander  Dom   Fortebracci  de  Bofticiis  . 

Andreas  Tani   de  Bofticiis. 

Sperellus  Dom.  Pazii  de  Bofticiis. 

Bancus  Nepi  de  Bofticiis. 

Ubertus  Certiccionis   de  Bofticiis. 

RofTus  Tani  de  Bofticiis . 

Vanni  Dom.  Banchi  de  Cavaìcantibus  . 

Gherardus  D.  Lapi  Valentri  deCavakanubus  v 

Dom.   Tribaldus  de    G:andonati  • 

Dom.  N  ri  de  Giandcnatì. 

Dom.  Tanus  de  Giandonati . 

Dom.  Scolaius.  d?  Giandonati» 

Maiignus  de  Giandonati . 

Vanni  Dom.  Rcfll  de  Giandenatì. 

Michelozzus  dei    Bene. 

Caf.  ggius   de  Gianfìgliazzis  . 

Raynerius  Fantonis  A'nge^Dtti . 

Niccolaus  Canti  Ardinghelli . 

DEL  SESTO  DI  S.  PANCRAZIO. 
FEDITORI. 

Dofli.  Guatanus  de  Piglìs  . 

Catalanus  Dom.  Odarighi  de  Piglis  . 

Meo  Rinaldi  de  Piglis. 

Dom,  Ichannes  Buiamontis. 

Mafius  Dm.   Ruggerini  Minerbetti. 

Guiduccius  Malegonnella . 

Pinuccius  Di  m.  Dorelli  de  Mazzinghis^ 

Lapo   Malacoda  de  Mazzinghis  . 

Gianni  Dom.  Tefte  de  Tornaquinci. 

Cardinalis  Pacci  Manetti  Torna^uinci  ^ 

Biag'us    de   T'rnaqHincis. 

Gherardus  Bordonis. 

Ferruccius  Bcrdonis  • 


266  ^  MONUMENTI. 

Ghìgus  Bordonis  . 

Bindellus  Simonis  Rote  della  Beccanugia.    - 

Accorri  Belcari . 

Chiaius  Ser  Carri . 

Leoncinus  Dom.  Alberti  Leonis. 

Filippt  ne  Lotti  de  Migliore. 

Dom.  Albertus  de    Ameriis  . 

Vanni  de  Ameriis  . 

Simon  Roggerini   de   Mazzinghis, 

Vaggius   de   Sovigliana  . 

Ser  Duti   de  Monte  Murlo. 

Bindus  Scolai  de  Sommala. 

Pierus  Dom.  Benucci  del  Forefe. 

RoflTus  Dom.  Benucci  del  Forefe. 

Bingcri   de  Tornaqumcis  . 

Torellus  Dt  mini  Neri  de  Piglis  . 

Dom.   Gerardus  Ventraie  de  Tornaquincis  « 

Neri  Gliini  Marabotcini  de  Tornaq^uincis  . 

Simon  Nardi  Bartoli . 

Bellacqua  de  Monrcmur^o  . 

Ciprianus   Pucci  Marietti. 

DEL  SESTO  DI  PORTA  DI  DUOMO 
FEDITORI. 

Dom.  Nepi^s  della  Tofa.- 

Dom,  Odaldus   della  Tofa  . 

Dom   RofTellinus  della  Tofa. 

Chericus   Dom.  Faftelìi  della  Tofa  o 

Gottifredus  Dom.  Roffl  della  Tofa, 

Pinuccius  della  Tofa  . 

Donatus  Traiani  della  Tofa. 

Fizzuccius  della  Tofa. 

Tanuccius  della  Tofa  . 

Teghia  de  Alleis  . 

Mannus   Domini   Lotti  de  Alleis. 

Niccolao  Dom.  Lotti  de  Alleis, 

Lottus  Dom.  Cefi. 

Cantinus   Cari. 

Salice  Drm.   Uberri   RoflT . 

P^uius  Dom.  Nepi  della  Tofa . 


Ar- 


MONUMENTI.  2^7 

Ardingus  c!e  Medicls . 

Bindu    de  Medicis. 

B.rnardusde   Medicis. 

Lapus   de  Medicis  . 

Mnri  Averaidi   de  Medicis. 

Arrigiis  de   Medicis. 

Dom.  Gicvencus  de  Arriguccis , 

Dom    Burncttus  de  Bruneilefchis . 

Dom.   Atravianus  de  BrunelleTchis. 

Bindus  Ticri  de  Bruneilefchis . 

Lapus   della    Maria. 

Pieraccius  Fiorentini. 

Ceri  D.  m.  Uberti  Rodi, 

Taddeus  de    Cerreto. 

lacipus    Marigiiolii. 

Tuccius  de  Gemella. 

Lottiis   Delli 

Cherardus   Bazia. 

Teghia  de  Callagniuolo . 

Dinus   B..ncivenni. 

Maruccius  leremie^ 

DEL  SESTO  DI  POR  S.  PIERO 
FÉ  DITO  RI. 

Dom,  Cherardus  Sgrane  de   Adimaribus  . 

Guido   Benzi   de    Adimaribus  • 

A'amannus  Dm    Boccaccii  de  Adimaribus. 

Tslaaus   Dom.   Bnccaccii  de  Adimaribus. 

Dom.   Bi"  dus   Pepi  de    Ad'maribus  . 

Loitus  Dmti.    Manti  de  Adimaribus. 

Guido   Bindacci   de  Adimaribus. 

Cannnus   Dom    Guerre  de  Adimaribus. 

AUffandcr  D.  Gheiardi  Sgrane  de  Adimaribus* 

Guccius  C  ant(  re  . 

I<  hannes  de  Giugnis  . 

Dom.  Corfus   de   D)natis. 

Sinibaldus  de   Donaris. 

Taddeus  de   Donatis  . 

Donatus  do  Donaris. 

Donacus  Dom.  xMartelIi  de  Donatis. 

Gerì 


268  MONUMENTI 

Geri  Scalore  de  Donatis. 

Guelfus  de  Donatis. 

Chericus  Dom.  Martelli  de  Donatis. 

Gerì  de   Donatis  . 

Dom.  Gherardus  de  Bifdomini. 

Canciozzus  de  Bifdomini  . 

Pieraccius  Guadagni. 

Megliorozzus   Guadagni  / 

Matheus  Guadagni  . 

Pierus  Dom.  Gale  de  Éifdomini . 

D    Pazzinus  de  Pazzis  . 

Simon  Neri  de   Pazzis. 

Francifcus  Dom.  Pazzini  de  Pazzis. 

PaiTa  PaflTavantc. 

Geri  Narducci  della  Rena. 

Bambus   Cecini . 

Mafìnus  Spine  de  Uccellinìs. 

Mafus  Chermontefe  de  Uccelliniso 

Bertaccius  Gu'dinghì . 

Magaverus  Caffi. 

Johannes   Andree  de  Riccis. 

Neri  de  Giugnis. 

Lorenzus  Banchi  de   Bifdomini . 


5.  IL  Dallo  fleflb  Libro  de'  Mazzinghi  A  54. 


Q 


Uefti  fono  i  Prigioni  della  Città  di  Firenze ,  i  quali 
fi  trovano  nella  pirigionia  in  Lucca,  che  furono 
prefi  nella  fconfitta  ad  Altopafcio  per  la  rotta  dì 
Caftruccio  P  anno  1315.  Lunedì  23.  del  mefe  di 
Settembre, 


Aleflb  Lufci. 

Aldobrandino  Gherardi  * 

Andrea  Benci . 

Amadorc  Amadòri, 

Attaviano  Dati  . 

Andrea  Giovanni  • 

Arrigo  vocaro  Montiloro. 

Bellincione  Lapi  Donati.  •>'■ 

Bit' 


Al    O   N    U    M    E    N   T   I  .  l6g 

Battolino  Bengi  pop.  S.  Iacopo  tra  le  Fofle. 

Benincafa  Ricchi .  ' 

Bartolo   Ricchi  . 

Biondo    Datucci  . 

Bindo  Alcoviti  . 

Buccino  Forabofchi  , 

Bartolo  Manetti  Buonrìcoverl . 

Bectin©  Corfl  da  Si  Stefano. 

Bonaiuto  Benini . 

Bonaccolto  Lapi . 

Betto  Giovanni  . 

Branchetto  Naccì  .  , 

Bencivenni  Bonaccutlio 

Benedetto  Gianni  • 

Betto  Giovannini . 

Benci  Ghini . 

Bate  Ducei . 

Bonanno  Fede  .  < : 

Baldino  Grande . 

Bencivenni  Berti. 

Berto  Andree . 

Bartolo  Benci . 

Bartolo  Bufchia-  ' 

Bartolo  Dini  . 

Benvenuto    Pucci . 

Bartolo  da   S.  Ambrogio. 

Ser  Buoncriftiano  Pellegrini  ; 

Bando    Boninfegne  . 

Mefs.Bandino  de  Lifcio  de'Roffi. 

Cione  Ghetti  da  Corbignano. 

Criftiano  Francefchini  . 

Cieri  Tucci . 

Cinus  Aiiehi  • 

Cambio  Fei . 

Chiovello  Boninfegne Angiolini, 

Ccd'ciorino  Giovanni . 

Cennino  Cambini . 

Chiarino  Lapi . 

Cino   Cecchi  . 

Cielo   Gruni . 

Cenni  Michi . 

•    Ciglo 


27©  MONUMENTI. 

Ciglo  Guidi  • 

Ciampi  di  Mefs.PinodcIlaTofa , 

Chele  Guadagni  . 

Carbone  Comìni . 

Corfo  da  Tiziano. 

Corfo  Laudi . 

Chele   Cenni, 

Cello  dalle  Donne  di  S.  Lucia. 

Cafcio   Pieri, 

Duiante  de'  Pigli . 

Dino  Salsmcni . 

Doge  Ce   ni . 

D Guidi . 

Dino  Reddini  . 

Dietifalvi  di  Nigi  Neroni  . 

Dco   Santucci . 

Duccio  Giunte. 

Dato   Miicci . 

Davizzo  di   Mefs.  Bellifardo  della  Tofa . 

Filippo  Gherardi . 

Francefco  Spigliati . 

Falco   Montucci . 

Filippo  Lapi   da  S.  Liperara. 

Francefco  Salvi   Arrighi.  ^ 

Filippo  Tani  da    S    Paolo. 

Faino  Lippi  . 

Filippo   Lepi   di  Ser  Rinieri. 

Filippo  Bionda  Lanfredini. 

Francefco  di  Ser  Giovanni . 

Franctlco  di  Mefs.  Lapo  Mannelli . 

Francefco  Vanni . 

Francefco   Gugi. 

Fra-  ccico 

Francefco  Cioni . 

Francclc  ^  Ceffi   Beccanugi.^ 

Fagiu<  lo  C(  rfi  Fogiuoli. 

Francelco  Lapi  , 

Federigo  Neti . 

Francefco   Tinghi  da  S.  Stefano. 

Mefs.  Francefco   di  M^Cs.  Betto  Brunellcfchi , 

Guido  di  Conce   Frefcobaldi . 

Gic- 


MONUMENTI.  27I 

Giovanni  Chimenti  • 

Giovanni  Dacci. 

Cerino    Bettini  Cerini . 

Giovanni   Donnini . 

Gherardo  Ducei , 

Giovanni  Mail  , 

Giovanni  Luti  . 

Guido  Ducei . 

Guido  Ceìji  del  pop."  di  S.  Lorenzo  » 

Gherardo  Andrce  . 

Guiduceio  Bonaventure  . 

Giorgio   Beliini  Sarto  . 

Giovanni  del  Dolce  . 

Ghino  Pieri  da  S- Paolo  . 

Guido   di  Barna  Frefcobaldi. 

Gherardo  Giovanni. 

Gherardo  Ducei  da  S. Iacopo  Oltrarno. 

Cherardus   Gianfìgliazzi . 

Giovanni   Guidi. 

Giovanni  Do0i . 

Guido  dì   Giovanni  da  S.  Niccolò  . 

Giovanni  Fede  da  S.  Piero  Maggiore  • 

Guido   Cofciorini . 

Gherarduccio  Landì  . 

Giovanni  Laj>i  da  S.  Lorenzo. 

Giovanni   Filippi, 

Grazzino  Ducei . 

Giovanni  Riccardi  . 

Gongio   Davanzali  . 

Giovanni  Mazuoli . 

Giovanni  Grande . 

Giovanni  Tendi. 

Guiduceio  Soldi  • 

Giovanni    Pagni . 

Giovanni  di  Teghia  di  Manieri  . 

Giunta   Bonaguide  . 

Gugl  au  de'  Bardi . 

Guarduceio  Guidi  da  S.  Felice  in  Piazza. 

Giovanni  Rocchi  da  S.  Maria  Nipotecofa  . 

JVScfs.  Giovanni   degli   Scrozzi. 

Gherardo   Arri<jhi . 

Gio- 


%'JZ  MONUMENTI. 

Giovanni  di  Mefs.  RofTo  della  Tofa  . 

Iacopo  Mazzinghi . 

Lonzo  d*  Aldobrando  . 

Lapaccio  di   Mefs.  Gualterotto  de*  Bardi, 

Lapo  Talenti  Biicelli . 

Lippo  Pieri  di  S.  Maria  Novella  o 

Lolo  Cucci  . 

Lapo  Lorenzi  • 

Lapo  Battoli  . 

Lapo  Ricci . 

Michele  Bracci  • 

Maffeo  Vanni  . 

Marco  Peducci, 

Michele  Simoni  . 

Morozzo  Pucci  da  S.  Friano. 

Maifeo  Guida  da  S.  Iacopo  tra  le  fcfTe . 

Manno  Candore. 

Menico  Stoldini . 

Mazza  Cenni . 

Mafo  Filippi  da  S.  Piero  Baonconfigli . 

Miniato  Lapi   del   prp.  di   S.  Iacopo . 

Neri  di  Mefs,  Alamanno  degli  Adimari . 

Neri  Ceri . 

Nuto  Toni  da  S.  Piero^Maggiorc . 

Neri  Teilì  Gianfìgliazzi. 

Neri  Ciecchi . 

Naddo  di   Gante.  . 

Neri  Mafini, 

Nuto  Bruni. 

Nepo  Fazi . 

•Niccolofo  Guiglielmini . 

Nuto  Fazi . 

Pierozzo  lacrpi . 

Piero  Forefe  . 

Pello  Lapi. 

Pepo  Bettini  Frefcobaldi. 

Palla  degli  Strozzi . 

Piero  Bernard»  Tornaquincì. 

Piero  fante  di  Corrado  Gianfìgliazzi. 

Piero   Baldi  . 

Pardo  Ghoii. 

Pier» 


M    O    N    U    MENTI. 

Piero  del  Fede  , 

Fillio  Diecifeci. 

Duccio  Datucci  da  S.  Frlano . 

Piero   Bencini  . 

Piero  Bonelli . 

Piero  Bruni . 

Piero   Lapi  Salterelli. 

Piero  Giifini  da  S.  Piero  Maggiore. 

Pacino  di  Mefs.  Guido  Feruzzi . 

Ruggieri  lac  «jì    Adimari  . 

Ririuccio  Dcccmamii. 

Ruftico  Caftagniuolo. 

Riccio   Strfani  Tarlini. 

Pvoftone   Puccini  .    . 

Rotino  Gicri  da  S.  Romolo. 

Rjccio  Stefani  . 

Sanza   degli  Strozzi  . 

Scefanino  Cucci  del  Forefe  . 

Spinello  Cini , 

Simone  Nucci. 

Simone  Andree  . 

Spinelio  di  Firenze, 

Simone  Monachi. 

Sandro  Guidi . 

Simonino   Inviti. 

Stefano  Conoftri  da  S.Ambrogio. 

Mefs.  Simone  de' Pazzi. 


1J% 


Segue  il  Libro  antico  del  Mazzlnghi  ^56. 


Q 


Uefli  fono  i  Prigioni  di  Conrado  di  Firenze  ,  i  quali 
(1  trovano  neiìa  prigionia  di  Lucca,  che  furono 
preil  nella  fccnficta  ad  Altcpafcio  per  la  gente  di 
Caftruccio  nei  1525.  Lunedì  23.  del  mcfe  di  Set- 
tembre . 


Giambone  Bi.rghi . 
Giovanni  Lapi 
Giovanni    Bi.r gl)i . 
(tiunca  V»«itni , 
Giunta  Bertini. 
Tomo  XIL 


Tutti  da  Empoli , 
S  6io< 


i74 

Giovanni  di  Ser  Ugolino  . 
Donato  Dolci . 
Domenico  Benintendi. 
Mannuccio  Chiarini, 
Mone  Andrea . 
Iacopo  Cambi . 
Iacopo  Ciampi . 
Iacopo  di  Ser  Ugolino. 
Lippo   Prete  . 
Lippo   Bernardi. 
Andrea  Pucci . 
Bruno  Barg   . 
Calduccio  Bonaiuti. 
Vanni  Cucci . 
Saivarico  Portatore , 
Nuto  Giunte  .  *— — 

Teri  Nuti .  -^ 

Tantino   Poncì. 
Tanuccio  Berti . 
Tegghia   Michcii . 
Vannuccio  . 
Vitale  Mei. 
Stefano  Micheli . 
Simone  Neri . 
JVlazzeo  Burnetti . 
Lupo  Bc  rti . 
Piero  Giunte. 
Palmieri   Dati. 
Nardo  Coveri. 
Cecco  Tegne. 
Chele  Mercati» 
Domenico  Chellini, 
Andrea  Vanni . 
Guido  Giovanni. 
Drea  Avanzati . 
Bonfigncre  Bracci. 
Nuovo  Berti  .       — 
Cremondo  Pauli. 
Andrea  Berti  . 
Vannello  Ture. 
Vanni  Contadini . 


MONUMENTI. 


Tutti  da  Empoli 


\.  Tutti  da  Fontormo 


Tutti  da  Montcrappoli 


tia« 


]\1    O    N    U   M   E    N   T   I 


Giacomo  Saroni. 
Paolo  Meccoli . 
Pafquale  Quintavalle 
Nello  Ugolini ,  — 

Gianni  Pieri.        — 
Chiaro  Nicoli . 
Ferro  Tani . 
Peftelio  Martini. 
Piero  Pucci. 
Nuco  Spigliati  » 
Neri  Giovannucci. 
Guglielmo  Nardi. 
Guidocco  Cucci. 
Guido  Oddi. 
Giovanni  Berti. 
Guido  Tulci . 
Gioi^'anni. 
Andrea  'RafFelli. 
Nardo  Mei .  — 

Pucctardo.  — 

Niccoluccio  , 
Niccoloio  Granchi .  — 
Berto  Guelfucci.      — 
Simonetto  Nuri . 
Giovanni   Niccholai  . 
Drea  Chefti. 
Contuccio  Scotti . 
Mugnaio  Vegnuti . 
Mercatante   Bruni  . 
Martino  Bontcmpi.— 
Martino  Galli  .  — 

Duccio  Pecrucci. 

Tingo — 

Saffo  Bartoli.  — — 

Chele  Uba  d: ni . 
Giovanni  Guidi  . 
Giovanni  Toni . 
Giovanni  Giuntini. 
Giovanni  Schiatta. 
Matteo  Voglia. 
Mazza  Vanoi . 


^75 

Tutti  da  Montcf appoli . 


^  Tutti  da  Montelupf - 


y  daQuarantoIa 


-J 


Tutti  da  Capraia 


Tutti  da  Samonrana , 


Tutti  da  Sìgnu 


Nic- 


MONUMENTI 


Tutti  da  Sigaa 


y  Tutti  da  Settimo 


276 

Niccolò  Dati . 
Banduccio  Lapi . 
Michele  Ricoveri .  — - 
Iacopo  Fini .  * 

Lapino  Baldini. 
Neri  Manni . 
Mazzino  Pucci , 
RofTo  Paganetti. 
Tapo  Nuti . 
Kiccio  Pagni. 
Puccio  Gradi  . 
Vingano,  0  Vingcnc . 
Schiatta  Ducei.  ' 
Cone  Lodi  . 
Cenni  Bonaguide  . 
Ceri   Cenni . 
Chiaro  Cini . 
Duccio  Vanni . 
Dataccio  Manni . 
Giovanni  Boni . 
Ghelio  Lapi. 
'Guido  Neri.     ^  — 

Tura  Primerani .     

Lapino  Lapi  . 

Gujdi  Chini  . 

Dotto  Sacchi .  — — 

Vanni  Ceppi .      c_-- 

Bonaccorfo  Boni . 

Giovanni  Ciunte . 

Feino  — J 

Buto  Ruftichi  da  S.  Bartolo  a  Greve. 

Naccio  Tecchi  da  S.  Chirico. 

Pofo  óa  S.  Piero  a  Monticelli. 

Giovanni  Moni  da  S.  Maria  a  Greve. 

Donato   Simoni  dalla  Volta  a  Legnaia. 

Gerì  Talenti  da  S,  Sepolcro. 

Francefco  Ciuti  da  S.  Maria  a  Greve. 

Guidaccio  Bonaventure. 1 

Vanni  Risjaletti  .  \ 

Cologno  Ciuffi .  I  Tutti   da  Campi. 

Bordo  Bonfigliuoli.  ) 


Tutti  da  Legnaia. 


!    daVerzaia. 


Bras« 


MONUMENTI. 


277 


Braccio  l'etri, 
Bartolo   Lapi  . 
Bjndaccio  Lapi . 
Bectuccio  BinJì. 
Guido   Dini . 
Domenìcc'  Gialli . 
Cheldaccio  Tarli  . 
Gheri  Srcfapii. 
Guido  Gerì  . 
Nuto  Orlandi . 
Pino  .      ^  .  .  „ 
Fidino  Guidi .   . 
Puccio   Stefani  . 
Vanni  Rigaletti  . 
Taiga  Guidacci  - 
Tolùo  Pucci  . 
Lcfte  Bindi. 
Alarrino   Guidi . 
Michele  Gialli .      — 
Martino  Venture    — 
Bercino  Venture» 
Piero  Torchi  . 
Pagno  Ridclh. 
Psgno   Doni  • 
Peduccio  Rfenài,     — 
Nuccio  Buri  .       — 
Giovanni  Pieri . 
Mafo    Fedi. 
Giovanni  Adami  .   — 
Matuccio  Nuri .      — 
Bartolo  Cenni  • 
Corfìno  Vanni  / 
Chiaro   Beni.       — 
Bonino  Bernardi  .    — 
Andrea  Bartolinì  , 
Matteo   Domenichì. 
Giovanni   Cheli . 
Giovanni  Cheìli. 
Giovanni  Aibizzi  .  — 
Banco  Lotti.        — — . 
Farinata  Tinghi , 


Tutti  da  Campi 


da  S.  Maria  Imprilheta 


[da 


S.  Donnino . 


da  Qaaracchi 


da  Brezzi. 


Sj 


Gua; 


278             M   O    N    U 

7vl 

ENTI. 

Guardi  Calza  . 

^ 

Ghiarcrto   Michi . 

Chiaro  Srefani . 

Stoldo  Benucci . 

dà  Perctola. 

Ricco   Bruni  . 

G  ovanni  Caftagnuoli . 

— 

- J 

T     /-\  f-^  rVt  /-h          A   «'Y%  '^  «•  £1  f  r  «                                ^M_M^ 

x-cmmo  /imorecu .         ^-^ 

'  ■  "■ 

"n 

Landò  Lapi . 

Ciocco   Tani . 

Chiaro  No2zi  da  Vczzano 

Cencio  Galli  da  Vczzano 

Tutti  di  Musali»  • 

Duccio  Nozzi . 

Duci   Giovanni, 

Duti   Bartolini , 

Tingo  Gucci.     I 

m^ 

Mico  Orlandi  da  Bar'ufchio  . 

Martino  Moretti  da  Pulicciano  . 

■Manctto  Dini  dalia  Badia  a 

Lu 

co. 

JNiccola  Uini .                -~* 

"■-?■ 

Guido  Celli. 
Tello  Chelli. 

Dal  Borgo  a  S.Lorenz» 

Bernardo  Bertini .          — 

— M 

«- 

i^eiiO 


Guidaccio   Branche  da  Carlone . 
Gicvannuccio  Compagni  da  Cerreto  maggiore 
Giovanni  Buoni.  -| 

Giovanni  Bongianni .     [  ^j   y^^^ 
Cuccio  Ticri.  l  ' 

Ghino  Gu'ducci. * 

Canuccio  Donati  da   S.  Crefci . 

Salvi  Neri  da  Bramallale. 

Bartolo  Neri  d?i  3,  Giovanni  di  iMugello . 

Biagio  Stadicherti  da  Cafpglia  . 

Amsdore  Viacci  di  Mugello. 

Andrea  Damiani  dalla  B.dia  al  Fango. 

Salmuccio  vocato  Lupinello  da  S.  Piero  a  Sieve 

Stefano   Corielli  dalla  Scarperia  .      ^ 

Scoiaio  Ducei   da   Barberino - 

Riccardo  Nacci  di   Mugello. 

Riccardo  da  Vefpignano. 

Fdzzino  Franchi  da  Lacera 


Orlali' 


MONUMENTI. 

Orlando  Vanni  da  Mucciano. 

Ugolino  Ciardi  da  Viilanova  - 

Ugolino  Giacoroini  da  Mucciano. 

Vànnuccio  Palle  da  Moncione  . 

Vannuccio  Guidi  da  Barbifecchio  . 

Donaro   Cord  da  Moncione. 

Catalano   Arrighi  da  S.  Michele  a  Pelonzano 

Cola  Dini  dalia  Pieve   a    S.  Lorenzo. 

BigÌQcco  Tani  da   p    maggiore. 

Barf. netto  Azolìni  da  Moncione. 

Lapo  di   Ser   Lapo  di   Mugello. 

Guido   Peruzzi   da  Moncione. 

Giovanni  I<  hanni   da  Veziano. 

Cambino  Donaci  da  S.  Cafciano . 

Cinuzzo  Mazzuoli  da  S.  Cafciano» 

Lippo  Bruni  .       — — — j 

Lippe  Fioretti , 

Lapo  G  ovanni  . 

Lippo  Talenti . 

Neri  A  bizzini  . 

Michele  Corfeilini. 

Grande   Berti . 

Francefco  Feci . 

Franccfco  Terucci . 

Stefano  Guiglielmi. 

Berto  Donati . 

Ceo  Vanni  — — J 

Cambino  Donati  da  Decimo  . 

l'uccio  Corti  .      — — -. 

Bartolo  Neri .  j 

Giacomo  Ugolini,  j  da  S.  Andrea. 

Bartolo  Neri  ( 

Duccio  Ghelli  .  — -J 

Feretlani  .  — — I 

Neri  Configlini. 
Pace  Givecchi . 
Chefe   Ug(  lini  . 
Albizzone  Luti  • 
Bancozzo   Pazzini . 
Ghino   Dotti  . 
Giovanni  Giuntini. 
Bernardo  Gefi .      — 


279 


da  S.  Cafciano 


da  Caftelflocentiao 


Muc' 


23o  AI   O   N   U    M   E 

Muccio  Tieri  da  Montefpertoli 

Cellino  Gialli-  -| 

Fino  Giunte . 

Drea  Barcolini . 

buccino   Boni, 

Giuntino  Segardi, 

Tino  Giunte  . 

Tano  Uccellini , 

Rigo   Cafini 

Ruftichello  Niccali. 

Ventura  Coveri. 

Vannino  Venture . 

Comuccio  dalla  Pieve. 

Lapii  Neri  . 

Naddo  Tuccì. 

'Neri   Micheli.  

Forefe  Martini.        — - 
Giovanni  Salvini. 
Matteo  Porri  . 
Mazzuolo  Ferri,       — 
Iacopo  Ghighi  .  — ■ 

Monte   di  S.^r  Gino. 
Paolo  Tori. 
Piero  Roifelli. 
Salvi  Predi. 
Vatinino  Batucci. 
Duccio  Chelli. 
Chinaccìo  Berti  .      — — 
Dmuccio  Rugiada  .  — 
Bulino  Garelli . 
Bruno  Curelli . 
Baldovino  Menabuoi. 
Ciarlo  Giunte . 
Chiaro  Gianni  . 
Cardino  Ciucci , 
Mafino  Ciani  . 
Kefe  Gribaldio 
Lìppo  Nardi .  *—. 

Grazzino  Rìnieri,         - 
Baldo  Cafucci . 
Lippo  Pagni . 
Pucciao  Kt^gni. 


N    T   I. 


da  Ceitald® 


da  Lucardo' 


da  Vico  Fiorentino 


da  Gatìgnano 


da  Fariìgnandt 


m* 


M    O   N   V 


ENTI. 


2Sl 


Nuto  Bcngradi. 
Giacomo  Ferri .         ■ 

Giovanni  Lotti  .        ■ — 

Corfino  Migliorati . 

Mone  Ducei  .  | 

Ser  Piero  di  Ser  Francefco  -I 

Giovanni  Landi  da  Grìgnano  . 

Giunta  Giovanni  da  Lucignano  > 

Lippo  Viviani  da  Lucignano - 

Andrea  Giova'^ni  daTrignano. 

Bartolo   Benci  da  Pipignano. 

Terino  Bruni  da  Stigliano. 

Salvino  B^ldi  da  Lignano. 

Sennino  Gianni  da  Capriano. 

Salvuccix)  Bruni  da  Stigliano. 

Gino  Leti  dk  Mug"liano  , 

Criftiano  Ferri  de  Alfignano. 

Mannuccio  da  Montignano. 

Piero  Neri  da  Cepoerello  , 

Puccio  Lapi  .    _.-, 

Mocho  Compagni .    )»  da  Palfignano. 

Bartolo  Becucc  .  —I 

Manno  Nacci  da  Pcggialvento  « 

Guglielmo  Cioni.  ^ 

Dino  Nicri  . 

Antonio   Mannaie. 

Antegrimo  Riccomanni . 

Biagio   Barfichi . 

Bartolo  Cambi  . 

Biagio  Gherarduccì. 

Bindaccio  Donati  . 

Ghefe  ,  e  Bartolo, 

Baldino  Salvucci» 

Bretagna  Foci . 

Bondie  Pucci. 

Cencio  Ducei  • 

Comuccio  Carocci. 

Cambio  GuTnieri , 

Coluccio  Tucci  . 

Mazza  Corfi. 

Lapo  Tani . 

Michelaccio  Martiai .  «-^ 


da  Partìgnano . 


da  Pecro»n3n& , 


da  Poggibonizi. 


Cataà 


28i 


MONUMENTI 


di  Valdigrcve . 


da  Monte  Capolcfe . 


Catalano  da  Panzano  .  -— 

Corfino  ,  e  Corfo  Vanni . 

Trìbaldo  d,  Ser  Lapo .  ^^  Montcficalli 

I>ino   Andree  . 

Fedone  Bernardi. 

Dino  Tucci  .  ■ 

Gino  Bocchioni  ,  e  Bandino  Dori  da  Empoli. 

Martino   Frefchi.      ~— j 

Salvi   Baldi  . 

Vanni  Fazi . 

Bica  Baldanze . 

Andrea  Compagni. 

Andrea  Tiicci .         ■ 

Piero  Dini .  ■■ 

Ricco. 

Brandino  Buonaiuti . 

Battolino  Boniniegne. 

Ghino  Nuti. 

Cencio  Tefle .  • 

Vanni  di  Vanni  da  Grignano, 

Venturaccio   Bernardi  da   GrignarìO  • 

Bonifazio  Cioni  da   Montagliari . 

Pannino  Getti  da   Panzane, 

Ceri ,  e  Cecco  ToH  .  — — -, 

Cecco  Miehi . 

Nuto  Berci. 

l^artolo  Grazie  . 

Porco  Mati .  • J 

Pace  Ciucchi  .                      -| 
Biado  Mini.                            j 
Giovanni  Cheli.        •»-— —1 
Iacopo  Chelli  da  Oftina  . 
Niccola  di  Ser  Giovanni . 1 


da  S.  Michele  di  CadcIIe. 


da  Gaftel  Franco, 


Ser  Parigi  Becchini 
Grazia  Bracci. 
Ghibellino  Fantoni. 
Faccino  Nacci . 
Michele  Adati . 
Giovanni  Narducci . 
Giovanni   Bati , 
Donato  Barculini . 
Douo  Guidacci. 


j    da  Ganghererò 


I 


da  Leccio 


Mar* 


MONUMENTI,  283 

Marco  Chiari  da  Caftiglione  di  Valdarno. 

Martino  Leone  da  Figline  . 

Piano  Ridolfini  da  Piano, 

Bardelle  Gozi  da  Piano  ■ 

Tura  Grani  da  Citavecchia. 

Ugoiino   Bencivenni  dal  Pozzo. 

Stefani   Dini  da  Volpaia, 

Chele   Sannoni  da  Petiano . 

Carucciodel  Maeftro  Corfo  da  Gangherett. 

Ciorelio  Ciardi   da  Caftel  S    Giovanni, 

Donato  Ccrll  da  Caftel  S.  Giovanni . 

Giaoibeilo  Ricchi  da  Cafcia  . 

Giovanni  di   Scr  Neri  da   Cafcia, 

Domenico  Bocche  da  Lancìolina , 

Cruccio  Albertucci  da  Gaville. 

Dino  Benini  dal  Tafo  . 

Bertuccio  Buri  dal  Colle  di  Valdarno  » 

Giovanni  Giovanni  da  Montevarchi, 

Bernardo  Albercini.  ■-, 

Bonfignore  Ticcì  • 

Ciolo  Bartolini  * 

Bindo  Metti  « 

Ccfa  ,  e  Cola  Micheli, 

Tuccio  Talenti. 

Tura  Ducei  . 

Turino  Guiducci.  da  Sefto 

Feo  Dandi  . 

Francefco  Pini . 

Goro  Cenni. 

Lippo  Martini  r 

Lapo  Cord . 

Nuto  Mati  .  f 

Bindo  Megli .  f 

Arrigo  Torini .  J 

Cenni  Guidi .  — x 

Cino  Buccioli, 

Maro  Perini. 

Nuto  Cofe ,  di  Valdimarina 

Pagno . 

Vanni  Corfi  . 

Giano  Saletti .  I 

Cenninc  Gianni  •      •        '^  £an« 


daCaleiizanov 


284  MONUMENTI. 

Landò  Rinaldi  .  " -^ 

Guido  Cofucci . 
Donato,  e  Francefco  Pucci 
Vanni  Bindi . 
Ricovero  Gheraidi. 
Campanella   Martini  ► 
Marcino  Cambi . 
Guido  Guardi  . 
Iacopo  Naccliì . 
Ruftichello  Giovanni .  • — '• — 'J 
Albertino  Nucci  da  Carraia  • 
Puccio  Macca  da  Carraia  . 
Giannotto  Pagnini  da  Carraia  . 
Ugolino   Cenni  da  Settimello . 
Nuccio  Nai  da  Semifonte  . 
Neri  Brunettini  da  Semifonte. 
Bartolo  Renzi  da  S^mifonte  . 
Giannino  Nucci  da  Semifonte» 
Lippo  Manghi   da  Barberino  . 
Giovanni  Gente  da  Barberino- 
Bono  Berti  da  S.  Lazzaro. 
Iacopo  Boni  da  S.  Lazzaro. 
Mico  Voguzzi  da  Linari  ► 
Ugolino  Dietifeci . 
Toro  Anìmanati  da  S.  Filippo. 

AveP.nate  Gnidi .  r  ^,  Montcfilidclfì 
Tino  Riccucci .     J 

Figuccio  Catnbi .  ' j 

Frammi  Neri . 
Lapo  Pieri. 
Renquello  Giovanni . 
Vinci  Saadri , 

Donato  Grulli . • 

Francefco  Gianni .  — ■  \ 
Giovanni    Giannozzi  .  J 


da  Fiefole. 


da  S.  Alartiiio  Lcbaco 


Biicchia  Giovanni  da  ?\ionteloro  . 
Giunta   Donati .     — , 
Dolce  Giovanni.  | 

Cito  Guidi .  j 

Gerì  Guiduccì  .  -* 


da  Villa  Magna, 


Michele  Bocche  . 
Giovanni  Peruzzi 


j  ]■  da  Roballa  , 


Tari' 


I^I   O   N   U 


N    T   I 


^^s 


da  Rlpole 


Tantino   Lapì .  

Bartolo  Bencivennì . 

Bartolo  Cecchini  . 

Guiduccio  Eonaventure  . 

Nofo  Gherardi  . 

Ciccchercilo  Meri. 

Cicnc  Albizzìni . 

Beninrendi  Bonaiuti. 

Berto  Rinaldefchi . 

Terzane  GuiducQÌ. 

Tanuccio  Lapì. ^ 

Donato  Ammanimi.    T.  ^^  g^^^^^  ^ 

J\  tccolaio  .      ■  J 

a\ridrea  Nucci .  —-7 

Donato  Cafini.       ^  da  Caflelnuovo  . 

Piero  Vitali . ' 

Gherardo  Giovanni  da  S.  Lorenzo  da  Vicchìo . 

Amerigo  ,  e  Arrigo  Nuti  da  S.  Lorenzo . j 

Gherardo  Conti .  j  ^a  Vicchio 

riero  retri .  I 

Duccio  Chelli.  — '•■* 

Bernardo   di   Mente.  ">    ^    AyT^„^««„K; 
T  •         ^  ,       .  >  da  Monteugni . 

Lippo  Talenti .  — —  J  ** 

Octinello   Boni . 1 

Bernardo  Csfini  ,  )>  da  Careggi 

Giovanni   Bartoli . 

Cheili.     ~ 

Bettino  Crrfi . 

Giovanni  Chiarucci 

Albizzino  Cioni . 

Giovanni   Guidi. 

Guccio  Beni . 

Lorenzo  iMoni . 

Corfo  Pieri . 

Ricoperti  no  Alad  . 

Bartolo  Benaie  .    — 

Giovanni   Boni . 

Tano  Bartoiini . 

Pace  Naldi . 

Lapo  Guardi . 

Neri    Giardini .     - 


! 


)»  da  S.  Stefano  in  Pane 


da  SettJgnano. 


dalP  Antella . 


Duo 


a  85  MONUMENTI. 

Duccio  Chelli  da  S.  Andrea  a  Rovezzan«% 

Pugio  Gucci   da   S.  Salvi  . 

Nero  Nari  da  Rovezzano . 

Facino  Ciampi  .  «i 

Configlio  Doni  da  S.  Maria  . 

Caruccio  Benvenuti. 

Ciampo  GuaPandi. 

Ciampi  Guidi.  da  Quinto* 

Bonaiuto  Peggi . 

Buto  Lucherini  . 

Lippe  Feci  da  S.  Miniato. 

Vannino  Bocche   da  S.  Piero  .    — — — I 

Biagio  Pucci.        — — — j 

V^S"  [dalla  Pieve  di  Giogcli 

DuiO  Ducei.  J 

Brando   Dree  da  Cafignano. 
Grovanni   Buffoli  da  Volognano . 
Foicherto  Roffcmanni  da  Pelago  . 
Frai'celco  Doni  da  Valdifieve» 
Contro  Dini  da  Ferrano. 
Bono  Lori  di  V^tldifieve. 
Benino  Bartolini  da  M-»gnaIe. 
Lippo   Pucci  da  Valdilìevc  . 

Pino  Cappellai  da 

Pieruccio  Brunelli  da  Ferrano  . 
Tegna  Boniz»   da  Co'ognole. 
Vanni   Ghiiii   da   Vck'gnano  . 
RofTo  Corfi  da  Volognano . 
RofTo  Z^ta  da  Pehgo. 
Frane  Tco  Bellini  da  Quona . 

Cori    Bacci 1 

Bene  Rigogli.   )►  di  Valdimarina  . 

Bruno  — J 

Vannuccio  Chelucci  da  S.  Maria .  1  ^^  Cintela. 

Ugr'lino   Niccolini      — — — —  J 

Ciufn  Berti  dalla  Pieve. 

Lapuccio  Ricchi   da   Pineta. 

Nuccio  Puri  da  Mugnana  . 

Cambiuzzo  Andree  da  S.  Felice  a  Ema. 

Ciulio  Giovanni  da  S«  Piero  a  Cintola. 


Cor- 


MONUMENTI,  2^7 

Corfo  Nuti. 
Matteo  BoH. 
Bono  Chelli  dalla 

Matteo .  

Conte  Ciardi .    — 


y  di  Chianti. 

Guìduccio  Vanni .     — J 

Matteo  Nelli  dalla  Caftellina  . 

Bernardo  NsUi  da  Staggia. 

Landuccio ._  ....->  ^^  ^^  ^.^^^  ^jj^  Monache . 

Vannuccio  Berti .  J 

Nuto  Nuti . , 

Saracino  Donati.    1  j    e  rv       ^    •    »     • 
i7..^^«c^  r»;„;        i  ***  S.  Donato  in  FogiO, 
Jbranceico  Dmi,      |  *» 

Lufcio  Buti. J 

Salvuccio  Tinti  da  Monterinaldi. 

Donati  Guidi  dal  Sambuco  . 

Benedetto  Nuti  — ] 

Bartolo  Ricctii.  ì  j  u    r>   r 

Tviofl^^^  n,.^^;  i  dalle  Rote, 

JVianreo  Ducei  •  j 

Francefco  Cloni  da  S.  Lorenzo  -J 
Caleffo   Bongianni  da  S.  Gerfolè . 
Bìnduccio  Donati  da  Panzaneto . 
Niccolaio  Giovanni.  — -^ 
Biagio  Mini.  ^  da  Gambafìl. 

Bartolo  Guiducci. ' 

Stefano  Pucci  da  Torri . 

Ugolino  Gualdiicci . 

Lippo    Vivirani  da  Lucignano . 

Lapuccio  Ciri .  — — j 

Pino  Chiarini .  )*  da  S.  Giovanni  in  Scana- 

RoiTo  Giunte  .    — ^ i 

Cherardo  Cambi .  ">    j    e  n-        •    x« 

Giovanni,  e  Gcri  RofTi.}  ^^  S.  Piero  in  Mercato. 

Fine  del  Libro  del  Mazzinghi* 


Num.  III. 


i88 


Num.  III.  per  la  Rubrica  ccccxlvi.  Libro  VII. 
pagina  94. 


Provvifione ,  e    Riforma  degli  Ufìzj   pubblici . 
Dalle  Klform  agi  orti  Lib,  go.  de^  Capitoli  a  ^^1, 

IN  Dei  nomine  Amen  .  Anno  Tue  falutifere  Incarna» 
tionis  milìefìmo  trecentellmo  vigelimo  o£tavo  Indi- 
none undecima  die  oétavo  incrante  menfìs  Decembris 
in  Confilio  Centum  Virorum  ac  etiam  fpeciali  &  gene- 
rali Populi  Florencini  &  die  nono  eiufdem  menfis  De- 
cembris in  Conlilio  generali  trecencorum  &  fpeciali  no- 
naginca  virorum  Communis  Florendc  admifle  acccptate 
&  firmate  fucrunt  infrafcripre  provifioncs  per  Dominos 
Pfiores  Artium  &  Vexiliiferum  luftitie  Populi  &  Comm.u- 
nisFlorcntie  edite  &  fafte  &  infra  proxime  &  immediare 
annotate  &  fcripte  .  Qaarum  quidem  provifionum  tenor 
talis  eft. 

In  Dei  nomine  Amen.  Cum  per  Dominos  Priore^ 
Arrium  &Vexi]liferum  luftitie  prefaccs  in  ofirio  refUentes 
de  confìiio  providorum  virorum  Domini  Tommafì  Cor- 
fini  Gio6ì:i  Arnoldi  d?  Peruzzis  Donaà  Manmni  de  Ac- 
ciaiolis  Spinelli  Primerani  de  Mofciano  Lorini  Bonaiuti 
&  Taldi  V'aloris  ad  hcc  per  cos  habitos  ut  dicitur  fafte 
fucriat  quedam  providones  &  ordinamenta  infralcripte 
conrinentie  Se  tencris  .  Cupientes  ut  deinceps  Cives  Ci- 
vitatis  FlorePitie  gradatim  perveniant  ac  delce-ndere  pof- 
ilnt  ad  honores  &  munera  qui  fufficientes  Se  habiles  vira 
&  moribus  bonorum  &  legaJium  Civium  afprante  con- 
fenfu  fuerint  comprobati  &  ne  profiliant  ad  gubernarìo- 
nem  &  rcgimen  Civitatis  predifté  quos  vice  converfatio 
dignos  ad  predi^ta  non  f^cit  <Sc  ut  m  cifdem  hononbus 
S:  mùn-^rbus  comperen>  ttibuatur  vacatio  6c  perconfe- 
quens  locu,  aliis  Civibus  reiinquatur  qui  digne  ad  dì- 
dos  honores  &  munera  afpirare  ir,?ruerint .  Ec  ut  omnis 

tol- 


MONUMENTI.  289 

latur  materia  fcandali  &  erroris  quem  ha£leiius  occaflonft 
didorum  honorum  Se  manerum  fiiifTe  ìnter  Cives  Civi- 
tsris  predi£le  tam  expenenria  novimus  quara  publica  fa- 
ma que  per  parces  Icalic  undique  viguir  lub  infraftriptis 
prchflbitis  ccr.iilio  Gap  taaei  partis  Guelfe  Gonfalonerio- 
rum  Sociecacum  Oc  C2p:tudinum  feptem  maioriim  arrium 
&  aliorum  quatn  pluriurn  honorum  Givium  Fiorentino- 
rum  Se  demum  matura  ex^minatione  ac  deliberacione  inter 
Pnores  &  VexiUiferiim  Iufti:ie  di^lofque  fex  prudences 
Viros 

Provifum  &  ordinatum  eft  dicatur  (./^/"^^  de  cerere  ) 
qnod  in  nominat  cne  ac  ele£ì:ione  popularium  Givium  FIo- 
rentinorutn  ad  infraicripta  offiiiia  ferverur  hec  forma  quod 
pref^nres  Priores  Artium  &  Vexiliifer  luftirie  cum  adiun- 
B:ìs  popuUribus  de  quihus  eis  pìacuerinc  prefentes  Capica- 
neorum  partis  Guelfe  cum  hiis  adiun£bis  popularibus  quos 
volucrinc  hsbsre  &  quiiique  Gonfi) iariorum  Mcrcancie 
cum  2diun£tis  popiilaribus  quos  habere  voluerint  '  ita 
tamen  quod  jjdiun£ì:i  predici  cuiushbec  diftorum  Colle- 
giorum  fiierint  ad  minus  viginti  o£to  &  nuilus  poflic  effe 
adiur.£ì:us  n  ifi  in  uno  diftorum  Goilegiorum  '  poUìnt  tene- 
antur  &  debeant  videlicec  quomodolibec  ( /t^»"^  quodiibct  ) 
diftorum  Goìiegiotum  per  fé  feparatim  unum  ab  alio  pri- 
mo iuramento  preftjt©  (ìngulariter  per  omnes  de  difto  Col- 
legio &adiuiifl:is  prediftis  fcribe  reformationum  conGiio- 
rum  Populi  &  Communis  Fiorentie  de  nominacione  bene 
&  legalirer  facienda  in  quolibet  fexcerio  de  honoribus 
popu'.aribus  ipforum  fextuum  vere  Gucliìs  bone  oppi- 
nionis  6c  f^me  etatis  trigìaca  annorum  prò  officio  Prio- 
racu.'J  Se  Vexilliferatus  luftitie  prò  officio  duodecim  ho- 
norum virorum  &  etatis  vigintiquinque  annorum  prò 
offitio  Gonfaloneriorum  Vexiiliferatus  Sotiptatum  vel  ab 
inde  fupra  nominare  omnes  &  ilngulos  tam  prefentes 
quam  abfenres  quos  reputaverinc  fufficientes  &  habiks 
ed  offitium  Prioratus  &  Vexiliift'ratus  luftitie  Givicatis 
Fiorenti^  ac  cffitium  duodecim  bonorum  virorum  Se  ati 
officium  Gonfaloneriorum  Sotietatum  Populi  Florenciiù 
&  fa^Va  nominacione  per  predicfla  GoUegia  ut  fupra  di- 
ftum  efr  quodlibec  difturum  Goilegiorum  incontinenti 
tradere  ceneancur  luos  nominatos  in  fcriptis  fub  figlilo 
corum  Gollegii  diftis  Prioribus  Artium  &  Vexillifero  Iii- 

Tomo  ili  T  (litie , 


2po  M   O   N   U    ìM    E    N    T    r  . 

ilitie.  Qui  Pfiores  &  Vexillifer  habicis  nomlnatis  per 
difta  Collegia  ut  fupra  diftum  eft  &  nominatis  per  eof- 
deoi  Priores  &  Vexilliferum  lufticie  cum  corum  adinn^lis 
quam  citius  commode  fieri  poterle  convocent  in  palatio 
Populi  in  quo  morantur  Priores  &  Vexillifer  lufticie 
fupradi£los  Gonfatonerìos  Sotietatum  quinque  Confiliarics 
Mercantie  &  duos  ex  Confulibus  cuiuslibet  duodecim 
«laiorum  Artium  forte  eligendis  per  ipfos  Priores  & 
Vexilliferum  luftitie  triginta  bonos  viros  popularcs  vere 
Guelfos  videlicet  quinque  prò  quolibet  fexcu  eligen- 
dos  per  ipfos  Priores  &  Vexilliferum  ita  qiiod  Priores  ii: 
Vexillifer  luftitie  de  quinque  fcxtibus  eliganc  adiun- 
flos  altecius  fextus  in  abfcntia  Prioris  vel  Vexillifcri 
Se  Priores  ipftus  fexci  ita  tamen  quod  ex  prediftis  qui 
epprobare  dcbuerint  non  fic  ultra  quam  unus  de  una 
progenie  perfonc  Ptiorum  &  Vexilliferi  lufticie  &  diftis 
icx  viris  fuperìuc  nominatis  cxceptis  &  dummodo  in  uno 
fexrerio  ultra  quam  unus  Conful  uitbzs  Artis  effe  non 
pcflit  ad  spprcbacionem  prcmiffam .  Quibus  omnibus  fu« 
pradi£ì:is  congregatis  in  fala  difti  palatii  Priores  &  Ve» 
xiUifer  lufticie  habeanc  in  difto  Palati©  tres  Fratres  u- 
fium  videlicet  de  Ordine  Fratrum  Minorum  unum  de 
Ordine  Fratrum  Predicatorum  &  unum  de  Ordine  Fra- 
trum Heremitarum  quos  Prior  feu  Guardìanus  di£ì:o- 
rum  Fratrum  dederint  li£fceratos  forenfes  &  de  progenie 
Guelfa  per  Scribam  Reformationum  prius  recepto  iura- 
inento  a  prediftis  Prioribus  &  Vexillifero  luftitie  Bc 
aliis  cònvocatis  prediftis  de  bene  &  legaliter  approbando 
&  inprobando  perfonas  ut  diélum  eft  nomìnatas  prouc 
convenire  crediderint  habito  refpeftu  ad  conditiones  & 
qualitates  fuperius  nominatas  legi  ac  nominaci  debeanc 
nominati  predici  feriatim  unus  poft  alium  .  Et  fa6ta  no* 
mìnatione  ac  elezione  unius  suini  {/upple  forte  ^r'tus  ) 
quam  ulterius  procedatur  talis  nominatus  &  eìeftus  pò- 
natur  ad  fcruptinium  fecretum  Inter  diftos  Priores  & 
Vexilliferum  luftitie  &  convocatos  prediftos  celebrando 
cum  fabis  nigrìs  &  albis  hoc  modo  videlicet  quod  difti 
Fratres  ftare  debeant  in  quadam  parte  difti  palatii  fe- 
gregatim  a  diftis  Prioribus  &  Vexillifero  luftitie  &  còn- 
vocatis &  habeant  {fupple forte  unam  )  vel  plures  pifTìdes 
quam  ve]  quas  deferant  duo  vel  pUres  prouc  expcdieric 


m'onumenti.  api 

•X  Fratribus  fotiis  diftorum  Fratrum  &  unus  vel  duo  eie 
Camerariis  Camere  Armorum  palatii  Pcpuli  vel  aliqui 
ex  eis  &  quilibec  diétorum  Priorum  &  Vexillifer  & 
ìpforum  convocatorum  hakeat  in  quanticate  de  fabis  ni- 
gris  8r  albis  &  quUbet  ex  coniìftentibus  in  di£la  con- 
gregatione  dare  debeat  fabam  nigram  vel  albam  prout 
elegerit  ìlii  qui  detulerit  aliquam  ex  di£bis  pixidis  clam 
ira  quod  videri  non  poflit  '  quam  fabam  iple  qui  deta- 
leric  pixidem  immediate  f'ecreto  mirtac  in  eam  ica  quoJ 
videri  non  podìt  in  miflione  que  faba  fueric  nigra  vel 
alba  &  niiUus  ex  diftis  Prioribus  &  Vexillifero  luftitie 
&  conyocatis  predi£lis  dare  poflic  ultra  unam  fabam  ia 
approbatione  vel  improbacione  unius  perfone,et  per  com- 
midìonem  quam  diceret  fibi  Ikftam  peraliquemde  fotiis 
ìpfius  nec  aliquis  ex  diftis  Fratribus  ultra  unam  fabam 
recipia:  ab  uno  ex  prediftis  in  approbatione  vel  approba- 
tione  (  lege  improbatione  )  unius .  Et  fi  quidem  reputaveric 
rominatum  ,&  le£tum  fore  fufficientem  &h«bilem  adof- 
fitium  Prioratus  >  &  yexiiHferatus  luftitie  &  ad  offitium 
duodecim  bonorum  virorum  det  fabam  nigram  alias  dee 
albam  .  Et  datis  fabis  per  Priores  &  Vexilliferum  luftiti© 
Se  convocatos  prcdiftos  &  mixis  in  pixidis  feu  pixide 
per  eum  vel  eos  qui  detulerint  incontinenti  ille  feu  illi 
qui  eam  feu  eas  detulerint  portent  eam  vel  eas  cum 
fabis  in  eis  exiftentibus  ad  diftos  Fratrcs  &  ipfi  Fratres 
max  extrahanc  clam  a  prcdiflis  delatoribus  &  quòlibec 
alio  omnes  di^as  fabas  de  diftis  pixidibus  vel  pixide 
eliganc  nigras  ab  albis  et  illum  quem  repereant  (  ;//7  ) 
approbatum  .per  duas  partes  Priorum  &  Vexilliferi  & 
convocatorum  ipforum  fcribanc  prò  apprcbato  in  quo- 
dam  quaterna  &  fic  fiat  per  ordinem  de  fingulis  nomi* 
natis  in  quf<l'bet  Icxtu  per  fé  &  p«r  ordinem  prout 
forte  de  fextu  contingetit  à  nomina  eorum  qui  ut  dì£tum 
eli  fuerint  apprcbati  per  prediftos  tres  Fratres  vel  ali- 
quem  fen  aliquos  ex  eis  firibantur  fingulariter  in  fin*. 
gulis  ceduiis  de  membraneis  ira  quod  de  quolibet  no« 
mine  fint  due  cedule  &  ponantur  in  duobus  facculis 
five  marfupiis  in  quolibet  fextu  ita  quod  quelibet  cedula 
contineat  unum  nomen  cum  fuo  pronomine  de  diftis 
approbatis  &  ita  quod  de  quolibet  nomine  cOm  fuo  pro- 
nomine  fi:  vin^  cedula  in  quolibet  di^orum  duorum  fsc* 

T  2  ,  cu- 


2pi  MONUMENTI. 

cttlorum  fcii  marfupiorum  ^ro  quolibet  ft-xm  quoruin 
facculorum  Cive  marlupiorum  unus  concincat  appruba- 
batos  prò  officio  Prioratus  3c  Vexilliferatus  iulHtic  &  alins 
approbatcs  prò  officio  duodecim  honorum  vircrum  ica 
<juod  quilibec  de  approbatis  prediflis  pcnancur  in  nero- 
que  tìiftorum  facculorum  in  fuo  fextu  &  nominetur 
unus  diftoruni  facculorum  Sacculus  priorum  artium  &  vc- 
xilliferi  iuftitie  &  fic  de  foris  fuper  iplo  facculo  d-  gicHis 
Jiceris  defcribatur  aliì?  {ifa)  vero  nominccur  Sdccuìus 
ieu  rafirfupium  -duodecim  honorum  virorum  &  limi  li  ter 
fuper  iplb  facculo  fcu  marfupio  de  foris  dcfcribacur . 
Super  approbatione  vero  vel  ìmprobatione  diitorum  nc' 
ininatorum  ad  officium  Gonfalon.  Sotiecacuni  procedacur 
hoc  ordine  videlicet  quod  omncs  qui  fuerinc  nonunsTÌ 
per  df£ì:a  Coilegia  uc  fupra  dicitur  cam  approbaci  qnam 
ìmprobaci  ad  l'upralcripca  officia  prioratus  Se  vcxiliifc- 
ratus  iuftitie  ik  duodecim  honorum  virorum  ponantur 
ad  fcruptinium  modo  &  ordine  fuprafcriptis  &  per 
omnia  de  apprcbatione  ac  i-mprobatione  procedatur  Se 
fìat  ut  diStum  eft  fupra  de  officio  prioratus  &  vexilli- 
feratus iuftitie  &  officio  duodecim  honorum  virorum  Se 
liabeatur  unus  facculus  five  marfupium  prò  quolibec  ve- 
vinifero  forietatum  in  <iuo  ponantur  .-^c  fcribantur  per. 
diftos  tres  I^rat-res  fcu  aliquem  vel  aliquos  ex  cis  no- 
mina illorum  de  ipfo  vexillo  qui  fuerinc  approbaci  po- 
nendo unum  nomen  prò  qualibec  cedula  Se  Scriba  re- 
formationum  in  legende  nomina  predittorum  exprimere 
teneatur  nomen  Se  pronomen  cuiuslibec  nominaci  Se 
de  quo  vexillo  fueric  ne  per  indireftum  haberì  poffic 
nocicia  alicuius  qui  prò  gonfalonario  focìetacis  fueric 
approbatus  vel  improbstus  cc  in  iquolibet  di^torum  fac- 
'  culorum  five  marlupiorum  pingatur  de  foris  fignum  ar- 
morum  (bti-etatis  ipfius  vexilli  dummodo  fi  nominatus  6c 
leftus  uc  ponatur  ad  di£ta  fcrwptinia  vel  ad  aliquod 
aliorum  fuerit  de  priorihus  vel  vexillifero  iufticie  vel 
convocatis  prediftis  vel  pater  fiiius  feu  frater  carnalis 
incontincnci  excat  falam  &  e^tra  diftam  falam  ftare 
tiebeac  qnoufque  complctum  fueric  fcrupciniam  de  eo 
&•  coniuHcìris  predifVis  ita  qucd  intérefTe  non  debeac  dì- 
cto  fcruptinio  n^c  dare  debeac  fabam  fuper  approbacione 
vel  improbatione  fui  ìpdus  vel  alicuius  ex  diCtis  conìun- 


M   O   N   U   M    E   N   T   I.  1^3 

liìs  Sr  cmnes  fupradiftì  facculi  in  quibus  fcrlpta  fur« 
rinc  nomina  apgrobatorum  ad  offitium  prioratus  Se  ve» 
Xflliferarus  iuftitie  &  nomina  approbatorum  ad  officiiint 
daouecim  bonorum  virorum ,  &  nomina  approbatorum 
ad  cilìcium  gonfaloner.  focietatum  in  quadam  Capfa  re- 
ponaatur  que  firmari  debear  tribus  clavibus  quariim 
iinaHì  teneac  cxecutor  ordinamentorum  juftitie  aliam 
domini  priores  &  vexillifer  iuftitie  tertìam  Sacrifta  Fra» 
trum  Jvlinorum  Sanfte  Crucis  ds  Florentia  .  Que  capfa 
in  facriltiam  di£torum  Fratrum  ponatur  &  confervecur . 
Et  habeacur  unus  liber.  de  membranis  in  quo  per  di£los 
tres  Fracres  leu  aiiquem  vel  aliqucs  ex  eis  fcribantuc 
per  ordinem  in  quolibet  fexta  nomina  cum  fuis  prono- 
ininibus  approbacorum  ad  fupradi£ta  officia  feu  aliquod 
corum  videlicec  quodlibec  ipforum  offitiorum  per  fé  fe- 
paratim  unum  ab  alio  qui  liber  ponatur  &  confervetuc 
in  quadam  capfa  que  fìrmetur  ut  inferius  continetur  ia 
facriftia  Fratrum  Predicarorum  Sanfte  Marie  Novelle  dff 
Florentia  apud  Sacriftam  diftorum  Fratrum  figillatam  (ita) 
iìgillo  Ccmmunis  Flcrentie  ac  figlilo  Gonfaloneriorum 
Setietatum  Populi  ita  quod  aliquid  in  tali  libro  non 
poiiìt  fcribi  nec  fcriptum  legi  feu  videri  per  quemquam. 
Et  quod  ofiìtium  prediftorum  Priorum  &  Vexilliferì 
Iuftitie  &;  offitium  prefatorum  duodecim  bonorum  viro- 
rum  qui  primo  prò  proximo  futuro  officio  trahentur  fu° 
siiant  inirium  die  15.  menfis  Decembris  prefentis  offitium 
vero  Gonfaloneriorum  Setietatum  qui  primo  prò  proxi- 
mo offitio  trahentur  ad  offitium  Gonfaloneriorum  Setie- 
tatum fumant  inicium  ea  die  qua  extra6ci  fuerint  ad 
idi£tum  offitium  Gonfaloneriorum  Sotietatum  &  cum  tem- 
pus  aderir  deputationis  offitialium  ad  òìCza.  t  ffitia  feu 
aliquod  eorum  teneantur  Demini  Priores  &  Vexillifer 
Iuftitie  qui  prò  tempore  fuerint  miftere  ad  locum  Sa- 
creftie  Fratrum  Minorum  Sanfte  Crucis  Scribam  re- 
formationum  Confiliorum  populi  &  Communis  Florcn- 
tie  cum  quo  ad  diftum  locum  accedere  debeat  Capita- 
neus  Berroariorum  qui  crune  ad  fervitia  Dominorum 
Priorum  &  Vexiliiferi  Iuftitie  qui  prò  tempore  fuerinc 
cum  ydonea  comitiva  de  fua  familia  que  comitiva  fi  e 
faltem  in  numero  viginti  vel  ab  inde  fupra  &  portari 
faciant  di^lam  capfam  ad  palatium  Dominorum  Priorun> 

T  3  &  Ve» 


294  MONUMENTI. 

5:  Vexilliferi  lufticie  &  ibidem  in  fala  magna  ipfius  pa. 
latii   convocatis    voce    preconia    fonitUque   campane  uc 
inoris  eft  duodecim  bonos  viro5(  ira  )  prò  tempore  ex.ften- 
tibus  Gonfalonrriis  Sotìeratum  Capitudini  ducdecim  ma- 
iorum  Artium    &    Confilio  Centum  virorum  &   in  pre- 
fentia  Domini  Poteftatis  vel  Domini  Capitanci  vel  Col- 
Jateralis  aliciìius  eorum  ubi  diftì  Poteftas  &  Capitaneus 
fuerint  iafte  impediti  &  Dominorum  Pi  iorum  &  Vexil- 
liferi  luftitie    S:    Dominorum   Convocatorum    aperiatur 
diOra  capfa  cum  diftis  cìavibus  qnarum  unam  di^us  Exc- 
cUtor  &  aliam  dicbus  Sacrila  deferre  teneantur  nifi  iufta 
caufa  fuerint  impediti  '  quo  cafu  mìftere   teneinrur  ad 
requifitionem  Dominorum  Priorum  &  Vexilliferi  lufti- 
tie   &  ibidem  in  confpeftu    omnium    prediftorum  Do- 
minus  Porcdas  vel  Dominus  Capicaneus  vel  Collateralis 
alicuius  eorum  nifi  predici  fuerint  impediti  di£ta  capfa 
pofita  in  evidenti  loco  extrahi  faciat  de  difta  capfa  fac« 
culum  fou  facculos  in  quo  vel  quibus  erunc  cedule  in 
quibus  fcripta  fuerint  nomina  eorum  qui  rune  deputandi 
fuerint  ad  aliqucd  di£lorum  ofiìtiorum  prout  prò  tempore 
occurrerit  &  de  facculo  feu  facculis  cuiuslibec  fextus  fe- 
riatim  extrahac  d.ftus  Poteftas  vel  Capiraneus  vel  Col. 
lateralis  prediftus  cedulam  feu  cedulas  prout  qualitas  ali. 
cuius  feu  aliquorum  ex  dìEtis  cfiiciis  tunc  occurrencibus 
poftulabit  extrahendo  hoc  modo  videlicet  de  facculo  cu» 
iuslibet  fextus  in  quo  fuerint  cedule  Priorum  &  Vexil- 
liferi luftitie  unam  cedulam  tantum  &  de  faccuJa  cu- 
iufque  fextus  in  quo  fuerint  cedule  duodecim  booorum 
virorum  duas  cedulas  folum   &  de    facculis   in    quibus 
fuerint  Gonfalonerii  Sotietatum  unam  cedulam'de  quo- 
libet  facculo  prò  quolibet  vexiilo  &  quod  exrraftis  ce» 
dulis  in  quibus  fuerint  fcripra  nomina  Priorum.  in  quo» 
ìibet  fextu  extrahatur  una  ceduìa  de  facculo  tliius  iex* 
terii  de   quo  effe  debuit  Vexillifer  luftitie  qui  Vexillifec 
luftitie  trahatur  hoc  ordine  fcilicer  qutd  primis  ducbus 
menfibus  videlicet  in  fextu  Pòrte  Sanftì  Petti  prò  fecundis 
fex .(  lege  duobus  )  menfibus  Ultrarni  prò  rertiis  in  fextu 
Sanfti    Petri    Scheradii    prò  quartis  in    fextu  Burgi  prò 
quintis  in  fextu  Sanfti  Pancratii  prò  fextis  duobu>  men- 
fibus in  fextu  Porte  Domus  deinde  primo  incipiatur  ii» 
fexctt  Ulcracni  f«eundt  io  ieì(.i\i  Bitk(ìi  Petri  Scheradii 


MONUMENTI.  I95 

tertlo  in  fextu  Burgi  quarto  in  fexcu  SztìEtì  Pancratu 
quinto  in  fexcu  Porre  Do mus  Texco  in  fexcu  Porte  Sanfti 
Petri  &  fubfequencer  eodem  ordine  in  extratione  difts 
Vexilliferi  procedatur  &  folummbdò  una  cedula  extra» 
hatur  per  viccm  primo  fafta  voluftione  &  revolutione 
cedularum  facculi  unde  fuerint  extrahendi .  Que  aper- 
tura  capfe  predifte  ac  extraftio  diftaruoi  cedularum  fieri 
debeac  ad  offitium  Prioratus  Vexilliferatus  luftitie  &a(Ì 
offitium  duodecim  bonorum  virorum  falcem  per  duos  dies 
ante  inicium  ecrum  offitii.  Ad  offitium  vero  Gonfalone- 
riorum  Sotietatum  p&r  o£ì:o  dies  ante  introitum  ipforuni 
cfficii  exceptis  Gonfaloneriis  Sotietatum  qui  prò  proximo 
futuro  officio  fuerint  extrahendi  &  qui  repertus  fiieric 
in  cedula  fic  extrava  fit  &  effe  intelligatur  co  ipfo  quodi 
extra6bus  fuerit  ad  officiumad  quod  fuerit  extraftus  cum 
officio  balia  &  poteftate  in  ordinamentis  ftatutis  provido» 
nibus  &  reformationibus  Populi  &  Communis  Florentie 
comprehenfis  &"  prò  tempore  &  termino  videlicet  Priores 
&  Vexillifer  luftitie  in  ordinameniis  luditì e  contento  duo- 
decim vero  quod  (  ?V<^  )  prò  tempore  determino  trium  men- 
iìum  Gonfaìonerii  Sotietatum  prò  termino  quatuor  men- 
Jlum  falvo  quod  offitium  duodecim  bonorum  virorum  qui 
primo  fuerint  extrafti  prout  diftum  eft  duret  &  durare 
debeat  folum  a  die  extraftionis  fafte  ufque  ad  ultimum 
diem  menfis  Februarii  proximi  venturi  per  cotam  diem 
offitium  vero  Gonfaloaeriorum  Sotietatum  qui  primo  ex» 
tra£ti  fuei;int  prout  diftum  eft  duret  ?&  durare  debeat 
folum  ufque  ad  ultimam  diem  &  per  totam  diftam  diem 
ultimam  menfis  Marcii  proximi  venturi'.  Et  Umili  modo 
&  tempore  duret  offitium  Pennoneriorum  .  Et  quod  Gon« 
falonerii  Sotietatum  deinceps  prò  fuo  falario  habere  dc« 
beant  libras  quatuordecim  prò  quolibet .  Salvo  in  «• 
mnibus  fupradi£bis  quod  fi  fuerit  abfens  a  civitate  Flo- 
rentie tempore  quo  extraftus  fuerit  per  fexaginta  milia- 
ria  vel  ultra  vel  mortuus  eflTetvel  exbanditus  Communis 
Florcncie  prò  maleficio  fcripcus  in  libris  exbamnitorum 
ilifti  Communis  et  non  cancellatus  vel  condemnatus  ia 
pofterum  prò  barattarla  vel  falfitate  feu  qui  in  futuruo) 
tamquam  mercator  vel  artifex  pronuntiatus  fuerit  ce/Tanj 
vel  fugitivus  cum  pecunia  aliena  vel  nifi  efiet  carceraru? 
prò  debito  vel  alia  occafione  quacumaue  vel  occafione 

T  4  ak. 


'•$6 


i:   0   N   U   M    ENTI. 


aìicuiut-proccflì  fR-5Vi  feii  qui  fìeret  in  f^turum  occaficno. 
alìcuius  maleficii  vel  deliiH  vel  clcvetutn  haberet  quod 
in  diftis  cafìbùs  abfentie  vel  deveti  feii  carcerationis  ce-, 
dula  talis  abfentis  vel  carcerari  uc  di£tuin  eft  vel  deve* 
tum  habentis  remi^tatur  in  facculo  undc  fuerit  cxrra^a 
&  alia  de  novo  extrahatur  2c  fic  fiar  duncc  idoneus  ha- 
beatUr.  Cedala  vero  in  qua  repcrtum  fuerir  nomcn  mor- 
fui  vel  nomcn  exbanniri  vel  cius  qui  condcmnatus  effeC 
ab  hodie  in  antea  prò  barafteria  ve)  faldc^te  vei  cefTa- 
tionc  &  fuga  ut  Tupra  diclum  cit  inconcinenri  dclaniccur 
&  ciciatur  in  C'jni;jjel-u  Civiuni  prcdi^orum  Zc  alia  da 
facculo  de  quo  di6là  prima  cedula  dehniata  Ik  eitfta  ex- 
trava fuerit  extrahatur  &  ille  cuius  nomen  fcrìptum  eric 
in  cedula  que'aliquo  diftorum  cafuum  de  novo  exrraha- 
tnr (ita)  de  facculo  (ìt  cffitialis  adcffitium  ad  quod  fueric 
cxrr»ftus .  Et  fi  contin^erit  quod  abfit  aliquem  exif^en- 
tem  in  aliquo  di=5lorum  officiorum  decedere  ante  fuum 
ofiìtium  fifiicum  extrahatur  de  novo  alia  cedula  de  fac- 
culo de  quo  excrafìus  fueric  ille  prcmortiius  fervatis  ta- 
men  modis  &  folemnitatibus  fuprfifcriptis  ^c  ille  cuius 
nomen  fcriptum  era:  in  cedula  ut  di£luni  cft  extrava 
de  novo  fit  &  effe  intelligatur  co  ipfo  quod  cxtra-Sbus 
fuerit  furrogatus  in  locum  di6ri  premortui  quod  (/><?)  co 
tempore  quo  durare  debcret  C'fTIi:ium  ti/lis  mortui  Se  co- 
dem  modo  procedatur  iSr  fìat  fi  plures  mori  conti ngcric 
ante  fuum  fi'nìcum  cffliium  &  quod  cedule  fic  ex:racle 
que  remifti  non  debcnt  in  facculis  ncc  dilaniari  vcl 
elei  ut  fupra  di5lu;n  cfr  ftarim  in  cofpcftu  omnium  prc- 
di^oruna  in  aliis  fimiìibus  facculis  reponantur  defcriptis 
&:  defignatis  de  foris  vidciicet  Sacculus  ccdularum  extra- 
^arum  et  remidarum  continentium  nomina  apprcbatorum 
ad  ofHtium  Prioratus  &  Vcxilìiferarus  luliirie  talis  fextus 
&  fic  fiat  in  faccalis  cuiuslibet  di£borum  aliorum  offitio" 
rumi  in  quolibct  fextu  qui  facculi  tam  apprcbatorum  ad 
fupradi^a  f  ffiria  quam  pcìlca  remifP)rum  figilKiri  debeanc 
figilio  parvo  Domincrum  Priorum  &  Vcxilliferi  luftitio 
&  fic  figillati  fi-are  &  teneri  debeant  in  capfa  p^edifta 
falvo  quam  tempore  cxtraftionis  vcl  remifilcnìs  fiende 
Ut  fupra  diflum  eù ,  Et  quod  exrra6t;s  omnibus  cedulis 
ex  faccul()  fcu  facculis  approbatorum  in  di6lis  lextenis 
fcK  ali^MO    «orum   excrahancur   cedale   de    facculo  feii 

fac- 


J-J   O   N    U   M   E   N   T   I  ,  %^J 

facculìs  dì^lomm  remifTorum  et  ille  feu  illi  qui  extra8:Ì 
j^uerinc  eo  ipfo  line  &  effe  inCelìigantur  ad  offitium  feu 
tjfficia  ad  qucd  vel  que  fuerint  excrafìi  prò  tempore  & 
termino  ac  cffirfo  poceftate  ac  balia  de  quibus  fupra  fìc 
mentio  .  Et  fi  cedala  aliqua  que  ultimo  fuerit  extrahenda 
de  facculo  feu  faccolis  diftorum  approbatoium  contineac 
nomen  alicuius  mortui  cxbamniti  condemnati  carcerati 
abfentis  vel  devetum  habentis  uc  di^lum  efl:  trahatuc 
cedula  feu  cedule  de  facculo  feu  faccuJis  diftorum  re- 
mifTorum &  in  excrshendis  cedulis  de  facculis  remilToruiii 
prediftoram  in  omnibus  caùbus  fupradiftis  fcilicet  mor- 
tfs  cxjbamniti  condemnati  carcerati  abfentie  vel  deveii 
in  orrinibus  &  per  omnia  fervetur  &  fìat  prout  &  ficuc 
diélum  eft  fupra  in  extrahendis  cedulii  de  facculo  ap« 
probatorum  &  quod  devetum  habeant  &  habere  intelii- 
gahtur  prediali  omnes  quo  ad  predica  offitia  &  corum 
quodlibet  modis  &  temporibus  fuprafcriptis  videlicet  qui- 
Jibet  prò  fua  perfona  fecundum  formam  ftatutorum  & 
crdinamentorum  Populi  &  Communis  Florentie  prò  per- 
fona vero  patris  &  avi  &  defcendentium  per  lineam  ma- 
fculinam  &  fratris  carnalis  habeat  devetum  quod  habenc 
feu  habebant  conforces  fecundum  formam  flatuti  Po» 
pulì  loquentis  de  devetis  '  prò  aliis  vero  confortibus 
devetum  habeant  confortes  in  officio  in  quo  coniors  fuic 
eft  vel  fuerit  deputatus  per  fex  menfes  a  tempore  depo- 
fitionis  olTìtii  fui  confortis.  Hoc  addito  quod  quicumquff 
eft  fuic  vel  faeric  in  officio  Prioratus  vel  Vexilliferatus 
luftitie  non  poffic  deputari  vel  effe  ad  cfiìtiuni  duode- 
cim  bonorum  vkorum  vel  Gonfaloneriorum  Sotictatunx 
toto  tempore  durantis  fui  offitii  Prioratus  vel  Vexillife- 
ratus luftitie  &  poft  depofitum  dicium  fuum  officium  ad 
fex  menles  5c  fic  eodem  modo  procedatur  &  fìac  de  de- 
putatis  vel  deputandis  ad  cffitlum  Gonfaloneriorum  So»'' 
tietaium  &  deputandis  ad  officium  duodecim  bonorum 
virorum  qui  limile  devetum  habeant  fcilicet  quod  qui 
eft  fuit  vel  fu^rric  Gcnfalc nerìus  Sotietatum  non  pcilìc 
deputari  vel  effe  ad  officium  Prioratus  vel  Vexillife'ratu?? 
luftitie  vel  ad  officium  duodecim  bonorum  virorum  toto 
tempore  fui  durantis  offitii  vel  a  die  depoiìci  offici»  pre- 
dirti ad  fex  menfes .  Et  qui  fuerit  deputatus  ad  officium 
duodecim  bonotuos  Tirorum  ncn  poffic  coacra  diftum  d?« 

de- 


298 


Jll   O   N    U    M    E    N   T   I 


return  deputati  vel  effe  ad  offitiuni  Priorà^tus  ve!  Vexil- 
liferatus  lullicie  vel  ad  officium  Goofaloneriorum  Sotic- 
tatum  toto  tempore  fui  durantis  officii  vel  poft  depolìtum 
diftiim  ofEtium  ad  fex  menfes  'falvo  quod  fi  contingeret 
in  facculo  feu  facculis  di£torum  offiriorum  vel  alicuius 
vel  aliquorum  ex  eis  non  reperir!  aliquam  cedulam  in 
qua  fit  defcriptusaliquis  qui  iuxta  obfervantiam  d;£lorum 
devetorum  vel  alicuius  eorum  poflic  deputari  vel  qÌTg  ad 
cfHcium  ad  quod  extraftus  fuenc  five  extrahereiur  in  eo 
Cafa  talis  defcriptus  in  tali  cedula  primo  exrrafta  pofllc 
deputari  &  effe  &  depuratus  elTe  intelligatur  eo  ipfo  quod 
«xtraftus  fuerlt  ad  officium  ad  quod  fuerit  extraftus  '  non 
©bftante  obfervantia  deveti  predifti  dummodo  eodcm  tem- 
pore unus  effe  non  poflit  nifi  ad  unum  officium  • 

Infuper  provifum  eft  quod  in  millefimo  trecentefi- 
no  trigefimo  de  menfe  lanuarii  fiat  nominatìo  omnium 
le  fmgulorum  popularium  difte  civitatis  &  condiftionis 
&  quaiitatis  de  qulbus  diftiim  eft  fupra  per  Coilegia 
Friorum  &  Vexilliferilufticie  Capitàneorum  parris  Guel- 
fe duodecim  bonorum  virorum  vel  ad  officium  Gonfalos- 
tierìorum  Sotietatum  cum  adiunftis  modis  &  foiemnita- 
tibus  iu^rafcriptis  quos  adiunftos  &  in  eodem  numero 
habere  debeanc  Domini  Priores  &  Vexillifer  luftitie  qui 
prò  tempore  fuerint  qui  nominati  «pprebentur  &  im- 
prebcntur  modis  formi*?  &  foleninicatibus  fupcrius  dcno* 
ratis  uno  (  ita)  cum  officio  duodecim  bonoriìm  virorum  . 
Qui  duodecim  boni  viri  effe  debeant  in  clefìrione  adiun- 
£ì:nrum  fimul  cum  Prioribus  &  Vexillifero  &  Priore  & 
Vexillifero  &  duodecim  quinque  fexcuum  in  ubfentia 
iJutidecim  &  Prior  alterius  fextus  eligant  adiunftos  pre» 
di£tos  .  Et  fcruptinio  ctiiuslibet  ex  nomìnatis  ad  difta 
efficia  vel  aliquod  eorum  intertint  faltem  75.  ex  Prie 
libus  &  Vexillifero  luftitie  duodecim  bonis  virìs  Gon« 
faloneriis  Sotietatum  Capitudìnibus  &  adiunftis .  Et  quod 
predifti  tres  Fratres  qui  ad  predilla  fuerint  di£to  tem- 
pore deputati  nomina  approbatorum  omnium  fcribanc 
in  uno  quaterne  et  antea  quam  eorum  nomina  &  pro- 
nomina in  Ccdulis  defcribantur  videre  poflint  &  debeanc 
diftum  librum  de  mcmbranis  in  quo  fcripta  erunt  no- 
mina aliorum  iam  d'ftorum  approbatorum  &  collatione 
fiSta  de  tunc  approbatis  cura  aliis  primicus  approbatis  &  in 

di^la 


MONUMENTI.  ipp 

difta  libro  prò  approbatione  defcriptis  fignent  fuper  di£la 
quaterne  omnes  approbatos  quos  alias  apprcbacos  feu  in 
difto  libro  prò  approbatis  defcripcos  invenient  ut  fic  folum 
de  aliis  tnnc  noviter  approbatis  qui  alias  approbati  Se  prò 
approbatis  &  defcriptis  non  repèriuntur  cedule  fiant  ut  fic 
non  pofllc  concingere  ut  unus  feu  unius  nomen  plufquan» 
femel  vel  ultra  quam  in  una  cèdula  in  uno  facculo  prò 
uno  oiEcio  fir  defciipcus  &  approbatus  huìufmodi  fcilicec 
^ui  alias  allibrati  non  repenuncur  nomina  defcribantur 
in  cedùlis  de  membranis  '  que  huiufmodi  cedule  ponantur 
infacciilo  di£borum  remifTorum  cuiuslibet  fextus  dìftin^e 
prout  &  flcut  alias  ed  diilin£Vufn  fecundum  ofHtia  fex- 
ferii  Se  loca  ad  que  &  in  quibus  fuerint  approbati  &  de 
cifdem  tunc  nOviter  approbatis  fìat  defcriptio  in  di£^o 
libro  in  quo  fuerint  defcripti  alii  approbati  per  fextus 
&  vexilla  ut  de  aliis  fupradi£bis  approbatis  di£bum  eft  . 
Et  de  diftis  tunc  novitcr  approbatis  &  de  diftis  remif* 
Hs  fimul  exiftencìbus  in  uno  facculo  feu  marfupio  ut 
di£bum  eft  defìcientibus  ceduIis  difloiiim  primorum'  ap- 
probatorum  vel  non  exiftèntibus  aliquibus  qui  efle  non 
poflint  tempore  extraftionis  ad  illud  oifititim  ad  quod 
extraherentur  obftante  decreto  fiat  extra^lio  cedularumSc 
deputatio  ad  fuprafcripta  ofHcia  &  eorum  quodlibet  prouc 
prò  tempore  occurrent  deputati  debere  &  fervecur  in 
eis  omnibus  &  per  omnia  modus  &  folemnitas  &  deva^ 
tum  que  in  aliis  primis  approbatis  fuperius  adnotantur . 
Et  deinde  fubfequénter  fimili  modo  &  forma  quolibèt 
biennio  fìat  nominatìo  &  approbatio  popularium  civhatis 
predifte  ad  difta  officia  &  defcriptio  &  in  facculìs  miffio 
in  òmnibus  &  per  omnia  obfervetur  &  fìat  prouc  fupra 
diftum  cft  in  difta  nominatione  &  approbatione  fìenda 
in  1330  de  menfe  lanuarii .  £t  hiis  faftis  diftus  libec 
^igilletur  ut  diftum  eft  &  remiftatur  ad  Sacriftiam  Fri» 
trum  Predicatorum  Sanfte  Marie  Novelle  éc  in  ca  te- 
neatur  &  confervetur  qui  liber  teneatur  Se  confervetuc 
in  quadam  capfa  in  loco  Fratrum  Predicatorum  de  Fio- 
rentia  que  capfa  fìrmetur  tribus  clavibus  quarum  unam 
tenere  debeat  Execuror  ordinamentorum  luftitie  PopuU 
Florientini  lìiam  Capitaneus  Populi  predifti  terciam  Sa* 
crifta  diftorum  Fratrum  Predicatorum  qui  liber  infpici 
vel  «xhìberi  npn  pofUc  vel  éebeac  nifi  in  fupradifto  cafu 

vel 


5^0  MONUMENTI. 

rei  quando  ertor  feu  diibietas  oriretur  de  fcrìptis  in  ccòa» 
lis  poficis  in  facculis  picdi£tis  &  tunc  videarur  idem  liber 
per  tres  Fratres  forcnies  tantum  unum  vidcliccrde  quoli* 
bet  diftorum  Ordiniim  cliireado  {ita  )  yt  fupra  dicium  efl: . 
Item  qóod  illi  qui  cxrrafti  fuer;nr  ad  offitium  Prio- 
ratus  6c  Vexillifcratus  luTcitie  elìgaq'c  5c  eligcre  tcncan- 
tur  ea  die  qua  extra^li  fucrint  antequam  de  mngna  fala 
palatii  difcedant  unum  bonum  &  leg^ilem  expcrtum  & 
lufficientcm  Notarium  ad  officium  fcnbacus  corum  h  ad 
predi£lam  ele£l:ionem  faciendam  ccganrur  per  Potcfta' 
tem  vel  Capiraneum  vel  Collsteralem  alicuius  corum  & 
Gonfalonerii  Societstum  tencantur  eligere  ad  fcribatum 
corum  ea  die  qua  fuerinc  extra£li  de  cedulis  fupradifVis 
unum  Notarium  probitare  icgalitatc  ac  expcricntia  ap- 
probatum  ad  quam  ele£ì:ioncm  faeiendam  Executor  or- 
dinamentorum  lultitie  eofdem  Gonfaloncrios  compellere 
tencatur  qui  fcriba  Priorum  &  Vcxillifcrì  luftirie  éli- 
gatur  Civis  Se  habitator  in  fexcu  de  quo  fuerit  ellgen- 
àus  vere  Guelfus  &  bone  fame  &  eligacur  do  eo  fcxm 
in  quo  per  fcrtem  contingeric  dum  carnea  due  paites 
Priorum  &  Vcxilliferi  luftitie  prefentcs  oc  conccrderrt 
in  eleclione  di6ì:i  Notarli  ad  fecrctum  fcniptinium  fa- 
cienda  dummodo  prefentes  flnt  quinquc  que  elenio  vel 
fcruptinium  fieri  non  pofìlc  per  apodixas  vcl  alio  (ìmìlì 
modo  &  ile  per  ordinem  &  per  fcrtem  prccedatur  in 
quolibet  fextu  qucurque  ele£lio  difti  Notarii  in  uno  quo- 
que fextu  fueric  celcbr^.to  {ita  )^c  fafta  per  fortem  ut  di- 
^um  efì:  electio  di£ti  Notarli  in  omnibus  fexceriis  rur- 
fus  iiicipiatur  cc  fìst  difto  modo.  Qui  fcriba  Priorum  & 
Vexilliferi  luftitic  devetum  hrbest  in  à'iCzo  oiTì'io  per  tres 
annos  a  die  depoliri  di£ì:i  offitii .  Et  quod  fcriba  Gon- 
faloneriorum  Sotietarum  habeac  ilmile  devetum  in  fcri- 
batu  Gcnfaloneriorum  Sotietarum  Se  qui  faerit  fcriba 
Priorum  Se  Vexilliferi  luftitie  non  pofiìt  cligi  vel  efl'e 
fcriba  Gonfaloneriorum  Sotietatum  toto  tempore  fuTdu- 
rantis  cfficii  ce  a  die  depofìti  dicTci  fui  cffitii  ad  unum 
annum  &  e  centra  videlicet  qui  fuerit  fcriba  Gonfólo- 
■eriorum  Sotietarum  non  pof^r  eligi  vel  effe  ad  fcriba- 
tum Priorum  Se  Vcxilliferi  luftitie  toto  tempore  ipfius 
durantis  rffitli  6c  a  die  depofìtienis  difti  oflìcii  ad  unun* 
bnnum  . 

1Ì5 


ii   O   K    U   M    E    N    T   I,  301 

Et  qucd  fcriba  reformationum  teneatur  Se  debeat  in 
quodam  libro  de  mcmbranis  fcribere  nomina  eorum  qui 
faerint  exrraftì  de  diftis  facculis  ad  difta  officia  feu  eo- 
rum aliquod  per  ordinem  in  fexcu  &  Vexillo  prout  con- 
venire viderit  ita  quod  corum  memoria  Se  noritia  ha« 
bearur  qucm  librum  teneat  &  conlervet  in  palatio  more 
DominoruovPriorum  &  Vexilliferi  luftitie  •  Etqundpsc 
predi^Va  feu  eorum  aliquod  animo  (  le  gè  forte  nullo  modo  ) 
derogerur  nec  derogatum  effe  incelligatur  ftatucis  ordina- 
menri>  Z<.  reformationibus  Icnusntibus  de  cefranribus  & 
fugitivis  cum  pecunia  aliena  . 

Ec  vigore  difte  provifionis  &  ordinamenti  quum  fa£ti? 
fucrinc  per  di^ta  Coilegia  &  adiuntos  nominationes  pre- 
^\^Q{Jiclege)  &  eifdem  Prioribus  &  Vexillifero  tradire 
ipilque  Dcmini  Priores  &  Vexillifcr  prò  prediftis  fic  no- 
minacis  poncndis  ad  iam  di£tum  fecretum  fcruptinium 
in  di£lo  palatio  Dominorum  Priorum  &:  vocaverint  Ve- 
xilliferum  Sotietatum  quinque  Msrcantie  '  qui  Vexilli- 
feri  Sotietatum  &  quinque  Mercantie  preHdebant  officiis 
de  menfe  Novembris  proximi  preceriti  '  &  duos  ex  Con- 
fulibus  cuiusliber  duodecim  maiorum  Artium  ac  triginta, 
bcnos  Viros  quinque  prò  quolibet  fextu  &  adhibitis  tri- 
bus  Fratribus  quibus  in  dift.i  provinone  &  ordine  fìt 
mencio  quemlibet  nomìnatum  fingulanter  inter  prediflos 
convocaros  pofuerinc  Teu  poni  fecerint  ad  fecretum  fcru- 
tinluni  id  fabas  nigras  £c  albas  ut  in  iam  difta  provi- 
fione  &  ordinamento  dclcribitur  nec  non  iamdi£li  tres 
Fratres  fecundum  formam  provifionis  &  ordinamenti  ap- 
probatos  ex  nominatis  prediftis  fecundum  approbationem 
de  eis  faftsm  fccundum  diftributionem  diftorum  officio- 
rum  in  dicÌTo  libro  de  membranis  ac  etiam  in  cedulis 
prcdiftis  &  defcripferint  ipfafque  cedulas  per  facculos 
diftinte  fecund'jm  tenorcm  diete  provilìonis  &  ordina- 
menti pofuerint  iploique  facculos  miferint  in  capfa  iam 
di6ta  prehabico  fupcr  iiiis  confllio  Dominorum  fex  Viro- 
rum  &  alioruni  plurium  Civium  Florentinorum  &  ma- 
xime Iure  peritorcm  Se  cxaminatione  ac  deliberations 
folcmni  '  Provifum  fìrmatum  &  ordinatum  eft  quod  illi 
omnes  &  finguli  qui  fcripti  funt  vel  e^<s  reperiren- 
tur  in  diftis  cedulis  poficis  in  diftis  facculis  qui  ia 
éi^a  capfa  funt  Se  effe  dtbcnc  in  Sacriftia  &   apud  Sa- 

«i'i- 


/ 


90t  MONUM-ENTI- 

crtftam  Fritrum  Minorum  fint  &  efle  intelljgafittir  faf?i* 
cientes  &approbati  ad  ilJud  offitium  feu  officia  ad  quod 
feu  que  defcripti  in  diftis   cedulis  pofitis  in  di£tis  fac- 
culis  reperirentur  &  offitiales  fint  &  efle  poflìnt  ad  iam 
ditta  ©ifitia  modo  &  ordine  &  temporibus  in  ditta  pro- 
vicene &  ordinamento  contenta  falvo   quod    fi  dubìetas 
error  vel  queftìo  criretur  fuper  aliquo  vel  de  aliquo  qui 
fcriptus  invenireeur  in  sliqua  ex  ditt*s  cedulis  que  ex- 
tratte effent  vel  extraherentur  de  dittis  facculis  ex    co 
vel  prò  eo  maxime  quod  diceretur  illum   talem  fic  de- 
fcriptum  in   ditta  cedula   vel   cedulis  non  fui(re  appro- 
batum  vel    faltem  approbatum  non  fuifle  ad  dittum  of- 
ifitium  ad  quod  eftrattus  efTet  vel  diceretur  in  ditto  libro 
fuprafcripto  non  c{re  vel  non  efle  fcriptum  in  ditto  li- 
bro prò  approbato  ad  dittum  offitium  ad  quod  extrattus 
eflet  eo  calu  per  predittos  tres  Fratres  vel  alios  eiufdeni 
condittionis  &  qualitatis  fimili  modo  eUttos  feu  adfumptos 
fcriptos  infpiciarur  liber  predittus  &  prout  in  eo  contine- 
tur  obfervetur  &  fiat  de  quo  ftetur  ditto  dittorum  Fra- 
trum  nec  contra  fic  defcripros  in  dittis  libro  &  cedulis 
poffit  aliquid  obici  vel  opponi  quod  ditte  provifipnis  & 
ordinamenti  forma  modus  vel  folemnitas  non  fuerit  ob- 
fervata .  Et  quod   iam   ditta  provifio   &  ordinamenta  & 
omnia  &  fingula  in   eis    contenta  valeant  &  teneant  & 
perpetuam  &  inrevoctbilem  obtineant  firmitatem  &  quod 
centra  preditta  vel  aliquod  prediftorum  vel  eorum  of- 
fitium vel  in  eorum  vel  alicuius  eorum  fufpenfione  di- 
minutionem  abrogationem  vel   derogationem  diretto  vel 
per   obliquum    aliquid  fieri  vel  atteniari  non  poffit  ali- 
quo modo  iure  vel  caufa  que  dici   vel   excogitari  pof- 
fit etiam   per  atbitrcs   qui   eligerentur   ad    condemnan» 
dum  cortigendum  &  cafiandum  ftatuta  ordinamenta  prò* 
vifiones  &  reformariones  Communis  Florentie .  Et  quod 
Domini    Priores  Artium    &    Vexillifer   luftitie    prefen- 
tes    vel    qui    prò   tempore    fuerjnt  non    poffint  vel  de- 
beant  aliquam  baliam  vel  poteftatem  recipere  vel  habere 
feu  procurare  vel    confentire  quod   alii   vel   aliis    detuc 
cuius  auttoriiat<;  vel  pretextu  poffit  quomodolibet  pro- 
videri  contra  preditta  vel    aliquod   eorum .  Et   fi  quam 
baliam  generalem  vel  aliam  per  qaam  poffet  premiffis  vel 
alicuius  {ita)  &ocum  dccogarì  vellenc  accipere  vel  procu* 

care 


MONUMENTI.  3O3 

rare  feu  confemire  quod  alii  vel  aliis  daretiir  teneantuc 
prefenrem  provifionem  et  que  continentur  in  ea  excipere 
ac  refervare  nec  poflìnc  Domini  Priores  &  Vexillifer 
luftitie  per  fé  ipfos  vel  una  cum  officio  duodecim  bono- 
rum  virorum  deliberare  fore  utile  teneri  condlium  vel 
confilia  prò  prediftis  vel  aliquibus  aut  aliquo  eorum  re- 
vocandis  fufpendendis  vel  quomodolibet  minuendis  vel 
prò  eorum  auc  aliquorum  vel  alicuius  eorum  efFeftuL 
impediendo  vel  prorogando  nec  Scriba  eorum  vel  alius 
huiufmodi  deliberationem  fcribat  '  Et  quod  Dominus  Po* 
telias  vel  Capitaneus  vel  aliquis  Offitialis  Communis  vel 
Populi  Fiorentini  prefentes  vel  futuri  non  poiUnt  convo- 
care confilium  vel  confilia  Popvili  vel  Comunis  prediftì 
in  quo  vel  quibus  contra  predifta  vel  aliquod  eorum  ali- 
quid  proponatur  Se  fi  convocaretur  non  proponac  vel  re- 
formec  aliquid  in  difto  confilio  vel  confiliis  per  quod 
fieri  queat  contra  premiiTa  vel  aliquod  eorum  &  Ci  pro- 
poneretur  vel  fierec  eo  ipfo  quod  proponeretur  &  in  ipfo 
propoficionis  aftu  intelligatur  &  fit  prìvatus  fuo  regimine 
ac  officio.  Et  infuper  condemnetur  in  lib.  mille  f.  p  nec 
Priores  &  Vexillifer  luftitie  qui  prò  tempere  fuerinc 
poffint  vel  debeant  interefTe  confilio  vel  confiliis  in  quo 
vel  quibus  traftarecur  vel  provideretur  aliquid  contra 
predifta  vel  aliquod  eorum .  Et  fi  interefTent  eo  ipfo  in- 
intelligantur  &  fint  privati  Prioratus  &  Vexilliferatus 
offitio.  Et  infuper  in  mille  florenos  auri  finguli  eorum 
Communi  Florentie  condemnentur.  Et  Notarius  qui  diftam 
deliberationem  propofitam  vel  reformatam  fcriberet  pu- 
niatur  in  lib.  mille  f.  p.  &  ab  offitio  fuo  cadac  &  Confi» 
liarii  qui  confiliis  intereffent  huiufmodi  nequeant  centra 
predifta  confulere  vel  arrengare  fub  pena  lib.  mille  f.  p. 
èc  fint  ipfo  iure  exbamniti  Communis  Florentie  prò  ma- 
leficio &  tamquam  exbamniti  a  quocumque  poffint  of- 
fendi nec  admiftatur  de  cetero  ad  aliquem  honorem  in 
Civitate  Florentie .  Quidquid  autem  contra  predica  vel 
aliquod  eorum  fieret  non  valeat  nec  teneat  ipfo  iure  nec 
ad  obfervationem  ipfius  aliquis  teneatur.  Et  quodi->omini 
Priores  &  Vexillifer  luftitie  teneantur  eo  tempore  quo 
iurabunt  eorum  offitium  nominatim  promiftere  ac  fatif- 
dare  cum  bonis  fideiufloris  de  mille  florenis  auri  prò 
4|Uolibet  &  iurate  ad  farina   Dei  Evangelia  quod   pre- 

diftd 


3  04  MONUMENTI. 

dlfta  omnia  &  fingula  ebfervabunt  Se  obfervarì  facicnc 
à.  contra  non  facienc  vel  venienc  ullo  modo  tacite  vcl 
exprefTe  dire£te  vel  per  obliquum  fub  elida  pena  mille 
florenorum  auri  prò  quolibet  eorum .  Et  quod  ille  qui 
compucaveric  eis  iuramentum  tencatur  fuper  prediflis  ab 
eis  recipere  iuramentum  &  promiflionem  foiemni  ftipula- 
cione  vallandam  ftipulata  vice  &  nomine  Communis  Flo- 
rentie  fub  pena  lib.  mille  florenorum  parvorum  .  Et  etiam 
Poteftas  6c  Capitancus  &  Exccutor  ordinamentorum  lu- 
flicie  Populi  Fiorentini  tempore  iuramenri  eorum  fimile 
iurare  facere  teneatur  &qui  computaveric  cildsm  iura- 
mentum ab  eis  exigere  teneatur  l'ub  pena  predica  .  Ec 
ciucd  arbitri  qui  prò  tempore  fucrint  ad  condcnda  Sz  cor- 
ligcnda  flatuta  &  crdinamenta  Pcpuli  &  Communis  Fio» 
renrie  tcneantur  &  debeanc  prediali  omnia  de  novo  fta- 
tuere  «Se  firmare  nec  non  in  ftatutis  pcpuli  de  offitio 
arbitrorum  loquente  ponere  ac  addefe  quod  arbitri  non 
poflìnt  contra  predica  facete  ac  etiam  ponere  &  addere 
m  ftatutis  Populi  pofìtis  fub  rubrica  quod  Priorcs  ne- 
queanc  deliberare  fore  utile  reneri  confilium  fuper  ab- 
folutione  facienda  de  capitulis  loquentibus  de  Sindico 
Potcftatis  &  Capitane!  &  aliorum  Offitiaìium  quod  contra 
predica  dcliberari  velfìcTi  non  podi:  vel  debeat  fub  eif- 
dem  modis  penis  &  tenoribus  de  quibus  fir  mentio  in 
diito  ftatuto  de  abfolutione  non  facienda  de  Capitulis 
loquentibus  de  findacatu  prcdi^^to  .  Et  predi£la  omnia  & 
fìnguia  in  nrefenti  provifione  feu  rcfo'rmatione  contenta 
fine  &  efCii  ìnteliiganrur  crdinamenta  luftitie  populi  Flo- 
rentie  &  prò  ordinamentis  luftitie  hribcri  teneri  &  obfervari 
debeanc  per  Populum  &  Gommune  Florentie  ac  ipfius 
Populi  Se  Communis  Reftr  res  &  OSciales  tam  prefentes 
quam  futures  &  fingulares  perfonas  ad  quas  cbfervatio 
vel  executio  eorum  vtl  alicuius  eorum  quomodolibec 
pertinebit  &  prevaleanc  8c  prevalere  debeanr  omnibus  & 
flngulis  ftatutis  ordinamentis  piovidonibus  &  reforma- 
tionibus  Pcpuli  &  Communis  predifìri  tam  editis  quam 
edendis  que  in  fpecie  vel  genere  ditele  vel  per  obli- 
quum  tacite  vel  expreffe  in  fuprafcriptis  vel  aliquo  eo- 
rum conrraòicerent  vel  obftarent  '  non  obftante  in  pre« 
midìs  vel  aliquo  eorum  quod  nominaticnes  &  elcftioncs 
feu  approbationcs  predice  fatte  non  fusdnc  vel  non  fianc 

ce  tu- 


M  vO    K    U    M    R    N   T    I.  305 

temporibus  modis  Se  cum  folemnitatibus  comprehenfi» 
in  flatuiis  auc  ordinamcnris  Populi  &  Commu.'is  Ficren» 
tie  de  nominationibus  Se  eleclsontbus  ofEcii  Dominorui^ 
Priorum  Artium  &  Vexillìferi  lullitie  &  oiììcii  duo- 
decim  bcncrum  vircrum  &  cfiìii  Gonfaloneriorpm  Se 
tictafum  ìoquenribus  Et  n^  n  obftantibus  ftatutis  P  jpuli 
pcfitis  lub  Rubrica  de  elccìiione  Go^ifalonertoriim  Socie- 
tatum  Popiiii  vcl  fìotuto  P<-puIi  pnfiro  fub  Kubnca  da 
clertione  ac  officio  dufdecim  b' norum  virorum  feu  qui» 
buslibet  sliis  ftatutis  auc  ordinam-.'ntìs  cuiufcumqiu-  no» 
minis  aucloricatis  leu  cencris  cxifterent  provifiOie  ftaii- 
tiamentis  fea  rcformatìone  Fopuli  &  Communis  Fioien- 
cie  jegibus  auc  iuribus  feu  cbftaculis  contradicentibus 
vei  rjp'jgnanubiis  in  prcdiftis  vel  aiiquo  prediQ:oruna  • 


Tom.  XII.  V  Kum.  IV. 


3C(5 


Nam.  IV.  per  la  Rubrica  cgcclix.  Lib.  VII. 
pagina   115. 


Trattato  della  Pace  fatta  nella  Terra  di  Monto- 
poli  tra  le  Città,  Popoli,  e  Signorie  della 
Lega  Guelfa  Tofcana  colla  Repubblica  di  Pifa  , 
nell'anno  1329.  Dalle  Riformag.  Lib»  de'  Con- 
figli HH,  e  dair  Archivio  fegreto  dì  Volterà 
Yd  B.  num.  18. 


IN  NOMINE  PATRIS ,  ET  FILII ,  ET  SPIRITVS 

SANCTIAMEN. 

AD  honorem  &  gloriam  Omnipotentis  Dei ,  &  Gloriofe 
Virginis  Marie  ,  omniumque  Sanftorum  ,  &  Sanfta<« 
rum  Dei;  &  ad  laudem,  &  leverentiam  Sactofante  Ro- 
mane Ecclefie,  ac  Sanftidiaai  Patris  lohannis  Pape  vigefi- 
mi  fecundi  ;  &  ad  exakationem  ,  bonum ,  &  tranquillum 
llacum  infrafcriptorum  Comunium  ,  &  Univerfitacum  ,  & 
ilngularum  Perfcnanim  ,  eorumque  Difiriftualium  . 

Quoniam  omne  Rcgnum  ,  Civitatem  ,  &  Populum  ,  Se 
fìngularem  Pcrfonam  dec»r  rranquillitatis  &  Pacis  benefi- 
cium  exoptare  ,in  quo  relìdec  animarum  faiubriras,  vigec 
ìucunditas  corporum  ,  proficiunc  omnes  Populi ,  &  utilicas 
gentium  cuftoditur . 

Ideo  Nobiles,  &  Sapientes  Viri  Dominus  Simon  de  la 
Tofa  milcs  Dominus  Forcfe  de  Rfib^fta  lurifperitus  .  Do- 
natus  de  Antiila  .  Et  Faldus  (/^^-^  Taìdus  )  Valoris ,  hono- 
rabiles  Cives  Civitatis  Florentte  Sindici ,  &  Procuratorcs 
Comunis,  &  Populi  difte  Civitatis  Florentie,de  quorum 
Sindacatu  ,  &  Prccuratione  patet  publico  Inftrumento  ma- 
nu  Ser  Gratioli  Notarii  Murinentis  oliin  Domini  Corradi  , 
Scribe  Confiliorum,  &  Inftrumentorum  Slndacatuum  Po- 
puli, &  Comunis  Florentie,fado  ,  &  ceiebratoFlorcntie 

fub 


M   O   N   U   M   E   N   TI.  307 

fub  anno  falutifere  Incarnationis  milleGrno  trecenreflmò 
vigefimo  nono  .Indizione  duodecima  , die  vigedmo  nn no 
tnenfis  lulii ,  lecundum  cnfaetudinem  CivitaCis  Florentie  . 

Et  Sapientes  Viri  D  minus  Veg'ius ludex  ,  8c 

Conradus  Vinciguerre  AmbsX'atores ,  &  Siadici  Ccmuiis 
Civitatis  Piftorii  ,  ut  confi-ar  de  Smdica^u  raanu  Ser  Palmi- 
giani  Puccii  Notarii  lub  gnno  Domini  Millefimo  trecence- 
iìmo  vigefimo  nono  ,  Indizione  decima  fecunda  ,  die  tertio 
nienfls  Augufti  . 

Item  Nobiles  Viri  Dominus  Belforte  de  Belfortibus, 
&  Dominus  B' nafìdanza  de  Tignofeilis  de  Vuherris ,  S'in- 
dici Comunis  Ci  vitatis  Vulcerrarum  ,  ur  paret  de  Sindacarli 
publicn  Inftrumento  Icripro  per  Mazzerrum  Berti  de  VuU 
terris  Ncìcarium  lub  anno  i>omini  Millefimo  trecentelimo 
vigeTimo  nono.  Indizione  duodecima,  de  quinto  meolls 
Augufti . 

Item  difcreti  Viri  Bonifarius  ,  quondam  Bini  ,  &  Ber- 
nardmus  quondam  Adveduri  de  Msffa  Sindici  Comunis  Ci» 
vitatis  M'^^fTe  ,  «t  pater  de  Sindacata  manu  Ser  C:^rb(mis  In- 
ghiib-Tti  Notarli ,  fub  anno  Domini  miilefimo  tvtcenrelìmo 
vigefimo  nono  ,  Indiftione  duodecima  ,  die  trigefim^  lulii  - 

Item  Sapientes  ,  &  difcreti  Viri  Dt.minus  B-naccurfus 
ludtx  Landini  de  Landis  ,  &  Ser  Fierus  Birrhciir.i  de  Mo- 
nafTeis  de  Prato  Smdici ,  &  Ambaxi2t<  res  Comunis  Terre 
Prati,  ut  patet  de  Smdacatu  publico  Inftrumento  fcripro 
manu  Ser  lohannis  Cancellarli  de  Ptftv  rio  \'c  t-ni  ,  Scribe 
Refe  rmationum  Comuni»  Prati  ,  fub  ann<  Domini  miilefi- 
mo frecentefimo  vigefimo  nono,  Indiftione  duodecima, 
die  vigefima  feptima  menfis  lulii . 

Et  difcrctus  Vir  Riccius  Riccii  de  G(  6^v)iinis  de  San- 
ato Geminiano  Sindicus  ,  &  Procurator  Comunis  Terre 
SanftiGeminiani ,  ut  patet  de  Sindacatu  pubiico  Inftru- 
mento fcripto,  manu  Ser  Mercati  quondam  Davini  Mer- 
cati Notarli  ,  fub  anno  Domini  miilefimo  trecentefimo  vi- 
gefimo nono,  Indizione  duodecima ,  die  vigefimo  nono, 
menfis  lulii. 

Et  difcrerus ,  &  Sapiens  Vir  Dominus  Forte  ludcx 
oHm  Mcrc-velii  Ambsxiator,  &  Sindicus  Terre  Collis  Vallis 
Elfe  ,  ut  patPt  de  Sindacatu  publico  Inftrumento  fcripto 
manu  Ser  Gherardi  Ser  H.^nrici  Notarii  Scribe  Reforma- 
tionuqj  diftì  Comunis  de  Collo  ,  fub  anno  Domini  millefi- 

V  a  .  ra» 


30'8  M    O    N    U    }.l    t    N    T    I. 

Tno  trcccntclìmo  vigcfimo  nor.o  ,  Inutrcicn-i- dùc.cJcclsna , 
éio  vigefimo  nono  Iiilii . 

Et  difcrctus  Virbcr  x^rrigus  ScrBiiidi  de  San^bo  Mi- 
riate Procuratcr  ,  ce  Sindiciis  Comitum  de  CoIlegHrli,  & 
Comunis,  &  homirium  diOri  Caftri  d<?  Colicgarll ,  ur  patec 
de  Prociirationo  ,  &  SiriJacàta  publico  Infiriimeiuo  (cripto 
marni  Ser  Connis  Scr  Bruni  de  Celie  ....  Nc)tarii,lLib 
anno  Domini  miliefimo  trecentclìn^.o  trigefimo  Indigliene 
òuodecima  ,  die  terno  menfis  Au^ufti  »  Ivcundum  curium  , 
S:  confuetudincm  d:^e  Terre  de  Collcgarli  . 

Et  difcretus  Vir  Cardinus  Lr.ndi  de  San^o  Miniate 
Sìndicus ,  &  Procurarcr  Comunis ,  Se  Hominum  Terre  San- 
ati Mmiatis  ,  ut  patet  pubìico  Irìihumento  fcripto  manu 
Scr  Ricchomanni  qu  ndam  Giiillelmi  de  Montccalvuli 
Scribe  Rcformationum  difte  Terre  ,  fub  anno  Domini 
millefimo  trccenrefimo  trigefimo.  Indictione  duodecima, 
die  undecima  Augufti  ,  fecundum  cucTum  ,  &  confuetu- 
dincm  Terre  Sancii   Miniatis - 

Et  difcretus  Vir  S:r  V;mncs  quondam  Fortis  Notarins 
^e  Fucccchio  Sindicus,  &  Prrcurstor  Comunis  Fucecchii, 
ut  de  Sindacatu  patet  publico  Inflrumento  rogato  ,&  pu- 
blicaco  manu  Ser  Fortis  quond.  lacobini  de  Serciana  No* 
tarii ,  fub  anno  Domini  miiiefimo  trecentcfimo  ^rigeTimo  > 
Indizione  duodecima,  die  Icxta  menfis  Augufti ,  fecun- 
dum curfum,  &  confuecudinem  Notariorum  de  Fucecchio  . 

Et  difcretus  Vir  Koflus  quondam  Arigucci  de  San£la 
Cruce  Sindicus»  oc  Procurator  Comunis  &  iiominum  Terre 
San6le  Crucis  Vallis  Arni,  Sindacatus  nomine  prodigio 
Comuni  &  hominibus ,  ut  patet  de  Sindacatu  ,  &  Procura- 
tiene  publico  Indrumento  fcripto  per  Nicolaum  Duccii 
de  Luca  Notarium ,  fub  anno  Demini  millefimo  trecen* 
cefimo  vigefimo  none,  Indizione  duodecima,  die  fexta 
xiienfis  Augufti 

Et  difcretus  Vir  Bernardus  Ser  lohannis  de  Cadrò 
Franco  Sindicus ,  &  Procurator  Comunis  &  hominumTerre 
C«ftri  Franchi  Sindacatus  nomine  prò  ipfo  Comuni,  uc 
patet  de  Sindacatu  publico  Inftrumcnto  fcripto  manu  Ser 
Vannis  ,  fi:  Riccon^annì  de  ?4onterappoli ,  lub  anno  Do- 
mini millefimo  trecentcfimo  vigefimo  nono,  Indizione 
duodecima  ,  die  fexta  menfis  Augnili . 

Et  NobilQS  ,  &:  Sspicntes  Viri  Dcmìnus  Lemnus  Do- 
mini 


MONUMENTI,  3Cp 

mini  Raynerii  Biiglie  de  Gualandis  Miles,  8c  Dominu<; 
Aibizu.  fìlius  Dumini  Caccie  de  Vico  lurifperirus  ,  & 
Sor  laccbus  Vitali*;  de  Calci  ,  &  Ser  Bucnus  de  Brachis  , 
honorabiles  CivcsCiviratis  Pilerun),  Sindici  ,  &  Procurato- 
res  Com.iPiis  &  Fopuli  difte  Civitac's  Pifarum  ,  ccnftitutt 
per  pr-bJicum  Infrrumentwm  fcriprum  manu  Simonis  filli 
quon,  Bindi  Arciprens  de  Vico  Civis  Pilani ,  Scribe  publici 
CrtPcellarie  Pilani  Comunis ,  fub  anno  Dominice  Incarna» 
tionis  milleiìmo  trecentefnno  trigefuno,  Indizione  duo- 
decima ,  pridie  ncnas  Augulli ,  fecundum  curfum  ,  &  con- 
fuetudinem  Pifanorum  ,  Sir.dacarus  ,  &  Procuratorio  nomi- 
ne difti  Comunis  Civitatis  Pilarum  ex  parte  altera -,  Quo- 
rum omnium  Sindacatuum  ,  Zc  Procurationum  Jnfttumenta 
ego  Henricus  lacubi  Annali  de  Vico  Notarius.iidi,  &  !e^i . 
Confticuti  in  Terra  Montiftopori  in  Ecclcfia  difte 
Terre  fecerunr  ,Sz  redd'derunt  libi  ad  invicem  veram  ,  & 
puram  Pacem  concordiam  ,  &  bonam  voluntatem  perpetuo 
duraturam  ,  ofculo  pacis  interveniente  ,  3c  remifllonem  ,  & 
liberarioiiem  de  omnibus  ,  &  fingulis  Guer^is  ,  iniuriis  ;  ce 
cffentionibus  hinc  inde  habitis  ,  ilistis ,  &  faftis ,  &  da 
cmnibiis  damnis  datis  occalione  Guerre  .  &  de  omnibus 
obiigationibus  faftis  occaflone  aìicuius  Pacis  ha£tenusfa- 
£ì:e  ,&  de  Denis  hinc  inde  commiffis  .  Quam  quidem  Pa« 
ccm  ,  &  concordiam  f.cerunr,  remiflìs  hinc  inde  ranco- 
ribus  ,  &  iniuriis  quibufcumque  ,cum  infrafcripcis  Paftis  ? 
^  mcdis  ,  &:  renoribus  ,  v;deiicec . 

De  Pditteudo  ad  Doviìntim  Fapam. 

Qucd  Comune  Pifanum  mìttat  hinc  ad  quatuor  men- 
fes  proxime  venturosad  Sanftifllmum  \n  Crifto  Parrcm  6c 
Dominum  noftrum  Dominum  lohannem  vigefimum  fe- 
cundum Divina  Providentia  S'acrofan£te  Roman?  ,  ac  Uni- 
vcrfalii  Ecclclie  6'ummum  Pontificem,&  ad  pcdes  S'an- 
ftitaris  cius  ,  ad  petendam  Milericc^rdiam  ,  &  gratiam  ,& 
ad  procuiandum  ea  ,  per  que  fic  cum  ipfo  Domino  Siiinmo 
Pontifice  in  eo  (latu ,  in  quo  erat  tempore  Adventui  Ba« 
vari  ad  partes  Lombardie  ,  live  Tufcie  . 

De  Rege  Roberto  . 

Rem  quod  di£tum  Comune  Pifanum ,  quantum,  in  ce 
V  3  crit , 


3TO  MONUMENTI. 

erit  ,  parattim  effe  debeat  in  Pace  ,&  devoùone  Illuftris» 
Pnncipis  Domini  Reberti  Dei  gratia  lerufalem,  &  Sici- 
lie Rcgis. 

De  Hahendofe  prò  Amìcis . 

Item  qucd  prediftc  Partes  ram  inuniverfo,  quam  in 
fingulari  debeanr  f».  h  bere  .  renere  ,  &  TaftAfe  ad  invicem 
pr:/  amicis  in  bi-na  ,  &  perf.'ft'»  pace  tótti  in  perfonis ,  quam 
in  reba",  ;  &  promiferunt  fibi  ad  invicem  fc  de  cecero  non 
ofF.-ndexe  ,  vel  tfrendi  ì^accre  in  peribni>  vcl  rebus  per 
le,  vel  alifs,  pubiice  vel  occulte  ,five  dando  auxilium  , 
vei  favorejn,  vel  alio  mcdo. 

De  Civitate  Lucana. 

Tcem  quod  Comune  Pifanum  in  nullo  ie  intfomittat 
per  fé,  vel  a.'inm  direste  ,  vel  indirete  de  Civitare  Luca- 
na ,  vei  eìus  C(  miratu  ,  feu  Diftrirtu  ,  vel  aliqua  eius  parte  , 
ve!  Terra  ,  vei  de  Provincia  Vallis  Nebule  ,  vel  al'qua  eius 
parte  ,  vel  Terra  di£le  Provincie  .  Et  quod  non  dabit  au- 
xilium  ,  vei  favorem  direfte  ,  vel  indircele  tenentibus  ,  vel 
cccupantibus  di£lam  Civirarem  Lucanam  ,  vel  eius  Comi- 
tarum  ,  vel  Didrié^um  ,  vel  aliqiiam  Terram  ,  vel  partem 
ipiius,  vel  di£l-am  Provinciam  Valljs  Nebule,  vel  aiiquam 
crus  partem,  vel  Terram,  confra  volunratem  Comunis 
Florenrie;  &  quod  nulluni  tr«£l"atum  habebit ,  facict ,  vcl 
tenebit  per  le  ,  vel  alium  direfte  ,  vel  per  obliquum  cum 
Ultr^^mcntanis  exifì-entibus  in  Civitate  Lucana  ,  vcl  in  eius 
Didriftu,  vel  cum  quibufcumque  aliis  de  predica  Civi- 
tate Lucana  ,  vel  eius  Ce  miratu  live  Diftriftu  ,  vel  aliqua 
eius  parte  ,  vel  Terra  de  Provincia  Vallis  Nebule  .  Et  quod 
facict,  &  curabit  cum  clFeftu  ita  ,  &  raliter  ,  quod  nul- 
lus  Civis  ,  vel  Difìriftualis  Pifaraus  ,  qui  hodie  fit ,  &  in  fu- 
turum  erit  ad  oberlientiam  Pifani  Comunis  ,  le  de  prcdiftis 
vel  aliquo  prcdiftorum  ,  vel  de  ahqua  Domi' arione  ,  111- 
rifdidione  ,  vel  Reftoria  in  prediftis,  vel  alinuo  predi- 
£torum  ,  ullatenus  intromittec.  Salvo  quod  Terre  ,&  Ca- 
fl-^a  Rotaii ,  &  jMontilcalvuli  cum  ecrum  Territoriis  ,  que 
Comur>e  Pifanum  tenebat  tempore  adventus  Bavari  ad 
Civitatcm  Pifanam ,  &  Terra,  &  Caftrum  Sarzane  Lu* 


MONUMENTI,  311 

Benfis  Diocefis,  non  intelligatur  in  prediftis  ,fed  licicum 
lit  Ccmuni  Pifaro  ea  poflìdere,  &  ad  ea  cuftodienda  mie- 
tere qiiommodocumque  voluerir  ,  &  cis  fruì ,  ut  poteraC 
ante  advenrum  Bavari ,  non  obftancibus  Pace,&  Contra- 
ftu  prelcntibus  . 

Item  quod  di£ì:um  Comune  Pifanum  non  traOrabit  9 
nec  faciec  per  fé  vei  alium  drefte  ,  vel  per  obliquimi  ali- 
quam  Concordiam  de  Civìrate  Lucana  vel  eius  Comitatu 
vel  Dlftf  i£lu  cum  Teoroniqis  ,  vel  cum  quibufcumque  aliis 
tenentibus  ,  vel  qui  in  futurum  tenerenc  diftam  Civita» 
tem  Lucanam  ,  centra  voluntatem  Comunis  Florentie; 
ree  etiam  aliqu  d  trgftabic,  vel  faciet  diftum  Comune 
Pifanum  p^r  Te  vel  alium  direfte  vel  perobliquum,  pro- 
pccr  quod  diTta  Civitas  Lucana,  vel  eius  Comitatus  vel 
Difiriclus  perveniat  ad  alias  manus  Fortiam  ,  vel  Guber- 
nauionem,  quam  Civitatis,  Se  Comunis  Florentie;  Se  fi 
contingeret  quod  Comune  Pifanum  haberec  aliquos  de 
difttsTeutonicis  ad  fua  ftipendia  vel  fervitia ,  Comune 
Piianum  tunc  curabit  qUod  predifti  Teotonici  non  ofFen- 
dant  Comune  Florentie  ,  vel  aliquod  aliud  Comune,  quod 
haberet  Pacem  cum  difto  Comuni  Pifano. 

Item  qucd  Comune  Florentie  tencatur  ,  (1  difta  Ci- 
vitas  Lucana  pervenerit  in  Fortiam  ,  vel  amicitiam  ipfius 
Comunis  Florentie,  fàcere  oc  curare  cum  efFcftu  quod 
Comune  Lucanum  fic  in  Pace  eum  Comuni  Pifano  ,  ficuc 
Florentie  &  cum  ilìis  e  fdem  Paftis  ,  excepta  immuni- 
tate  Cabellarum  ;  &  quod  non  ofFendec  Comune  Pifanum 
nec  Cives,&:  Difìnftuales  Pifanos  in  avere  vel  perfonis  ; 
de  qua  Pace  sppareat  per  pubHcum  Inftrumentum  ,&  qucd 
infra  quindecim  dies  ,  poftquam  difta  Civitas  Lucana  per- 
venerit in  Fortiam  vel  amicitiam  ipfius  Comunis  Floren- 
tie ,  faciet  deftrui  funditus  Turrim  fa£lam  olim  per  Ca- 
flruccium  fuper  Monte  Pifano  ,  que  nunc  eft  in  Fortia  te- 
nentium  Lucani,  &  eam  deftruftara  reftituec  Comuni 
Pifano . 

Item  quod  (1  Comune  Florentie  concord^abit  cum  Teo» 
tonicis  ,  qui  funt  Luce,  vel  cum  aliis  Teotonicis  feu  aliis 
perfonis  qui,  vel  que  di6ì:am  Civitatem  Lucanam  tenent, 
vei  tenerent,  ita  quod  Civitas  ipfa  Lucana  perveniat  in 
Fortiam,  &:  Gubernafionem  Comunis  Florentie ,  vel  ilio- 
rum  de  quibus  Comune  Florentie  efiet  contencum  ,  faciet  » 

V  4  &  cu- 


3  T  2  MONUMENTI. 

&  ctirablt  ipfum  Comune  Florentie,  quod  florcni  tredcclm 
iTìiMia  quingenti  vifrinti  Ruri ,  fo'uc!  ipfts  Tcotonicis  a  Co- 
muni Pi  fa  no  ,  r^  ftiruentu;-  Comuni  Pifano  de  rcddinbus 
Comunis  Lucani  cv  modo  &  furma  quo  reftirui  d:-bebunc 
C<miuni  Fiorcntie  florcni  de  pecunia  ,  quos  ,  vcl  quam  Co- 
jninc  Fiorencie  df.bit  ipfis  Tcoronicis  prò  iiberanda  ab  eis 
difta  Civirate  Lucana  ;  &  curabir  ,  8z  f  cicr  cum  cft..  ftu  di- 
ft.nr)  C<"T»u  -e  Fiorcntie ,  quod  ia  dicì:»  Concordia  habenda 
cumd'ftis  Teoronicis  ,  di^T:!  Teoronici  libcrp.bunt  lolemni- 
ter  Comune  Pffanum  ,  &  Pifanos  ab  omnibu-  promiffioni- 
biis  ,  &■  obiiga.  ionibas ,  quas .  &  in  quibu ,  di^lum  Comune 
Pifanum  eis  renerc;irur  occalicne  proir.iiTionum  fi-ftarum  ^ 
cccalione  C-viratis   Locane  . 

Irem  quod  fi  diftì  TeotonJci ,  vcl  qui  tencrenr  diftam 
Cfvrarcm  Lucanam  vellent  ofF.  nicre  ,  aur  oiFendercnr  Co- 
mune Pjl'anum  ,  vcl  Pifanos  ,  Cf.mune  Florentie  iuvabic, 
&  lu-um  adtutorium  prefì-abic  Comuni  Pifano  in  dofennonc 
ìpfìus  Comunis  Pifani ,  &  cffcnf:one  ipfcrum  Tcctof=.icc- 
rum  ,  &  l'uorum  fequaciuni  vel  iilorum  qui  diftam  Civita- 
rem  renerent .  Er  e  converfo  fi  fafta  dióra  Concordia  ,  de 
qua  fupra  continecur  ■  àiEìn  Teoronici  ofF.-ndcrep.r  Comune 
Florentie  ,  Comune  Pifanum  iiivabit  ,  6c  fuum  adiutorium 
preftab't  Comuni  F'orentie  in  d:--fenrione  ipfius  Comunis 
F'orenrie  ,  &  e  ffj'iìfione  ipfjrum  Tccconicorum,  &  fucrum 
fequacium.   " 

Irem  quod  Comune  Florentie  teneatar  ,  fi  difta  Civitas 
Lucana  pi-rvene-it  in  Fortiam  Comunis  Florentie  vcl  Gu- 
betnationem  d^^im  Civi^^atem  Lucanam  ,  &  eiu":  Comita- 
tum  ,  &  Din-'-  i^bum  confervare  in  ftatu  bono  ,  &  pacifico  , 
3c  facere  ,  &  curare  qiicd  omnes  Pcrfone  de  Civitste  Lu- 
cana &  eiu^  Difiri^u  &  Comitatu  pofTinc  libere  ,  8:  fecure 
reiMere  :  Se  ftarc'  in  difta  Civitate  ,C«  miraru  ,  &  D:fì-r  ftu  » 
&  eorum  bona  tcliabere  .  &  eis  gsudcve  ;  &  fi  videretur  Co- 
muni Fiorentie  p>-o  confcrva'^iohe  pacifici  (Isrus  ,  cc  c?v!t?-» 
tione  fcanda'i  dift;?  Civir»tis .  quod  aJiqui  tam  Guelli  quam 
Ghibellini  morencur  extra  diftam  Ci"irarcm  ,  ?ur  extra 
»liquod  Calìrru'TTì  vei  Terram  murat..m  ,  ad  tc-mpus  pollit  du 
£):um  Comune  Florentie  hoc  facere  ,  dum.modo  moretur  in 
Loco  .  &  tempore  convenienti  ,  Sz  interim  femper  habeanc 
«orum  bona  ,  &  eis  gaudere  p.  fiinc  . 

Item  quod  fi  Comune  Fiorencie  concordiam  ncn  habc* 

ret 


M   O   H    U   M    E    N    T   I.  319 

s-tt  cum  diftisTeotonicis,  auc  cum  aliis  Teotcnicis,  vel 
ciim  aliis  perfoiii?; ,  qui  vel  que  (ìi<P:sm  Civitatem  Luca»- 
rjam  ccnenr ,  vel  renerenr ,  fed  efTec  in  Guerra  cum  eis . 
Comune  Pilanum  tcncatur  non  receprare  ,  ncc  concedere 
quod  venianr>vel  niorenrur  in  Civicate  Pifana  ,  vel  eius 
Comitatu  ,  vel  Diflriftu  diftì  Teotonici ,  ve!  a  iquis  eorum, 
aiit  aiiquis  di-  Civitate  ve!  Comitatu  ,  feu  Difiriftu  Lucane, 
qui  efTec  ad  obcdientiam  difte  Civitatis  Lucane  ,  nec  aliquis 
habitator  ,  vei  qui  eiTer  ad  obedienriam,  fcrvitia  .  vel  fti- 
pcndia  di6le  Civitat;s  Lucane  ,  aut  alicuius  ,  vel  aliqurrum, 
qui  diftam  Civitatem  Lucanam  tenercnc  ,  nec  eis  prebere 
auxiijum  ,  confiiium  ,  vel  f«vorem  tacite  ,  vel  expreffe  ,  di- 
rcele, vel  per  cbliquum  :  nec  cum  eis  habere  commercium, 
nec  ad  iplam  Civitatem  Lucaaam  mittere  aut  etiam  peti , 
quod  mittantur,  vel  vadant  ,  vel  de  ipfa  Civitate  P^lana^ 
vel  eius  ('tmitatu  ,  vel  D  ftrièlu  per  Ter^^am  al'qua  viftua- 
lia  ,  mercantie ,  res  »  bona  ,  vei  Perfone  ;  Et  quc  d  C(  mime 
Pifanum  sd  facicndum  prefens  deverum  habeat  terminun% 
unius  menfis  a  die  prclenris  Pacis  firmate,  cum  d  catur 
prò  parte  C^munis  Florentie  ,  ipfum  Comune  Flcrentie 
h.-ibere  Guerram  cum  ipfis  Teotonicis.  &  difcefììd'e  ab  omni 
tra£LafU  Conc  rdie  cum  diftis  Teotcnicis  .  Et  ii  fra  diftum 
terminum  predifta  f«.ciet  publice  bamniti  per  Civitatem 
Pìidiiam  8:  per  Terras  ,  6c  Callra  fui  Comiratus  ,  &  Diftri- 
ftus  ,  de  qu'.bus  ei  videbiiur  .  Et  quod  Comune  Pifanum 
teneatur  dare  ,  &  concedere  per  fblemne  ordinamcniuin 
ipfius  Comunis  infra  diftum  menfem  fuis  Rc£loribus  vi- 
deliccr  PoteOati  ,  &  Capitaneo  ,  auftoritatem  ,  porclicteni  , 
éc  bai  iam  cf  gnofccMidi  ,  &  procedendi  per  inquintionem  , 
&  allo  quoltbet  modo  ,  centra  omncs  ^c  fingult  s  ,  qui  centra 
predifta  ,  vel  aliquod  predi6torum  quommodccumque  fp.cc- 
rent ,  vel  venircot  ;  Se  ecs  oc  quemiibet  eorum  puniendi  ,  & 
condcmnandi  penis  infralcriptis  ,  velut  in  avere  ,  £:  pcribna 
fuo  atbitrio  ,  confìdcrata  qualitatc  dclifti  ,  &  perlonaruui  ', 
fà'vo  quod  nullam  (ìngularem  pcrl'onam  pt  flit  condemnar? 
•quando  cfTent  cecem  peditcs  ,  vei  ab  inde  infra  ,  qui  fìmul 
contra  faccrcnt ,  in  minori  pena  ,  quam  ccntum  Librarum  ; 
Se  Ci  efient  a  decem  lupra  pedites ,  qui  fimul  contrafaccrent, 
non  poflìnt  aìiquem  eorum  minori  pena  condemnare  quam 
quingcntirum  Librarum  ;  fi  vero  efTent  Equites  non  podìnc 
aiiqucm  condemnare  minori  pena  mille  Librarum.  Si  au« 


314  MONUMENTI. 

tem  per  Mare  non  poflìc  aliquem  condemnare  minori  pena 
mille  Librarum  . 

Itcm  quod  Comune  Pifanum  faciec  ipfos  Re^ores  iu- 
rare  predica  omnia  ,  &  fmgula  follicite  f  blervare  ,  &  face- 
re,^  exequutioni  mandare  bona  fide,  CmQ  fraude. 

Itcm  quod  in  difto  cafu,  quo  prcdiftum  devecum  fie- 
rct  per  Comune  Pifanum,  ur  diOrum  cil ,  U  di£ì:i  Teotonicì  » 
vel  aiii  quicumque  «  qui  di»5tam  Civitatem  Lucanam  tcne- 
renc  ,ofF^nderent ,  feu  Guerram  facerent  Comuni  Pifano  , 
quod  Comune  Florentie  iuvabit,  oc  adiuctrium  preftabic 
cum  fuo  polle  Comuni  Pifano  de  gente  ,  8c  pecunia  ,  five 
altero  eorum  ,  ad  petitionem  di£ì:i  Comunis  Pifanì  centra 
difì:os  Teotonicos  ,  &  eorum  fequaces  ,  &  alios  qui  diftam 
Lucanam  Civitatem  tenent ,  vel  tencrent,  in  defentione 
Civitatis,  &  Diftriftus  Pifanì ,  &  Pifanorum  ,  &  f.fFenfio- 
nem  ipforum  Teotonicorum  ,  &  eorum  fequacium  ,  &  alio- 
rum  qui  difVam  Civitatem  Lucanam  tenent ,  vel  tencrent , 
Ut  di£lum  eft  .  Et  quod  in  di£to  cafu  ,  quo  Comune  Floren- 
tie  ad  petitioncm  Comunis  Pifani  daret  adiutorium  Ccmuni 
Pifano  contra  diftcs  Teotonicos ,  vel  alios  quofcumque ,  qui 
diftam  Civitatem  Lucanam  tenent  »  vel  cenerent ,  ut  diftum 
ed  ;  facerent  Guerram  Comuni  FJotentie  ,  vel  Comune 
Florentie  eis  ,quod  eocafu  fimiliter  Comune  Pifaiìum  te- 
neatur  iuvare  Comune  Florentie  ,  &  ipfi  Comuni  Florentie 
adiutorium  dare,  &  preftare  cum  (uo  pofTe  de  gente  ,  &  pe- 
cunia ,  feu  altero  eorum  ,  ad  petitionem  difti  Comunis  Flo- 
rentie centra  diftos  Teotonicos  ,  Se  eorum  feguaces  ,  &  a- 
lios  quofcumque,  qui  dilani  Civitatem  Lucanam  tenent, 
vel  tenerert ,  ut  diftum  eli,  in  defentione  di^te  Civitatis, 
Zc  Dift-ricbus  Florentie,  &  Flcrentinorum  ,  &  oirenfionem 
jpforum  Tcotonicorum  ,  ^c  eorum  fequacium,  &  aliorum 
quorumcumque  ,  qui  diclani  Civitatem  tenent,  vel  tene» 
rent ,  ut  di£lum  eft . 

Item  qucd  Comune  Florentie  intra  quaruor  dies  prò* 
xìme  venturos  reftituet  Comuni  Pifano  poffeflìonem  Cadri , 
&  Terre  Pratiglionis  in  co  fi-atn  ,  in  quo  nunc  eft  >  cum 
omnibus  fuis  pertinenriis  ,  oc  Territorio  ,  vel  di^is  Sindi- 
cis  Pifani  Comunis  prò  iplo  Comuni ,  vel  ahi  Perfone  ab 
ipfis  Sindici^  fubUicuende . 


De 


MONUMENTI.  315 

De  B avaro  aon  receptando  ^c, 

Item  qucd  Comune  Pifanum  non  receptabit  in  Civitate 
Pifaria  vel  Diftriftu  Ludovicum  olim  Daccni  Bavarie  ,  vel 
eius  Stipendiarios ,  nec  aiiquos  qui  venirent  fub  nomine 
IcTjperacoris  ,vel  Regis  centra  manderà  Ecclefie  ,  &  Sum« 
mi  Pontificis,  nec  prò  eis  vel  aliquo  ecrum  mitcet ,  nec  eis 
vel  alicui  eorum  preftabit  vel  dabit  coniìlium  ,  auxiiium  » 
Vel  favorem  ,  ied  erit .  &  ftabir,  &  perfeverabit  ipium  Co- 
mune Pifanum  in  rebel.ione  iplìus  Ludovici  olim  Ducis  Ba« 
varie  ,&  Sripendiariorum  eiu-,  &  aliorum  ,  qui  venirent 
lub  nomine  R  "g'-s  vel  Imperacor's  conerà  mandar»  San£te 
Matris  Ecclefie, &  Summi  Pontificis.  Comune  vero  Flo- 
rentie  teneatur  ,  (i  ùiflrus  Bavarus  ,  vel  alius  ,  qui  veni- 
ret  fub  nomine  Imperstoris ,  vel  Regis  contra  mandatum 
Ecclefie  &  Summi  Pontificis ,  guerram  faceret  vel  venireC 
contra  Cimane  Pifanum ,  dare  ipfi  Comuni  Pifano  auxi- 
lium  ,  &  favorem  cum  fuo  pofTe  de  gente  ,  &  pecunia  » 
vel  altero  eorum  ad  petit'onem  Comunis  Pifani  contra 
diftum  B^varum,&  eius  Stipendiarios ,  &  contra  quem- 
cumquc  alium  qui  veniret  fub  nomine  Imperatoris  vel 
Regis  contra  mandatum  Ecclefie  &  Summi  Pontificis  in 
defenfione  Civit»tis  .  &  Diftnftus  Pifani  ,&  Pifanorum  ,  & 
ofFentionem  difti  Bavari ,  &  fuorum  Sripendiariorum ,  & 
ofFentione  ctiam  predi^lorum  ,  qui  venirent  fub  nomine 
Imperatoris  vel  Regis  centra  mandatum  Ecclefie  ,  &  Som- 
mi Pontificis ,  ut  diitum  eft  ,  &  Stipendiariornm  ipftìrum  . 
Et  e  converfo  diftum  Comune  Pifanum  teneatur  fi  di- 
ftus  Bavarus  ,  vel  alius,  qui  veniret  fub  nomine  Impera- 
toris ,  voi  Regis  conrra  mandatum  Ecclefie  ,  &  Summi 
Pontificis  ,  guerram  faceret  ,  vel  veniret  contra  Comune 
Florentie  vel  contra  diftam  Civitatem  Lucanam  in  quan- 
tum ipfa  Civiras  Lucana  veniret  in  gubetnationem  pre- 
diftam  ,  vel  amicitiam  Comunis  Florentie  ,  dare  ipfi  Co- 
muni Florent'e  ,  Se  Comuni  Lucano  in  cafu  predi'^o  au- 
xilium  &  favorem  cum  fuo  pofTe  de  genie,  &  pecunia 
vel  altero  eorum  ad  p'JtJtionem  d'fti  Comuni^.  Fiorentie 
contra  diftum  Bavarum  ,  &  eius  Stipendiarios,  &  contra 
quemcumque  ilium  ,  qui  veniret  fub  nomine  Imperato- 
ris >  vel  Regis  conerà  mandacum  Ecclefie ,  &  Summi  Fon- 

tiiir 


3x5  ìM  o  k  u  m  enti. 

tificis,  in  defenfione  di6ts  Civiratis  ,  8c  Difl-rifrus  Fio" 
rentie  ,  Se  Florencinorum  ,  &  difte  Civitatis  Lucane  ,  & 
Lucanorum  in  cafu  prciifto  ,  &  offv^ntione  difti  Ba^ari  , 
&  lu.  rum  SripendÌ5norum  ,  &  cffentioiie  etiam  predi- 
ftorum  ,  qui  venirenr  ctia'.n  fub  nom-ne  Imperatoris  ,  vel 
Rcgis  conerà  mandati^m  Hcclellc  ,  fc  Summi  Poncificis  ,  uc 
divlum  eft  ,  Se  Stipendi&ricruni  ipforum  . 

De  Tiramnìs . 

Ttem  quod  Comune  Plfanum  tcncatur  ,  &  debeat  non 
itììttcre  prò  aliquo  Tir?.mno  nec  elicere  ,  vel  habercali- 
qiicm  in  Tiramnum  diTte  Civitatis  Pifane.Ec  e  converfa 
Comune  F'.orentie  teneatur  ,  &  debeac  non  mittcre  prò 
aliquo  Tiramno,  ncc  eligere ,  nec  habcre  aliqucm  in  Ti- 
ramnum  dicce  Civitatis  Florcntie  . 

De  Offendetttihus  • 

Iccm  quod  quiciimque  e  fFenderet  in'  Civitste  Pifans  , 
vel  eius  Comitacu  ,  Fortia  vel  Diftcìftu  aliquem  de  dicla 
Civitate  Florencie  ,  vel  de  prediftis  Civit;*ribus ,  Terris , 
vel  Ncbilibus,  &  alii'J  in  prefeniem  Paccm  ,  &  contra- 
ftum  venientibus  ,  &  denoratis ,  uc  di£Vjm  eft  ,  sue  de 
Territorio  cuiulcumque  ipforum  ,  ve!  iplurum,  puniatnr, 
iìcut  &  per  quo.  puniretur  ,  fi  ofFcndiflet  aliquem  de  ipla 
Civitate,  feu  loco,  in  qua  vel  quo  offentio  fafta  efl'et  . 
Et  e  converft»  quicumque  ofi'enderet  aliquem  de  Civita-" 
te  Pifana  ,  vel  eius  Comitaru  ,  vel  difìriftu  in  quacum- 
<jue  di6larum  Civitarum  ,  Terrarum  ,  ik  locorum  fupra  & 
jnfra  fcriptorum  Nobilium  ,  &  aliorum  ,  ut  pKcdicitur  ,  in 
hanc  Pacein  ,  &  concraftum  vcnientium  ,  leu  denotato- 
rum  ,  aut  in  DulritTba  vel  Territorio  cuiuicumque  ipfa- 
rum  ,  vel  iplorum  ,  puniatur  ficuv  ,  ^c  per  quos  puniretur 
fi  ofTendiflet  aliquem  de  ipfa  Civicaie  ,  Terra  ,  feu  Loco, 
in  qua,  vel   quo  (ffcntio  f^éla  eO, 


De  Captivi S' Relaxaìjdis 

Trem  quod 
di£c'i; 


Trem  quod  omnes  Captivi  ,  &:  eorum   obfìdes  de  prc- 
ris  Civitatibus  Fiorentie  &   Piftorii ,  6c  de  ^\n^  Ci  vi- 
ta ti- 


Kl    O  -N    U    M    E    K-  T    I.  31^ 

tRCYbii? ,  Comunibus ,  Tetris ,  Univerfitatibiis  .  Comitibus^ 
Ncbiiibus  ,  6c  aliis  in  hanc  Pacem  ,  &  ccncraSrurr.  venien- 
tibus  leu  deaucatis  ,  aut  aJiqua  ,  feu  aliquo  ex  eis  ,  auc 
de  Dilhiftu  ,  &  Fcrcia  cuiurcumque  ecrum  ,  &  eariim, 
Se  qui  in  iervirìo  cuiufcumquc  eorum  ,  vel  earum  capei 
fuilTenr ,  -Se  efreat  per  qui-fcumque  ,  &  ?.pud  quofcumque  , 
aUc  qui  lune  de  psrte  ipforum  vel  earum  in  dift*  Civirate 
Pif^na  auc  eius  Difrrifta  vel  Forcia  .  Er  e  converl'o  omncs 
Cap':ivi  &  cbfides  de  predi£li  Civitatc  Pifana  ,  &  eius  Di- 
llr:^u  ,  &  Fortia  ,  &  qui  in  fervició  P:iani  Comunis  capti 
failfenr  ,  &  efTent  p-?r  qucTcumque  ,  Se  apud  qucfcumque  > 
auc  qui  funt  de  parte  Pifana  in  quacumque  prediftaruni 
Civicatum  ,  Terr&rum  ,&  Lrccrum  ,  &  apud  quemcunique 
diftotumComunium  ,  Comicum  ,  oc  Nobilium  .  aut  in  Por» 
tia,&  Diftri^lu  cuiurcumque  iplbrum  oc  iprarum  ,  occa» 
fione  Guerre  ,  libere  relaxcncur  ,&  reftituantur  priftine  li* 
bertati  perComunia,  &aiioj.  prediftos  in  hanc  Paccm ,  & 
contrafVum  venientes  ,  line  ulla  lolutione  ,  vel  gravamin© 
cxpenfarum  ,  hinc  ad  unum  menfem  proxime  vencurum  • 

De  Bamnis  Caffandis . 

Item  quod  omnia ,  &  lìngula  Bamna  ,  oc  condemnatio* 
nes  data  Se  fa£ia  quacumque  occalìone  Guerre  vel  malefi- 
ci! ,  fiju  quafi ,  in  Civicate  Pifana  ,  vel  eius  Fortia  ,  &  Diftri- 
ftu  conrra  di-^a  Ccmunia  ,  Civirares ,  Terras ,  &  Loca  ,  Co- 
mites  ,  &  Ncbiles  ,  &  alios  in  prefencem  Pacem  ,  &  contra- 
£lum  venientes  ,  vel  aliquem  eorum,  leu  de  eis  ,  vel  ali- 
quo eorum  ,  aut  conerà  fingulares  Perfonas  ipforum  ,  vel 
aiicuius  eorum  ;  Et  e  convcrfo  omnia  ,ec  (ingula  Bamna  ,  & 
condemnancnes  darà  &  fa£ì:a  occafione  Guerre  vel  malefi- 
cii ,  feu  quad  ,  in  aliquo  di£lorum  Gomanium  ,  Civitarum  , 
Terrarum  ,  2c  Locorum  ,  feu  per  aliquem  di-^orum  Comi» 
tum  ,  2c  Nobiiium  ,  &  aliorum  in  prelentem  Pacem  ,  &  con- 
trarium  veniencium  ,utdi£fum  cfr,&  in  alia  quacumque 
parte  ,  Diftriftu,  &:  Fortia  ecrum  ,  vel  aiicuius  eorum  ,  con- 
erà Comune  Pifanum  ,  vei  fingulares  perfonas  ipfius  Comu- 
nis  Pifani ,  vel  eiir,  Diftritèus ,  aut  Terras  ,  Comunia  ,  vel 
Loca  de  Oi{lri£lu  Pifano  ,vel  aliquibus  eorum,  cafTentur,  & 
irritentur  in  totum  ;  &  ex  nunc  cada  ,  &  irrita  finr  ex  bene- 
ficio prefencis  Facis  *  Hoc  ialvo  ,  ^  inccllc^o  exprefic  in 
.  pre. 


3i8 


MONUMENTI 


prcdiftis,  quod  nullum  diftnrum  Comunium  ,Civìtatuni  » 
Terrarum  ,  Se  Locorum  ,  Comicum  ,  &  Nobilium  ,  &  alio- 
rum  in  prefenrem  Pacem  &  contraftum  venientium  ,  ut  fu- 
pra  difbum  eft  ,  teneatur  &  debeac  rebamnire  ,  vel  de 
Bamnis ,  &  condemnacionibus  liberare  aliquem  fuum  ex- 
bamnitum  vel  condemnatum  ,  qui  origine  fua  ,  vel  parer- 
na  ,  fit  de  ipfo  Comuni ,  Civirate  ,  Terra  ,  Loco  »  Diftriftu  , 
&  Forcia  ,  unde  rebamairi ,  &  liberari  peteretur  ,  vel  ali- 
quem  ,  qui  non  fic  ad  mandata  fui  Comunis  ,  Civiratis ,  & 
Loci,  Diftriftus ,  &  Fortie  eorumdem  unde  oriundus  fue- 
ric .  Ec  quod  Fiorencmi ,  quamvis  lìnt  Cives  ,  vel  Incole  Ci- 
vitatis  Pifane  liberentur ,  &  .ibfolvancur  ,  &  liberati  ,  &  ab- 
foluti  ed'e  intelligancur  ,  Se  fint  ex  benefìcio  prefentis  Pacis 
ab  omnibus  prcdiftis  datis ,  &Collcft;s,  leu  oneribus  eis 
faftis  vel  impofuis  pr  Comune  Pilanum  ,  vel  eius  auftori- 
tatc  atempore  adventus  Bavari  in  Tufcia  citra  ,  &  de  Bam- 
nis ,&  condemnacionibus  propcerea  fubfequutis  ,  &  de  lis 
cancellar»  pofiìnt,  &  d?b?anc  abfqueahqua  fulution^  ,  vel 
onere  expenfarum  -,  &  qucd  in  futurum  traftencur  maximo 
indatis  ,&  colle6t.scomiter,&  benigne  ,&  quod  nullus  de 
Civitace ,  vel  Cumiratu  Florencie  ,  qui  hodie  non  fit  Civis 
vel  incola  Civitacis  P  fané  ,  vel  qui  non  fit  Rebellis  ,  vel  ex* 
baninitus  Civitans  Fiorentie  ,  pofilt  deinceos  gravari ,  ve! 
compelli  per  Comune  Pifaniim,  vel  eius  auftorita'e  ad  folu- 
tionem  alicuius  date  vel  co!lc£te  ,  vel  ei  indici  aàquod  onus 
reale  ,  vel  perfonale  ,  niiì  fua  voluntare  propria  &  cxprefTa  , 
de  qua  apparere  debear  publicum  ìnftrumentum  ,  fieret  Ci- 
vis ,  vel  Inco'a  dìSij  Civitatis  Pifane  ;  Et  e  convcrfo  idem 
fiat  per  Comune  Fiorentie  deCivibus,  &  Diftridualibus 
Pifanis  ,  &  idem  per  viam  obfec  vctur  de  eis  . 

De  Navicate  nonfacienda  in  Cottfinibus  , 

Item  quf  d  bine  inde  nulla  novitas  fiat  in  Locis  center» 
minis  &confinibus  ,  nill  quantum  popofcerit  necefiìtas  vi- 
£tualium  ,  &  Cuftodum  ,  fcilicec  novitas  hoftilis  contraria 
Faci  prediate  • 

/)<f  Fugitivis . 

Itera  quod  non  receprentur  in  Civitate  ,  Comitatu  ,  & 
Diftciftu,  &  Fortia  Civitatis  Tifane  aiiqui  Socii,  Inftitcres, 

Di» 


MONUMENTI.  319 

Difcipuli  ,  vel  Fa^pres  aliquorum  Mercatorum  Fiorenti» 
norum  ,  Piftorien(ìum  ,  vel  aiiarum  Civiratum  ,  Tetrarum , 
&  Looorum  venientium  ,  &  veocuroruni  in  Pacem,  5c  con- 
traftum  prefentem,  vel  alicuius  eonim  oriundi  de  aliquo 
prcdi6l:orum  Locorum  ex  urraque  parte  ,  in  hanc  Pacem  ,  & 
concra<5ì:um  venientium  ,  qui  ab  eis  aufugerenC  cum  re- 
bus, &  pecuniis  eorum,  auc  celTarent  eis  de  geftis  recl» 
dere  racionem;  &  fi  reperirencur  ibidem,  capitntur  in 
perfonis ,  &  rebus  per  Reftorem  Loci  ubi  invenirentuc 
ad  peritionem  Mercacoris  pctentis ,  &  fuis  expenfis,  &  capei 
tradancur  tali  Mercatori  cum  cuius  rebus  ,  &  pecunia  rece- 
derent ,  velcui  ceiTarent  de  geftis  reddere  rationem  ;  cui 
liceat  eum,  &  eos  ducere  ad  dìftam  Civitatem  ,  &  Lo- 
cum  unde  aufugifTent,  vel  oriundi  efTenc  Et  hec  iìanc 
ad  requifitionem  legitimam  cuiufcumque  ipforum  Comu- 
nium  ,  Se  de  Fugitivis ,  &  cclFantibus  Mercatoribus  cum 
aliena  pecunia  idem  fìat ,  &  fieri  debere  inteliigatur  ;  Et  o 
convergo  non  recipientur  in  difta  Civirate  Fiorenti^  ,  auc 
aliqua  diftarum  Civitatum  ,  Terrarum  ,  &  Locorum  in  hanc 
Pacem  ,  &  contraftum  venientium  ,  vel  eorum  ,  aut  earum  , 
feu  aliquis  earum,  vel  eorum  Fortia  ,  &  Diftriftu  aliqui 
Socii,  Inftitores  ,  Difcipuli ,  vel  Faftores  aliqucrum  Pifa- 
norum  Mercatorum  oriundi  de  aliquo  diftorum  Locorum 
ex  utraque  parte  in  hanc  Pacem  venientium  ,  qui  ab  eis, 
ut  fupra  dicitur ,  aufugerent  cum  rebus ,  &  pecunia  eorum 
aut  ceffarent  eis  de  geftis  reddere  rationem  ;  &  lì  reperiren- 
tur  ibidem  ,  cspiantur  in  Perfonis  ,  &  rebus  per  Reftorem 
Loci  ,  ubi  invenirèntur  ad  petitionem  Mercatoris  petentis  , 
&  fuis  expenfis  ,  &  capti  tradantur  tali  Mercatori  cum  cu- 
ius pecunia  &  rebus  recederent ,  vel  cui  ceftarent  de  geftis 
reddere  rationem  ,  cui  liceat  eum  ,  &  eos  ducere  ad  di£tam 
Civitacem  Piianam  ,  &  Locum  unde  aufugiflent ,  vei  oriun- 
di edent .  Et  hec  fiant  ad  requifìtionem  legitimam  Comu- 
nis  Pifani ,  &  fimiliter  de  Pifanis  Mercatoribus  ceflfantibus  » 
&  fugientibus  cum  pecunia  aliena  idem  fervetur  ,  &  fiat , 
&  fieri  debere  inteliigatur,  in  qualibec  diftarum  Civita- 
tum  ,  &  Locorum  -,  &  hec  ,  que  in  prefenti  Capitolo  conti- 
nciitur  locum  habean;  in  commitcentibus  uUa  ia  futurura  • 


Df 


32,0  MONUMENTI. 

De  Reprefalììs . 

Item  quod  omnes  Reprefalie,  &  Rcprefaliariim  Li- 
centie  &  ccnceffioncs  hinc  inde  concefTe  per  di£la  Comunia 
vel  alios  in  hanc  Pacem  ,  &  contrafburn  venientes  ,  aut  per 
quamcumqiie  aliam  pcrfonam  quandocum  ufquc  ad  diem 
prefcntis  Pacis  firnìate  ,  &  obligationes  occafione  ipr^runi 
Keprelaliarum  fa£^e  fulpendantur ,  6c  fufpenic  efTe  intelli- 
gancur  ,  Se  fiut  ulque  ad  quinque  annos  prcxinie  veiituios  » 
&  per  ipfuni  tempus  ,  ira  quod  nulla  cfequutio  pofTic  indo 
tìeri  infra  diftum  rempus  -,  fiat  tamen  mhilcminus  hinc  inde 
lus  fumniarium  conquerennbus  lupet  principali  iure,  & 
poflìt  qiiilibet  uti  iure  fuo,quod  habcbat  ante  conceflionem 
Rcpreraliarum  .  Et  quod  infra  quatuor  menfes  a  die  publi- 
cate  Pacis  di£ta  Comunia  convenianc  in  Terra  Sanftì  Gf.^mi- 
niani  ,  vel  in  alio  Loco  ,  de  quo  convenirent  difta  Comunia 
Florentie  ,  &  Pifat  um  ,  p  r  loiemnes  Ambaxiatores ,  h  Sin^ 
dicos  ad  cx^minandum  di6ì:as  R«.pref,lias  ,  &  fuper  eis  prò- 
videndum  ,  'il  compo'ienduin  iicut  eis  vidcbitur  .  Quc  Co- 
munia ad  requificionem  Comunis  Florentie  ,  vel  Pilani  te- 
neantur  di£tos  A  nbaxiarores  mitrere  infra  unum  menfem 
a  die  requilitionis  ad  dift^m  Tei  ram  ,  vel  alium  L-  cum  or- 
dinandum  ,  uc  diftum  eft  .  &  Comune  quod  non  miferic 
privecur  benefìcio  prefe/ins  Capituii  ;  &  Reprefalie  con- 
cefTe cootra  diftum  Comune  ,  qucd  noiì  miient  Ambaxia» 
cores ,  remaneant  ,  &  line  in  eo  (Varu ,  in  quo  erant  anto 
prefentem  fufpenfionem  ;  qui  Ambaxiarores  cencantur, 
dum  venerint  ad  ipfamTer  ram  Sai.ftì  Gemioiani,  expefta- 
re  alios  Ambaxiacorcs  tunc  ablentes  per  o£to  dus  conti» 
nuosy^  quolibet  di^lcrum  dicrum  f-  prelentare  corani 
Poieftate  ,  vel  Capitaneo  difte  Tetre  Sanft.  Geminiani ,  vel 
eorum  Locumtcnciribus ,  6c  eis  diccre  ,  quaiiter  ibi  fint  uc 
Ambaxiatores ,  &  Smdici  fu(  rum  Comu  )ium  ,  occadonc 
examinandarum  ,  &  componendarum  Rcpreraliarum  ,  fe- 
cundumfvrnTiam  C^pituii  Pacis  inde  ioquentis  ,&  ahis  Am- 
baxiatoribus  Ve  nienrjbus  perlìftere  t;mpi,rc  competenti. 
Ht  quod  Regimina  diftjrum  Comuniu.'Ti  in  p-uicipio  fuo- 
rum  offi.io(um  iurent  fummarium  lus  facere  habentibus 
!pfa5  R^prefalias  fuper  principali  iure  . 

De 


M    O   N    U    M    E    N   T   I  .  321 

Ds  Malefcits  denuntìandìs . 

Item  quod  per  predi£?:am  Comune  Pifanum  ,vel  elug 
Re^crcs,reuOiHciates  nuUus  PiGcefTus  fiat,  ve)  fieri  pei  file 
occafione  alicuius  malefìcii  vel  ctclifli  centra  aliqucm  de 
prediftis  Civ!raCibu>  Fiorentie  ,  Piftcrii ,  M-afTe  ,  San^i  Mi- 
niatis  ,  vel  de  aliis  Cpmunibus  ,Terris  ,  Comicibus ,  &  No- 
bilibus  in  hanc  Pacem  ,  &  conrrs£lum  vcnientibus  .  aut  do 
coram,vel  alicuius  Comitatu  ,  Forcia,vel  Diftriftu ,  nid 
primo  per  Literas  ipfuis  Civicacis  Pifane  ubi  Pfoceffus  fie- 
ret,ieu  fieri  intenderccur  ,  Icgitimc  denunrietur  Comuni 
Civiracis,  Terre  ,  vel  Loci  ,  auc  Comitibus  ,  &  Nobilibus  , 
vel  aliorum  in  hunc  contraftum  venientium  ,  unde  ,  feu  de 
cuius  DilUiftu  efiec  il!e  ,  centra  quem  iple  Procellus  fie- 
ret .  feu  fieri  intenderetur  ,  cxprimendo  in  ipfis  Literis  no- 
nìen,&:  pi-vnomen  &  maieficium  ,  vel  deli6bim^  illius,  cen- 
tra quem  procederetur  ,&  allignando  in  eis  comperenreni 
terminum  ad  cemparendum  ,  ad  fé  dcfendendum  ab  ipfo 
PfocefTu  .  Ec  (ì  aiiquis  PrccefTus ,  cendemnatio  ,  five  bam- 
num  fierent ,  vel  darentui  per  diftos  Reftores  vel  Officialcs 
Cemunis  Pjfani  centra  aliquem  de  preói£tis  CivitstibusFlo- 
rentie  ,  vel  de  aliis  Comunibus ,  Terris  ,  Ccmitibus ,  &  No- 
bilibus  in  hanc  Pacem  venientibus  ,  vel  alicuius  ccrum 
Forda  ,  vel  Diftri£tu,non  fa£ta  requifuione  pe^r  Lireras  , 
ut  dittam  eft  ,  di£ii  ProcefTus  ,  Sententie  ,  Condemnaiiones 
^  Bamna  non  vaieant  ♦  nec  teneant ,  fed  fine  nulla  ipfo  iu- 
re .  Et  pefllnt,  &  debeancde  quibufcumque  a£lis.,  &  libris 
libere  cancellari ,  abfque  aliqua  folutione,  vel  ontré  expen- 
l'arum  .  Ecc  converfo  nullus  procefTus  eccafione  alicuius 
maleficii ,  vel  deliftì  fiat,  vel  fieri  pofilt  per  diTta  Comunia 
Fiorentie,  Piftorii,  MafTe,  Sanftì  Miniatis,  vel  aios  de  djftis 
Comunibus,  Teri  is ,  Comitibus ,  &  Ncbihbus  in  hXnc  Pc- 
cem  ,  &  ccntraftum  venientibus  ,  auc  per  eerum  ,  vel  alicu- 
ius corum  Reftures  ,  vel  Officiales  centra  aliquem  de  difla 
Civicace  Pifana  ,  vel  eìus  Difbrifbu ,  nifi  primo  fimflis  de- 
iiunciatio  per  Licetas  fiat  ipfi  Comuni  Pifano.in  quibus 
contlncancur  ea  que  fuperius  fune  exprefTa  ,  Et  fi  aliquis 
Proccfius  ,  Condemnario ,  dve  Bamnum  fierent ,  vel  daren- 
cur  per  diftos  Re^lores,  vel  Officiales  diilorum  Comunium 
|)redi^arum  Civitaturn  >  Fiorentie ,  Piftorii,  &  aliorum  Cq- 

Tom,  XII,  X  mu- 


3  22  M   O   N    U   ^.l    E   N    T    I. 

inunium  ,  Comitum  ,  &  Nobillum  ,  contra  alsouem  tic  prc» 
clifta  Civitate  Pilana,  vcl  cius  Comitatu  >  Torcia  ,  vel  Di' 
fcriftu  ,non  fàòìa  rcquiiìtione  perLiteras,  ut  di3:uRì  eli, 
difti  Proceffus,  Senteutie  ,  Condcmnationes  ,  &  Bamiia  non 
raleant ,  &  teneant ,  l'cd  fint  nulla  ipfo  iure  ,  et  pofllnc  ,  & 
cìebeaiitde  quibufcumque  a£lis ,  e:  libiis  libere  cancellari 
abfquc  aliqtia  folucione  ,  vel  onere  cxpenfatum . 

De  Mcrcantìis  defirendìs . 

Item  quod  omnes ,  et  finguli  Fiorentini ,  Piftorienfes , 
^aliitìmncsGivitatum,Terrarum  ,  &  locorum  venientium 
feu  denotatorum  in  Pacem  ,  &  contra8:iira  prei'entem  ,  pof- 
fitìt ,  &  eis  liceat  libere  dcferre  ,  &  conducerc  ,  &  deferte  , 
&  conduci  facere  undecumque  fua  Mercimonia  ,  Mercan- 
tias,pecuniam  ,res  ,&  bona  adCivititem  .  &  in  Civitatem  , 
Diflrriftum  ,  &  Fortiam  Civitatis  Pifane  ,  tam  per  Terram  , 
quam  per  Mare  ,  &  alia<v  aquas  ,  h  in  ipf?.  Civirate  Pifana  > 
5f  eius  Fortia  ,  &  Diftriftu  ,  c<  Terris  Iubìc8:is  Comuni  Pi- 
fano  libere  ,&fecure  ccmmorari ,  &  Mercimonia  ,6c  Mer- 
cantias  exercere  ,  &  habere  ,  Cenere  ,  vendere  ,  emere  ,  & 
permutare  ,  &  de  ipfci  Civitate  Pifana,  &  eius  Comitatu , 
Fortia  ,  &  Diftriftu  tam  perTcrras,  quam  per  Mare,  & 
alias  aquas  libere  extrahere ,  &  cxtrahi  facere  omnia,  &  fin- 
gula  Mercimonia,  Merc&ntias,  pecuniam  ,  rcs  ,  &  bona  , 
dummodo  aliì  folvant ,  exceptis  Florenrinis  ,  Cabellas ,  & 
Pedagia  .  Salvo  qi?od  infrafcripta  viftualia  ,  commeftibilia  , 
videlìcet  granum,  fegale ,  hordeum,  fpeldam,  venam, 
fcandellam  ,  mileum  ,  panicum  ,  fagginam  ,  cicera  ,  fabas  , 
cicerchias ,  moglios ,  lenticulas  ,  lupinos ,  panem  ,  &  fari» 
Tiam  prediélsrum  rerum  pr<  xime  expreflarum  ,  ficus  ,  & 
uvas  noftrates  ,nuces  nofìraces,nuceì!as ,  amygdalas  ,  aran- 
cca,citros,  lomias,  aves,  6c  animalia  commeftibilia ,  pi- 
fces,  carnes  jova  ,cafeum  ,falem,  tonninam  ,forram  ,  mei  f 
&  oleum  extrahcre  non  poflìnt  de  di6la  Civitate  Pifana 
ciufque  Diftfi£bu  ,  nifi  ea  que  dcferrenr  de  extra  diftam 
CivicatemPifanam  ,  &  cius  Diftriftum  ,  &  Sardineam.  Et 
quod  ab  aliquo  ,  vel  aliquibus  de  dì^a  Civitate  i  Comitatu  , 
vcl  Dìftri£l:u  Fiorenti^  prò  prcdi-Slis,  vel  aliquo  preJifto- 
srum  ,  aut  eoium  occafione  nnllum  exigatur  prò  ipfo  Co- 
muni Pifano,  vcl  eius  auftoritacc  Pcd?.gium,  vcl  Cabcl- 

lam , 


MONUMENTI.  323 

3am  ,  nìhnqne  direste  ,  vel  per  cbliquum  nomine  alicui'uf 
Càbelle ,  Dirifture  ,  Ripe  ,  ve)  Alodi ,  Ve6ì:igalis ,  vel  Por- 
tenì,  veì  nomine  ,  vcl  Tub  colore  cuiufcumque  alreriui.  cx- 
aftii^nis  ,  ve!  recencicnis  prò  perionis  ,  mercanriis  ,  beftiis  » 
auc  rebus  aliis  quibufcumque  exigatur  prò  Ccnnuni  Pila- 
rum  ,  vcl  eius  suftoritafe  .  Ec  nihil  fìat  vel  crdiaetur  ,  8ue 
fieri  pcrm:ctatur  per  Comune  Pilanum  in  fraudem  pre- 
diftorum  .  Ec  quod  prò  Comuni  Pifano  vel  alios  Officiales, 
aut  Coafulatus  ,  vel  aliquam  aliam  pirfonam  ve!  per  ali- 
qucmmodum  non  pofllt  iìori  Lcx  five  aliad  trdinanieruiiin 
fupcrCivibus ,  vel  Diilridmlibjs  Pifanis  ,aiK  aliis  pnfj- 
nis  per  dire6ì:um,  vel  indireélum  modum  .  que  ,  &.  quod 
cfTct  conti  a  liberrarem  ,  &  fra  nchifiam  Tuprafci  'pam  con- 
cefTam  di£tis  Florentinis  .  Ncc  mc-do  aliquo  impediri  pof- 
iint  dircòtc,  vel  per  cbliquum  ,  Cives ,  &  Diftrrftaales  Pi- 
fani  ,  auc  alle  perfone  ipfas  Mercantjas,  veì  res  porcare,  de- 
ferre  ,  conduccre  ,  vei  tenere  ,  &  qucd  nullus  qui  cmeret 
de  jpfis  iVIercantiiS  vel  rebus  ab  aliquo  Fiorentino  ,  vel  qui 
vcnderet  Mcrcantias  ,  vei  res  alieni  Fiorentino,  pofljt  co- 
gi  ,  vel  compelli  ad  aliquid  fcjvendum  Comuni  Pifano  ,  aut 
aiii  au£t. ritate  ipfius  Ccmunis  Piiani ,  nifi  prout ,  &  ficuc 
cogi  pofTet  Civis  Pifanus  prò  Mcrcantiis  ,&  rebus  ,  quns 
cmcrit  a  Cive  Pifano  ,  &  quas  venderet  Civis  Pifanus  altero 
Givi  Pifano . 

Et  e  converfo  omnes  &  finguli  de  di£la  Civirate  Pifa» 
r«m  ,  &  eius  Comitato  ,  &  Diftriftu  pofììnt ,  &  eis  liceat  fua 
Mercimoni»,  Mercantias,  pecuniani ,  res  Se  bona  que- 
cumque  ad  Civiratem  ,  Terras  ,  &  Loca  prediéta  ,  &  Ter- 
ras  ,  éc  Loca  prediftorum  Comitum  ,  &  Nf  bilium  oc  aliorum 
in  hanc  Pacem,  &  contraftum  venientium  feu  denotatorum, 
Se  cuiufque  eorum  ,  &  ecrum  Terras ,  Forciam  ,  &  Diftri- 
£tum  deferte  ,  8c  conducere  ,  &  deferri ,  &  conduci  facere 
«ndecumque  tam  per  Terram  quam  per  Mare  ,  &  alias 
aquas  ,  Ik  ibi  libere  ,  &  fecure  commerari ,  Se  Mercimonia  , 
&  jMercantias  exercerc  ,  habere ,  tenere  ,  vendere  ,  emere  , 
&  periuutare ,  &  exinde  extrahere  ,  &  extrahi  facere  ,  om- 
nia &  fingula  Mercimonia,  Mercantias ,  pecuniam  ,  res, 
&bona  jfolvcndo  Cabellas,  &  Pedagia  ,  excepto  quam  in 
.  Civitare  ,  Coniitatu  ,  &  Diilrifìru  Flcrentie  Salvo  qutd  in- 
fra Vidualia  commeftibilia  ,  videlicet  granum  ,  fegale  ,  or» 
dpum ,  fpeldam ,  venam ,  fcandellam ,  6c  miieum  ?  panicum , 

X  2  ùz. 


524  MONUMENTI. 

fagginani,  ciccra  ,  fabas,  moglios ,  Se  clcerclMas  ,  Icnticu- 
]as  ,  lupinos  ,  pancni ,  &  fcrinam  prcdiftarum  rerum  prcxi- 
me  exprcfrarum  ,  ficus  ,  uvas  ne  ftr£tcs  ,  nucss  noftratcs  , 
nucelias  ,  amygdalas  ,  ar&ncia  ,  citros  ,  lumias  ,  aves  Zc  am- 
malia commeltibilia ,  pifces  ,  csrncs  ,  ova  ,  caieum  ,  faiem  , 
tonninam  ,  forram  ,  mei ,  &  oleum  cxcrahere  non  pouìnt  da 
aliqua  diftarum  Civitatum,  Locorum  ,  cv'Terrarum  ,  ce  eo- 
rum  vcl  aliciiius  eorum  D!fl;ri6ta  ,  nifi  ca  que  dcTwrrenc  de 
extra  ipfam  Givitatem  ,  &  Locum  ,  Se  Diftriflum ,  de  quo  , 
ve!  qua  extraherc  vellent .  Et  prò  predi^lis  vcl  aliquo  pre- 
diftorum  in  difta  Civitate  Florentie  ,  vcl  cius  Diftri£lu  , 
nullum  ab  ipfis  Pifanis  exigatur  Pedagium  ,  vcl  Gabella  , 
nihilque  dìrefte,  vel  per  obliquum  nomine  alicuius  Ga- 
belle ,  Diri£ture ,  Curatorie  ,  Ripe  ,  vai  Modi ,  Veftigalis , 
vel  Porterii ,  vel  nomine  feu  fub  colore  cuiufcumque  alte- 
rius  exadionis ,  vel  retentionis  prò  Pcrfonis  ,  Mercàntiis  > 
3Beftii"; ,  aut  rebus  aliis  quibufcumque  ,  exìnde  exigatur ,  &: 
quod  nihii  fiat ,  vel  orainetur  aut  fieri  ,  vcl  ordinari  per- 
mittatur  per  diftum  Comune  Florciitic  in  frsudcm  predi- 
étorum  ;  Ec  quod  per  Comune  Florentie  ,  vel  fuos  Officiales 
aut  Confulatus ,  vel  aliquam  aliam  perfonam  >  vel  per  a!i- 
qucm  modum  ,  non  pofTìt  fieri  Lex,  five  aliud  ordinamen- 
tum  luper  Civibus,  vel  Diflriftuaiibus  Flcrentinis  ,  auc 
aliis  pcrfonis  ,  que,  &  quod  efTct  conerà  libertatem  ,  &  fran- 
chifiam  fupiadi^am.  nec  modo  aliquo  impediri  direte  ,  vel 
per  obliquum  iplas  Mercantias ,  vel  res  ,  portare  ,  deferrc  , 
conducere  ,  vel  tenere  ,  oc  quod  nullus  qui  emeret  de  ipiìs 
Mercantiis  ,  vel  rebus  ab  aliquo  Pilano,  vel  qui  vcndcreC 
IVIercantias ,  vel  res  alicui  Filano  ,  pcdìt  cogi ,  vcl  compelli 
ed  aliquid  folvendum  Comuni  Florentie  ,  auc  alii  auftori- 
rate  ipfius  Comunis  Fiorenti?  ,  nifi  prout,  &  ficut  cogì  pof- 
iet  Civis  Florentinus  prò  Mercantiis  ,  Se  rebus ,  quas  eme- 
rec  a  Give  Fiorentino ,  &  quas  vendercc  Civis  Florentinus 
alteri  Givi  Fiorentino  . 

Irem  quod  omnes,&  finguli  Gives,  Se  Diflri6lualcs 
Florentie  poiiìnt ,  &  eis  liceat  eorum  Mercantias  ,  res  ,  & 
bonamitterc  ,  &  ponere  ,  &  mitti,&  poni  facere  in  Fun- 
dicum  ,  &:  Lcgiam  Pifani  Pcrtus,  &  eas  inde  extrahcre  ad 
eorum  liberam  vcluntatem  ,  fine  Ci>ntradi£tione  cuiuTque  » 
iblvendo  Fundecario  difti  Fundici  de  immifiione  ,  ^<  pro- 
miflìone ,  Oc  retenticne  ,  &  cn(ìodia  fienda  ds  ipfis  Mercan- 
tiis 


M    ONU   M    ENTI.  325 

tiis  in  di£ì:am  Fundacum  infrafcriptas  Pecunie  quanti*/a» 

tes ,  videlicec 

Dcqualibec  Balla  jMerclum  Lucenfium,  vel  Venetarum 

Soldos  duos  . 
De  qualibct  Balla  Mercium  Florentinarum  .  Soldiim  unum. 
De  qualibec  Balia  jMercium  Bononienltum  .  . .   Sol.  unum  „ 

De  qualibec  Balla  Speriarie,  &  Cere Sol.  unum <,- 

De  qualibet  Balia  Pannorum  Laneorum  .   ,  ,  .  Sol.  unum. 
De  qualìbet  Balla  Pannolini ,  Buraccii  ,  Cartarum,   &  Ra- 

mis Soldum  unum  • 

De  quolibet  Sacchu  Guadi .  Sol.  unum  » 

De  qualibet  Balla  Verzi Sol.  unum . 

De  qualibec  Balla  Grane Sol.  unum. 

De  qualibet  Bslla  Pellicerarie Sol.  unum. 

De  qualibei  Balia  Variorum Sol.  unum  , 

De  quolibet  Falce  Coriorum  ,  Bovum,  &  Coriaminis  Dena- 

riosfex. 
Dequr»libet  Torfcello  Pannorum  Francigenorum  Soldum 

unum. 
De  quaìibet  Panna  diftorum  Pannorum  ....  Sol.  unum. 
De  qualibet  Balla  Lane  Francigene ,  five  de  Anglia  Sol- 
dum unum  . 

De  quolibet  Sacchodifte  Lane Sol. unum. 

De  quolibet  Fafce  Buldronum,  &  Sacello  Lane  Barbarcfche 

Denarics  c8:o . 

De  quolibet  Fafce  Stagni Denarics  quatuor  . 

De  (jualibet  Bilia  Verderamis  .  ...   .  D^nsrios  dodecim  ^ 
De  qualibet  Balla  ,  five  Ruorolo  Tclarum  Lini  Denar.  ofto- 

De  qualibet  Balla  Acciari  ,  &  Ferri Dena-rios  trcs  . 

Dequnlibet  Mezaruola  Sardellarum,  &  Barilis  Tonnine  « 

Denarium  i-num. 
De  qualibet  Bàlia,  five  Bogliolo,  (Ivc  Barili  Argenti  vivi  , 

Denarit^s  (ex . 

De  qualibet  Bilia  ZaiFrani ,  .    Sol.  unum  » 

De  quolibet  Barili  Saponis Denarics  duo,^-. 

De  qualibet  Balla  Zaffronis Sol.  unum  . 

De  quobbcr  Sacco  ,  &  Barili  aluminis  ....  Dcnarior,  lex  • 

De  quolibet  Barili  Mellis Denarios  quatuor  . 

De  qualibet  Brocca  Meilis Denarics  duos  . 

De  quolibet  Cearenario  Lamarum  Plumbi  .  .  Sol.  unum  . 

De  quolibet  Fardello  Seta  .  .  .  .  • Soldos  ducs. 

X  3  D^ 


2Ì.6  M  o  N  u  mentì. 

De  quolibet  Sacco  Coronis ",  Sci.  unum. 

De  t]uolib?t  Centenario  Filorum  Calci.  .  .  .  Soldosduos - 

De  quoUbec  Sacche  Stuppc Denarios  quatuor  . 

De  qualibet  Sporca  Picis,  Se  intelligatur  duo  Zimbiles  Picis 
Sporta  una  ,  (ì  non  efi'enc  in  Sportis  .  .  Denarios  ducs  • 

De  quolib  t  Barili  Biacch? Denarios  duos , 

De  qualibet  Balla  Garpicarum D^^narios  duos  . 

De  alii>  vero  rebus ,  Mercibus,  £:  Mcrcationibus  fu- 
pra  non  fpecificatìs  ,tollat ,  &:  accipiat  diftus  Fundacarius 
prò  Fundacatu  quantum  fibi  ccnvcnicns  vidcbitur  ,  habita 
confideratione  ad  ea  que  toHuntur  de  fupradiftis  fupra 
fpecifìcatis  . 

Item  quod  Fiorentini  de  infrafcripcìs  Mcrcantiis ,  & 
rebus  ^  fi  ipfe  Mtrcantie,  5:  res,  ftarent  in  predifta  Infula, 
&  a  menfibus  tribus  fupra  ,  folvant  elapfis  diftis  tribus  men- 
(ìbus  illud  ,  quod  primo  in  inceptione  millìonis  folvctinc  . 
Que  res  ,  &  Mercancie  lune  hec  ,  videlicet 

Merces  Lucenfes. 

Merccs  Fiorentine . 

Merces  Bononienfes» 

Spctieric  ,  &  Cera. 

Panni  Lani . 

Verzi . 

Grana . 

Varii. 

Panni  Francijrcni . 

Sacchi  Lane  Francigene  ,  &  Anglie- 

Zaffranum . 

Zafilcre. 

Plumbum  » 

Sera,  & 

Cafeus. 
Ec  quod  Comune  Pifanum  teneatur  ad  diftum  Funda- 
cum  prò  Fundacario  elJgere  ,  habere  ,  &  tenere  Perfonam 
Lcgalem  ,  &  hcneftam  ,  &  que  fatifdet  in  Cancellaria  Pifani 
Comunis  cum  idoncis  Fide  iufToribus,  de  Mercantiis  ,  Sc 
rebus  falvandis  ,  &  cuftodiendis  ,  Se  reprehefentandis  &  de 
aliis,  ad  que  tenetur  ,  &  teneatur;  Et  ccmpelli  poflìc ,  & 
debeat  diftus  Fundacarius  recipere  diftas  jMercantias  ,& 
res  quasvoienc  Fiorentini  conIìgnare,&  nonere  ,  feu  con- 
flngnari ,  &  peni  facete  in  ijpf«giFundacura  five  Logias,  & 


MONUMENTI,  327 

easteneatur  diftus  Fundacarius  falvare  ,  &  cuftodire ,  oc 
contìgnare  ,  &  repreheltntare  ,  &  eas  extrahi  permitrero 
mircentibus  ,  five  iis,  prò  quibus  mida  fuerint ,  &  eorum 
Faftoribus ,  &  Procuracoribus  ad  eorum  voluntatem .  Si 
vero  aliquis  Florentinus  vellec  fuas  Mercantias  mittere  veB 
mitti  facere  in  aliquam  aliam  Domum  prope  di£tum  Por- 
tum  ,  poflìc  illud  lacere  ad  fuam  voluntatem ,  folvendo  Fun- 
dacario  predillo  illam  quanticatenn  pecunie  ,  quam  fclvere 
tenetur  ,  fecundam  modum  prefentem  ,  &  eas  ponere  in 
Fùndsco  ,  vel  Logia  prediftis. 

ftem  quod  omnes  ,  &  llnguli  Florentifii  ,  &  Diftriftua* 
les  F  lorentie  prò  omnibus  ,  &  de  omnibus ,  &  fìngalrs  Mer«. 
cantiis ,  &  rebus ,  &  bonis  quos ,  &  qae  deferrenr ,  &  cen- 
ducetene  ,  feu  deferri ,  &  conduci  faccrent  ad  Civìtatem  ,  & 
in  Civitatem  Pifanam  tam  per  Terram,  quam  per  Mare, 
vel  alias  aquas  >  lub  nomine  cuiufcumque  alcerius  ,  quam 
Fiorentini  ;  prò  fua  fecuritate  ,  vel  etiam  fua  voluntate  fic 
immunis  ,  exemptus ,  &  liber  ipfe  Flcrentinus  ,  &  Sncietas 
Mercatorum  F!orentinorum  ,  &  etiam  Forefterius  vel  non 
Fiorentinus ,  fub  cuius  nomine  did:e  Mercanrie ,  res  ;,  &  bo« 
na  Florentinorura ,  ve!  Societatis  Mercatorum  Fiorentino- 
rum  delate  ,  vel  conduéte  efTent  ,  ab  omni  folucione  Peda- 
g'ii,vel  Gabelle  ,  &  aiiorum  que  in  fuprafcripto  Capitulo 
de  Immuriitate  ,  &  Franchida  Fiorentinorwm  plenius  con- 
tinetur  ,  pco  ipfis  Mercantiis  ,  8i  rebus  ,  perinde  ac  il  ipfasr' 
Mercantias  ,  8c  res  ,  &  bona  dcferrent ,  &  conducerent ,  & 
deferri ,  &  conduci  facerent  fub  nomine  iplìus  Fiorentini  » 
6z  Diftriftuaiis  Fiorentini  .  Et  ad  prcbandum  quod  difte 
Alercantie  ,  vel  res  fint  talis  Fiorentini ,  vel  eius  Di(lri£lua' 
Vis  Florentie,  vel  alrerius  Sccietatis  Mercatorur.i  Fiorenti» 
norum  ,  quod  ipfe, vel  eius  Procurator,  vel  Factor  dicereC 
eas  effe  alicuius  Fiorentini ,  vel  Diftriftualis  Florentie  ,  vel 
Societatis  Pvlcrcacorum  Florentinorum  ,  &  deferri  ,  &  con- 
duci fc'cifTe  fab  nomine  alterius  prò  fua  ,  feu  iplìus  Floren* 
tini,  vel  Didri^tualis  Florentie  ,  vel  Societatis  Mercatorum 
Fior  enti  ncrum  fecuritate  ,  vel  voluntate  ,  fufficiat  ,  oc  ere» 
darur ,  Se  ftctiu-  facramento  di£ri  talis  Fiorentini ,  vei  Diftri» 
ftualis  Florentie,  Faéloris  ,  vel  Procuratoris  ,  cumTefti- 
monio  de  confcientia  vel  credulitate  duorum  Mercatorum 
Florentinorum  ,  qui  fint  de  aliqua  infrafcriptarum  Società» 
tum,  videlicec  Bardorum,  Peruzzorum ,  Acciaialorum, 

X  4  Al- 


328 


M   O    N    U    M   -£    N    T   I  > 


Albizzorum  ,  Toiofingorum  ,  Alazzettorum  ,^Guidalotto* 
rum  ,  Rondinellorum  ,  Cennis  Nardi ,  Ricciardi  de  Ricciis, 
&  Socìorum  ,  Biliotrorum  ,  Corrmorum  ,  Cionis  ,  Faicc  nis  , 
Bcnsiuti  .  Rinuccini .  Banchelli  del  Buono ,  Pugii  lacobi  , 
Vannis  Manetti ,  Ramaglianrorum  ,  Barcoli  Ri.duiplii  ,  &  • 
Sociorum  Fccinì  Rudullì  ,  &  Socìorum  Vannis  Antinoris, 
Pugii  Amadoris ,  Sz  Sociorum  ,  Capp'  nis  ,  Rccchn  ,  &  So- 
cìorum ,  cligendorum  a  ludice,  vcl  Officiali  Gabelle  Pifane 
Civitaiis.  diccntium  cum  iuramcnro  eorum  confcientia  , 
ve!  credulitate  ipfas  Mercantias,  ce  res  ,  efie  taìis  Fioren- 
tini ,  vel  Socictacis,  quod  ipfe  »  vcl  eins  Prc  curator  ,  vel 
Fa£ì:<»r  dicerct  ad  ipfum  Florenùnum  ,  vcl  Societatcm  per- 
tinere.  Si  aiitem  diTcì  Mercarores  dicerenc  fc  credere» 
difta-s  Mercantias ,  &  rcs  non  eiTe  di£ì:i  Flcrenrini ,  &  Socie- 
taria ,  tunc  ralis  Florentmus  fub  cuius  nomine  ta:es  Mer- 
cantie  vel  res  reduce  effcnt ,  compelìi  poflìt  ad  folutioRcm 
CnbeLle  ,  8c  di£lus  Fiorentinus,  qui  fic  iurafTet ,  &  dixiffec 
fu^-;  effe,  vel  fue  Societatis  ,  puniatur  prò  d.fraudationc 
C«beile  ,  ut  infra  in  Capitulo  de  Fraudatione  Gabelle  con- 
tinerur  .  Si  vero  di£ui  duo  Mercatores  dicerent  ie  credere 
partem  aliquam  ipfarum  Mercantiarum  ,  &  rerum  ,  quas 
di£lus  Fiorentinus ,  ve!  Diftriilualis  Fiorentinus ,  vel  cius 
Procuracor  vel  Fsflor  lurafTcnt  tde  Fiorentini  ,  vcl  fue  So^ 
cietaris  ,  effe  di£):i  Forefterii ,  vel  aìrerius ,  quam  Fiorenti- 
ni ,  Se  partcm  ipfarum  effe  ralis  Fiorentini ,  vel  lus  Societa- 
tis ;  eo  cafu  calis  Forederius  ccmpelli  pofiìc  ad  folationem 
Cabelle  prò  di£l:.i  parte  ad  diftum  Fcrcfterium  ,  vel  aliuci . 
quam  Fiorentinum  pertinente  .  Er  Fiorentinus  qui  iuraffec  ^ 
puniatur  prò  ftaudatione  Ca'bplle  ut  di^lum  eft  .  Si  vero  di- 
£V;  Mercatores  dicerent  fc  ncfcire  vcl  alio  modo  ,  quam  ut 
fupradiftum  e(ì- ,  tunc  di£lus  Iud?x  poflìt  ,Zc  teneaturre- 
cipere  alios  de  Pvlercaroribus  di«f^arum  Sccietarum,  dcnec 
inveniannir  duo,  qui  dicant  eorum  iuramenro  fé  crederò 
di<n;as  Mercantias ,  vel  res  effe  ralis  Florenrini  ,  vel  Soce- 
tatis  Florentincrum  ,  vel  (jui  dicane  fé  credere  tale:  Mer- 
caitias  ,  vel  res  non  effe  talis  Fiorentini  ,  vel  Societatis 
Florentinnrum  .  Et  ubi  non  invenirctur  dtftus  numerus  de- 
poncntiumut  diftum  ed,  tunc  il  talis  Fiorentinus  vellet 
preducere  duos  de  Mercaroribus  de  aliqua  ,  vel  aliquibus 
diftarum  Societatum  .  pofllc  facete  .  Et  fi  per  eos  prcbetuc 
de  credulicate  ut  digiuni  eft,  diftas  Mercantias  effe  tali^ 

Fio- 


M   ONU   M    E    N   TI,  32^ 

Flofentini,  vel  Sociecatis  Florentinorum  ut  di£ìr.me{l5 
tync  diftus  Forcfterius  non  cogarur  ad  folr.tionem  Gabelle, 
ftjd  perinde  fic ,  ac  Ci  delate,  vel  condurle  cfTent  fub  nomino 
Florentinorum  ;  Si  vero  per  ipfos  duos  Mercatores  prò  par- 
te produftos,  ut  d  ftam  ed,  non  prcbaretur  faltem  de  cre- 
dulitste  di^las  Mcrcantias ,  &  res  elTi?  Fiorentini  ,  vel  So- 
cietaris  Florentinorum  ,  co  cafu  Forefterius  compelli  pofllc 
ad  folutionem  Gabelle  prò  Mercantiis,  vel  parte  Mercan» 
tiarum  ,  de  quibus  fdiSla  non  effet ^obatio  .  Et  Florcnrinus 
qui  iurafTct  puniatur  prò  fraudatione  Gabelle  ut  di^um  eft  , 
&  quod  difta  predii^orum  tcftium  debeanc  oftendi  ,  &  pu» 
blicari  Sindico  Comunis  Fi'orentie  mcraturo  Pifis  ,  de  quo 
Smdico  infra  fìt  mentin  . 

Hoc  etiam  intellcviro  in  prefenti  Capitulo,  quod  fi  In* 
veniretur,  quod  taiis  Fiorentinus,  vel  Diftriftuaiis  F]cren«» 
tie,  auc  Societas  Mercatorum  Florentinorum  ,  qui,  feu  quo 
conducerec  ,  vel  deferret ,  feu  conduci  »  vel  deferri  facerec 
diftas  Mercantias  ,  vel  res  in  Civitatem  Pifanam  ,  vel  eiua 
Diftridum  .perTorram  ,  vel  per  Mare  ,vel  alias  aquasfub 
nomine  alicuiu»  Fo'efterii,  feu  lub  nomine  alicuius  alte- 
riusquam  Fiorentini  ,ur  diftum  cft  ,recepifrer  aliquam  pe* 
cunie  quantiratem  nomine  Cambìi ,  vel  alio  nomine  fupec 
diftis  Mercantiis,  velrebus  ,.vel  parte  ipfarum  ,  &  non  ha- 
berer  de  fuo  proprio  valenriam  quantitat  s  pecunie  Mutui  » 
vel  Cambii  ,  feu  quanritatis  pecunie  recepte  iuper  di£tÌ9 
Mercantiis  ,  &  rebus  ,  de  quo  ftetur  d'£le  probationi ,  quod 
junc  muruans ,  ve!  Gambium  dans .  feu  pecuniam  fub  alio 
romine  dans  di£Vo  Fiorentino,  vel  Societati  Florentincrum  , 
fuper  ipfis  Mercantiis  ,8:  rebus  fo'vere  compellancur  Ca- 
beilam  prò  quantirate  pecunie  Mutui ,  vel  Cambii ,  vel  alio 
nomine  d&tc  ;  Et  taiis  Florentinus  ,  vel  Societas  Fiorentino- 
rum  recipiens  fuper  ipfis  Mercantiis  ,  &  rebus ,  ut  diftucì 
eft  ,  puniatur  prò  fraudatione  Gabelle  fraudate  .  Si  vero  ta- 
iis FU  rentinus  ,  vel  Diftri£lualb  Florentie ,  aut  Societas 
Alercatcrum  Florentinorum  liaberet ,  vel  inveniretur  pec 
di£>am  probationem  ,  feu  raodum  prebandi ,  habere  de  fuo 
proprio  valentiam  quantitaris  Mutui,  vel  Cambii,  vel 
quanritatis  recepte  fuper  ipfis  Mercantiis ,  Se  rebus  ,  quod 
tunc  mutuans  vel  Gambium  dans,  feu  pecuniam*  fub  alio 
nomine  dans  difto  Fiorentino  ,  feu  Societati  Fiorentino- 
rum  ,  fuper  ipfis  Mercantiis ,  k  rebus  folyere  non  compei* 

latuc 


330  MONUMENTI, 

laturaliqiiani  Cabellam  prò  quantitato  Mutui  ,^'el  Cambii, 
vel  pecunie  alio  modo  date  lupcr  ipds  Mercantiis  ,  &  re- 
fcus  .  Sevi  (It  ipfe  Qins  pecuniam  ,  &  Florencinus  recipiens 
immunis ,  &  iibor  prò  ipfa  pecunia  ,  &  jMcrcantiis  ,  &  re- 
bus ab  omni  Gabella  fcu  preftatione  ,  ut  fupra  in  Capituio 
de  Immunitate  ,  éc  Franchilia  Florencinorum  continetur  . 

Itcm  quod  fi  aliquis  de  Civitare  ,  vel  D;ftri£tu  Florcn- 
tle  aceufaretur  ,  vel  denuntiarecur  ,  vel  centra  cum  pro- 
cederetur  per  Inquifitioiiern  vel  alio  modo  ,  coram  ludico , 
leu  per  ludicem  Gabelle,  Poteftatem>  Gapitaaeum  ,  ve! 
alium  Officìalem  Pifani  Comunis  prò  co  »  quia  diceretur 
fraudare  Gabeilam  ,  vel  quofcumque  readicus  Pifani  Comu- 
nis ,  feu  debitos  Comuni  Pifano  de  jMercanriis  ,  feu  prò 
Mercantiis ,  vel  rebus  aliis ,  vel  in  Csbellis  ,  vel  redditibus, 
auc  aliis  quibufcumque  perceptionibus,  vel  exaftionibus, 
de  quibus  fit  mencio  in  fpecie  ,  vel  genere  in  fuperiori  Gi- 
pituloloquente  de  Immunitate  ,  oc  Franchifia  Fiorentino- 
rum  ,  debeant  ipll  Fiorentini,  &  Diftriftuales  Florentie 
trattari  per  ipfos  ludices  ,  Reftores  ,&  OfHciales  miferi- 
corditcr ,  &  benigne  ;  &  quod  difti  ludices,  Reftores  &  Of- 
ficiales  teneantur  ab  ipfisFlorencinis  recipere  FideiulFores 
competentes  de  ludicio  ,  &  ludicato  folvendo ,  ut  moris  eft  » 
in  Guriis  Maleiìciqrum  Pifane  Civitatis  ,  Ce  eos  vel  aliquem 
eorum  ,  pteftita  di£ba  Fideiuflione  ,  perfonaliter  non  deci- 
nere  ,  nec  eos  ,  vel  aliquem  eorum  pofllnt  ponete  ad  aliqua 
tormenta,  ratione  ,  vel  occafione  ,  vel  pretextu  alicuius 
proce^Tus  ,  vel  probationis ,  vel  ludiciorum  ,  que  proptcrea 
fierent  ,vel  habcrcncur  vel  efTent  contra  diOrosFlorentinos, 
nifi  prius  habita  exprefìa,  Scrpeciali  licentia  Dominoruni 
Anthianorum  Pifani  Comunis  ,  vel  decem  ex  diftis  Anthia- 
nis  iti  concordia  patente  per  publicum  Inftrumentum  ,  vcl 
per  folitam  Apodixam  ,  leu  Dollcftam  diftorum  Domino- 
rum  Anthianorum  fìgillaum  folìto  eorum  Sigillo,  6c  fub- 
Icriptam  manu  Notfarii  ,  iz  Scribc  ipforum  Dominorum 
Anthianorum  Pifani  Comunis  *,  &  quod  contra  rcoeitos 
culpabiles  de  prsdiftis  procedere  non  poitit  ad  aiiquara  pe- 
n^.m  perfonalem  ,  vcl  corporalem  nec  eos ,  vel  aliquem  eo- 
rum  condernnarc  ,  vel  punire  pena  perfonali,  vel  corporali, 
i^d  folum  ad  peaain  prenunciatam ,  videlicet ,  condcmnare 
quemlibet  rcperrum  culpabilem  ,  &  fraudatorem  Gabelle 
ir»  (juarixiute  Gabelle  ,  que  inveniretur  debcre  folvere  ra* 

tio- 


MONUMENTI.  331 

tionsbiilter  cum  duodecim  Denariis  prò  quolibet  Denario 
fraudato 

Et  e  converfo  idem  fcrvetiir  per  omnia  in  Civirate  Fio» 
rentie  Pifanis  Civibiis ,  &  Di(Vriftaalibus  Pifanis  per  Refto- 
res ,  ludices ,  &  Officiaies  did:c  Civitatis  Fiorentie.  Et 
quod  non  pofìint  aliquem  Civem  ,  vel  Diftriftualem  Pifa- 
num  ponete  ad  Tormenta ,  nifi  prms  habica  Ipeciali  Iicencia 
Dominorum  Priorum  Artium  ,  &  luftitie  Civitatis  Fioren- 
tie, vel  fex  ex  eis  in  concordia  patente  per  publicum  In- 
ftrumentiim  ,vel  lolitam  A  podi  x^iin  Dominorum  Priorum, 
&  Vexiiliferi  lulìitie  ,  llgillatam  Ibliro  lìgilio  . 

Icem  quod  Fiorentini  in  Csufis ,  &  Litibus  perComune 
Pifanum  ,  &  eiusRefttres  ,&  Officiafcs  traftentur  gratiofe 
iz  benigne  ,  videlicer  in  Caufis  ,  Licibus  ,  &  queftionibus  9 
&  eoram  exequutionibus  Fiorentini  habeant  iila  beneficia  * 
auxiiia  ,  &  privilegia ,  que  habent  quicumque  alii  Fore- 
llerii  in  Civitare  Pil'arum  ,  &  que  habent  Cives  Pjfani  in 
ipfa  Civitate  Pifarum  .  Et  e  converfo  quod  Pifsni  in  Gau- 
fis  ,  &  Litibus  per  Comune  Fiorentie  ,  &  eius  Re£^ores ,  & 
Officiales  traftentar  gratiofe  ,  &  benigne  ,  videlicet ,  quoJ 
in  Caufis ,  Litibus  ,  &  queftionibus ,  &  earum  exequutioni- 
bus Pifani  habeanr  iila  beneficia  ,  auxiiia,  Se  privilegia,  que 
habent  quicumque  alii  Forefterii  in  Civitate  Fiorentie  ,  & 
eciam  que  habent  Cives  Fiorentini  in  ipfa  Civìtate  FIoren« 
eie  ,  &  que  habeant  locum  in  obligationibus  ,&  negotiis  de 
cetero  contrahendis  .  Et  hec  que  dicuntur  in  prefenri  Ca« 
pitulo  non  intelligantur  in  publicis  ufurariis  Florentinìs  te- 
nentibus  in  Civitate  ,  Comitatu  ,  vel  Diftriftu  Piiarum  ,  vel 
in  publicis  ufurariis  Pifanis  tenentibus  in  Civitate  ,  Comi- 
tatu ,  vel  Diftriftu  Fiorentie  publicam  Apothecam  ad  ufu- 
ras  excrcendas  . 

Item  quod  fi  in  aliquo  cafu  dubitaretur,  vel  referretur 
queftio  utrum  aliquis  qui  fé  diceret  ,  vel  diceretur  effe  de 
Civitate,  Comitatu,  vel  Diftrifta  Fiorentie ,  fufficiat  ,  & 
prò  piena  probatione  habeatur  quod  fit  Florentinus  .  &  de» 
Civitate  ,  Com  tatù  ,  vel  Diftriftu  Fiorentie  fi  oftenderic 
Literas  Dominorum  Priorum  Artium ,  &  Vexilliferi  lufti- 
eie  Civitatis  Fiorentie  figillatas  ,  Sigillo  Comunis  Fl<^reii- 
tie  ,  vel  Literas  Officialis  ,  &  quinque  Confiliariorum  Mer- 
canzie Civitatis  Fiorentie  ,  figillatas  Sigillo  difte  Univerfi- 
tacis  M^^rcacorum  ,  continentes ,  qued  di^us  cali;  fic  de  Ci« 

vi« 


3  3?.  M  .O    N    l;    M    E    K    T   I. 

vìtat**t  Comifatu  ,  vel  DIftriftu  Florentie  ,  6t  c^ntlnentcs 
quod  in  Civitare ,  Comitatu  ,  vel  Diftri£la  Florentie  lubeat 
onera  &  faciat  faftiones  difte  Civitaris  ;  tjuas  Literas  pro' 
ducere  poflìc  ,  &  ei  Tufficiat  infra  viginti  dies  ,  poftquam 
di6ra  qucftio  utrum  fic  de  Civitate,  Comicatu  ,  vel  Diftriélii 
Florentie  ,  vel  non  ,  mota  fueric  .  Et  in  cafu  ,  quo  aliqui"; 
qui  le  affé  ter  et  Florcntinum  ,  &:  aHerat  fé  venire  de  alii? 
partibus  quam  de  Florencia  ad  Civitatcm  Pifarum  ,  non  ha- 
berer  aliquam  dittarum  Literarum  ,  jjuod  dcbcat  iurare  i'<^ 
effe  Florentinuni ,  &  inducere  duos  Mercatores  Flcrcnti- 
nos  ,  qui  cum  iuramento  ,  eorum  confcientia  ,  vel  creduli- 
tate  ,  dicant  talem  effeFlorentinum  ;  &  bis  faftis  expedia- 
tur»  dummodo  prcmirtac  prefentare  aliquam  diftarura  Li- 
terarum  infra  quindccim  dies  cune  proxime  venturos  ,  veì 
11  vellet  dilFerre  expeditionem  fuam  ,  &  diceret  fé  velie 
prefentare  aliquam  diftarum  Literarum  ,  poflìc  illud  facere 
infra  viginti  dies  proxime  venturos ,  alioquin  non  habeatur 
prò  Fiorentino  ,  vel  Diftri£^uali  Civitatis  Florentie  -,  & 
quod  fa£Va  femel  fide  per  alceram  diftarum  Literarum  fuffi- 
ciat  ;  &  ulterias  talis  probatio  vel  iìdes  non  requiratur  . 

Et  e  convcrfo  ,  (1  in  aliquo  cafu  dubicaretur  ,  vel  refer- 
retur  queftio  utrum  aliquis ,  qui  fé  d  ceret ,  vel  diceretuc 
effe  Pifanum,  fufficìat,&  prò  piena  prcbatione  habeatur 
quod  fit  Pifanus ,  fi  oftenderit  Literas  Dominorum  Antia- 
norum  Pifane  Civitatis  figillatas  Sigillo  Comunis  Pifarum  , 
continentes  quod  talis  fic  Pifanus  ,  Se  contiaentes  quod  in 
Civitate  ,  Comifatu  ,  vel  Diftrifiu  Pifarum  fubeat  onera  ,  & 
faciat  faftlones  dicle  Civitatis  ,  quas  Literas  producere  poi"' 
lìt  ,&  ei  f ufficiar  infra  viginti  dies  poftquam  di6ta  queftio 
utrum  fit  Pifanus  vel  non  ,  ei  nota  fueric ,  Et  in  quo  cafu 
aliquis  fé  aOcreret  Pifanus  ,  Se  affereret  venire  de  aliis  par- 
tibus quam  de  Pjlanisad  Civiratem  Florentie  ,  &:  non  habe- 
ret  di6Ìas  Literas  .  quod  debeat  iurare  fé  effe  Pifanum  .  Et 
his  faclis  cxpediatur,  dummodo  prnnuttat  prefentare  diflas 
T.itcras  infra  quindecim  diem  ,  turìc  proxime  venturos-,  vci 
fi  vellet  differre  expeditionem  fuam  ,  Ec  diceret  fé  velie 
prefentare  diftas  Literas ,  poHìt  iilud  facere  infra  viginti 
dies  tunc  proxime  fequuturos  ,  alirquin  non  habeatur  prò 
Filano  ,  vel  Difìriftuali  Civit?tis  Piiarum;  Si  quod  facla  fe- 
mel ^de  per  di£las  Literas  fulHciat  i  &  ulterius  talis  proba- 
CÌq  ,  vel  fidcs  non  requiratur  . 

Itcnv 


M    ONU    M    ENTI.  333 

Itcm  qx3od  de  qualibet  Apodixa  fic-nda  Florentinis  in 
Civitatc  Pirarum  toliantur  ad  plus  Denarii  Tex  ;  &  de  quali- 
ber  rcgiflratura  difbsrum  Licerarum  rollantur  Denarii  duo- 
ciecim  5  &  non  plus .  Et  e  convcrfo  idem  iervetur  Pifanis  in 
Civìrare  Flor^ntie*. 

Item  quod  liccar ,  Jc  Ivcitum  (ìt  Florentinis  in  Civirate 
PifafuiTì  ,  &  eius  Comitatu,  &  Diftriftu  vendere  Vinum  ad 
rninutum  ,  dumint  do  folvatur  Gabella  ,  que  folvecur  a  Ci- 
vibu^  ,qui  vendcrenc  Vinum  ad  rninutum  prò  venditione 
Vini  ad  minutum  .  Et  e  converfo  liceat ,  &  licitum  fic  Pifa- 
nis in  Civirate  Fiorentie  &  eius€omiraiu,  Se  Diftriftu  ven- 
dere Viaum  ad  minutum,  dummodo  folvant  Cabellam ,  que 
folvetur  a  Civibus  ,  qui  vcnderenc  Vinum  ad  minutum  » 
prò  venditione  Vini  ad  minutum  . 

Icem  quod  liceat  ,&  licitum  fit  Comuni  Fiorentie  te- 
nere ,&  effe ,  8c  morari  facere  in  Civitate  Pifarum  quem- 
dam  Sindicum ,  qui  nominetur  Sindicus ,  vel  O.lìcialis  ,  qui 
defendat  Florentinos  in  Curiis  Comunis  Pifani,  &  procuret 
coram  Dominis  Antiiianis  ,  &  Poceftate  ,  &:  Capicaneo  ,  & 
aliisOfficialibus  Piiani  Comunis ,  quod  Immunitas,  &c  Fran- 
chifia  confervetur  Florentinis,  &  quod  eis  non  fiat  iniurìa 
vel iniuftitia.  Et  e  converfo  liceat  ,&  licitum  fit  Comuni 
Pifano  tenere  ,  ^  effe,  3c  morari  facere  in  Civitate  Fioren- 
tie quemdam  Sindicum  ,  qui  nominetur  Sindicus ,  vel  OìH- 
cialis  ,  qui  defendat  Pifanos  in  Curiis  Comunis  Fiorentie  , 
&  procuret  coram  Dominis  Prioribus ,  8z  Foteftate  ,  &  Ca- 
pitaneo  ,  &  aliis  Officialibus  Comunis  Fiorentie  >  quod  Im- 
munitas ,  &  Franchifia  confervetur  Pifanis ,  &  quod  eis  noa 
fìat  iniuria  ,  vel  iniuliitia  • 

De  Predi ìs  Refiltuendis . 

Icem  I  quod  diftum  Comune  Pifarum  teneatur  ,  &  de- 
beat omnibus,  qui  fint  de  diftis  Civitatibus,  Terris ,  & 
Locis  ,  Comitibus ,  v^  Nobilibus  in  iìanc  Pncem  ,  &  centra- 
dum  venientibus ,  fcu  concordantibus  ,  &  earum  ,  &  eo- 
rum  Comitatu  ,  &  Diftriftu  ,  libere  reftituere  Predia  ,  Do- 
mos ,  poffefiìones  ,  res ,  &  ea  que  ipfi  tenebant  &  pofftde- 
bant  ,  vel  quafì ,  tempore  adventus  Ludovici  oiim  Bavarie 
Ducis  in  ìtaliam  ,  que  effent  apud  ipfum  Comune  Pifanum 
infra  m^nfcni  a  die  peùjc  rcfticuùoni?  t  Ec  de  aliis  »  qu9 

non 


334  MONUMENTI. 

non  efTentapud  diftum  Comune  Pifanum  tene§tur  facere 
lus  fummarium  centra  pofiìdentes  ,  vcl  quafi  ;  ita  quod  iura 
quefica  tempore  Guerre  nonoblìnt,nec  aliqua  prelcriptio, 
que  fuerit  inchoata  ,  vel  completa  tempore  ,  quo  ilie  ,  cu- 
ìus  erat  pofTeflìo  ,  vel  lus ,  non  potuiffet  profequilus  luum 
prepter  Guerram  ,  vcl  Rcbellionem  . 

Et  e  converfo  d:^»  Comunig  ,  Civitates  ,  Terre  ,  &  Lo- 
ca ,&  Nobiles,  &  alii  in  hanc  Pacem,&  contraftum  ve- 
nienres  reneantur,  &  debeanc  omnibus  ,  qui  funt  de  difla 
Civitare  Pilana  ,  &  eius  Comitam  ,  &  Diftnflu  libere  refti- 
tuere  Predia  ,  Domos  ,  &  pofleffioncs  ,  £:  iura  eorum  .  Se  C3 
que  ipd  tenebant ,  &  poflìdebant,  vel  quafì ,  tempore  ad- 
ventus  Lodovici  in  Italiam  ,  que  eficnt  apud  difta  Gomu- 
nia  ,  Civitates ,  Terras ,  Comites  ,  &  Ntbiies ,  vel  aliquem 
eorum  ,  infra  menfem  a  die  petite  reftirutionis .  Et  de  aJiis 
que  non  efTent  apud  d  fVa  Corounia  Civitates ,  Terras ,  Co- 
mites ,  &  Nobilcs,  vel  aliquem  eorum  ,  tencancur  facere 
lus  lummarium  contta  pofTidentes  vel  quafi  .  Ita  quod  iura 
quefita  tempore  guerre  non  obfint,  nec  aliqua  prcfcriptio 
que  fuerit  inch-ata  vel  completa  tempore  ,  quo  ille  cuius 
efTet  podelTìo  vei  lus  ,  non  potuiflfct  profequi  lus  fuum  pro- 
pterGuerram,velR  bellionem. 

Item  a<!ilum  fuit  inrer  Ambaxiatores ,  &  Sindicos  difto- 
rum  CcmuniuraPifarum  ,  &Fiorcntie  quod  podìnt  &  de- 
beant  providcre  ,  quod  Civcs  leu  Ir.cole  Civitatis  Pifanc  , 
omnes  Pcpulares,  Arrifices,&  Mercatores ,  nec  non  jMa- 
gnates  ,excepto  Ugolino  quondam  Botterii  de  Sanclo  jVIì- 
mate  ,  qui  rebamaiancur  ;  qui  funt  origine  prepria  ,  vcl 
paternade  Terra  Prati,  vel  eius  Jiftriftu;  de  Terra  S  Mi- 
fiiatis,  vel  eius  Diftriftu  ;  &  de  Caftris  Fuceccliii ,  S'anOie 
Crucis,  &  Caftri  Franchi  ,  &  Montiftopcri ,  vel  alicuius 
eorum  ,  rebamniantur ,  &  reftituantur  eis  eorum  bona  ,  & 
eorum  Familie  podìnt  redire  ad  propria;  Et  quod  prediali 
f.c  rebamnicndi  de  qualibet  diftarum  Terrarum  ,  &  Caftro- 
ri!m  ,  lìnt  il'i ,  &  in  co  numero  prout  videbitur  Comuni 
Florcntie  ,  Et  quod  fi  aliquod  ditfcorum  Ccmtinium  ,  8c  Cp:- 
ftrorum  non  fer»^arct  »llud  ,  quod  fuper  iis  providebitur  ,& 
declarabitur  per  Comune  Florentie  providere  ,  &  declarEre 
«trum  difta  Psx  fit  fervanda  per  Comune  Pifanum  difto 
Comuni,  Terre  ,  &  Caftro  non  fervanti  predica  ,  vcl  non 
ftx  fervinda,  &  quod  Comune  Florentie  inde  dixerit  de- 
beac  obfcrvarì .  Itctn 


M    O    N    U    M    E    N    T    1.  335 

Icem  quocl  in  aliqu^bus  CauGs  ,  Litibus ,  &  queftioni» 
bus ,  que  moverencur,  vel  eiTent  interaliqua  Ccmunia,  vel 
lingulares  Perfonas  vehientia  ,&  comprehenfa  ,  &  venien- 
tes ,  &  comprehenfos  in  prefentem  Pace:r>  ,  &  contraftum , 
quommcdocuir.que  ,  &  ubicnmque  ,  non  pofiìc  opponi  ali- 
quaprivacio  ,  vel  fententia  damnationis  ,  vel  pnvationis, 
aut  alia  fententia  facta,  vel  data  per  Imperatorem  quon- 
dam Henricum . 

Iccm  quod  Cornane  Pifanum  tencatur  ,  &  debeat  exi» 
mere,  &  ìibcrare  Comites  de  Montecucchari  deBamnis, 
&  condemnationibus  ,  &  proceflibus  ,  datis  ,  &  faftis  contra 
CCS  per  di ftum  Comune  Pifanum  vel  eius  Officiales ,  libe» 
re  ,  line  aliquibus  expenfis,  infra  unum  menfem  a  die  fir- 
mate Pacis  ;  &  ex  nunc  cxempti ,  &  liberati  effe  intelligan- 
tur,  &  fint benefìcio  prefentis  Pacis  ,  &  refticuere  eis  eo- 
rum  bona  excantia ,  que  eflent  apud  Comune  Pifanum  infra 
unum  menfem  ,  a  die  firmate  Pacis  ,  &  petite  reftitutionis . 
De  aliis  vero  fiat  eis  lus  fummanum  contra  polfidentes  ;  ita 
quod  lura  quefita  tempore  guerre  non  obfint. 

Item  quod  diftum  Comune  Pifanum  teneatur  ,  &  de- 
beat eximere  ,  &  liberare  heredes  ludicis  Galluri ,  Heredcs 
Comitis  Ugolini ,  Ccmitis  Anfelmi ,  &  Comitis  de  Biferno  , 
de  omnibus  bamnis ,  &  condemnationibus,  &  proceflìbus 
contra  eos  ,  vel  aliquem  eorum  fub  quocumque  nomme  » 
vel  tenore  verborum  datis  ,  vel  faflrìs  per  Comune  Pifanum, 
vel  eius  Ofiìciales,  lìbere  fine  aliquibus  expenfis,  &  ex 
nunc  liberati  ,&  cxempti  effe  inteliigantur ,  &  fintexbe» 
r.eficio  prefentis  Pacis,  &  reftituere  eis  ,  &  cuilibet  eo» 
rum  ipforum  bona,  &  lura  extantia  ,  que  funt  apud  Comune 
Pifanum  infra  unum  menfem  a  dio  petite  reftitutionis .  De 
aliis  vero  fiat  eis  lus  fammarium  contra  PofildentCS  i  ita 
quod  lura  quefita  tempore  guerre  non  cbfint . 

De  Comuni  Montiftoporì . 

Item  quod  Comune  Pifanum  teneatur  ,  &  debeat  Co- 
mune Montiftopori  ,  &  fingulares  Homines  ,  &  Perfonas 
ipfius  Comunis  ,  qui  non  fint  origine  propria  ,  vel  paterna 
de  Civitate  ,  Comitatu  ,  vel  Diftri£tu  Pifano,  rebamnire  , 
&  liberare  ab  omnibus ,  &  de  omnibus  bamnis  &  condemna- 
tionibus ,  proceflìbus ,  datis  &  ^uibufcuraque  impofitioni- 


3  36  MONUMENTI. 

bus  ,  fine  folutione  aliqua  ;  &  ex  mine  liheratt,  &  cxempti 
cfle  intelliganrur  »  &  fint  ex  beneficio  prefentis  Pacis,  & 
xeftituere  eis  ,&  cuilibet  corum  bona  eorum  cxtantia  ,iUa 
in  Civirate  ,  Ccmitatu  ,  &  Diftriftu  Pifano  ,  que  funt  apud 
ipfum  Comune  Pifanum  infra  menfem  a  die  petite  relii- 
tutionis.  De  aliis  vero  ,  centra  poflìdenres  ,  vcl  debentes 
faccre  Iusrummarium,et  e  converiò,  Comune  Montiftopc- 
ri  Comuni  Pifano  eadem  facere  icncatur  \  &  quod  Rcprefa- 
3ic  hinc  inde  concefFe  ,  &  cbligationes  proptcrca  fcouute  , 
ilnt  fufpenfe  ,ut  in  Capitulo  de  fulpenfione  Rcpreìaliaruin 
continetur  ;  &  qucd  fi  Civiras  Pilana  in  Comuni ,  &  per 
ipfam  Civicatem  moveret  Guerram  Comuni  Montiftopcri  » 
eo  exiflente  ad  mandata  Comunis  Florentie  ,  quod  tunc  in- 
teiligatur  ipfum  Ccmuiie  Pifanum  venilTe  conerà  Pacem 
Comunis  Florentic. 

Pax  ctim  Comuni  Vuìterrarum , 

Predirti  Dnminus  Lemnus  ,  Dominus  Albifus ,  Ser  la- 
cobus  ,  &  Ser  Buonus  Sindjcì  Comunis  Pifani  ,  Sindacatus 
nomine  prò  ipfo  Comuni  Pifano  ex  parte  una  ,  &  difli  Do- 
mini Belforte,  &  Bonafidanfa  Sindici  Comunis  Civitatis 
Vuìterrarum  .Sindacatus  nomine  prò  difto  Comuni  Civi» 
tatis  Vuìterrarum  ex  parte  altera  ,  fecerunt  Inter  fé  Pacem 
cum  gcnecalibusCspitulisfnpradiftis  cum  infrafcripcispro* 
teftarionibus  videlicet ,  quod  prediali  Smdici  Pifani  Comu* 
nis  prcteftiti  fuerunt ,  quod  faivum  ,  &  refervatum  fit  ipfi 
Comuni  Pifano  cmne  lus  ,  fi  quod  ipfum  Comune  Pifanum 
habet  in  Villa  deCeddri,  &  quod  per  prcfentem  Pacem 
ìpfi  lurf  non  intelligarur  ,  ncc  fit  renunciatum  -,  cui  prote- 
Itationi ,  &  rcfcrvationi  difti  Sindici  Comunis  Vuìterrarum 
refpondendo  neg:ìverunt  diftum  Comune  Pifanum  habere 
lus  in  difta  Villa  de  Ceddri ,  &  proteftari  fuerunt  nomine 
difti  Comunis  Vuìterrarum  ,  quf  d  propter  di^lam  proteOa- 
cionem  faftam  per  Sindicos  Pifani  Comunis  nullum  lus  que» 
ratur  ,  vel  quefitum  efie  intelligatur  ipfi  Pifano  Comuni  la 
difta  Villa  deCeddri. 

Pax  cum  Comuni  Majfe , 

Prcdi£li  Dominus  Lemnus»  Dominus  Albifus,  Ser  la* 

CCb'J3| 


MONUMENTI,  337 

cohus ,  Se  Scr  Buonus  Sindici ,  &  Prccuratores  Ccmunis  Pi- 
fani  ,  Sindacatus ,  &  Procui-atorio  nomine  prò  \pìv  Comuni 
Pifann  ex  una  parte  ;  &  predici  Bonifatius  ,  oc  Beir nardinus 
Sindici,  &  Procuraror  s  Ctmunis  MófT?  ,  Smdacarus,  & 
Procuratcrio  nomine  prò  dj£lo  Comuni  ,  8c  PopuU  Civiraris 
Mafle  ex  altera  parte  ,  fecerunt  inter  le  Pacem  ,  &  remidìo- 
nem  ,  ut  fupra  in  princìpio  plenius  cuncinetur  ,  cum  gene- 
ralibus  Paftis  ,&  Capitulis  fupriilcripns  .  Sdivo  quod  per 
prefenrem  Pacem  non  incelligacur  Cv-mune  Marte  obliga- 
tum  ad  reiritutionem  faciendam  de  Caftro  Gaviirrano  ,  nec 
aliqua  eius  parte  »  fcd  remaneant  iura  utriufque  Partis  ,  (i 
qua  cuiquc  compecerent  ,  illefa  ,  ficut  eranc  ante  prefen*- 
tem  Pacem . 

Item  quod  bona  immobilia  extantia  Civium  ,  &  Diftri- 
ftualium  Civitatis  Maffe  ,  feu  que  Cives  ,  &  Difttiftuales 
MafTe  polTidebant ,  (ita  in  Comitatu  ,  &  Diftnftu  Civitatis 
Pifane  ,  que  capta  ,  Teuaccepta  fuere  a  decem  annis  prcxi- 
me  preteriris  ,  citra  .  vei  infra  terminum  .  &  tempus  per 
Gentilem  olim  Corfini  Gufi  ,  &  filios  olìm  Dini  Gufi  ,  vel 
aliqi'Cm  eorum ,  feu  per  alium  ec rum  nomine  ,  vigore  ,  vel 
occafione  ,  leu  preteftu  R.prefaliarum  .  feu  licentie  ipfa- 
rum  Reprefaliarum  dandi,vel  reprehendendi,  ve]  capiendi, 
feu  accipiendi  datarum  ,  &  concefiarum  per  Comune  Pifa- 
num,vel  ipfius  Pifani  Comunis  Reftores  ,  vel  Officiaies» 
libere  reftitua  .tur  ,&  diftuOTComune  Pifanum  libere  re- 
ftitui  faciat  infra  unum  menfem  a  die  prefentis  Pacis  fir- 
mar-^, &petite  reftitutionis  illis  Civibns ,  &  Diftri£ì:ua)ibus 
Civitatis  Mafie  ,  qui  ea  poflldebanc  tempore  quo  feccepta 
fuerunt  per  diftum  Gentilem  ,  &  filios  oiim  diftì  Dini ,  auc 
ecrum  heredum  ,  di£ta  occafione  Et  quod  diftum  Comune 
Civitatis  Mafie  teneatur  ,  &  debeat  prefatos  Gentilem  , 
&  filios  olim  Dini  liberare  ,&  eximere  de  omnibus  ,  6c  ab 
omnibus  bamnis  ,  &  condemnationibus,  datiis  1  impolitis  , 
Se  colleftis  eis ,  vel  alieni  eorum ,  feu  contra  eos  ,  vel  ali- 
quem  ce  rum  ,  vel  eorum  bona  ufque  in  prefentem  diem 
per  diftum  Conaune  Mafie,  vel  eius  auJioritate ,  feu  per 
ipfius  Comunis  Mafie  Reftores  ,  vel  Ofiiciales  datis  vel  fa- 
£Ì:is ,  &  liberati  •  &  excmpti  effe  intclligantur ,  &  fint  bene- 
ficio prefentis  Pacis ,  Et  quod  de  ipfis  bamnis ,  &  condemna* 
tiombus,  datiis  ,  colUftis  ,  &  impofitis  poflint  ,&  debeant 
libere  cancellaci  abfque  aliqua  foluùonei  veloaero  cxpen- 

Tomo  XIL  Y  fa- 


338  MONUMENTI. 

farum  de  qulbufcumque  aftis ,  &  libris  ,  in  quibus  di^a 
bamna  ,  condemnationes,  datia  ,  &  collefVa  Icripta  rcpe- 
rirentur .  Et  eis  reiHtuere  ,  &:  rcftitui  facete  omnia  co- 
rum  bona  immobiiia  excantia  ,  capta  per  Comune  Madb  , 
vel  aliam  quàmcumque  perfonam  a  deccm  annis  cicra  > 
que  non  erfent  per  ipfum  Gentilem  ,  &  di£los  filios  oìinl 
Dlni ,  vel  aiiquem  eorum  Icgitime  ahenata  .  Salvo  prin- 
cipali iure,  iingularibus  Perfonis  de  di*^a  Civit?'te  Maf« 
fé  ,  &  eius  Comitaru,  Se  Diftriftu  ,  contra  U16I05  Genti  lem  , 
&  filios  olim  Dini -,  &  falvo  fuprafcripcis  Gentili ,  &  fiiiis 
olim  Dini  principali  iure  contra  perfonas  difte  Civitatis 
Ma(re,&eiusDiftriaiis. 

Ircm  quod  Reprefalie  ,  &  obligationes  fa^e  occafione 
Reprefaliarum  fintfulpenfe,  &  de  eis  fiat,  ut  fupra  in  Ga- 
pitulo  loquente  de  fufpenfione  Reprefaliarum  plenius  con- 
tinctur  ,  tam  de  tempore  ,  quam  aliis  .     ' 

Item  convenerunr  Sindici  Pifani  Comuni*; ,  5c  Sindìci 
Comunis  MafTe  fupradifti ,  quod  inter  Cives  Civitatis  Pila- 
rum  ,  vel  inter  Cives  Civitatis  MafTe  non  intelligantur  No- 
biles  de  Tcdinis  de  Malfa ,  vel  aìiquis  eorum  ,  in  aliqu* 
cafu  in  prefentem  Pacem  ,  venientes . 

Infuper  fupradifti  Sindici  Pifani  Comunis  prcteftatì 
fuerunt ,  quod  falvum  &  refervatum  fitipfi  Comuni  Pffano 
omnelus,  fi  quod  ipfum  Comune  Pifanum  habet  in  Terra 
de  Mafia  ,  vel  eius  Diftriftu  ;  &  quod  per  prefentem  Pacem 
ipfi  luri  non  intelligatur  ,  nec  fit  renuntiatum  ;  cui  prote- 
ftationi,  ^z  refervationi  difti  Sindici  Comunis  Mafie  nega- 
verunt  diftum  Comune  Pifanum  habere  lus  in  difta  Civita- 
te  Mafi^e  ,  vel  eius  Difi:riftu  ;  &  proteftati  fuerunt  nomine 
difte  Civitatis ,  &  Comunis  Mafie  ,  quod  propter  prediftam 
proteftacionem  faftam  per  Sindicos  Pifani  Comunis  nulium 
lus  qucratur  ,  vel  quefitum  efiTe  intelligatur  ipfi  Comuni 
Pifano  in  difta  Civitate  Mafi*e ,  vel  eius  Diftriflu  ,  ratione 
alicuius  promifllonis,  liberationis ,  &  prefcriptionis  ,  privi- 
legiì»  confiietudìnis ,  vel  defentionis  cuiufcumque  .  Ita 
quod  per  predi^^  non  intelligatur  fafta  eiTe  interruptio  ali- 
cuius prefcriptionis,  vel  lefio  ,  feu  renuntiatio  alicuius  lu- 
ris  competentis  ipfi  Comuni  Mafie  ;  qui  Sindici  Pifani  Co- 
munis refpondendo  negavefunt  Comune  Mafi^e  habere  ali- 
quod  lus  contra  Combine  Pifanum ,  vel  in  eius  Diftriftu  . 

De 


MONUMENTI.  53^ 

De  fadi9  Coralli . 

Item  <5Uod  Corallus  quondam  Ubaldì  de  Upethinghìj, 
«[uì  moratur  in  Montiftopari  ,  &  eius  fiiii ,  Se  Lapus  Filippi 
de  Ferculo  de  eadem  domo  ,&  Lapus  ,&  Colus  Gini  quon- 
dam Gerii  de  eadem  domo  ,  d.bcanc  rebamniri  ,  &  libarari  a 
Comuni  Pifano  de  omnibus  bamnis  ,  &  condemnatìonibus  » 
datiis,  &  coUeftis,  &  impolìtis ,  &  ex  nunc  rebamniti  ,&  li- 
berati effe  intelligantur  ,  &  (Int ,  beneficio  prefentis  Pacis  ; 
&  quodde  maleiìciis  prediftis  per  eos,  vel  aliquem  eorum 
commiflìs  non  pofTinc  moleftari  ;  &  quod  bona  eorum  immo- 
bilia extantia  apud  Comune  Pifanum  debeanc  eisreftitui; 
in  qujbus  non  intelligantur  alique  Fortelirie  ,  vel  lurifdi- 
ftiones  .  De  illis  verobonis  immobilibus  ,  ^  eorum  extan- 
tibus  apud  fingulares  Perfonas ,  fiat  eis  lus  lummarium  pec 
Comune  Pifanum  ,  &  eius  Diftriftuales . 

"Di  Panttocchienjibus, 

Prcdìftì  Dominus  Lemnus ,  Dominus  Albifus ,  Ser  la- 
cobus,&  Ser  Buonus  Sindici  Pifani  Comunis  ,  Sindacatus 
nomine  pco  Comuni  Pifano  ex  una  parte  .  &  prefati  Domi- 
nus Simon  ,  Dominus  Forefe ,  Donatus  ,  &  Taldus  Sindici 
Comunis  Florentie  ,  geilorio  nomine  prò  Ncbilibbs  de  Pan- 
nocchienfibus ,  &  prò  eorum  fidelibus ,  fubditis  ,  Z<  cenfua- 
libus  ex  altera  parte  ,  fecerunt  Pacem  ,  6f  remiflìonem  ,  ut 
fupra  continetur  cum  generalibus  Pa£tis  ,  &  CapituUs  fuis  • 

Pax  cum  Co  muffi  Pi  fiorii . 

Predifti  Dominus  Lemnus,  Dominus  Albifus,  Ser  la- 
cobus ,  &  Ser  Buonus  Sindaci  Pifani  Comunis ,  Sindacatus 
nomine  prò  difto  Comuni  Pifano  ex  una  parte,  &  prediali 
Dominus  Veglius  ,&  Corradus  Sindici  Comunis  Piftorii , 
Sindacatus  nomine  prò  difto  Comuni  Piftorii  ex  parte  alte- 
ra ,  fecerunt  Pacem  ,  oc  remifiìonem  ,  ut  fupra  ,  cum  Paftis , 
8c  Capitulis  generalibus  fuprafcriptis  ,  &  etiam  cum  infra- 
fcriptis  videlicet. 

Quod  diftum  Comune  Civitatis  Piftorii  teneatur  ,  & 
debeat  rebamnire ,  &  liberare  ab  omnibus  bamnis ,  condem- 

y  2  na- 


34^  M  .0    N    U    }.l    E    N    T  J. 

natìonibus ,  datis,&  impoP.r's  ufouc  in  diem^rcfcnrls  Pa- 
cis  ,&  fcntentiis  ,  &  proccfllbiis  cjuibufònmque  ,  omnes  de 
Civitate  Pifaiia  ,  oc  cius  IJiiiriftu  de  omncs  ,  quorum  origi- 
ne propria,  vcl  paterna  fuifTcnC  de  Civirate  Pifìrorii,  veì 
ciiis  DiTcii£lu,  qui  cfl'cnt  ad  mandata  Comunis  Piiani  ,  Se 
cifdem  reftituerc  ctnnia  coruni  bor.a,  cxccptis  illis  de  domo 
Tcdiciorum  ,  in  quibaspredi^ftà  nuilo  modo  locum  pedine 
habere  . 

De*  Ratìficatìone  httius  Pacìs  . 

Ttem  {lÀtucrunt ,  éc  cxptefTe  ordinaverunt  Inter  fé  ad 
invicem  ,  fupradifti  omncs  ,  qui  fupradiiSta  ,  vel  aliquod  eo- 
riim  geftorio  nomine  fecerunr ,  &  compofuerunc  ,  ut  fiipra 
dicitur  ,  quod  predi6ti  Nobiles  ,  &  alii  omnes  ,  prò  quibus 
jzeftorio  nomine  a£lam  eli ,  ut  lupra  dicitur  ,  debeanc  hanc 
Paccm  ,  &  hunc  contradum  ratificare  ,  Se  approbare  folem- 
nirer  ,  &  fuiiìcicnter  in  omnibus ,  &  per  omnia  ,  ut  fupra 
ictipta  funr,  &  getta  geflorlo  nomine  prò  eis;  &  ipfam  rati- 
fìcatìoncni ,  &  approbationcm  in  fcrmam  publicam  cxhibe- 
re,  vcl  exhiberi  facere  infra  duos  menles  a  die  huius  iuratc, 
&  firmate  PacÌ5,  Do:ninisAnìhianisPiraniPopuli,&  prò  illis 
NobilibusSc  aliis,  prò  quibus  geftorio  nomine  agitur,uc 
difVum  eft  ,  qui  diftam  latificationem  ,  &  cxhibitioncm  fe- 
cerinCjUt  lupra  dicitur ,  vaieac&  robur  firmicatis  obtineant 
prefens  Pax  ,  &  omnia  in  diO:o  contrada  comprehenfa  a  die 
difte  ratificationis,  &  exhibitionis  in  antea  ;  «k  quod  prò 
51IÌS  ex  eis  ,  qui  di£tam  ratificationem ,  &  cxhibitionem  non 
tecerìnt,  ut  fupra  dicitur  ,  non  intelligantur  fa6Va  ,  vel  lo« 
Climhabeanc  pr^di^a  ,  vel  aliquod  prediètorum,  vel  ratifì- 
catio  ,  &  apprcbatio  prò  altera  ,  vel  aliis  fienda  . 

Quam  quidem  Paecm  ,  Conventionem  ,  Ccncordiam, 
&  Contraftum  ,  &  omnia  ,  &  lìngula  fuprafcripta  ,  &  infra- 
fcripra  predi£l:e  partes  ad  invicem  nominibus  ,  &  modis , 
quibus  fupra  ,  coniunftim  ,  vel  divifim  ,  prout  afiius  ,  cau« 
rius ,  ce  meiius  valere  potcft  folemni  ftipulatione  interpo- 
sta ccnvencrunt»  &  promiferunt  ,&  etiam  iuraverunt  cor» 
poralirer  ad  Sanfta  Dei  Evangelia  inviolabiiiter  obfervare  » 
&  fibi  ad  invicem  adimplcre  ,  &  firma  ,  &  rata  habere  ,  bona 
fide  ,  &  centra  predi£la,  vcl  aliquod  predi£borum  non  fa', 
cere  >  vel  venire  per  fc  ,  vel  per  aliuoi ,  aliqua  occafionCi 

iure. 


MONUMENTI.  341 

iure,  ve!  mod^  .  Quod  fi  centra  prédicta  vel  alìqiicd  predi* 
^orum  faftum  aut  ventum  fucrir,  vel  fi  predica  omnia, 
&  fingula  non  fuerint  obfervata  ,  prcmiferunt ,  &  conve- 
Jierunc  inrer  le  ad  invicem  diCle  Parces  ,  nominibus  ,  quibus 
fupra  ,  folemni  ftipulatione  promifia  ,&  damna  omnia  ,  ex- 
pcnfas  ,&  intere iTe  ea  de  caufa  reiarcire  fub  pena  decem 
miliium  Marcarum  Argenti  ;  que  pena  toties  committatur  , 
5c  exigi  polfic  cum  e lfe«St  11 ,  qucties  contra  predi£ba  ,  vel 
aliqucd  predi£l:Grum  faftum  aut  ventum  fueric,  &  quoties 
predica  omnia  &  fingala  non  fuerint  obfervata  ;  &  ipfa  pe- 
XÌ&  femel ,  &  pluries  ccmmifTa  ,  petita ,  &  exafta  vel  non  , 
nihilominus  pcefcns  contrsftus ,  conventio  ,  &  Pax  ,  &  om- 
nia ,  &  fingula  in  ca  contenta  ,  in  qualibet  fui  parte  in  fua 
iirmitate  permancsnt  .  Ita  tamen  quod  ille  ,  &  illi  in  diftam 
penam  incidant ,  o:  folvere  teneantur  eamdem  ,  qui  predi- 
élam  non  fervaverint,  vel  contra  prediftam  ,  vel  aliquod 
prediftorum  fecerinr  ;  &  illi  feu  illis  tantum  lus  petende 
pene  queratur  ,  ■?:  eam  petere  pofilnr ,  cui  vel  quibus  pre- 
di61:a  ,  &  quodliber  predidiorum  non  fuerint  obfervata,  vel 
contra  ea,  vel  aliquod  eorum  faftum  faerit .  Pro  quibus 
quidem  Pace  ,  conventione  ,  &  conCraftu  ,  &  omnibus  ,  & 
iingulis  fupradiftis  attcndendis,  &  obfervandis,  &  firmis, 
èc  ratis  hrtbcndis  ,  &  prò  pena  folvenda  ,  &  prò  damnis  ,  &: 
expenhs ,  &  intcrefle  reiìiruendis ,  &  emendandis ,  predici 
Sindici  Ccmunium  ,  Terrarum  ,  &  Locorum  ,  Sindacatus 
nomine  prò  diftis  Comunibus ,  Terris  ,  Locis  ,  &  aliis  in 
pr;:fcnrem  contraftum  venientibus  ,  &  concordantibus  ,  & 
predicbi  Geftcres  geftorio  nomine  prò  diftìs  Nobiiibus  ,  & 
aliis  in  hanc  Pacenì  ,&  contra£lum  venientibus ,  feu  con- 
cordantibus, prò  quibus  geftorio  nomine  agunc  prò  una 
parte  .  Et  difti  Sindici  Comunis  Pifani ,  Sindacatus  nomine 
prò  ìpfo  Comuni  Pifano  ,  ex  parte  altera  ,  obligaverunt  In- 
ter fé  ad  invicem  ipfa  Comunia  ,  Nobiles ,  &  alias  in  hsnc 
Pacem,  &  contrsftuni  venientes ,  &  concordantes ,  &  eorum 
bona  .  Ita  quod  unumquodque  diftcrum  Ccmunium  prò  fé 
tantumrrodo  tcncatur,  &  obligatum  ciTe  intelligatur  »  & 
non  prò  alio  .  Er  predirti  Sindici ,  Procuratores  ,  &  Geftorcs 
fuo  nomine  nullatenus  teneantur  ,  vel  intelligantur  in  ali- 
quo  fuo  nomine  obligati ,  renunciantes  ad  invicem  excc- 
ptioni  non  celebrati  contraftus  ,  conditioni  fine  caufa  ,  vel 
€X  ifliufta  caufa,  §c  in,  faftum  doli  mali  ,forique  privile- 

Y    3  nio, 


34^  MONUMENTI. 

gio  ,&omni  alioIurisjLcgum  ,  &  Conftitutinmim  aiixillo, 
vel  per  aftum  aliquern  in  conrrarium  attcntari  .  Quibiis 
Sindicis  Procuraroribus  ,  &  Gcftoribus  fupradiftis  predica 
omnia  ,  &  fingula  inter  fé  ad  invicem  ,  fic  volencibus ,  confi» 
tenribus ,  &  guarentanribus ,  prccepi  ego  Henricns  Nota- 
rius  in  Inftrumenco  prefenii ,  Iure  ,  ofHcio  Guarentigie  ,  & 
Conftituri  ,  five  Srarurorum  Civitacis  Florentie  ,  &  Pilarum, 
&  kliorum  ruprafcriptorum  Comuiiium,  quarenus  predi£Va 
omnia  ,  &  fingala  faciant ,  &  attendane  in  omnibus  ,  &  per 
omnia  prc.)ut  iuperius  continecur  ,  ce  fcriptum  eft. 

Aéìra  funt  hec  e  mnia  predica  in  Cadrò ,  &  Terra  Mon» 
tiftopari  in  Ecclcfia  Plebis  di<^i  Caftri ,  prefentibus  honeftis 
Viris  Domino  Uguiccione  Plcbano  Piebis  de  Leura ,  Do- 
mino Francino  Coralli  de  Upethinghis  PJcbano  Plebis  de 
Padule  ,  Presbitero  Colo  Dani  Adminiftratore  fuprafcripte 
Plebis  de  Montetopari ,  &  Mattheo  Borghi  Rainaldi ,  Giano 
Landis  de  Albifis  ,  Piero  Domini  Manuccii  de  Cavalcanti- 
bus  de  Fiorentia  ,  Buto  Netis  de  Montetopari  Cive  Pifano , 
&  Ser  Nuovo  Norario  de  Montetcpari ,  &  aliis  pluribus 
teftibus  ad  hec  vocatis ,  6c  rogatis  ;  fub  anno  Dominice  In- 
carnationis  >  miliefimo  trecentefimo  trigelìmo  ,  Indizione 
duodecima,  die  duodecimo  menfis  Augufti ,  fecundum 
curium  Piianorum  ;  ^'  anr^o  Domini  miUefimo  trecentefimo 
▼igcfinìo  nono  ,  Indizione  duodecima  ,  fuprafcripta  die 
duodecima  Augufti ,  fecundum  cucfum  Floreminorum  . 


Num.V. 


343 


Nura.  V.  per  la  Pvubrica  ccccxc.  Libra  VII. 
pagina   156. 


Frammento  del  primo  Statuto  di  Firenzuola 
dell' anno.cir.  1532.  01333.(0  Da  Cartapecora 
originale  i  che  fa  già  mìr  Archivio  di  Palazzo 
vecchio  5  e  pei  dall'  art.  1774.  nella  Camera  Fi/cale. 

STATUTUM  TERRE  FIORENZUOLE . 

IN  Dei  nomine  Amen.  Ad  honorem  &  reverentiam  & 
laudem  Omnipotentis  Dei  ce  glcriofe  Virginis  Marie 
&  Beati  lohannis  Barifte  &  Sanftorum  Apoftolorum  Petri 
PauU  Phylippi  lacobi  Se  Simonis, &  Beate  Reparate  &  San- 
ftorum  Zenobii  &  Florentiì  &  omnium  Sanftorum  &  San- 
ftarum  Dei  &  ad  honorem  laudem  &  incrementum  fa- 
croianfte  Romane  Ecclefie  &  Summi  Pontiiìcis  &  Domi- 
norum  Poteftatis  Capitane!  Executoris  ordin.  lufi-itie  Do- 
minorum  Priorum  Artium  &  Vexilliferi  luftitìe  Com- 
munis  &  populi  Fiorentini  ad  honorem  ftatum  &  felix 
incrementum  Terre  Fiorenzuole  &  Communis  diS:i  Terre 
Tirli  &  Bordignani  &  Domini  Capitane!  feu  Vicarii  jpfo- 
rum  Communium  Exiftentibus  probis  Viris 

Domino  Bartolommeo  de  Cadrò  Fiorentino 
Coppo  Borghcfis(2) 
Guidone  Guazze  (3) 

Y  4  Spì- 

(i)  Il  tempo  di  quello  Statuto  apparifce  dal  feguentc  pro- 
logo, e  dalie  Perfone  ivi  nominate,  che  fiorivano  ia 
quel  tempo . 

(a)  Gonfaloniere  di  Compagnia  nel  Dicemb.  deli'  annoi  331. 

(3)  Priore  d'Aprile  1319.  e  di  Giugno  1323.  e  d'  Aprile 
1329.  e  d' Ottobre  133 5»  ^  P^^  T  ultima  volta  di  (;ia, 
gno  133*- 


344  M    O   ^?   U    M    E    N   T   I. 

spinello  de  Mofciano  (i) 

BcninchaTa  Falchi   & 

Domino  Letterio  de  Filicaria  (a) 

Officiales  clcfti  &  deputati  per  Commune  Florentìe  ad 
infral'cripta  f.cienJa  nec  non  ad  fàciendam  &  fieri  facicn- 
dam  conftruftionem  &  perfeftioncm  Terre  nove  pred'fte 
de  ultra  Aipcs  que  dicifur  Fiorenzuola  .  Infralcripta  lune 
datura  &  ordinanienta  &  pn  vifiones  C(/mmunis  Fioreri- 
zuole  Tini  &  Bordignani  fafta  edita  &  comporta  pec 
diftos  Ofiìciaies  exctpiis  di^is  Guidone  Guazze  &  Spi* 
ncHo  de  Moiciano/abientibus . 

De  forma  ^  7nodo  proc.^cìendi  in  caujts  clvtlihus  (^  primo 
He  quauùtabiis  fexjaginta  foldoriim  vel ab  inde  Irifra 

Domifuis  Capitanens  feu  Vicarius  Communium  prc- 
di£toruni  eiufque  Notarius  pofTunt  cognofcere  breviter 
&  fummarie  &  line  ftrcpitu  &  figura  ludicii  omni  fo- 
lepnitate  ludicicrum  cbrrifTa  intcr  homines  di£torum 
Communium  ufquc  in  quantitatem  foldorum  fexlaginta 
fi.  par.  recipiendo  feu  audiendo  qucrimoniam  uniufcuiuf- 
que  quam  proponere  voluerintin  fcriptis  vel  fine  fcriptis 
feu  verbotenus  tantum  qua  intelleila  faciat  expenfis  pe- 
tentis  citari  femel  perlonaiitcr  vel  bis  demi  tcclefie  & 
vie  reum  ut  veniat  ad  coficordandum  cum  aftore  Et  lì 
venerit  porrcela  qualiquali  pctitione  ipfum  Reum  fuper 
ca  examinet  &  recepto  ab  eo  facramenro  de  veritate  di- 
cenda  refpondere  faciat  fuper  ea  Et  fi  confefius  fueriC 
fimpliciter  conrenta  in  pctitione  faciat  eidem  reo  Domi- 
nus  Capitaneus  feu  Vicarius  feu  eius  Notarius  preceptum 
de  folvendo  quantitatem  vel  rem  petitam  intra  decem 
dies  recepto  aliquo  fideiiifTorc  antequam  de  curia  Capi- 
tane! feu  Vicarii  fé  ieparet  de  folvendo  intra  terminum 
fupradi£Vum-  Si  aiuem  confeffus  fuerit  contenta  in  p-e- 
titione  iec  allegaveric  a!»quid  poprer  que  [così)  dicat 
fé  folvere  non  debcre  ailignei  cidem  certum  terminum 

ad 
(l)  Si  trova  dt*  Priori  otto  volte  dall'anno  1309.  al  i343« 

e  tre   volte  Gonfaloniere  dì  Gìuftizia  , 
(»)  Si  legge  tra' Priori  quattro  volte  dall'anno  1323.  al 

1350.  ed  una  vclu  Gcnfalonicre  di  Giufllzia. 


MONUMENTI.  345 

ad  prc.bandum  quod  allegar  Quod  Ci  intra  diJ^UTi  termì- 
num  non  fecerir  de  eo  quod  allegat  ex  rune  faciat  ficuc 
fupiadid-am  preceprum  cum  di6ta  forma.  Si  vero  reus 
ncgaveric  contenra  in  petitione  a^oris  rune  Capitaneus 
feu  Vicarius  feu  eius  Notarius  far  {'d^tione  recepta  fi  eani 
prelHre  poterit  &:  de  hoc  ftetur  facramento  ipfius  rei 
quolibet  d.ftorum  cafuum  fuper  peririone  a£^oris  ad  pro- 
bandum  de  iure  fiio  alTìgucr  eidetn  cerminum  qui  ntn  fic 
maior  quinque  dierum  ad  faciendam  fidem  de  co  quod 
propoluic  in  fua  pstitioiie  Et  reo  ad  fui  defenllonem  Ec 
il  probatum  feerie  per  unum  reilem  piene  probanrem 
debicum  vei  per  duos  tellcs  de  publica  fama  conrra  rcum 
Et  ipfe  niì  lufEcienrer  ad  fui  defenfinrjem  monftr&vcric 
podlc  Capitaneus  V^u  V^icarius  ipfum  reum  condcmime 
sflore  nijnio  iuranre  verum  elle  quod  petiir  fecundum 
formam  fue  petJtionis  &  in  quantitate  in  rpfa  petit  one 
contenta  &  ipfam  coademnationcm  &  quantiratem  folvi 
faciat  fi  fatifdatio  fuerit  prelHta  intra  decem  dies  a  àie 
condemnationis  ira  quod  tota  csufa  expedita  reperìatur 
in  viginri  diebus  Si  ai-iem  non  faent  preftita  fat-fdatio 
tunc  faciat  executionem  fue  fenrentie  realicer  &  per- 
fona^itcr  quam  cito  fieri  poteO: .  Sententiam  ferat  ramen 
intra  quindecim  dies  a  àie  perafte  petitionis  fivefitab- 
folutoria  five  condemnatoria  Et  in  calu  quo  a£tor  intra 
terminum  fibi  ftarurum  non  prob^verit  per  unum  teftem 
vel  alio  idoneo  modo  abfolvat  reum  a  petitione  aftoris 
intra  eumdem  terminum  &  utroque  cafu  condcmnec 
viftum  viftorem  in  expenfis  caufe  .  §  Sì  aurem  reusci- 
tatus  perfonsliter  femel  veJ  bis  domi  ecclefie  &  vie  cum 
dimiflìone  cedule  continentis  efceclam  p  titum  a6loris 
intra  terminum  citationis  non  comparuerit  &  fé  non 
reprefentaverit  in  curia  diSi  Domini  Vicarii  feu  C«pita- 
nei  tunc  exbanniatur  in  terra  Fiorenzuola  expnmendo 
caufam  &  afilgnetur  eidem  terminus  in  bamno  trium 
dierum  ad  comparendum  coram  Vicario  feu  Capitaneo 
ad  concordandum  cum  aflore  vel  eidem  refpondendum 
de  iure  Et  fi  veneric  intra  terminum  vel  in  termino 
detinciìtur  perfonsliter  quctifqne  ref?ceric  cxponfas  ci- 
tationis &  banni  ac  etiam  fatifdedcrit  de  quantitarc  fi.-n 
re  perita  Et  poflea  procedatur  ut  fupra  .  §  Si  vei"  no:! 
comparuerir  intra  tcrminuni  banni  tane  iccepto  )ura- 
Torri 0  XII.  Y  5  m^a^ 


34^  MONUMENTI. 

mento  ab  aHiore  quod  recipere  dcbcat  contCJita  in  faa 
petitione  pofiic  idem  Capicaaeus  leu  Vicarius  habere  reum 
prò  confeiFo  de  contentis  in  fua  pecicione  &  fententiam 
ferre  fi  (le  videbicur  prò  aftore  &  ipfam  exequarur  quem- 
admodum  (1  probario  legiprima  fafta  forec  in  caul'a  Cam 
in  capiendo  ipfum  reum  prò  difta  quanticate  perita  quam 
in  dando  tenucam  in  bonis  ac  etiam  in  folutiim  ad  voliin- 
tatem  ipdus  crediroris  fpcftata  tamen  per  ipTum  Vica» 
rium  feu  Capitaneiim  condicione  oc  qualitace  pcrfonaruni 
aftoris  &  rei  Se  eius  quod  petitur  in  cafibus  fupradiftis 
ubi  reus  edec  ccntumax  &  a  tali  fentcntia  prccepto  vel 
pfoceflTu  quolibet  caruum  prediftorum  non  potile  per  ali- 
quam  parcium  appellati  vel  de  nuUitate  opponi  vel  peti 
conerà  Cam  befìeficium  reftitucionis  in  integrum  .  Et  pre- 
dilla locum  habeant  in  cauds  &  queilionibus  inter  ho« 
mines  diftorum  Communium  vel  alterius  eorum  ufquo 
in  fummam  librarum  trium  fi,  par.  vel  alrerius  rei  exiften- 
tis  exftimate  iifque  in  quantitatem  prediftam  Et  predica 
folemnitas  &  modus  obferverur  (1  de  ipfa  pred^fta  quan» 
titace  librarum  trium  vel  ab  inde  infra  vel  de  ipfa  re  quc 
peteretur  extimationis  fupradifte  non  eff::  pubiicum  in* 
ftrumentumguar,  ^  Si  autem  efiet  inde  pubiicum  mftru- 
mentum  guar.  fcrvetur  ftarutum  quod  loquitur  &  tra- 
ftat  de  executione  inftriimentorum   guar.  faciendorum  • 

'    Quallter  procedatiir  in  quanti  tate  decem  librar  tim 
vel  ab  inde  infra  . 

A  quantitate  vero  foldoriim  fcxaginta  fi  p,  ufque  in 
decem  iibras  fi  reus  comparueric  proccdatur  forma  &  or- 
dine fuprafcriptis  falvo  quod  probatio  fìat  plenior  inde 
faltem  cum  uno  tefte  fufficieiiter  deponente  Et  quantum 
in  eo  erit  probante  &  cum  duobu>  tei^jbus  de  publica 
fama  probancibus  fuper  petitione  afloris  §  Si  vero  reus 
non  comparuerit  tunc  banno  eidem  dato  &  termino  ia 
co  adiefto  decurfo  faitcm  fìat  probacio  feu  fìdes  de  con- 
tentis in  petitione  aftorls  per  unum  teftem  legiptime 
quantum  in  eo  fuerit  probantem  vel  per  duos  teftcs  de 
publica  fama  prcbances  tiinc  facramento  quolibet  difto- 
rum  caluum  ipfius  allori';  '  pofl  que  fententiam  ferat  Do- 
minu"?  Capitaneus  feu  Vicarius  condennatoriam  quando 
talis  fìdes  eidem  faila  fuerit  &  quando  non  abfolutoriam 

ia- 


MONUMÉNTI.  347 

intra  quìndecim  dies  a  die  porrete  querimonie  compu» 
tandos  Ec  a  cali  fentencia  iervato  predico  ordine  &  fafta 
tali  fide  non  pollìc  appellar!  vei  de  nuilicate  opponi  per 
aliquam  parcium  predi6barum  . 

Qualìter  procedatur  in  maiori  quantHate , 

A  quantitare  vero  librarum  decem  fupra  ufque  ad 
libras  quinqaaginca  R,  par.  ulque  ad  quas  atmbuta  elt 
cognicio  per  Ccmmune  Florentie  Domino  Gapiraneo  leu 
Vicario  lupradifto  procedatur  &  obfcrvctur  fot  ma  mo- 
dus &  folemnicas  infrafcripca  videlicet  Quod  quicumque 
conqueri  volueric  de  qaancitace  libr.  quinquagiata  fl.  par. 
vel  ab  inde  infra  ufque  ad  quantitatem  decem  iibr.  vel 
de  re  quam  extimaverit  ufque  in  diftam  quantitatem 
folemnicer  exponat  faftum  in  petitione  fua  &  qaantitate 
vel  rem  quam  petit  et  ex  qua  caufa  ita  quod  petitio 
concludat  ad  condennationem  Qua  petitione  porre£la 
Domino  Capitaneo  feu  Vicario  fupradifto  teneatur  eius 
Notarius  eam  ponere  in  libro  aQ:oruni  civilium  curie 
fue  &  facere  citari  expenfis  aftoris  reum  qui  veniat  re- 
fponfurus  aftori  infra  terciam  diem  a  die  citatsonis  & 
fi  venerìt  faciat  fibi  dari  copiam  petiticnis  expenfis  a£bo« 
ris  &  afiignec  cìdem  terminum  ad  opponendum  vel  re- 
fpondendum  fuper  ea  unius  diei  vel  ducrum  ad  plus  & 
fuper  ea  faciat  refponderi  infra  terciam  diem  poft  com- 
paritionem  rei  legiptimatis  perfonis  primo  procuratoris 
il  per  procuracorem  agitstur  caufa  &  fafta  refponfione 
utrique  parti  adfignec  terminum  decem  dierum  utilium 
ad  probandum  de  eorum  iure  ita  quf>d  infra  ipfum  ter- 
minum faltem  ad  luramencum  fint  indulti  omnes  teftes 
quos  inducere  volueric  &  ipfe  Notarius  Curie  ipfos  Tcftes 
infra  tcrtiam  diem  a  die  luramenti  preftici  debeat  exa- 
minare  &  eorum  depofitiones  fcribere  &  per  ordinem 
ponere  in  libro  quem  faciec  de  Depofitionibus  teflium 
&  dista  teftium  debeant  effe  fecreta  quoufque  non  fue- 
rint  publicati  &  alii  '  Nota  eorum  teftium  reccptio  & 
cxaminatio  vel  depoficionum  fcriptarum  nullo  modo  com- 
mirci  poffic  &  fi  commitceretur  non  valeac  eorum  de- 
pofitio  nec  fides  eorum  diftis  adhibestur  '  recepris  tefti- 
bus  prefentibus  partibus  vel  faltem  citatis  publicentur 
«iepolltiones  eorum  k  cuilibei;  parcium  fìat  Se  detur  fa- 

cul- 


34?  MONUMENTI. 

cultas  fumsndi  copiam  &  afllgaetur  per  Dominum  Ca- 
pitancum  feu  Vicaiium  eifdeni  parcibus  rerminus  trium 
dicrum  utilium  ad  accipiendam  copiam  &  opponendum 
civiliter  centra  di<^a  vel  perfonas  eoruni  falvo  femper 
ftatuco  Communis  Florentie  quod  loquicur  de  accufatione 
falforum  teftium  infra  fex  dies  utilcs  facicnda  cui  per 
di£ta  non  inteliigacur  in  aiiquo  derogatum  Qao  termino 
trium  dierum  eJapfo  adìgnec  iterato  terminum  trium 
dierum  ad  prcducenda  in  caufa  omnia  inftrumenta  Se 
Iuta  &  allegata  prcducenda  &  facienda  quibus  ipfe  partes' 
produccre  &  faccre  volunc  in  caui'a  &  demum  ciratis  vel 
prelentibus  partibus  difinitivam  ferat  fententiam  Dominus 
Capitaneus  leu  Vicaiius  fupradiftus  ita  qiiod  totam  caufam 
infra  terminum  duorum  menfium  faltem  expcdiat  &  eam 
ultra  protelare  non  pcflìc  faciendo  feriarim  per  fuutiì 
Notarium  in  Aftis  fuis  fcribi  omnes  aftus  qui  fìent  ia 
cauta  Et  fi  in  aliquo  pui'fto  aliqua  partium  fuerit  con- 
tumax  poft  refponfìonem  fadam  fupcr  petitione  proce- 
dat  ad  infl-antiam  alterius  ad  fingulos  aftus  fupradiftos 
feriatim  ut  fuperius  eft  expie/Tum  Et  Ci  aliqua  parcium 
petierìc  fuis  expenfis  iuper  aliquo  punto  quefticnis  ha- 
beri  conlìlium  fapientis  teneatur  idem  Capitaneus  feu 
Vicarìus  fibi  dare  &  queftionem  five  punftum  ipfum 
receptis  fufpeft.  fi  eos  dare  voluerit  committere  uni  ex 
advocatis  di£Vorum  Communium  qu  habent  cognitionem 
ordinamentorum  «Se  (latut.  ipforum  Communium  Et  Ci  cen- 
tra petitionem  confilii  que  fieret  procederet  in  caufa  non 
habito  confilio  ncn  valeat  quod  fieret  Si  habito  confilio 
teneatur  illud  exequi  &  polTìt  idem  Capitaneus  feu  Vi. 
carius  fxp^nfis  pcrdentis  vel  urriufque  partis  habere  con- 
filium  fuper  difinitiva  fentenria  proferenda  &  ipfam  que- 
ftionem committerc  &  f?cundum  formam  conlìhi  fenten- 
tiare  dummodo  commiflìo  non  fiat  in  ludicem  qui  non  fic 
advocatus  diftorum  Communium  &  quodiibet  confiiiuni 
quod  Iuper  caufa  vel  difinitiva  fententia  habuerit  teneatur 
facete  per  Notarium  Curie  Icribi  in  A£t  s  fuis  ira  quod 
exinde  libere  per  quamlibct  partium  pofiit  fumi  copia  & 
non  pofiit  refcindi  fententia  preteftu  contefi:ationis  litis 
nca  fa  eie  vel  iuramenti  calumnie  non  pcfiti. 
Manca  il  re  fio  ,  e  non  fi  trova  . 

Num,  V!. 


349 


Num.  VI  per  parte  di  fupplemento  a  ciò ,  che 

manca  nel  TeTto  dopo  la  Rubrica  dxxxviii. 

Libro  Vii.  pagina  230. 


Stato  della  Città  dì  Firenze  negli  anni  1339.  coQ 
qualche  varietà  da  quel ,  che  narra  Gio.  Villani 
lib.xi»  e.  91. 92.  <?9g.  tratto  dalle  MemJJior  della 
Città  di  Firenze  MSS,  Cod.  A.  a  gg.  e  Cod.  B. 
a  111.  della  Libreria  di  S.  Paolino  . 


D 


Entrata 


Alla  gabella  delle  porti  ogni  anno  circa  fier.  poioo. 
Dalla  gabella  del   Vino  a  minuto  pagandoli  al 

terzo  —  —  —  —  —I  — —  =  50300.(1) 

Dall'  edìDio  del  Contado  a  fol.  1  o.  per  lira  V  anno  30IC0  (s) 
Dalia  gabella  del  Tale  a  ragione  di  fol.  40.  loftaio 

a'  Cttradini ,  e  a'Contadinidi  fol.  20  lo  ftaio  14450.(3) 
Dalla  gabella  ,  e  beni  de'  Ribelli ,  e  sbanditi  ,  e 

ccndcpnati    —  —.—.—.  —  —.  —  —.ri:  7000. 

Dalla  gabcila  de*  Preftatcri ,  e  Ufurai  l'anno  =z  jooo. 

D'i'  Nobili  del  Contado  1'  anno  —.—  —  —.  m  aooo. 

Dalla  gabella  de'  Contratti  1'  anno  —  —  —  =:  20000.(4) 

Dalla  gabella  del  beftiame ,  e  macello  della  Città  1 5000. 

Da  quella  del  Contado    — —  —  n:  4400.(5) 

Palla  gabella  delle  pigioni-*.  — .  — .  —  -^  ==  4150.(6) 

Dalla 


(i)  Altra  lezione  al  margine  fior,  ^3 00, 
(a)  Al.  fior.  30Ì0©. 

(3)  Al.  fior.  I4SO*. 

(4)  Al.  fior.  I  loco. 
(5).  Al.  fior.  44«9» 
{6)  Al.  fior.  4'}5<?» 


350  MONUMENTI. 

Dalla  gabella  della  farina  a  macinare  &  maci. 

natura     —  —  —  — ,  —  —  — :rf    415».    ' 

Dalla  gabella  del  Signore(i) > r^     35"o. 

Dalia  gabella  delle  accufe,  et  acculc—  —  rn     1400, 
I>al  guadagno  delia  moneta  dell'oro  fatta  ogni 

Dal  guadagno  della    moneta  ,  et  quattrini ,  ec 

piccioli — zrr      1500. 

Da*  beni  propij  del  Comune  ,  et  paffaggi  . —  :=z     ideo. 

Da'  Mercatanti  della  Città  di  beftie  vive  —  z=:     2o©o.(a) 

Dalla  gabella  del  fegnare  pefì ,  et  mifure  -^  ziz       600. 

Dalla  gabella  della  Ipazzatura ,  e  portare  bigonce 

in  Ortofanmichele  —  — -  —  '— =z:       f$o» 

Dalla  gabella  delle  pigioni  del  Contado  —  1=       550. 

Dalla  gabella  de*  Mercatanti  del  Contado  —  irz     1000, 

Dalle  Condepnagioni ,  che  lì  rifcuotono    —  zzz  15000. 

Da*  difetti    de'  Soldati    —  — —  zzz     7000. 

Dalla  gabella  delie  trecche  ,  e  trecchoni  —  =1     4500. 

Dalla  gabella  del  fodamento  del  portare  arme  da 

difendere  — — .  —  -^— ,  .— .  —  rr:     1300. 

Dalia  gabella  de*  Medi  — *-  —  —  — z:^       100. 

Dalla  gabella  de*  foderi  del  legname >  z=z         50. 

Dalla  gabella  de'  fodatori  ,  et  approvatorì  —  zn       200. 

Dalla  parte  del  Comune  de*  Richiami  della  ga- 
bella de*  Confoli  dell'Arci      —  —  —  ziz     3000, 

Dalla  gabella  delle  pofTefHoni  del  Contado      "»  ,  x 

Dalla  gabella  delle  zuffe  a  mano  vota  ,  et  altro/     ^  '^^' 

Da  gabella  di  chi  non  ha  cafa  in  Firenze  ,  et  halle 

in  Contado    —  -^  —  —  —  — .  —  — .:rr     1000, 

Dalla  gabella  del  mulino,  et  Pefcaie  -^  —  zn  — - 

Somma  fior.  ecc.  m.  (  così ,  ma  fembra  errore  ,  rifultando 
da  tutte  le  foprafcritte  partite  fior.  343300. 
Quefte  entrate  fopperifcono  alle  fpefe  ordinarie  che 

ha  la  Ciptà  in  tempo  di  pace  per  tenere  uno  numero  di 

gente  et  altre  fpefe  ordinarie  che  ha  la  Ciptà  '    Ma  come  è 

lopraggiunto  le  guerre  per  ogni  tempo  fecondo  le  oppor- 

tu- 

(i)  Al.  delle  Signorie ,  cioè  ,  di  que*  Cittadini  ,  che  anda- 
vano fuori  in  ufizio. 
(i)  Al.  fior.  21  50. 
(jj  Al.  iìor.  1050.  Altro  fior,  in  hiattC9  . 


M   O   N   U   M    ENTI.  351 

tunità  Tempre  hanno  fupplito  le  borfe  de*  noftri  Ciptadiai 
et  con  quelle  hanno  difefo  la  loro  libertà  da  molti  pericoli 
in  diverfi  tempi  foF'^ayvenuti  et  di  gran  lunga  fopra  la  efti- 
xnazione  deMoro  nimici  e*  quali  per  diverfi  tempi  hanno 
giudicato  doveri!  fottomectere  et  fono  rimadi  ingannali  . 
Cod,  A.  a  5^p. 

Spefe  che  il  Comune  aveva  ferme  ogni  annd  in  detH 
tethp)  a  ragione  di  lire  3»  ejol.  2. per  fiorino  . 

Al  Pocelìà  per  fuo  falario  e  fua  famiglia  ogni 

Al  Capitano  per  fuo  falerìo  V  anno  —  —  =  5880. 
Ali*  AfTeguitrre  (  r/o^    tfectttore  degli   ordini 

della  Giuftizia  )  per  detta  cagione  V  annc  r:s  4900, 
Al  Conl.^fvatore  dei  popolo  fopra  gli  sbanditi 

con  50.  Cavalieri  e  cento  fanti—  —  —  r=;     $400.(1}. 
Vero  è  che  quefto  uliiio  non  era  ftanziale  ma 

levavafi  fecondo  ei  bifbgno 
Al  Giudice  deli'  appellazioni  fopra  le  ragioni 

del  Comune^*-  —  —  —  —  ^^  .^  „^  z:^  lyoo. 
Air  ufìciaie  fopra  gh  ordini  delle  donne  —  — :  1000. 
Ali'  Ufìciaie  fopra  la  piazza  d'  Orzanmichele  ,  e 

biadi — .  —  —  — .— . —  =     130?. 

Air Uficiale  fopra  la  condotta  de' foldati  •—  =r  1000. 
Agli  Uficiali  Notai  e  Meffi  fopra  difetti  di  foldati  150,^ 
A' Camarlinghi  Meflì  Notai  e  Frati  che  danno 

agli  arti  della  Camera  del  Comune  — -  —  r=     1400. 
Agli  Uficiali  fopra  le  rendite  proprie  del  Co- 
mune —.—..—.—.—.  —  —*.  —  —   —   ZiZ         209. 

A*Sopraftanti  e  guardie  de' Prigioni  —  —  rz:       800. 

Alle  fpefe  della  menfa  de*  Signori  e  della  fami- 
glia   —  —  ——  —  —  —  —  —  —  —  :z=     3600. 

A'Dunzelli    Campanai    Servidori  della  Torre 

de'  Priori  e  Podeftà  —  -— —  —  •=.       550, 

Al  Capitano  de*  Fanti  con  60.  che  tiene  al  fcrvi- 

gio  de*  Priori     —  —  —  —  '—-—  —  rz:     9000. 

A!  Notaio  foreftiero  fopra  le  Riformagioni  col 

Compagno    •--•-•— .-»—.-^**  —  m:       450, 

Al 

(i)  Villani  r.  pa.  Fitrini  %^o; 


35-  MONUMENTI. 

Al  Cancelliere  e  fuo  Compagno  l'anno     —  zz^  4)d, 

ÀI  parto  de'  lioni  torchi  candele  e  pAnegli  —  ;zr  2<^oo. 

Al  Notaio  che  regiftra  e' facci  dol  Coip.une    in 

palagio    —  —  — -i^ —  —  —  — .  —  — ,;:;:^  lojy, 

A' Medi  che  fervono  tutte  le  Signorie zr.  1500. 

A*Trombrttori  e  Banditoci  Naccherini  Sveglia 
»    Cenamella  e  Trombetti  in  numero  10.  con 

trombe  d*  ariento  in  tutti  —  —  —  —«-,::::  looo. 

A  limonnc  a' Religiod  e  i'pedali  Panno  —  in  2000. 

A  600.  Guardie  di  notte  per  iaCiptà  alli  pcfti  zzz  loSoo, 

Al  Palio  di  fciamito  per  San  Giovanni  San  Bar- 
naba e  Santa  Liperata   —  —  —  —  — .  zz:  403. 

Per  Spie  e  MeflI  —  —  — .  —  —  —  — -  —  zr  1200. 

Ambafciadori  che  vanno  fuori  rtimafi  V  anno  zzz  16500. 

A'  Caftellanie  Guardie  di  Rocche zz  14000.(1) 

Alla  Camera  dell'armi  per  balcOra  e  facttamento  5000. 
Somma  totale  lire  1 10830.  — 

Somma  le  fpefe  opportune  fanza  i  fcldati  a  cavallo  et  a  pie 
fior.  40000  o  pili  .  Cod.  B.  a  223. 

I  foldati  e  fanti  a  pie  non  hanno  numero  ordinato  ma 
al  continuo  fanza  la  guerra  di  Lombardia  fi  può  ragionare, 
600.  in  mille  Cavalieri  et  fimile  Pedoni  .Le  fpelc  del  Co- 
mune et  Santa  Liperata  ancora  non  fi  pongono  perchè 
non  fono  cofa  ferma  o  ordinata. 

Stato  della  Ciptà  di  Firenze 

Faremo  anche  memoria  oltre  alle  rendite  e  fpefe  dello 
flato  della  noftra  Ciptà  in  molte  altre  fue  parti  acciocché 
chi  verrà  dopo  noi  con  quefto  ricordo  pofia  efaminarc  fc  la 
Ciptà  di  dì  in  dì  crefcc  o  fccma  et  abbia  cagione  di  sforzarli 
di  aumentarla  . 

Troviamo  che  in  quefti  tempi  era  nella  Ciptà  circa 
25.  mila  uomini  da  arme  da*  f  5.  infino  a*  25,  anni  et  avevavi 
circa  1500.  nobili  che  fodavano  per  grandi  il  Comune  en 
craci  fefiantacinque  Cavalieri  di  corredo  '  Troviamo  che, 
jnn^zi  che  folfe  fa:to  el  fecondo  popolo  ce  n' .erano  circa 
.  aSO. 

(1)  D'altra  mano  dentro  lire  13200. 


M   O   N   U    M    E    N    T   I.  353 

a  jo.  '  perchè  poi  e'  Grandi  non  ebbono  ftato  però  non  fi  fa- 
cevano Cavalieri'  Srimavafl  effere  in  Firenze  da  novantamila 
bocche  e  foreftieri  1 500.  fanza  e' Relìgiofi  et  Monaclie  . 
Srimavafi  efiere  nel  contado  e  diUrerco  80.  mila  uomini d» 
arme.  Bacrezzavafì  ogni  anno  in  San  Giovanni  $500.  in 
<5ooo.  criature.  I  fanciulli  cLie  davano  a  leggere  erano  da  ot- 
tomila in  10000.  quegli  che  ftavano  air  abbaco  in  feifcuole 
Oa  mille  '  alla  gramatica  cr  loica  in4.  fcuole  da  550.  in  600, 
Erano  in  Firenze  e  ne' borghi  anche  i  io.  tra  Chiefe  e  Ba- 
die '  57.  Parrocchie  con  popolo  '  5.  badìe  '  con  due  Priorie 
con  circa  80.  Monaci  '  24.  Muniflerj  di  Monache  con  circa 
500.  donne  '  io,  regole  di  Frati'  30,  Spedali  con  piii  di  millei 
letta  pe'  poveri  et  infermi  '  250,  in  300.  Cappellani  Preti , 
Le  bottege  dell'  arte  della  lana  200.  o  più  '  Facevano  V  an- 
no 70.  mila  in  80.  mila  panni  di  valuta  di  uno  milione  e  aoo. 
mila  fiorini  che  circa  del  terzo  rimanevano  nella  Ciptà  per 
avere  agio  fanza  el  guadagno  .  Vivevanne  più  di  30.  mila 
perfone  .  Troviamo  che  da  trenta  anni  adietro  erano  le  dec« 
te  bottege  300.  et  facevano  più  di  100.  mila  panni  tutti 
grcfil  perchè  allora  non  ci  entrava  et  non  ci  fi  fapeva  la- 
vorare lana  d'Inghilterra.  Eranci  dell'arte  di  Calimala 
circa  20.  fondachi  di  panni  Francefchi  et  Oltramontani . 
Mettevano  1'  anno  in  Firenze  circa  io.  mila  panni  di  valuta 
di  300.  mila  fiocini  che  tutti  fi  vendevano  in  Firenze  ' 
E' banchi  de' Cambiatori  erano  circa  di  ottanta'  Battevaii 
1'  anno  di  oro  da  350.  in  400.  migliaia  di  fiorini  *  quattrini 
più  di  20.  mila  libre  '  Borceghe  di  Calzolaj  pianellai  circa 
di  300.  El  Collegio  de'  Giudici  80.  Notai  doo.  Medici  fifichi 
e  Cerufichi  60.  Botteghe  di  Spezi.-.li  100.  '  Molti  altri  mer- 
catanti Merciai  et  di  moke  ragioni  artefici  Fornaj  in  Fi- 
renze circa  di  146.  T-roviamo  cheogni  dì  bifognavaalla 
Cipù  dentro  circa  moggia  150.  di  grano  et  troviamo  che 
nel  1280.  che  era  la  Ciptà  in  più  felice  ftato  ne  voleva  la 
fertimana  da  8co.  moggi  a  (i) .  Di  vino  troviamo  entra  nella 
Ciptà  da  60,  in  70.  mila  cogna'  buoi  et  vitelle  V  anno  quat- 
troJiìila  .  Caftroni  et  pecore  60.  mila  ,  Capre  et  becchi  ven- 
tiiTìila  .  Porci  30. mila.  Entravadel  mele  di  Luglio  ogni  anno 
per  la  porta  a  S.  Fr iano  quattromila  fome  di  poponi .  Erano 

in 

(i)  Sr.pplìto  cos;  dal  Villani /.  f/;. r.  p],  perchè  lafciatoia 
in  bianco  dal  MS. 


354  MONUMENTI. 

in  Firenze  gì*  infrafcritti  Priori  con  colla  et  torpiento  '  Po-» 
teftà  '  Capitano  del  popolo  '  EfTecutore  degli  ordini  della 
giuftizia'  Capitano  di  guardia  o  vero  Confervadorc  di  po- 
polo '  et  tutti  quefti  avevano  cognizione  perfonale  .  Et  più 
ci  Giudice  fcpra  le  gabelle  '  l'Uficiale  fopra  gli  ordini  delle 
donne  '  V  Uficiale  della  mercatanzia  '  1'  Ufìciale  dell*  arte 
della  lana  '  Ufìciali  Ecclefiaftici  '  la  Corte  del  Vefcovo  di 
Firenze  et  quella  del  Vefcovo  di  Fiefole  et  molto  fi  ma- 
gnificava la  Ciprà  negli  edificj  che  ogni  dì  più  T  uno  che 
l'altro  fi  miglioravano  maflimamenre  '  Et  che  è  più  da  no- 
tare fono  gli  edifici  magnifici  de' Ciptadini  in  Contado 
tali  che  molti  foreftieri  venendo  a  Firenze  et  vedendo  gli 
edificj  che  fono  fra  le  tre  miglia  hanno  creduto  eiTeregià 
nella  Ciptà  et  che  ella  foflTe  già  molto  maggiore  '  &  ftima- 
vafi  eh?  fufibno  tanti  edificj  frale  fei  miglia  che  accozzati 
infieme  farebbono  più  che  due  altre  Ciptà  fimili  a  Firen- 
ze .  Or  quefto  badi  avere  detto  al  propoTuo  delia  magni- 
ficenza di  Firenze  .  Cod.  B»a  ii^.  tergo  . 


^ 


Supple- 


^S5 

Supplemento  al  Num.  I.  delle  cofe  di  Dante , 
Supplica  deli' Accademia  Fiorentina  per  ergerli 
il  bufto  di  marmo  a  Dante ,  dell' anno  1687. 
Da  quaderno  di  varie  Notizie  di  diverfe  Ac- 
cademie. Hdla  Magllab,  ClaJlix.Cod,  11  e. 

SERENISSIMO  G.  D. 

JL/  Accademia  Fiorentina  parfoli  die  1'  effigie  di  Dante 
meriti  luogo  più  celebce,che  dove  è  dentro  in  dozzina 
con  altri  ritratti  ,  rifolvè  4.  dì  f a  ,  e  vinie  partito  do- 
verfeli  del  pubblico  o  privato  tefta  di  marmo  ,  fopra  la 
porta  ,  con  animo  quanto  a  me  che  lo  propofi  ,  di  chie- 
dere a  V.  A.  S.  che  *1  lalario  d'un  anno  già  ftanziato 
qui  a  due  Lettori  lopra  Dante  e  '1  Petrarca  oggi  vacante 
li  convertifca  in  queflo  che  importa  feudi  4S,  e  quand'  ella 
refti  più  fervila  che  téle  aiTcgnamento  fi  mantenga  a 
lettura  fola,  fon  io  pronto  a  lafciar  di  mio  tal  memoria 
per  non  gravarne  gli  Accademici,  i  quali  meco  rice- 
veranno per  grazia  ogni  fuo  refcritto  e  beneplacito  pre- 
gandoli da  Dio  felicità  >  e  Figliuoli.  Di  Firenze  lix,  ^i 
Gennaio  87. 

Di  V,  A.  S, 

Umilif?.  e  divotifs.  Servitore 
Caccio  Valori. 

S.  A.  1*  approva  ,  et  lo  defidcra  ,  et  che.  fi  faccia , 
et  il  falario  d*  uno  anno  di  quella  Lettura  cioè 
feudi  48.  già  itanziati ,  fi  voltino  a  quefto  ef- 
fetto ;  et  volendo  S.  A.  che  le  letture  fopra 
Dance  et  il  Petrarca  fi  feguitino,  mandinfi  in 
nota  i  fubbietti  per  eléggerfi  da  S.  A.  i  Lettori  . 
Belif.  Vinta  25.  Gennaio  87. 
fuori  Al  SerenifTìmo  S.   Cardinale 

G.  Duca  di  Tofcana  fuo  Sicjnore  unico . 


FINE  DEL  TOMO  XIL 


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